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VISITA PASTORALE IN GRAN BRETAGNA

SANTA MESSA NELLA CATTEDRALE DI LIVERPOOL

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Liverpool, 30 maggio 1982


Sia lodato Gesù Cristo.

1. Mentre si sta per concludere la domenica di Pentecoste, siamo riuniti in questa Chiesa, la Cattedrale di Cristo Re a Liverpool, per celebrare la santa Eucaristia, fonte e vertice della vita cristiana, oltre che sacramento dell’unione e dell’amore.

Durante questo mio pellegrinaggio apostolico in Gran Bretagna è un piacere per me non solo celebrare l’Eucaristia, ma anche amministrare gli altri sacramenti ai fedeli delle Chiese locali. Ho già avuto occasione di celebrare Battesimi e Cresime, e di conferire il sacramento dell’Unzione degli Infermi. Sebbene non mi sia possibile questa sera celebrare il sacramento della Confessione, desidero tuttavia sottolineare l’importanza della penitenza e della riconciliazione nella vita della Chiesa, e nella vita individuale di ogni suo membro.

Due anni fa il Congresso Pastorale Nazionale si è riunito in questa Cattedrale per inaugurare i suoi lavori con una cerimonia di pentimento e riconciliazione. I presenti pregarono per ottenere salute e perdono, e anche la grazia di essere fedeli alla volontà di Dio. Pregarono perché la luce e la saggezza guidassero le loro decisioni e rafforzassero il loro amore verso la Chiesa. Stasera ci troviamo riuniti davanti allo stesso altare per onorare e glorificare il Signore, per lodare il nostro Dio che è tanto misericordioso. Noi ci rendiamo conto della necessità di conversioni e riconciliazioni. Anche noi preghiamo per capire dove c’è stata discordia. Cerchiamo di trovare unità nello stesso Spirito Santo che offre tanti doni ai fedeli e diversi ministeri alla Chiesa.

2. Prima della Pentecoste, Gesù disse ai suoi discepoli: “Ricevete lo Spirito Santo. A chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi li riterrete saranno ritenuti”. (Gv 20, 23). Queste parole del nostro Salvatore ci fanno ricordare il dono fondamentale della nostra redenzione: il dono di avere i nostri peccati perdonati e di essere riconciliati con Dio. La remissione dei peccati è un dono totalmente gratuito e immeritato, un rinnovamento di vita che non riusciremmo a guadagnarci altrimenti. Dio ce lo offre nella sua misericordia. Come scrisse san Paolo: “È tutta opera di Dio. È Dio che ci ha riconciliati con sé attraverso Cristo e ci dà il compito di portare avanti questa riconciliazione” (2 Cor 5, 18).

Non esiste un peccato che non possa essere perdonato, se ci avviciniamo al trono della misericordia con cuore umile e contrito. Nessun male è più potente della infinita misericordia di Dio. Diventando uomo, Gesù è penetrato completamente nella nostra esperienza umana, fino al punto di soffrire l’ultimo e più crudele effetto del potere del peccato - la morte sulla Croce. È diventato veramente come noi, in tutto tranne che nel peccato. Ma il male, con tutta la sua forza, non è riuscito a vincere. Morendo, Cristo ha distrutto la nostra morte; risorgendo, ci ha riportato alla vita; le sue ferite ci hanno guarito e i nostri peccati sono stati perdonati. Per questo motivo, quando il Signore apparve ai suoi discepoli dopo la Risurrezione, mostrò loro le sue mani e il suo fianco. Voleva che essi vedessero che la vittoria era stata vinta; che egli, il Cristo Risorto, aveva trasformato i segni del peccato e della morte in simboli di speranza e di vita.

3. Con la vittoria della sua Croce, Gesù Cristo aveva ottenuto per noi il perdono dei nostri peccati e la riconciliazione con Dio. E sono questi i doni che Cristo ci offre quando manda lo Spirito Santo alla Chiesa, perché aveva detto agli Apostoli: “Ricevete lo Spirito Santo. A chi rimetterete i peccati saranno rimessi” (Gv 20, 23). Per mezzo dello Spirito Santo la Chiesa continua l’opera di Cristo che consiste nel riconciliare il mondo con lui. In tutte le epoche la Chiesa è la comunità dei fedeli che si sono riconciliati con Dio, la comunità di coloro che hanno ricevuto la riconciliazione voluta da Dio Padre e ottenuta mediante il sacrificio del suo amato Figlio.

Inoltre la Chiesa è per sua natura sempre riconciliante, perché trasmette agli altri il dono che essa ha ricevuto, il dono di essere stata perdonata e resa unica con Dio. Essa compie questo passaggio in vari modi, ma specialmente attraverso i sacramenti, e in modo particolare attraverso la Confessione. Con questo sacramento consolatore essa conduce ogni fedele personalmente davanti a Cristo, e attraverso il ministero della Chiesa, Cristo stesso dona perdono, forza e misericordia.

