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PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO IN PAKISTAN, FILIPPINE,
GUAM (USA), GIAPPONE E ANCHORAGE (USA)

SANTA MESSA PER LE FAMIGLIE

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Cebu City (Filippine), 19 febbraio 1981

 

1. Trovandomi in questa importante città, nota come la culla del cristianesimo nelle Filippine, desidero esprimere al Signore della storia la mia gioia profonda e il mio sentito ringraziamento. Il pensiero che per 450 anni la luce del Vangelo è brillata sempre viva in questo Paese e sul suo popolo. è motivo di grande esultanza. Quattro secoli e mezzo di fruttuosa interazione tra cultura locale e messaggio cristiano hanno avuto come risultato quella armoniosa fusione chiamata “cultura cristiana Filippina”. Tutti i cristiani che giungono qui da ogni parte del mondo si trovano a casa loro, in mezzo a persone che condividono con loro le medesime aspirazioni e la stessa speranza, che trovano il loro fulcro in Gesù Cristo. Sia lodato il Nome di Gesù per quello che il suo amore ha forgiato!

La provvidenza di Dio nelle Filippine è stata veramente meravigliosa. L’evangelizzazione che è iniziata nel sedicesimo secolo non è stata qualcosa di puramente accidentale. La grazia divina era già all’opera quando il popolo di questa regione ha avuto il suo primo contatto con l’immagine del santo Niño. È un importante avvenimento storico, ricco di significato religioso, il fatto che il 1° gennaio 1571, il villaggio regale di Sugbu sia stato ribattezzato “Villa del santo Niño”, e con ciò che la prima città delle Filippine sia stata posta sotto la protezione del Bambino Gesù.

2. La Provvidenza divina ci ha permesso di essere qui oggi, per poter offrire un Sacrificio di lode e ringraziamento al nostro Padre celeste per i quattro secoli e mezzo di cristianesimo in questo Paese.

Tutta la Chiesa ringrazia Dio, perché il popolo “che un tempo era lontano è diventato vicino grazie al sangue di Cristo” (Ef 2,12-13). Essa ringrazia Dio per i 450 anni in cui il suo nome è stato qui glorificato, perché gli è stata offerta un’autentica adorazione, perché la Vergine Maria è stata venerata con devozione e con amore, e perché milioni di persone sono rinate in Cristo. Le indimenticabili celebrazioni che si sono tenute ieri a Manila in onore del protomartire filippino, il beato Lorenzo Ruiz ci hanno dimostrato con vigore che la fede cristiana ha messo radici profonde nel suolo delle Filippine.

La Chiesa è particolarmente grata a Dio che la piccola comunità cristiana di Sugbu, sotto la protezione di Gesù Bambino, sia diventata oggi una fiorente arcidiocesi di due milioni di anime, quasi tutte cattoliche, con un clero attivo e zelante, sia diocesano che religioso, con uomini e donne religiosi ed impegnati, e con un numero incoraggiante di seminaristi. Sono anche profondamente felice di apprendere che esistono numerose istituzioni ed organizzazioni cattoliche e movimenti laicali. Si può dire davvero che la crescita nella fede e nella vita cristiana è stata fino ad oggi una caratteristica costante della Chiesa di Cebu, come pure di tutta la Chiesa delle Filippine. Il glorioso passato ci infonde una grande speranza per il futuro. Gli armoniosi rapporti, sotto la guida del Card. Julio Rosales, dell’Arcivescovo coadiutore e del Vescovo ausiliare, fra la gerarchia e il clero sia diocesano che religioso; il profondo impegno nell’evangelizzazione da parte dei sacerdoti, dei religiosi e dei laici; l’esistenza di un solido senso ecclesiale e la profonda religiosità della gente: tutto ciò costituisce una grande forza spirituale per la costituzione a Cebu di una Chiesa dinamica.

3. Amati fratelli e sorelle in Cristo, la venerazione secolare del santo Niño qui a Cebu, è lo spunto oggi, per parlarvi della famiglia. Il piccolo Gesù è nato dalla Vergine Maria è vissuto in una famiglia, e fu proprio nella famiglia di Nazaret che egli iniziò la missione che il Padre gli aveva affidato.

“Perché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio” (Is 9,5). In Lui e sorta una nuova era, in Lui il mondo è stato ricreato, in Lui è stata offerta all’umanità una nuova vita, una vita redenta da e in Cristo.

