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PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO IN
NIGERIA, BENIN, GABON E GUINEA EQUATORIALE

SANTA MESSA PER LE FAMIGLIE

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Onitsha (Nigeria), 13 febbraio 1982


Famiglie cristiane della Nigeria!

Con Paolo apostolo io dico a voi: “Voi siete il popolo eletto di Dio, i suoi santi; egli vi ama e voi dovreste rivestirvi di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza, sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente” (Col 3,12).

Con queste parole vi saluto, sposi e spose, padri, madri e figli. Vi saluto, famiglie nigeriane, e per mezzo di voi saluto il passato, il presente ed il futuro del popolo della Nigeria.

Il Papa viene a voi oggi, nel nome di Cristo che ha pregato per Pietro, così che, fortificato nella sua fede, potesse confermare i suoi fratelli. Vengo a voi nel nome del Figlio di Dio che diventò uomo e abitò tra noi, nel cuore della famiglia umana. Gesù è vicino alle gioie e alle pene della vita di famiglia. Comprende le speranze e delusioni della famiglia e condivide gli avvenimenti che compongono la storia di ciascuna famiglia.

In questa celebrazione eucaristica desidero raccogliere insieme, così come furono, l’amore, l’unità, la pietà, il perdono, la pazienza, le speranze e le aspirazioni, il lavoro, le sofferenze e i dispiaceri di tutte le famiglie della Nigeria in modo da offrirli come sacrificio spirituale al nostro Padre celeste, tramite il suo Figlio Gesù Cristo e in unione con il sacrificio di Cristo sulla croce. Desidero pregare con voi e per voi, per dimostrare a Gesù che crediamo nella potenza dell’amore nello sradicare il male e bandirlo dai nostri cuori. Ho desiderato venire tra voi per incoraggiarvi a realizzare l’insegnamento di san Paolo di “mettere al di sopra di tutto la carità”, cosicché la pace di Cristo possa regnare nei vostri cuori (cf. Col 3,14-15).

1. Fratelli e sorelle, le vostre famiglie hanno tanti valori positivi e lodevoli, basati sulle vostre tradizioni familiari. Avete forti legami di famiglia. I figli sono considerati come una benedizione, e sono desiderati come coronamento del matrimonio. Il sistema della famiglia patriarcale provvede un affettuoso ambiente umano per la cura degli orfani, degli anziani e dei poveri.

Ci sono comunque anche alcune ombre. Per tradizione la vostra cultura non escludeva la poligamia, anche se molti matrimoni erano e sono monogami. A volte le donne furono private di alcuni loro diritti. E i nemici moderni della famiglia, la degradazione disturbante di alcuni valori fondamentali – divorzio, contraccezione e aborto – non hanno risparmiato il vostro paese.

Il mio appello e l’invito che rivolgo a voi, famiglie cristiane della Nigeria, è lo stesso appello e invito che ho rivolto a tutte le famiglie cristiane del mondo nella mia recente esortazione apostolica Familiaris Consortio: “Famiglia, diventa ciò che sei”.

2. La famiglia viene da Dio. È il Creatore che ha predisposto il patto d’amore di un uomo e di una donna. Lui ha benedetto il loro amore e lo ha reso fonte di scambievole aiuto. L’ha reso fecondo, ed ha stabilito la sua permanenza fino alla morte. Nel piano del Creatore, la famiglia è una comunità di persone. Quindi la forma fondamentale della vita dell’amore nella famiglia sta nel rispetto di ogni persona, di ogni singolo membro della famiglia. Gli sposi si stimano e si trattano con il massimo rispetto. Genitori, rispettate la personalità unica dei vostri figli. Figli, prestate ai vostri genitori rispetto obbediente. Tutti i membri della famiglia devono sentirsi accettati e rispettati perché devono sentirsi amati. In modo particolare, gli anziani e gli ammalati.

