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VISITA PASTORALE IN GRAN BRETAGNA

SANTA MESSA DI PENTECOSTE

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Solennità di Pentecoste
Coventry, 30 maggio 1982

 

Cari fratelli e sorelle in Gesù Cristo.

1. La pace sia con voi. In questa grande festività della Pentecoste saluto voi tutti che siete venuti da tante parrocchie della provincia di Birmingham e di altre. Saluto anche i nostri amati fratelli e sorelle di altre Chiese Cristiane e comunità ecclesiali, la cui presenza testimonia il nostro unico Battesimo in Gesù Cristo e la nostra disponibilità all’unico Spirito Santo. Per questo le prime parole che vi rivolgo sono: “La pace sia con voi”.

Siamo vicini alla città di Coventry, una città devastata dalla guerra ma ricostruita nella speranza. Le rovine dell’antica Cattedrale e la costruzione di quella nuova sono riconosciute in tutto il mondo come simbolo di riconciliazione cristiana e di pace. Noi preghiamo in questa Messa: “Manda il tuo Spirito, Signore, e rinnova la faccia della terra”. In questa preghiera invochiamo Dio affinché ci renda capaci di realizzare quella riconciliazione e quella pace non solo simbolicamente ma anche nella realtà.

2. Il nostro mondo è sfigurato dalla guerra e dalla violenza. Le rovine dell’antica Cattedrale ricordano costantemente alla nostra società la sua capacità di distruggere. E oggi questa capacità è più grande che mai. I popoli sono costretti a vivere sotto l’incubo nucleare. Eppure dovunque la gente desidera ardentemente la pace. Uomini e donne di buona volontà vogliono mettersi insieme nella ricerca di una comunità di fratellanza e di comprensione in tutto il mondo.

Essi desiderano ardentemente la giustizia, ma la giustizia piena di misericordia. Dal momento che siamo così vicini al luogo dove è nato Shakespeare, vogliamo meditare su quanto egli ha detto: “Nessuno di noi può trovare la salvezza nella giustizia umana. Preghiamo per la misericordia, e questa stessa preghiera insegna a ciascuno di noi a ricambiare le opere di misericordia”.

Cosa è questa pace che tanto desideriamo? Cosa è questa pace rappresentata simbolicamente dalla nuova Cattedrale di Coventry? La pace non è semplicemente assenza di guerra. Essa implica reciproco rispetto e fiducia tra i popoli e tra le nazioni. Comporta cooperazioni e accordi vincolanti. Come una Cattedrale, la pace deve essere costruita, pazientemente e con fede incrollabile.

Ovunque i forti sfruttino i deboli; ovunque i ricchi pieghino al loro potere i poveri; ovunque grandi potenze cerchino di esercitare un predominio e imporre ideologie, qui l’opera di portare la pace viene vanificata, qui la cattedrale della pace viene di nuovo distrutta. Oggi la portata e l’orrore della guerra moderna - sia essa nucleare o convenzionale - rendono questa guerra totalmente inaccettabile come mezzo per comporre dispute e vertenze tra nazioni. La guerra dovrebbe appartenere al tragico passato, alla storia; non dovrebbe trovare posto nei progetti dell’uomo per il futuro.

Vi invito dunque questa mattina a pregare con me per la causa della pace. Preghiamo con fervore per la Sessione Straordinaria delle Nazioni Unite sul Disarmo, che avrà inizio tra breve. Le voci dei cristiani si uniscono a quelle degli altri uomini per sollecitare i responsabili in tutto il mondo a rinunciare al confronto e rigettare quelle politiche che chiedono alle nazioni di spendere enormi somme per armi di distruzione totale. Noi preghiamo in questa Pentecoste perché lo Spirito Santo possa ispirare i governanti in tutto il mondo ad impegnarsi in un dialogo fruttuoso. Possa lo Spirito Santo guidarli all’adozione di mezzi pacifici per salvaguardare la libertà, mezzi che prescindano dalla minaccia di un disastro nucleare.

Ma la cattedrale della pace è costruita da molte piccole pietre. Ciascuno deve diventare una pietra di quel meraviglioso edificio. Tutti devono impegnarsi consapevolmente e risolutamente nel perseguimento della pace. Il sospetto e la divisione tra le nazioni incominciano nel cuore dei singoli.

L’opera per la pace comincia quando ascoltiamo l’urgente chiamata di Cristo: “Convertitevi e credete al Vangelo” (Mc 1, 15). Dobbiamo sostituire il dominio con il servizio, la violenza con la pace; dobbiamo volgerci a Cristo, che solo può darci un cuore nuovo, una mente nuova. Ogni uomo è destinato a udire, in qualche momento della sua vita, questa chiamata di Cristo. La risposta che diamo conduce alla morte o alla vita. La fede in Cristo, Verbo Incarnato di Dio, ci condurrà nella via della pace.

3. Vorrei rivolgermi ora particolarmente ai giovani che stanno per ricevere il sacramento della Cresima. Il Vangelo odierno ha uno speciale significato per voi, perché dice che “Gesù venne e si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi". E mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi. Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi". Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo"” (Gv 20, 20-22).

Il dono di Cristo, lo Spirito Santo, verrà riversato su di voi in maniera particolare. Udirete le parole della Chiesa che verranno pronunciate su di voi, per invocare lo Spirito Santo affinché confermi la vostra fede, vi accolga nel suo amore, vi rafforzi per il suo servizio. Prenderete allora il vostro posto tra i vostri fratelli cristiani di tutto il mondo, come cittadini a pieno diritto del Popolo di Dio.