Attraverso questo sacramento altamente individuale, Cristo continua a venire incontro agli uomini e alle donne del nostro tempo. Ristabilisce l’unione dove c’era discordia, porta la luce dove regnava l’oscurità, e dà una speranza e una gioia tali che il mondo non potrebbe mai dare. Attraverso questo sacramento la Chiesa proclama al mondo l’infinita ricchezza della misericordia di Dio, quella misericordia che ha infranto le barriere che dividono noi da Dio e dal nostro prossimo.

In questo giorno di Pentecoste, mentre la Chiesa proclama l’azione riconciliatrice di Gesù Cristo e il potere dello Spirito Santo, io mi appello a tutti i fedeli della Gran Bretagna, e a tutti gli altri membri della Chiesa che possono udire la mia voce o leggere le mie parole: miei cari, diamo maggiore enfasi al sacramento della Confessione nella nostra vita. Sforziamoci di salvaguardare ciò che nella mia prima enciclica ho descritto come il “diritto di Cristo di incontrare ciascuno di noi nel momento-chiave della vita spirituale, costituito dal momento della conversione e del perdono” (Giovanni Paolo II, Redemptor Hominis, 20). E in particolare chiedo a voi, miei fratelli sacerdoti, di comprendere quanto strettamente ed efficacemente potete collaborare con il Salvatore nella divina opera della riconciliazione. Per mancanza di tempo alcune attività importanti devono a volte essere abbandonate o rimandate, ma mai la Confessione. Date sempre la precedenza a questo vostro ruolo tipicamente sacerdotale rappresentando il Buon Pastore nel sacramento della Confessione. E mentre testimonierete e loderete questa meravigliosa azione dello Spirito Santo nei cuori umani, sentirete che voi stessi siete chiamati ad una ulteriore conversione e ad un amore più profondo per Cristo e il suo gregge.

4. Mentre i Cristiani oggi compiono degli sforzi per riconciliare il mondo, essi sentono il bisogno più che mai forte di essere completamente riconciliati tra loro. Infatti il peccato della disunione tra Cristiani, che esiste da secoli, pesa fortemente sopra la Chiesa. La gravità di questo peccato fu chiaramente dimostrata durante il Concilio Vaticano II, che stabilì: “Senza alcun dubbio questa discordia è in aperta contraddizione con la volontà di Cristo, provoca un ostacolo nel mondo ed arreca danno alla santa causa di proclamare la buona novella ad ogni creatura” (Unitatis Redintegratio, 1).

La restaurazione dell’unità tra i Cristiani è una delle maggiori preoccupazioni della Chiesa nell’ultima parte del XX secolo. E questo compito riguarda noi tutti. Nessuno può essere esonerato da tale responsabilità. Anzi, ciascuno può dare il suo contributo, per quanto piccolo possa sembrare, e tutti sono chiamati verso quella conversione interiore che è la condizione fondamentale dell’ecumenismo. Come ha insegnato il Concilio Vaticano II: “Questo cambiamento nel cuore e nella santità della vita, insieme alle preghiere pubbliche e private per l’unita dei cristiani, deve essere considerato l’anima dell’intero movimento ecumenico, e può giustamente essere chiamato “ecumenismo spirituale” (Unitatis Redintegratio, 8).

Lo Spirito Santo, fonte di ogni unità, fornisce il Corpo di Cristo con una “varietà di doni” (1 Cor 12, 3), affinché possa essere costruito e rafforzato. Così come lo Spirito Santo dette agli Apostoli il dono delle lingue in modo che tutti quelli che si trovavano a Gerusalemme durante la prima Pentecoste potessero udire e capire l’unica parola di Cristo, perché non potremmo anche noi chiedere che lo stesso Spirito Santo ci dia i doni di cui abbiamo bisogno per continuare l’opera di salvezza, e per essere riuniti come un unico corpo di Cristo? In questo crediamo e per questo preghiamo, fiduciosi nel potere che lo Spirito ha dato alla Chiesa durante la Pentecoste.

5. “Manda il tuo Spirito . . . / e rinnova la faccia della terra” (Sal 103 [104], 30). Queste parole del Salmo sono anche la nostra preghiera che oggi rivolgiamo con tutto il cuore a Dio Onnipotente affinché rinnovi la faccia della terra per mezzo del potere dello Spirito che dà la vita. Manda il tuo Spirito, o Signore, rinnova i nostri cuori e le nostre menti con i doni della luce e della verità.

Rinnova le nostre case e le nostre famiglie con i doni dell’unità e della gioia. Rinnova le nostre città e i nostri paesi con la vera giustizia e la pace durevole. Rinnova la tua Chiesa nel mondo con i doni della penitenza e della riconciliazione, con l’unità nella fede e nell’amore.

Manda il tuo Spirito, o Signore, e rinnova la faccia della terra!

 

© Copyright 1982 - Libreria Editrice Vaticana

 

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