Il rispetto nel suo significato profondo significa fedeltà. Rispetto significa accettazione reciproca, fiducia e unione, pazienza e perdono quando occorre, oltre e nonostante le difficoltà personali, le quali non possono mai giustificare la mancanza di amore. Sposi e spose, amatevi reciprocamente; sacrificate voi stessi l’uno per l’altro e per i vostri figli. Resistete a tutte le tentazioni di tradirvi l’un l’altro.

3. Dato che l’amore dello sposo e della sposa è un’unica compartecipazione nella vita di Dio stesso, dovrebbe essere genuinamente e generosamente aperto a una nuova vita. Dovrebbe essere aperto a tutti quelli dei quali la vita è diminuita o minacciata da necessità di qualunque genere.

Famiglie cristiane della Nigeria lasciate che il vostro esempio splenda davanti al mondo intero: sostenete il diritto alla vita. Non accettate una mentalità contraria alla vita, radicata “nella corruzione dell’idea e dell’esperienza della libertà, concepita non come capacità di realizzare la verità del progetto di Dio per il matrimonio e la famiglia, ma come autonoma forza di affermazione, non di rado contro gli altri, per il proprio egoistico benessere” (Giovanni Paolo II, Familiaris Consortio, 6).

Renderete un grande sevizio al vostro paese, alla Chiesa e all’umanità intera, se cercate in qualunque modo possibile di salvaguardare l’amore per il bambino, che fa parte della vostra cultura e delle vostre tradizioni per la famiglia.

Amate i vostri figli come Maria e Giuseppe amarono, protessero ed educarono Gesù.
So che nel vostro paese una coppia senza figli deve subire una grande croce, che deve essere tollerata con coraggio tutta la vita. Agli sposi che non possono avere figli propri dico: non siete menomati da Dio; il vostro amore reciproco è completo e fecondo quindi è aperto agli altri, alle necessità dell’apostolato, alle necessità dei poveri, alle necessità degli orfani, alle necessità del mondo.

4. E se domandiamo ora alla famiglia nigeriana: Qual è il vostro contributo specifico per il vostro paese? allora dico di nuovo: “Diventate ciò che siete”, la prima e vitale cellula della società.
Dalla famiglia infatti nascono i cittadini, nella famiglia essi trovano la prima scuola di quelle virtù sociali, che sono l’anima della vita e dello sviluppo della società stessa (Giovanni Paolo II, Familiaris Consortio, 42). È la famiglia che rimuove dall’anonimato ogni uomo e donna e li rende consci della loro dignità personale, arricchendoli di profonde esperienze umane e collocandoli attivamente nella loro unicità, nel tessuto della società.

Fratelli e sorelle, se amate il vostro paese, amate pure la vostra vita di famiglia. Se volete evitare di avere una società che corre il rischio di diventare sempre più spersonalizzata e standardizzata e perciò stesso inumana e disumanizzante, allora rafforzate le vostre strutture della vita di famiglia. Rispettatele.

E voi, giovani, preparatevi per il matrimonio con la preghiera, con l’autodisciplina, il mutuo rispetto e la castità. Perché il dono intero e genuino di se stessi può solo avvenire nell’amore coniugale indissolubile.

5. Famiglie cristiane della Nigeria! La vostra dignità e responsabilità come discepole di Gesù viene dal fatto che voi siete chiamati ad essere santi e ad aiutare l’un l’altro la comunità ecclesiale ed il mondo a divenire santi. Ascoltiamo di nuovo le parole di san Paolo dalla seconda lettura: il messaggio di Cristo, in tutta la sua ricchezza, vi sia familiare. Ammaestratevi a vicenda con tutta la saggezza.

Diventate santi attraverso i doni del Signore, doni di fede, speranza e carità, attraverso la preghiera personale e familiare, attraverso una fiducia amorosa nel vostro Padre celeste, attraverso la vita di grazia nutrita e sostenuta con i sacramenti.

Divenite santi partecipando alla vita della Chiesa nelle vostre comunità locali, nelle vostre parrocchie, nelle vostre diocesi, con rispetto ed amore per i vostri sacerdoti ed i Vescovi.

