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GIOVANNI PAOLO II

ANGELUS

III Domenica di Avvento - 17 dicembre 199

 

 

Carissimi Fratelli e Sorelle!

1. Continuando a riflettere, in questi appuntamenti domenicali, sui documenti del Concilio Vaticano II, ci soffermiamo quest'oggi sul testo che i Padri Conciliari hanno riservato alla vita consacrata, il decreto Perfectae caritatis.

Il Concilio aveva già chiarito nella Lumen Gentium che alla radice di questa singolare scelta di vita non c'è la disistima del matrimonio o delle realtà temporali, bensì una specifica chiamata di Cristo. E’ lui che invita un battezzato a seguire più da vicino la forma di vita che egli stesso scelse (LG, 44) e a testimoniare così, con particolare eloquenza, l'assoluto di Dio. Si tratta in realtà di una nuova consacrazione, che approfondisce quella battesimale e cresimale propria di ogni cristiano. In forza di essa, il chiamato diventa, a nuovo titolo, "tutto" di Dio, per amore del quale si pone anche a totale servizio dei fratelli. Le rinunce che egli fa, non certo dettate da mancanza di amore, sono frutto piuttosto di sovrabbondanza di amore. Egli apprezza i valori del mondo, ma è chiamato a testimoniare che essi non sono i valori ultimi. E’ Cristo infatti il valore ultimo e il fine di tutte le cose. Con tali connotati di segno e profezia escatologica, la vita consacrata è innestata profondamente nel mistero ecclesiale, e pur non riguardando la struttura gerarchica della Chiesa, appartiene fermamente "alla sua vita e alla sua santità" (LG, 44).

Nel decreto Perfectae caritatis i Padri conciliari si preoccuparono di offrire importanti direttive perché la vita consacrata, pur sviluppandosi in armonia con le esigenze del nostro tempo, restasse però sempre pienamente fedele alle sue radici evangeliche.

2. Dopo il Concilio si sono registrati in tal senso lodevoli sforzi; il Sinodo dello scorso anno sulla vita consacrata ha potuto beneficiare di un notevole approfondimento teologico, come pure degli stimoli dovuti al fervido panorama di antiche e nuove forme di speciale donazione. Su questa base sto preparando una Esortazione post-sinodale, che sarà resa pubblica nei prossimi mesi.

Non c'è dubbio che, alla luce di questo trentennio, le indicazioni conciliari si sono dimostrate lungimiranti. Il Concilio ha riaffermato innanzitutto che regola suprema di ogni Istituto di vita consacrata è la sequela di Cristo (PC, 2), valorizzando nel contempo il patrimonio carismatico dei singoli Istituti, trasmesso dai Fondatori. Ha inoltre sottolineato l'importanza di una viva partecipazione degli Istituti di vita consacrata, secondo la loro indole, alla vita ecclesiale ed opportunamente li ha incoraggiati ad essere attenti ai segni dei tempi per offrire efficacemente la loro testimonianza evangelica (PC, 3).

3. Carissimi Fratelli e Sorelle, invochiamo Maria, Vergine fedele, per tutti gli uomini e le donne che si sono votati a Dio solo, allo scopo di amarlo con cuore indiviso (cfr. LG, 42). Memori di quanto afferma il Concilio, che cioè "le migliori forme di adattamento non potranno avere successo, se non saranno animate dal rinnovamento spirituale" (PC, 3), essi aiutino la Chiesa ad incamminarsi, con rinnovato slancio interiore ed apostolico, verso il suo terzo millennio.


Dopo aver guidato la preghiera dell'Angelus ed aver impartito la Benedizione Apostolica, Giovanni Paolo II ha benedetto i "Bambinelli", le statuine di Gesù Bambino che numerosissimi ragazzi avevano portato in Piazza San Pietro rispondendo all'ormai tradizionale iniziativa natalizia promossa dal Centro Oratori Romani. Ecco le parole del Papa:

Benedico ora, secondo una bella consuetudine natalizia, i "Bambinelli", cioè le statuine di Gesù Bambino che voi, cari bambini e ragazzi, avete portato qui e che poi, tornando a casa, metterete nel presepe. L'anno scorso, come ricordate, ho scritto a tutti i bambini del mondo una speciale Lettera. Quest'anno invece ho voluto dedicare ai più piccoli il Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del prossimo 1° gennaio, scegliendo come tema: "Diamo ai bambini un futuro di pace!". Vi invito pertanto a pregare, davanti al presepio, perché il Natale del Signore porti un raggio di pace ai bambini del mondo intero, e perché gli adulti imparino a governare le società tenendo conto realmente delle esigenze educative dei più piccoli.

Un "grazie" speciale rivolgo ai bambini degli Oratori e delle Scuole cattoliche di Roma, Pescara e Teramo per i loro auguri e i loro canti; come pure al Centro Oratori Romani, che organizza questa iniziativa.

Giovanni Paolo II ha benedetto la prima pietra della nuova chiesa parrocchiale romana dedicata ai Santi Cirillo e Metodio. Queste le parole del Papa:

Saluto poi tutti i fedeli e i pellegrini, in particolare il gruppo della parrocchia dei santi Cirillo e Metodio in Roma, per i quali volentieri benedico la prima pietra della nuova chiesa, invocando ogni bene per la loro giovane Comunità. Incoraggio inoltre l'attività del gruppo del Coordinamento Associazioni Malattie Metaboliche Ereditarie.

A tutti i presenti, anche ai polacchi e a quanti si sono uniti a noi mediante la radio e la televisione, auguro di vivere con fede ed in serenità le ormai imminenti festività natalizie.

Traduzione italiana del saluto ai pellegrini giunti dalla Spagna:

Saluto con affetto i fedeli di lingua spagnola, in particolare i pellegrini di Cordova e Siviglia che hanno partecipato alla recita dell’Angelus. In questo Avvento, tempo in cui la Vergine Maria ci dà testimonianza di viva speranza, chiediamole di aiutarci ad accogliere pienamente suo figlio Gesù, vero Dio e vero uomo. Auguro un felice Natale a voi e ai vostri familiari e amici.

Infine il Papa ha aggiunto:

Comincia a piovere: "Rorate caeli desuper!"... Buon Natale!.

 

© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana

 

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