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VISITA PASTORALE IN GRAN BRETAGNA

SANTA MESSA CON ORDINAZIONI SACERDOTALI

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Manchester, 31 maggio 1982


Miei cari fratelli e sorelle in Gesù Cristo.

1. Vi porgo il mio saluto nel nome dello Spirito Santo! Per ogni cristiano la venuta dello Spirito Santo sulla Chiesa è un momento di festa e un’occasione di rinnovo spirituale. Sono molto felice di essere qui a Manchester per celebrare questa grande festa e per pregare con voi affinché il divino Paraclito, con il suo potere che dà la vita, aiuti i membri di questa Chiesa a portare avanti le loro responsabilità come “una nuova creazione”.

Essere una nuova creazione è la vocazione di tutti i battezzati. Ce lo ricorda anche san Paolo, nelle parole della seconda lettura di oggi: “. . . chiunque è in Cristo, è una creatura nuova; la vecchia creazione è passata, e ora c’è la nuova” (2 Cor 5, 17). Dobbiamo quindi abbandonare la strada dei piaceri della carne, della malvagità e della vita egoistica. Dobbiamo vivere “per colui che morì ed è risorto per noi” (2 Cor 5, 15). Ogni credente è chiamato a divenire discepolo. Con la costanza nella preghiera, la pietà verso i bisognosi, la ricerca di giustizia negli affari umani, i cristiani praticano il sacerdozio dei fedeli, una società vivente in Cristo che offre lode e gloria a Dio Padre.

2. Ma, come si possono applicare le caratteristiche di questo nuovo ordine di creazione al sacerdozio dei fedeli, quanto più vincolante appare la loro applicazione al sacerdozio ministeriale o gerarchico, che ha per scopo la santificazione del Popolo di Dio!

3. Miei cari fratelli, che siete candidati al sacerdozio, oggi Cristo rinnova per voi la sua preghiera al Padre: “Consacrali nella verità, la tua parola è verità” (Gv 17, 17). Questa consacrazione vi rende maggiormente “una creazione nuova”. Vi pone al di fuori del mondo affinché vi dedichiate completamente a Dio. Vi affida la missione di agire come ambasciatori di Cristo per riavvicinare il mondo a Dio. Per questo fine Gesù è venuto dal Padre ed è nato dalla Vergine Maria. E questa stessa missione fu affidata da Cristo ai suoi discepoli: “Come tu mi hai mandato nel mondo, anch’io li ho mandati nel mondo; per loro io consacro me stesso, così che anche essi possano essere consacrati nella verità” (Gv 17, 18).

In questo importante momento della vostra vita io vi dico, giovani: Capite quanto Gesù desideri profondamente che voi siate consacrati come lui si è consacrato. Realizzate quanto sia stretto il legame che attraverso il sacerdozio vi unisce a Cristo. Siate degni del privilegio che state per ricevere, consistente nel portare il dono dell’amore di Dio al suo popolo, e nell’offrire a Dio in risposta la sua preghiera.

4. Dovete essere uomini di Dio, suoi veri amici. Dovete preparare schemi quotidiani di preghiera, e la penitenza dovrà essere una parte regolare della vostra vita. La preghiera e la penitenza vi aiuteranno a comprendere meglio che la forza del vostro ministero è basata sul Signore e non su fondamenta umane.

L’Inghilterra ha la fortuna di avere dato vita a molti sacerdoti. Molti dei suoi figli hanno abbandonato famiglia e patria in tempi difficili per prepararsi al sacerdozio. Dopo l’ordinazione tornarono in Inghilterra per affrontare i diversi rischi, e spesso la morte, causati dalla loro fede.

Manchester è giustamente orgogliosa del suo grande martire, il benedettino sant’Ambrogio Barlow.

I cattolici del Lancashire rendono onore agli altri loro martiri: sant’Edmund Arrowsmith, e tutti quei santi chiamati “John”: John Almond, John Plessington, John Southworth. Ma, oltre ai vostri martiri, dovete rallegrarvi anche nel ricordo dei molti santi sacerdoti di questa regione che hanno vissuto ogni giorno intensamente la loro vocazione. Qui vicino, a sant’Elena, Sutton, si trova la tomba del Beato Domenico Barberi, il passionista italiano che accolse John Henry Newman nella Chiesa. È solo uno degli innumerevoli esempi di sacerdoti che continuano ad essere modelli di santità per il clero attuale.

