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GIOVANNI PAOLO II

ANGELUS

Domenica, 15 novembre 1992

 

Carissimi fratelli e sorelle!

1. Vorrei quest'oggi farvi partecipi di un avvenimento di grande rilievo, per la vita della Chiesa. Si tratta della pubblicazione del "Catechismo della Chiesa Cattolica", da me già approvato nel giugno scorso. Essa sarà accompagnata da una presentazione ufficiale, articolata in un momento celebrativo, il 7 dicembre prossimo, e in un momento liturgico, il giorno 8, a cui seguirà una conferenza stampa, il 9 dicembre.

Sarà un evento di portata storica, perché il Nuovo Catechismo non è uno dei tanti volumi di teologia o di catechesi, ma un testo di generale riferimento per l'attività catechetica nell'intero popolo di Dio. L'orizzonte in cui esso si colloca è quello disegnato dal Concilio Ecumenico Vaticano II, quando la Chiesa volle mettersi "in religioso ascolto della Parola di Dio" (Dei Verbum, n. 1), per comprendere sempre meglio se stessa e porsi in dialogo con gli uomini del nostro tempo. Nella splendida primavera conciliare, sotto l'azione dello Spirito, la Chiesa trasse così dal suo tesoro "cose nuove e cose antiche" (Mt 13, 52). Il nuovo Catechismo rappresenta appunto uno strumento qualificato e autorevole per la mediazione di tale rinnovata autocoscienza della Chiesa, fortemente ancorata all'unica ed immutabile verità del Vangelo, ma anche attenta ai "segni dei tempi" e proiettata con tutta se stessa nell'evangelizzazione e nella promozione dell'uomo.

2. Sono certo che la pubblicazione del Nuovo Catechismo costituirà per i fedeli un'occasione preziosa per ravvivare la fede e per rinsaldare lo spirito missionario, favorendo in tal modo l'autentico rinnovamento ecclesiale. La fede, infatti, esige che ci si metta in ascolto della Parola di Dio, autorevolmente annunciata dagli Apostoli e dai loro Successori. Essa non è un atteggiamento soggettivo e vago, ma l'adesione della mente e del cuore alla Verità rivelata, anzi a Cristo stesso, "via, verità e vita" (Gv 14, 6). Dalla fede accolta e vissuta si sprigiona poi, nei credenti, la spinta ad annunciare e testimoniare la "buona novella" del Vangelo a tutti gli uomini. Mentre si avvicina, a grandi passi, il terzo Millennio dell'Era cristiana, la Chiesa si sente più che mai interpellata dal mandato missionario di Gesù: "Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni" (Mt 28, 19). Il "Catechismo della Chiesa Cattolica" intende porsi al servizio di tale rinnovamento della fede e della missionarietà dei credenti, impegnati a vivere il loro battesimo nel mondo contemporaneo.

3. Con la recita dell'Angelus invochiamo Maria, Madre della Chiesa e "Stella dell'Evangelizzazione", perché ottenga a tutta la Comunità cristiana la grazia di un'accoglienza docile, cordiale ed operosa di questo nuovo strumento della fede, dal quale auspichiamo frutti abbondanti per la maturazione del popolo di Dio e l'evangelizzazione del mondo.


Ad alcune comunità neocatecumenali spagnole

Saludo ahora muy cordialmente a los integrantes de las Comuni dades Neocatecumenales procedentes de las parroquias de Murcia (España), presentes en Roma para hacer su profesión de fe ante la tumba del Apóstol san Pedro.

En vuestro camino de intensa vida cristiana, os aliento a ser siempre testimonio de los valores evangélicos y promotores de viva comunión eclesial.

Mientras os encomiendo a la maternal protección de la Santísima Virgen, a cuyo Santuario de Loreto os dirigís, imparto a vosotros y a vuestras familias la Bendición Apostólica.

La celebrazione della Giornata Nazionale delle Migrazioni viene ricordata da Giovanni Paolo II al termine della recita dell’Angelus con queste parole.  

La Chiesa italiana celebra, oggi, la Giornata Nazionale delle Migrazioni, con un tema suggestivo e di grande attualità: “Migrazioni, incontro di popoli”.

Il massiccio fenomeno migratorio dai Paesi più poveri a quelli più ricchi è cresciuto in questi ultimi anni anche in Italia, e presenta aspetti umani e sociali che interpellano la nostra sensibilità.

Preghiamo e operiamo attivamente perché l’accoglienza dei fratelli immigrati sia sempre vissuta come evento di solidarietà e costituisca anzi occasione per un fecondo scambio di doni. Essa potrà così favorire un vero incontro di popoli, per la costruzione della civiltà dell’amore, nel rispetto della dignità e della libertà di ogni persona.  

Al termine della recita dell’Angelus il Santo Padre sottolinea l’importanza della Giornata “ProOrantibus”, che verrà celebrata sabato prossimo. Queste le sue parole.  

Sabato prossimo, festa della Presentazione di Maria Santissima al Tempio, ricorre l’annuale Giornata “Pro Orantibus”, nella quale la Chiesa rivolge uno speciale pensiero ai Monasteri di Clausura.

La testimonianza di queste anime generose che, alla scuola del Divin Maestro, innalzano a Dio un’assidua preghiera di lode, di ringraziamento e di riparazione, suscita in ogni fedele profonda ammirazione. Seguendo il Signore in una vita di nascondimento e di penitenza, esse diventano le annunciatrici più attendibili del Mistero della morte e risurrezione del Signore.

Vogliamo oggi esprimere loro la nostra grata solidarietà col ricordo nella preghiera e col sostegno del nostro aiuto concreto e generoso, affinché possano continuare il loro fecondo e insostituibile apostolato per la santificazione del mondo.

 

© Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana

 

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