Poiché il Creatore vuole che la vita abbia origine dall’amore di un uomo e di una donna uniti dal vincolo matrimoniale, e poiché Cristo ha elevato questa unione sponsale alla dignità di sacramento, noi dobbiamo guardare alla famiglia, alla sua natura e alla sua missione, sotto la viva luce della nostra fede cristiana. Con legittimo orgoglio possiamo affermare che l’insegnamento odierno della Chiesa sul matrimonio e la famiglia è stato il suo insegnamento costante in fedeltà a Cristo. La Chiesa cattolica ha sempre insegnato – e lo ripeto qui con la convinzione che mi viene dal mio compito di Pastore supremo e Maestro – che il matrimonio è stato stabilito da Dio; che il matrimonio è un contratto d’amore fra un uomo e una donna; che il legame che unisce moglie e marito è indissolubile per volontà di Dio, che il matrimonio fra i cristiani è un sacramento che è il simbolo dell’unione di Cristo e della sua Chiesa e che il matrimonio deve essere aperto alla trasmissione della vita umana.

4. Quando Gesù iniziò la sua vita pubblica, predicando e risanando, venne affrontato un giorno da alcuni farisei, che desideravano interrogarlo sul matrimonio. Gesù rispose, con chiarezza e fermezza riaffermando quanto avevano detto le Scritture “Ma dall’inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola. Sicché non sono più due, ma una sola carne. L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto” (Mc 10,6-9). Creandoli maschio e femmina Dio ha stabilito la complementarità dei sessi, così un uomo lascia il padre e la madre per congiungersi a sua moglie in quell’unione di amore che abbraccia tutti i livelli dell’umana esistenza. Questa unione d’amore fa sì che l’uomo e la donna crescano insieme e si prendano adeguatamente cura dei propri figli. L’unione che fa di essi una sola cosa non può essere intaccata da alcuna autorità umana; è sempre al servizio dei figli e degli stessi sposi. Per questo motivo l’amore fra un uomo e una donna nel matrimonio è un amore che e allo stesso tempo fedele e fecondo. È un amore santo, e rappresenta sacramentalmente l’unione d’amore fra Cristo e la Chiesa, come san Paolo ha scritto agli Efesini: “Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!” (Ef 5,32).

5. Per questi motivi la Chiesa non attuerà e non cambierà mai il proprio insegnamento sul matrimonio e la famiglia. Per questi motivi la Chiesa condanna ogni attentato, come la poligamia, che possa distruggere l’unita del matrimonio, ed ogni attentato, come il divorzio, che possa distruggere il vincolo del matrimonio.

Per questi motivi la Chiesa afferma anche con chiarezza che il matrimonio deve essere aperto alla trasmissione della vita umana. Dio ha voluto che l’unione d’amore fra marito e moglie fosse l’origine di nuove vite. Egli desidera condividere, come è stato, il suo potere creativo con i mariti e le mogli, affidando loro il potere di procreare. Dio desidera che questo terribile potere di procreare una nuova vita umana venga accettato, liberamente e con amore dalla coppia, nel momento in cui essa sceglie liberamente di unirsi in matrimonio. L’essere genitori poi ha una dignità tutta particolare, garantita da Dio stesso. Da parte mia, il mio mandato apostolico mi obbliga a riaffermare il più chiaramente e il più fermamente possibile quanto la Chiesa di Cristo insegna a questo proposito, e di ripetere con vigore la sua condanna alla contraccezione artificiale e all’aborto.

6. Proprio così: dal momento del concepimento ed in tutti i suoi successivi stadi, tutta la vita umana è sacra, perché è stata creata ad immagine e somiglianza di Dio. La vita umana è preziosa, perché è un dono di Dio, il cui amore è senza limiti; e quando Dio dà la vita, questa è per sempre. Chiunque cerchi di distruggere la vita umana nel seno materno, non soltanto viola la sacralità di un essere umano che vive, cresce e si sviluppa, e in ciò si oppone a Dio, ma attacca anche la società, poiché minaccia il rispetto per tutta la vita umana. Desidero ripetere qui quanto ho affermato nel corso della visita alla mia patria: “Se il diritto di una persona alla vita viene violato al momento del concepimento nel seno della madre, viene indirettamente inferto un colpo anche all’intero ordinamento morale, che serve a garantire gli inviolabili beni dell’uomo. Fra questi beni, la vita occupa il primo posto. La Chiesa difende il diritto alla vita, non soltanto nei confronti della maestà del Creatore, che è il primo a donare la vita, ma anche nei confronti dei beni essenziali della persona umana” (8 giugno 1979).

7. Quando la Chiesa vi pone di fronte gli ideali del matrimonio e della famiglia cristiana, quando essa insiste che l’amore fra marito e moglie e l’amore dei genitori debbono essere caratterizzati dalla generosità, essa sa che oggi sono molti i fattori che minacciano la vita della famiglia e che tentano il cuore umano.

