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GIOVANNI PAOLO II
ANGELUS
Festa di Santo Stefano Protomartire
Castel Gandolfo -
26 dicembre 1991
Sia lodato Gesù Cristo!
Voglio salutare tutti i presenti, qui nel cortile di Castel
Gandolfo. Penso anche a quelli, che si trovano in questo momento nella piazza
di San Pietro, e ad altri che sono collegati con noi attraverso la radio e la
televisione. Dobbiamo prepararci per celebrare l'Angelus Domini tutti insieme,
nel secondo giorno, nell'ottava natalizia del Santo Natale. In questa secondo
giorno dedicato al primo martire, al protomartire Santo Stefano.
C'è un legame profondissimo, se si considerano le parole di
questo protomartire, diacono di Gerusalemme, che vede i cieli aperti e il
Figlio dell'Uomo, vale a dire, Gesù, alla destra del Padre.
Noi guardiamo al presepio e vediamo in questo presepio il
Bambino neonato, e siamo commossi da questa scena di Betlemme, così
emozionante. Ma subito, la Liturgia della Chiesa, nella seconda giornata, ci
porta verso il futuro dello stesso Bambino, dello stesso Gesù neonato. Colui
che, attorniato da Giuseppe, da Maria, dai Pastori, si trova adesso nella
culla di Betlemme, è lo stesso che, dopo la sua missione messianica, dopo la
sua Croce e la sua Risurrezione, si troverà alla destra del Padre celeste.
E' lo stesso Gesù. Il secondo giorno dell'ottava natalizia ci
apre subito l'insieme del mistero di Cristo, e ci invita a guardare, con
grande gioia al presepio, al Neonato, con la stessa gioia, con lo stesso
affetto con cui lo guardavano Maria, Giuseppe, i Pastori, i Magi dell'Oriente.
Ma, nello stesso tempo, la Liturgia ci invita a guardare l'intero mistero di
Gesù, da questo inizio fino al suo coronamento celeste, perché oggi Gesù è
Colui che si trova alla destra del Padre.
Questo Gesù, attraverso le gioie del suo Natale terreno, ci
porta verso quel Natale celeste, definitivo, a cui tutti siamo invitati,
chiamati, come figli nel Figlio.
Con queste riflessioni, con questi pensieri recitiamo adesso,
come di solito, l'Angelus Domini.
© Copyright 1991 - Libreria
Editrice Vaticana
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