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SANTA MESSA PER LE COMUNITÀ CRISTIANE CINESI

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Domenica, 21 marzo 1982 

 

1. “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia ma abbia la vita eterna” (Gv 3,16).

Celebrando l’Eucaristia, desideriamo rendere gloria a Dio: Padre Onnipotente, Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili ed invisibili.

A lui stesso.

Egli, infatti, non solo ha creato il mondo, ma anche ha amato il mondo. E in modo particolare, poi, ha amato nel mondo l’uomo, che ha creato a propria immagine e somiglianza.

Mediante questa immagine e somiglianza di Dio, che porta in sé, l’uomo è destinato alla vita eterna, a partecipare alla vita divina. L’amore di Dio per l’uomo consiste nel destinare l’uomo alla vita eterna nella unione con lui.

2. Questo amore si è manifestato ancora maggiormente dopo che l’uomo, mediante il peccato, ha deformato in se stesso l’immagine di Dio e si è esposto al pericolo dell’eterna perdita di Dio. Allora Dio per manifestare ancora più fortemente il fatto di aver destinato l’uomo alla vita eterna e di desiderare per lui l’eterna salvezza, ha dato all’uomo – ed insieme al mondo – il suo Figlio unigenito:
“Ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito”.

Celebrando l’Eucaristia, desideriamo anche in modo speciale esprimere la nostra fede in Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, Signore nostro, il quale è stato concepito dallo Spirito Santo e, grazie alla sua forza divina, è nato da Maria Vergine. Tutta la Chiesa onora Maria come Genitrice di Dio, cioè Madre di Dio.

L’eterno Padre ha dato il proprio Figlio, nato dalla Vergine, perché l’uomo – nonostante il peccato – “non muoia ma abbia la vita eterna”.

Gesù Cristo, compiendo l’amore del Padre, e al tempo stesso a motivo del suo proprio amore per noi uomini, suoi fratelli e sorelle, ha dato la propria vita sulla croce in mezzo a terribili sofferenze e tormenti.

Celebrando l’Eucaristia, non solo ricordiamo la morte in croce di Cristo, ma anche in modo incruento rinnoviamo il suo Sacrificio per la salvezza del mondo.

Diamo a ciò una particolare espressione, dopo la Consacrazione, con le seguenti parole: “Annunziamo la tua morte Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta”.

3. È proprio questo Sacrificio della nostra Redenzione, che offriamo alla Trinità santissima insieme con tutta la Chiesa. Tutta la Chiesa lo offre, quando un sacerdote, un Vescovo o il Papa celebrano la Eucaristia.

D’altra parte, rinnovando in modo incruento – sotto le specie del pane e del vino – il Sacrificio di Cristo sulla Croce, offriamo a Dio stesso “per Cristo, con Cristo e in Cristo”, tutti gli uomini e tutta la creazione: il mondo intero.

Lasciandoci guidare dalle particolari necessità del mondo e degli uomini, offriamo sempre questo santissimo Sacrificio con una precisa intenzione.

Oggi celebro questa solenne santa Messa nella Basilica di san Pietro in Roma secondo l’intenzione della Chiesa in Cina.

Similmente fanno o faranno i Vescovi ed i sacerdoti in tutto il mondo. Questo ho chiesto a loro e a questo li ho invitati come Vescovo di Roma e successore di san Pietro, al quale per istituzione dello stesso Cristo Signore, secondo l’apostolica ed antichissima tradizione della Chiesa, spetta di “presiedere nella carità”. Di questo nostro amore hanno bisogno, e l’attendono, tutta la Chiesa, e in modo speciale i nostri fratelli e sorelle in Cina.

4. Desideriamo pure in modo particolare abbracciare, comprendere, nella comunione di questo Sacrificio Eucaristico, questi nostri fratelli e sorelle, particolarmente amati.

Sappiamo che anch’essi, nella propria patria, compiono la stessa offerta del pane e del vino, che diventa il Sacrificio di Cristo, il suo Corpo e il suo Sangue per la salvezza del mondo.

Essi, in questo Sacrificio, esprimono – insieme con noi – la loro fede, ereditata ormai da numerose generazioni di confessori di Cristo nella loro madre patria: una fede, che è stata provata tra esperienze e sofferenze diverse. Essi esprimono, altresì, le tradizioni della loro nazione, la sua cultura, il suo lavoro quotidiano, i suoi sforzi, che hanno come scopo una vita sempre migliore e più giusta nella loro società.

Portano tutto ciò come offerta nei loro cuori.

E quando depongono sull’altare il pane e il vino come frutto del lavoro delle proprie mani, desiderano esprimere tutte queste loro offerte a Dio nel dono che diventerà nell’Eucaristia il Dono proprio di Gesù Cristo: il suo Corpo e il suo Sangue.

Oh, cuori dei nostri fratelli e sorelle della lontana terra cinese! Siate uniti con noi in questo Sacrificio di Redenzione, così come noi siamo uniti a voi!

Abbracci anche voi lo stesso Vangelo di Cristo, la stessa Luce e la stessa forza dello Spirito Santo, la stessa adorazione dell’eterno Padre, Creatore del cielo e della terra.

“Una sola fede, un solo battesimo, un solo Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo” (Ef 4,5s; 1,3).

O Maria, Madre della Chiesa e Regina della Cina, a te affidiamo i nostri fratelli e sorelle che vivono in Cina. Intercedi per loro presso il tuo Figlio Gesù, nostro Signore e Salvatore, affinché possano vivere la loro fede, restando nell’unità cattolica della sua santa Chiesa.

Amen.

 

 

© Copyright 1982 - Libreria Editrice Vaticana


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