|
VISITA PASTORALE IN GRAN BRETAGNA
SANTA MESSA PER IL RINNOVO DELLE PROMESSE
BATTESIMALI
OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II
Wembley, 29 maggio 1982
Miei cari fratelli e sorelle in Cristo.
1. Dopo l’Ascensione gli Apostoli salirono al piano superiore dove Gesù aveva
istituito l’Eucaristia e aveva detto che la legge dell’amore è il primo e
il più completo dei suoi Comandamenti. E là essi si riunirono, “assidui e
concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la Madre di
Gesù e con i fratelli di lui” (At 1, 14).
Stasera noi siamo riuniti qui in un’atmosfera ugualmente spirituale. Alla
vigilia di Pentecoste io celebro questa Messa con voi. Insieme rinnoveremo le
nostre promesse battesimali come dono di noi stessi al Padre celeste uniti nell’offerta
del sacrificio di Cristo nell’Eucaristia.
Riflettiamo insieme sulla Parola di Dio. Gli apostoli erano timorosi. Essi
pregavano. Anche noi preghiamo perché siamo pieni di paure e debolezze. “Noi
gemiamo interiormente aspettando la redenzione del nostro corpo”; anche noi
aspettiamo con perseveranza perché lo Spirito Santo venga ad aiutarci nella
nostra debolezza (cf. Rm 8, 22-26).
Disgraziatamente non tutti i discepoli del Signore sono completamente uniti
nella fede e nella carità.
Questa è una delle ragioni della mia visita in Gran Bretagna e del mio
pellegrinaggio odierno alla Cattedrale di Canterbury.
Ma sono venuto innanzi tutto per fare una visita pastorale alla Comunità
Cattolica, per visitare la Chiesa d’Inghilterra e del Galles: per rinnovare il
nostro comune amore ed entusiasmo per il Vangelo di Cristo. Per confermarvi
nella fede e per dividere con voi le speranze, le angosce e le ansietà.
2. Guardando questa grande assemblea mi sento pieno di rispetto per ognuno di
voi. Voi siete figli e figlie di Dio; egli vi ama. Io credo in voi, credo in
tutta l’umanità, credo in un’unica dignità di ogni essere umano e credo
che ogni individuo abbia un valore che non può mai essere ignorato, di cui non
può essere privato.
So anche che spesso, troppo spesso, la dignità umana e i diritti umani non sono
rispettati. L’uomo è istigato a combattere contro un altro uomo, una classe
contro un’altra classe, in conflitti inutili.
Immigranti, genti di colore diverso e di diverse religioni e cultura sono
oggetto di discriminazione e ostilità. Il cuore dell’uomo è inquieto e
turbato. Conquista lo spazio ma è incerto per quanto lo riguarda. È confuso
circa la direzione in cui sta andando ed è tragico osservare che la nostra
supremazia tecnologica sia più grande della nostra saggezza verso noi stessi.
Tutto questo deve cambiare. “Quanto sono grandi, Signore, / le tue opere . . .
Mandi il tuo Spirito, sono creati, / e rinnovi la faccia della terra” (Sal 103
[104], 24.30). Sia questa la nostra supplica, che noi si sia rinnovati nel
profondo del cuore per opera dello Spirito Santo.
3. Insieme rinnoveremo le promesse battesimali.
Dobbiamo respingere il peccato, la seduzione del male e Satana, il padre del
peccato e principe delle tenebre. Dobbiamo professare la nostra fede in un solo
Dio, nel Figlio suo nostro Salvatore Gesù Cristo e nell’avvento dello Spirito
Santo, della vita eterna. E saremo responsabili di ciò che diciamo, legati ad
un’alleanza con nostro Signore.
4. Fratelli e sorelle, prima di essere fedeli a questa alleanza dobbiamo essere
un popolo di preghiera e profonda spiritualità. La nostra società ha bisogno
di ritrovare il senso dell’amorevole presenza di Dio e un rinnovato senso di
rispetto per la sua volontà. Impariamolo da Maria, nostra Madre. In Inghilterra,
il “Dowry of Mary”, la fedele, per secoli è stato meta di pellegrinaggi al
suo Santuario di Walsingham. Oggi Walsingham è a Wembley e la statua di nostra
Signora di Walsingham, qui presente, ci induce a meditare sulla nostra Madre.
Essa obbedì senza timore al volere di Dio. Generò il Figlio di Dio per opera
dello Spirito Santo. Fedele ai piedi della Croce essa attese in preghiera che lo
Spirito Santo discendesse sulla Chiesa nascente. È Maria che ci insegnerà a
tacere ed ascoltare la voce del Signore nel mezzo di un mondo affaccendato e
chiassoso. È Maria che ci aiuterà a trovare il tempo per la preghiera. Per
mezzo del Rosario, questa grande santa preghiera ci aiuterà a conoscere Cristo.
Noi abbiamo bisogno di vivere come lei ha vissuto, in presenza di Dio, elevando
verso Dio la mente e il cuore nelle nostre giornaliere attività e
preoccupazioni.
Possano le vostre case diventare luoghi di preghiera per genitori e figli. Dio
dovrebbe essere il cuore vivo della vostra vita familiare. Santificate la
domenica, andate alla Messa domenicale. Alla Messa dove il Popolo di Dio si
raduna unito intorno all’altare per venerare e intercedere. Alla Messa voi
mettete in pratica il grande privilegio del Battesimo, lodare Dio in unione con
Cristo suo Figlio. Lodare Dio in unione con la sua Chiesa.
È inoltre molto importante che voi siate in armonia con i vostri Vescovi. Essi
sono i successori degli Apostoli. Sono i custodi e i maestri della vera fede.