Sarete testimoni della verità del Vangelo nel nome di Gesù Cristo. La vostra vita sarà tale da santificare tutta la vita umana. Insieme a tutti quelli che sono stati confermati, diventerete pietre vive della cattedrale della pace. Siete veramente chiamati da Dio ad essere strumenti di pace.

4. Oggi dovete comprendere che non siete soli. Siamo un solo corpo, un solo popolo, una sola Chiesa di Cristo. Il padrino che sta al vostro fianco rappresenta per voi l’intera comunità. Insieme, con tanti e tanti testimoni di ogni popolo e di ogni età, voi rappresentate Cristo. Voi siete dei giovani che hanno ricevuto una missione da Cristo, perché oggi egli ci dice: “Come il Padre ha inviato me, così io invio voi”.

Vorrei ricordare per un istante la memoria di due grandi inglesi che possono esservi oggi d’ispirazione. Studiate l’esempio di san Bonifacio, nato a Crediton nel Devon, uno dei vostri più grandi connazionali e anche uno dei più grandi missionari della Chiesa. Lo Spirito Santo, disceso su Bonifacio attraverso i sacramenti del Battesimo e della Cresima, rafforzò il suo amore per Cristo e lo portò ad una maturità di fede. Questa fede illuminò tutta la sua vita. Desiderava ardentemente di condividerla con gli altri, anche con quelli di altri paesi. Fu così che, confidando completamente in Dio e con coraggio e perseveranza, egli contribuì a diffondere la Chiesa sul continente d’Europa.

Anche voi siete oggi rinforzati interiormente dai doni dello Spirito Santo, cosicché ciascuno di voi, nella maniera che gli è propria, può portare la Buona Novella ai propri amici. Anche voi dovete mostrare coraggio e perseveranza vivendo secondo il Vangelo in ogni circostanza della vostra vita.

Non posso venire nei Midlands senza ricordare quel grande uomo di Dio, quel pellegrino per la verità, il Cardinale John Henry Newman. La sua ricerca di Dio e della pienezza della verità - segno dello Spirito Santo operante in lui - lo portò ad una vita di preghiera e ad una saggezza che ci sono ancora oggi di edificazione. Gli anni spesi dal Cardinale nella ricerca di una comprensione più piena della fede sono il segno della sua costante fiducia nelle parole di Cristo: “Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce” (Gv 14, 16-17). Vi raccomando dunque il suo esempio di fede perseverante e di ardente desiderio della verità. Egli può contribuire ad avvicinarvi a Dio; alla cui presenza era vissuto ed al cui servizio si era totalmente dedicato. Il suo insegnamento è oggi di grande importanza anche per la nostra ricerca dell’unità della Chiesa, non soltanto in questo paese ma in tutto il mondo. Imitate la sua umiltà e la sua obbedienza a Dio; pregate per una saggezza come la sua, una saggezza che può venire solo da Dio.

5. “Gesù alitò su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi, e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi"”.

In quella prima Pentecoste il Salvatore diede agli apostoli il potere di rimettere i peccati quando riversò nei loro cuori il dono dello Spirito Santo. Lo stesso Spirito Santo viene a voi oggi nel sacramento della Cresima, per coinvolgervi più completamente nella lotta della Chiesa contro il peccato e nella sua missione di promuovere la santità. Viene per restare più pienamente nei vostri cuori e rinforzarvi nella lotta contro il male. Miei cari giovani, il mondo di oggi ha bisogno di voi, perché ha bisogno di uomini e donne riempiti dello Spirito Santo. Ha bisogno del vostro coraggio e della vostra speranza, della vostra fede e della vostra perseveranza. Il mondo di domani sarà costruito da voi. Oggi ricevete il dono dello Spirito Santo affinché possiate operare con fede profonda e con carità costante, affinché possiate contribuire a portare al mondo i frutti della riconciliazione e della pace. Rinforzati dallo Spirito Santo e dai suoi molteplici doni, impegnatevi con tutto il cuore nella lotta della Chiesa contro il peccato. Cercate di essere disinteressati; sforzatevi di non essere ossessionati dalle cose materiali. Siate membra attive del Popolo di Dio; riconciliatevi gli uni con gli altri e dedicatevi alle opere di giustizia, che porteranno pace sulla terra.

6. “Quanto sono grandi, Signore, le tue opere” (Sal 103 [104],24).

Queste parole del Salmo responsoriale evocano gratitudine dai nostri cuori e un inno di lode dalle nostre labbra. E realmente, quante sono le opere del Signore, quanto grandi sono gli effetti dell’azione dello Spirito Santo nella Cresima! Quando questo sacramento viene conferito, le parole del Salmo si adempiono tra di noi: “Mandi il tuo spirito, sono creati; / e rinnovi la faccia della terra” (Sal 103 [104],30).

Il primo giorno di Pentecoste lo Spirito Santo discese sugli Apostoli e su Maria e li riempì della sua potenza. Oggi noi ricordiamo quel momento e ci apriamo di nuovo al dono dello stesso Spirito Santo. In quello Spirito siamo battezzati. In quello Spirito siamo stati confermati. In quello Spirito siamo chiamati a condividere la missione di Cristo. In quello Spirito diventeremo realmente il Popolo della Pentecoste, gli apostoli del nostro tempo. “Vieni, Santo Spirito, riempi il cuore dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore”.

Così sia.

 

© Copyright 1982 - Libreria Editrice Vaticana

 

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