5. Dovete cercare di rendere ogni giorno più profonda la vostra amicizia con Cristo. Dovete inoltre imparare a condividere le speranze e le gioie, i dispiaceri e le frustrazioni di coloro che si affideranno alla vostra cura. Portate loro il messaggio di pace di Cristo che li aiuterà. Andate a trovare i vostri parrocchiani a casa loro: questo è stato un punto forte della Chiesa in Inghilterra, è una pratica pastorale che merita di non essere trascurata. E non dimenticate tutti quelli che sono in uno stato di particolare necessità, specialmente i prigionieri, e le loro famiglie. Nel Vangelo Cristo s’identifica con i prigionieri quando dice: “Ero in prigione, e mi avete visitato”. E ricordate che non precisò se si trattasse di innocenti o di colpevoli. Poiché voi rappresentate il Cristo, nessuno può essere escluso dal vostro amore pastorale. Vi chiedo, e con voi chiedo ai vostri confratelli sacerdoti, di portare il mio saluto a tutte le prigioni di Gran Bretagna, specialmente alla grande prigione di Manchester. Attraverso di voi Gesù Cristo vuole offrire la pace delle coscienze e il perdono di tutti i peccati. Attraverso di voi Gesù Cristo vuole risvegliare la speranza nei vostri cuori. Attraverso di voi Gesù Cristo vuole amare quelli per i quali è morto. Con la fedeltà con cui vivete la vostra vita, insegnate a tutto il vostro popolo che credete in quell’amore fedele.

Dovete proclamare il Vangelo con la vostra vita. Quando celebrate i sacramenti nei momenti decisivi della vita del vostro prossimo, dovete aiutarlo a confidare nella clemenza e nella compassione promessa da Cristo. Quando offrite il sacrificio redentore dell’Eucaristia, aiutatelo a comprendere la necessità di trasformare questo grande amore in atti di carità.

6. Fratelli miei, siate consci dell’effetto che ha sugli altri la testimonianza di vita. La vostra ordinazione è fonte di consolazione per coloro che hanno già vissuto molti anni di servizio sacerdotale, un gran numero dei quali è oggi qui con noi. Il Signore è a loro grato per le loro fatiche, e oggi li benedice assicurando loro che continuerà a provvedere al futuro della Chiesa. Che tutti questi sacerdoti possano sentire rinnovato in loro il gioioso entusiasmo della loro prima chiamata, e che possano continuare a fare generoso dono di se stessi nell’opera sacerdotale di Cristo che ricongiunge il mondo al Padre.

So che molti sacerdoti non sono potuti venire a causa della loro età avanzata o per motivi di salute. Mando anche a loro l’espressione del mio amore nel nome di Gesù Cristo. Le loro preghiere, la loro saggezza, le loro sofferenze sono un ricco tesoro per la Chiesa, da cui deriveranno future abbondanti benedizioni.

7. E a proposito dei vostri contemporanei? Indubbiamente il fatto che voi abbiate accettato la missione di Cristo è una chiara testimonianza per coloro che non sanno ancora con certezza che cosa Dio chieda a loro. Voi dimostrate loro che essere ordinati al suo servizio è una nobile vocazione che richiede fede, coraggio e sacrificio di sé. Sono certo che queste qualità esistono in abbondanza tra i giovani della Gran Bretagna. A loro io dico: siate certi che la chiamata di Cristo al sacerdozio o alla vita religiosa è rivolta ad alcuni di voi. Siate certi che se ascolterete la sua chiamata e lo seguirete nel sacerdozio o nella vita religiosa, troverete grande gioia e felicità. Siate generosi, prendete coraggio e ricordate la sua promessa: “Il mio giogo è soave e il mio fardello leggero” (Mt 11, 30).

8. Infine desidero rivolgermi ai genitori e ai familiari di coloro che stanno per essere ordinati sacerdoti. Vi dico, a nome della Chiesa e insieme ai Vescovi miei colleghi, grazie per la vostra generosità. Siete voi che avete portato queste persone nel mondo. Siete voi che per primi avete dato loro la fede e i valori che li hanno aiutati ad arrivare oggi all’altare di Dio. Anche la Chiesa deve essere una famiglia, composta da Vescovi, sacerdoti, diaconi, religiosi e laici, che si aiutano a vicenda e che dividono tra loro i doni personali ricevuti da Dio. Ogni sacerdote confida nella fede e nelle qualità della sua comunità parrocchiale. Se saprà essere saggio, non solo conoscerà la gioia di distribuire la grazia di Dio, ma anche quella di riceverla in abbondanza attraverso i suoi parrocchiani. Il rapporto tra i sacerdoti e il popolo è basato sulla preghiera, la collaborazione, l’amore e il rispetto reciproco. Questa è stata sempre una tradizione di queste isole. Speriamo che non finisca mai.

9. Con questa ordinazione il Signore continua veramente e praticamente la sua opera di “nuova creazione”. E continua a far giungere il suo messaggio su tutta la Terra e a parlare personalmente con coloro che sono ordinati sacerdoti: “"Andate ora da coloro a cui vi manderò e dite ciò che vi ordinerò. Non abbiate paura di loro, perché io sono con voi per proteggervi". Sono le parole del Signore” (Ger 1, 7-8). Amen.

 

© Copyright 1982 - Libreria Editrice Vaticana

 

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