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SANTA MESSA «IN COENA DOMINI»

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Giovedì, 31 marzo 1983

 

1. Quando Simon Pietro dice a Cristo: “Non mi laverai mai i piedi! (Gv 13, 8), egli ragiona nel modo seguente: colui che lava i piedi ad un altro è servo; colui a cui vengono lavati i piedi è signore.

Io, Simon Pietro, non posso accettare il servizio di Colui che è il mio “Maestro” e “Signore”. Ciò significherebbe un’infrazione dell’ordine fondamentale, che è anche l’ordine della giustizia. Quest’ordine non può essere violato. Lo richiedono l’ordinaria onestà e la rettitudine. Simon Pietro, a motivo di questa rettitudine, non voleva consentire che Cristo gli lavasse i piedi prima della Cena pasquale.

2. Intanto il Maestro e Signore non cede. Sta davanti al suo discepolo e servo, tenendo nelle mani un catino pieno d’acqua e un asciugatoio, e sembra dire:

Piegati! Consentimi di servire!

Consentimi di iniziare il Grande Servizio!

In questo Servizio è contenuto l’Ordine Nuovo. Il Nuovo Testamento. La Nuova alleanza.

Consentimi di iniziare il Servizio della Nuova alleanza con questa lavanda dei piedi.

Ad essa seguirà il Sacrificio Sacramentale del mio Corpo e del mio Sangue. Il Sacrificio della croce e della morte. Il grande, incessante Servizio della Nuova alleanza. Mediante questo servizio avrai “parte con me” (Gv 13, 8). Tu e tutti gli altri. Avrete “parte con me”. Sarete in comunione con me. Mediante me, sarete in comunione con il Padre e con lo Spirito. Permettimi di servirti adesso. “Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo” (Gv 18, 37): per compiere appunto questo servizio. Da questo servizio, da questo ministero dipende la Redenzione del mondo.

3. Quando Simon Pietro cede, egli sa che quest’ordine, a cui voleva essere fedele, viene sostituito dall’Ordine Nuovo. Egli stesso difendeva ancora l’ordine antico, ma al tempo stesso già avvertiva quanto quello nuovo fosse già presente in lui; quanto lui, pur uomo dell’antica alleanza, fosse tuttavia già aperto alla Comunione col suo Maestro e Signore. Dice quindi: “Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo!” (Gv 13, 9). Tanto desidera quella “parte” con il Maestro. Tanto desidera quella purezza, che nasce dal servizio della Redenzione.

E Cristo aggiunge, rivolgendosi non già al solo Pietro, ma a tutti: “Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri” (Gv 13, 14).

Dal servizio della Redenzione nasce l’amore, il quale fa sì che gli uomini diventino disposti a servirsi reciprocamente gli uni gli altri; fa di loro dei fratelli, sensibili reciprocamente al propri bisogni.

4. Abbiamo iniziato l’Anno Santo della Redenzione, il Giubileo straordinario. La liturgia della Cena del Signore ci presenta la Redenzione quale Servizio salvifico di Cristo, servizio che dura incessantemente nella Chiesa

- mediante il Sacramento del Corpo e del Sangue del Signore,

- mediante il Sacramento della Penitenza e della Riconciliazione: “Se non ti laverò, non avrai parte con me” (Gv 13, 8).

Il Giubileo di quest’anno renda ciascuno di noi particolarmente sensibile al servizio salvifico di Cristo, che si compie mediante la Chiesa.

Ci avvenga - come Simon Pietro - di poter desiderare più pienamente questa “parte” con Cristo: la Comunione salvifica, che deriva dall’abbondanza della sua Redenzione.

 

© Copyright 1983 - Libreria Editrice Vaticana

 

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