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GIOVANNI PAOLO II

ANGELUS

Domenica, 9 gennaio 1994

 

 

1. "Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto" (Mc 1, 11).

Carissimi fratelli e sorelle! Abbiamo ascoltato queste parole nell'odierna liturgia della festa del Battesimo del Signore, evento che inaugura il ministero pubblico di Gesù.

Al Giordano la voce eterna del Padre, che addita il Cristo come Messia, risuona nella storia.

E' "voce dal cielo" che, mentre rivela l'identità messianica e divina del Cristo, inaugura il nuovo tempo dell'amore di Dio per l'uomo.

Gesù vide i cieli aprirsi e lo Spirito Santo discendere su di lui come colomba (cfr. Mc 1, 10): questa manifestazione dello Spirito di Dio segna l'inizio del grande tempo della misericordia, dopo che il peccato aveva chiuso i cieli, elevando come una barriera tra l'essere umano e il suo Creatore. Ora i cieli si aprono! Dio ci dà nel Cristo il pegno di un amore indefettibile.

2. Tu sei il mio Figlio! Abbiamo poc'anzi ripetuto quest'affermazione evangelica nella Basilica di san Pietro. Quarantun bambini, romani ma anche di diversi popoli e continenti, ricevendo il Battesimo, sono stati innestati in Cristo. Immersi nel mistero della sua morte e risurrezione, sono diventati, per adozione, "figli di Dio". Il compiacimento del Padre si è posato anche su ciascuno di loro, per la conformazione al Redentore ricevuta nella grazia battesimale. Questo è il grande disegno di Dio per noi uomini: creati a sua immagine (cfr. Gen 1, 26), ma resi deformi dal peccato, siamo chiamati ad essere "ri-creati" come suoi figli adottivi mediante la partecipazione alla vita stessa del Figlio, Gesù Cristo (cfr. Gal 4, 5-7).

"Tu sei mio Figlio!", proclama la voce del Padre sulla riva del Giordano. E' parola rivolta al Figlio Unigenito, consostanziale al Padre, ma diventa progetto e vocazione per ogni uomo. Come vorrei gridare questa parola per tutti i bambini del mondo! Come vorrei che essa giungesse non solo ai battezzati, che non loderanno mai abbastanza il Signore per il dono ricevuto, bensì, come invito alla speranza, pur a quanti sinceramente cercano il senso della loro esistenza! Quale diverso sapore acquista la vita, quando ci si lascia incontrare dall'amore di Dio!

3. Carissimi fratelli e sorelle! Chiediamo alla Vergine Santa di essere costantemente disponibili ad accogliere questo amore.

Prima che sulle rive del Giordano, in un certo senso, fu proprio nel suo cuore che i cieli si aprirono, nel momento dell'Annunciazione. Ella diventò così "madre di Dio", e pertanto "madre dell'Amore". Voglia ora guidarci con materna dolcezza a fare viva esperienza di Colui che è l'Amore (cfr. 1 Gv 4, 8).

Ad un gruppo di pellegrini provenienti dall’arcidiocesi di Gorizia

Rivolgo ora un cordiale saluto ai Componenti del “Gruppo giovanile della Scuola comunale di Musica di Ruda”, Arcidiocesi di Gorizia, esortandoli ad unirsi con i loro canti alla lode perenne che sale da tutta la Chiesa e dall’intero creato.


Si celebra oggi nella diocesi di Roma l'annuale "Giornata del Seminario".

Come è noto, tale giornata si propone di richiamare l'attenzione dei fedeli sull'importanza fondamentale che ha, nella vita della comunità ecclesiale, la promozione delle vocazioni sacerdotali. Essa intende, inoltre, far conoscere le attività dei Seminari della diocesi, invitando ciascuno a contribuire, secondo le proprie possibilità, alle loro crescenti necessità.

Grazie a Dio, la diocesi di Roma registra da qualche anno un significativo aumento di ordinazioni sacerdotali; ma non ci si deve stancare di chiedere al Signore il dono di nuovi sacerdoti, perché le necessità pastorali sono tante. Vi invito perciò a pregare, cari Fratelli e Sorelle, perché il Signore sia generoso nel chiamare al sacerdozio e perché i giovani chiamati siano pronti a seguirlo.

La Regina degli Apostoli ispiri a molti giovani il proposito di donarsi totalmente a Dio nel servizio del Regno come sacerdoti di Cristo.

 

© Copyright 1994 - Libreria Editrice Vaticana

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