Amateli e rispettateli e pregate per essi. Sono loro che hanno ricevuto il
compito di condurvi a Cristo.
E voi, miei cari fratelli nel Ministero del sacerdozio, voi avete una
responsabilità particolare: dovete costruire il Corpo di Cristo. Dovete
incoraggiare i laici nella loro specifica vocazione nella società; dovete
aiutarli a “identificarsi con Cristo”. Dovete sostenerli nella loro vita
cristiana e sfidarli ad una santità ancora più grande. Offrite al vostro
popolo i tesori della liturgia della Chiesa. Celebrate la Messa con competenza,
riverenza e amore. Non stancatevi di predicare l’importanza di frequenti
Comunioni. Incoraggiate la Confessione fatta regolarmente. È un Sacramento che
ha forza e importanza durature. Date impulso nelle parrocchie ad un’atmosfera
e ad una consuetudine di fervida preghiera e di vita comunitaria.
5. Fratelli e sorelle, per essere fedeli all’alleanza con Dio non solo
dobbiamo essere un popolo che prega, ma anche un popolo che esegue la volontà
del Padre celeste. Ancora una volta è Maria che ci insegna. Obbedendo essa
accettò interamente il progetto di Dio per la sua vita. E facendo questo
conseguì la sua grandezza. “E beata colei che ha creduto nell’adempimento
delle parole del Signore” (Lc 1, 45).
Noi esprimiamo la nostra intera accettazione della parola di Cristo rispettando
i dettami morali della vocazione cristiana. E l’adempimento di queste
richieste è un atto di obbedienza affettuosa verso Gesù Cristo, il Verbo
Incarnato di Dio. Se la nostra fede è forte, le leggi morali della vita
cristiana - sebbene a volte siano difficili da adempire e richiedano sempre
sforzi e disponibilità - non sembreranno né irragionevoli né impossibili.
Certo, la nostra fedeltà ci mette in contrasto con lo spirito dell’“era
presente”. Sì, noi siamo nel mondo, come discepoli di Cristo siamo inviati
nel mondo, ma non apparteniamo al mondo (cf. Gv 17, 16.18).
Il conflitto fra certi valori del mondo e i valori del Vangelo è una parte
della vita della Chiesa che non si può ignorare, proprio come è un’inevitabile
parte della vita di ciascuno di noi. Ed è qui che dobbiamo trovare quella “pazienza”
di cui ci ha parlato san Paolo nella seconda lettura: “Noi gemiamo
interiormente mentre aspettiamo la nostra salvezza con speranza e perseveranza”
(cf. Rm 8, 23-25).
6. Ho spesso parlato del declino del rispetto per i fondamentali valori morali
che sono parte essenziale della vita cristiana. Invero, i valori morali sono
essenziali alla vita di ogni essere umano libero e responsabile, creato a
immagine e somiglianza di Dio e destinato ad una vita più alta.
Il mondo ha perso largamente il rispetto per la vita umana fin dal momento della
concezione. Non riesce a sostenere l’indissolubile unità del matrimonio.
Manca il sostegno della stabilità e santità della vita familiare. C’è una
crisi di verità e responsabilità nei rapporti umani. L’egoismo è imperante.
La permissività sessuale e la droga distruggono le vite di milioni di esseri
umani. I rapporti internazionali sono carichi di tensioni a causa di eccessiva
disparità e ingiustizia nelle strutture economiche, sociali, culturali e della
lentezza nel porvi i rimedi necessari. Spesso sotto tutto questo c’è un falso
concetto dell’uomo e della sua vera dignità, e una sete di potere piuttosto
che un desiderio di essere utili.
Come possiamo noi cristiani essere d’accordo con questo stato di cose?
Possiamo mai chiamarlo questo progresso? Possiamo forse alzare le spalle e dire
che non si può far niente per cambiare?
Fratelli e sorelle, l’essenza della vocazione cristiana consiste nell’essere
“luce” e “sale” per il mondo in cui viviamo. Non dobbiamo essere
timorosi: “Lo Spirito Santo viene in aiuto alla nostra debolezza” (Rm 8, 26).
Tenete in mente quella immagine di Maria e degli Apostoli durante la Pentecoste
a Gerusalemme.
Ricordate che lo stesso Spirito Santo che ha riempito le loro menti e i loro
cuori riempie oggi la Chiesa intera e ci porta i doni più belli e più potenti:
“Amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio
di sé” (Gal 5, 22).
Accettiamo realmente le parole di Gesù: “Chi ha sete venga a me e beva” (Gv
7, 37). Allora noi riceveremo il suo dono. “Fiumi di acqua viva sgorgheranno
dal suo seno . . . Questo egli disse riferendosi allo Spirito Santo che avrebbero
ricevuto i credenti in lui”. E allora per opera dello Spirito Santo noi
diventeremo un popolo che prega: lo Spirito stesso intercede con insistenza per
noi (cf. Rm 8, 26). E noi diventeremo un popolo santo.
Miei cari fratelli e sorelle in Cristo, siate consapevoli della vostra vocazione
cristiana. Cristo vi ha chiamati dal buio verso la sua meravigliosa luce.
Pensate che cosa ha fatto Dio per voi nel Battesimo e alzate gli occhi e
guardate la gloria finale che vi attende.
“Benedici il Signore anima mia! / Signore mio Dio, quanto sei grande! / Quanto
sono grandi, o Signore, le tue opere. / Mandi il tuo Spirito, sono creati, / e
rinnovi la faccia della terra (Sal 103 [104], 1.24.30). Amen.
© Copyright 1982
- Libreria Editrice Vaticana
|