Divenite santi nel servizio d’amore, amore a Dio e al vostro prossimo, soprattutto alle vostre famiglie.

Divenite santi ed aiutate a rendere santa la vita delle vostre comunità sociali e nazionali.

Io benedico e ringrazio tutti coloro che lavorano per la promozione della famiglia, specialmente i vostri Vescovi ed i vostri sacerdoti che celebrano i sacri misteri, che istruiscono, benedicono, consigliano, consolano e riconciliano. Io ringrazio i catechisti e tutti coloro che lavorano nell’apostolato laico. E in modo tutto speciale i religiosi e le religiose che sono testimonianza vivente dei veri valori evangelici.

Io sono lieto di conoscere l’eccellente lavoro che è stato compiuto dall’Associazione per la Vita in Nigeria, in favore di una paternità responsabile, in accordo con gli insegnamenti della Chiesa. Mi sono anche compiaciuto nel conoscere l’arricchimento dei vostri programmi per la vita matrimoniale. Dio benedica queste iniziative.

Io benedico tutte le famiglie che pregano insieme. Famiglie cristiane della Nigeria, il Papa vi chiede di alimentare la preghiera in famiglia, la preghiera quotidiana in famiglia: marito e moglie, i genitori con i loro figli. Siate particolarmente devoti al santo Rosario. Pregate Maria, Madre di Cristo e Madre della Chiesa, la madre delle famiglie cristiane. Il Signore non mancherà di benedire la famiglia che prega unita, nel nome del Figlio suo, il nostro Signore Gesù Cristo.

6. Fratelli miei e sorelle, io sono convinto che il nostro incontro qui, oggi, sarà segnato da una fresca effusione dello Spirito del Signore sulla Chiesa della Nigeria. Io sono qui tra voi per obbedire al comando di Gesù: “Andate, formate discepoli di tutte le nazioni e battezzateli nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”.

Tra pochi istanti, io battezzerò e darò la confermazione ad un gruppo di catecumeni che rappresentano le varie diocesi della Nigeria. Il seme piantato in questa terra attraverso la fedele proclamazione della Chiesa della Buona Novella della salvezza ha dato frutto. Per Gesù Cristo, in cui noi abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, noi abbiamo nuovi membri nel suo corpo, la Chiesa.

Questi fratelli e sorelle vogliono ora essere purificati con l’acqua per il potere della Parola vivente (cf. Ef 5,26) che li renderà partecipi della stessa vita di Dio (cf. 2Pt 1,4) e suoi figli adottivi (cf. Rm 8,15; Gal 4,5).

Essi e tutti noi insieme faremo la professione di fede della Chiesa nel potere della Passione, Morte e Risurrezione del Signore.

Nel Battesimo noi non siamo solo sepolti con Cristo; noi anche siamo risorti alla vita con lui, perché noi crediamo nel potere del Signore che lo ha risuscitato dalla morte (cf. Col 2,12).

Nella confermazione questi nostri fratelli e sorelle saranno fortificati per divenire membri attivi della Chiesa e per edificare il Corpo di Cristo nella fede e nell’amore.

Essi saranno segnati con i doni dello Spirito Santo per il servizio della Chiesa nell’amore.

Fratelli e sorelle, questi sacri riti della iniziazione cristiana, Battesimo, Cresima, sacrificio Eucaristico, ci ricordano che noi siamo testimoni di Cristo. Accenda egli i nostri cuori ad un amore sempre più grande.

In prego lui, il Dio della vita, per tutte le famiglie della Nigeria: per coloro che si sforzano di vivere la testimonianza della fede, per quelle famiglie che non condividono la nostra fede ma rispettano i più grandi ideali della vita familiare, per le famiglie divise, per quelle che sono in difficoltà, per le vedove e gli orfani.

La santa Famiglia di Nazaret, Gesù, Maria e Giuseppe, benedica tutte le famiglie della Nigeria.

Amen.

             

© Copyright 1982 -  Libreria Editrice Vaticana

 

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