L’egoistica ricerca del piacere, il permissivismo sessuale e il timore di un impegno permanente sono forze distruttive. Come una buona madre, la Chiesa veglia sui suoi figli nei momenti difficili; essa veglia sulle coppie che sono in difficoltà con i suoi costanti insegnamenti. Con l’amore e la comprensione nei confronti della debolezza umana, ma anche conoscendo il potere della grazia di Cristo in ogni cuore umano, la Chiesa sfida costantemente i suoi figli. Essa li sfida a prendere coscienza della dignità del loro Battesimo e del dono della grazia sacramentale che è stata loro conferita perché possano riuscire a riflettere l’amore sacrificale di Cristo nella loro vita, di sviluppare il loro proprio amore in un’unione fedele e indissolubile e di rispondere con generosità al dono di diventare genitori. Come afferma il Concilio Vaticano Il: “L’autentico amore coniugale è assunto nell’amore divino ed è sostenuto ed arricchito dalla forza redentiva del Cristo e dall’azione salvifica della Chiesa. Perché i coniugi, in maniera efficace siano condotti a Dio e siano aiutati e rafforzati nello svolgimento della sublime missione di padri e madri” (Gaudium et Spes, 48). A tutti voi, coppie cristiane – sposi e genitori – rivolgo questo invito: camminate con Cristo! È Lui che vi rivela la dignità del patto solenne che avete stipulato; è Lui che conferisce un immenso valore al vostro amore coniugale; ed è Lui, Gesù Cristo, che in tutto ha potere di fare molto di più di quanto possiamo domandare o pensare (cf. Ef 3,20).

8. In una comunità cristiana, ognuno ha la responsabilità nei confronti delle famiglie. I programmi che hanno come finalità la famiglia e la dignità del matrimonio sono molto importanti: programmi che preparano i fidanzati, e programmi che aiutano gli sposi. Nei confronti dei propri figli, i genitori hanno un ruolo insostituibile, non soltanto come primi educatori nella fede e come modelli di virtù, ma anche come esempi di un fedele amore coniugale. In quella comunità di amore e di fiducia che ogni famiglia dovrebbe essere, i genitori e i figli possono essere evangelizzati ed essere allo stesso tempo strumenti di evangelizzazione. Il rispetto autentico per la vita e la dignità umana, la carità generosa e il senso del dovere e della giustizia, radicati fermamente nel Vangelo, provengono da una famiglia dove prevalgono sani rapporti fra genitori e figli e dove ogni membro della famiglia cerca di mettersi al servizio degli altri. Una famiglia dove la preghiera, il sostegno amoroso e la formazione della fede sono i principi costanti, porterà grandissimi benefici non soltanto ai membri della famiglia stessa, ma anche alla Chiesa e alla società.

9. Sono particolarmente lieto di apprendere che in tutte le Filippine l’Apostolato delle Famiglie ha ricevuto un’entusiastica approvazione ed appoggio. Desidero esprimere alla Conferenza Episcopale delle Filippine il mio apprezzamento per aver proclamato l’attuale decennio, quello che va dal 1981 al 1990, “Il decennio della famiglia” e di aver preparato un vasto programma pastorale a questo scopo. Desidero lodare con tutto il cuore le varie organizzazioni e i movimenti che, in stretta collaborazione con la gerarchia, dedicano i loro sforzi generosi alla famiglia. Desidero incoraggiare tutti gli educatori cattolici, ma soprattutto gli stessi genitori, a dedicare una particolare attenzione all’idonea formazione del giovane in rapporto alla sessualità umana, ponendo un adeguato accento sul proposito originario del Creatore, sul potere redentore di Cristo e sull’influenza di una vita veramente sacramentale.

La delicata responsabilità dell’educazione sessuale è compito prevalente delle famiglie, dove un’atmosfera di rispetto reciproco nell’amore porterà ad una comprensione pienamente umana e cristiana del significato dell’amore e della vita.

10. E così, miei fratelli e sorelle in Cristo, miei amici di Cebu City e dei dintorni, mi accomiato da voi. Questo è stato per me un giorno indimenticabile: essere con voi, farvi partecipi dell’insegnamento di Nostro Signore Gesù Cristo sulla famiglia cristiana, e sentire il vostro reciproco amore in mezzo alla famiglia di Dio: la Chiesa. Che il santo Niño vi benedica. Maria, Madre di Gesù e San Giuseppe, suo sposo, vi assistano ed assistano tutte le famiglie delle Filippine ad essere lo specchio della santità, della gioia e dell’amore della Sacra Famiglia di Nazaret.
“Pagpalain kayo nang Poong Maykapal!” (Dio vi benedica!).

 

© Copyright 1981 - Libreria Editrice Vaticana

 

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