VIAGGIO
APOSTOLICO IN COREA, PAPUA NUOVA GUINEA,
ISOLE SALOMONE E THAILANDIA
MESSA IN ONORE DEL SANTO NOME DI MARIA
OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II
Honiara (Isole Salomone)
Mercoledì,
9 maggio 1984
Cari fratelli e sorelle in Gesù Cristo
“Ma quando venne la pienezza del tempo,
Dio mandò il suo Figlio, nato da donna” (Gal 4, 4).
1. La prima lettura di oggi
parla della pienezza del tempo. Ciò si riferisce al compimento della storia
dell’umanità nell’eterno piano della Santissima Trinità. La lettera ai Galati ci
parla di questo piano, e in che cosa consiste il suo compimento. In primo luogo,
il Figlio di Dio viene nel mondo per rendere possibile la nostra adozione a
figli di Dio: non siamo più schiavi, ma figli. In secondo luogo, con la forza
dello Spirito Santo che Dio ha inviato nei nostri cuori, possiamo gridare:
“Abba! Padre!”. Possiamo chiamare Dio nostro Padre. E finalmente, insieme con il
Figlio unigenito di Dio, anche noi diventiamo suoi figli ed eredi. Quando venne
la pienezza del tempo a tutti fu data la possibilità di partecipare intimamente
alla vita del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo.
2. La proclamazione di questa
“pienezza del tempo” è chiamata evangelizzazione: questa è il compimento della
buona novella della salvezza. E per quasi un secolo e mezzo questa pienezza del
tempo è stata proclamata qui, nelle isole Salomone.
Sebbene gli spagnoli,
accompagnati dai missionari francescani, siano giunti a Point Cruz nel 1568, la
storia dell’evangelizzazione è iniziata soltanto nel 1845. I primi missionari
inviati furono Maristi, sotto la guida del vescovo Epalle. Nonostante il loro
zelo e coraggio, la missione venne abbandonata due anni più tardi dopo che il
vescovo Epalle e parecchi altri avevano dato la loro vita per la fede.
Il
successivo e più importante programma di evangelizzazione fu realizzato dai
missionari anglicani provenienti dalla Nuova Zelanda. Grazie ai loro intensi
sforzi per predicare il Vangelo, e istituire scuole cristiane, il messaggio di
Cristo cominciò a mettere radici nel cuore del popolo. Furono tentate, poco
dopo, varie iniziative missionarie, comprese quelle dei membri della Missione
evangelica dei mari del Sud, della Chiesa metodista, degli Avventisti del
Settimo giorno e di altri. Tutti cercarono non solo di far meglio conoscere
Cristo, ma anche di lavorare per la salute e l’istruzione della gente.
La Chiesa
cattolica riprese i suoi sforzi missionari alla fine del XIX secolo. Una volta
ancora furono i Maristi che se ne assunsero il compito, raggiunti, nel 1904,
dalle Sorelle missionarie della Società di Maria, che rapidamente fondarono
conventi presso tutte le stazioni di missione.
L’opera di evangelizzazione nelle
isole Salomone fu agevolata dalla guida infaticabile e capace dei vescovi
destinati a rendere qui il loro servizio. Il vescovo Bertreux, primo
vicario-apostolico nelle Salomone del Sud, fu scelto per dirigere la prima
espansione di quest’opera missionaria e fare il primo tentativo per la
preparazione dei catechisti locali e dei leader laici. Il suo successore, il
vescovo Raucaz, svolse il suo compito con uguale fervore. Oltre ai risultati
positivi raggiunti, egli incoraggiò la fondazione della prima congregazione
locale di religiose, le Figlie di Maria immacolata.
Il vescovo Aubin, succeduto
al vescovo Raucaz, fu testimone delle tragiche sofferenze e devastazioni causate
dalla Seconda guerra mondiale. In quel periodo, la maggior parte dei missionari
furono uccisi o costretti a partire. Dopo la guerra, tuttavia, con l’aiuto di
molti nuovi missionari, il vescovo sovrintese alla rapida crescita della Chiesa
nel territorio. Egli dispose la fondazione di varie istituzioni, compreso un
certo numero di scuole cattoliche, e in particolare la prima scuola centrale,
che fu posta sotto la direzione dei Fratelli Maristi delle scuole. Nel 1958, al
vescovo Aubin successe il vescovo Stuyvenberg, che ha lavorato fino ad oggi per
continuare l’opera dell’evangelizzazione. In questo periodo, i Domenicani e le
Domenicane si sono assunti il lavoro missionario nelle Salomone occidentali
sotto la guida pastorale del vescovo Crawford. Cominciano a fiorire le vocazioni
locali; la preparazione dei catechisti e dei responsabili laici è stata
notevolmente facilitata dall’apertura del Centro apostolico presso Honiara.
Attraverso tutto questo si vede chiaramente la provvidenza di Dio, che
compie il suo eterno piano di salvezza.
3. Nel Vangelo di oggi ascoltiamo le parole con
cui Elisabetta salutò la Madre del nostro Salvatore il giorno della visitazione:
“E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore” (Lc
1, 45).
Desidero ripetere queste parole a tutti coloro che nelle isole Salomone hanno
accolto Cristo attraverso la fede: “Benedetti siano coloro che hanno
creduto”. Da questa fede è nata una nuova comunità del popolo di Dio, la Chiesa.
Questa comunità è, per sua natura, visibile; essa è basata sulla parola di Dio e
vive dei sacramenti.
Si entra nella comunità della Chiesa per mezzo dell’acqua del Battesimo
che dà la vita, che toglie il peccato e reca il dono della grazia e la comunione
con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Nel sacramento della Cresima,
noi riceviamo il sigillo dello Spirito Santo, che ci viene offerto a profusione
come dono di Dio. Egli viene per accendere in noi un amore ancora più grande per
Dio e per il nostro prossimo, e per darci la forza di vivere giornalmente con
fedeltà la nostra fede. L’Eucaristia è l’origine e il centro di tutta la
vita cristiana. Nella celebrazione eucaristica, noi partecipiamo al sacrificio
della croce che ha compiuto la redenzione del mondo. E tutte le attività della
Chiesa sono rivolte al sacrificio eucaristico, cosicché lode e gloria siano rese
sempre più a Dio Padre, a Dio Figlio, a Dio Spirito Santo.
4.
La Chiesa nelle isole Salomone, che vive in comunione con la Chiesa cattolica in
tutto il mondo, è fiorente. I vostri premurosi missionari continuano a lavorare
in stretta unione con la popolazione indigena di questo Paese. Voi siete
assistiti dal clero e dai religiosi che, dedicando la loro vita a questo
servizio, cercano di costruire una comunità di credenti nella fede, speranza e
carità. Sono lieto di constatare che fra loro si trova un crescente numero di
sacerdoti autoctoni, di fratelli e suore, e prego perché le vocazioni
sacerdotali e religiose fioriscano in abbondanza. Anche i laici svolgono un
ruolo insostituibile nella vita e nella missione della Chiesa. Desidero
esprimere una particolare parola di apprezzamento ai vostri catechisti, che
aiutano a trasmettere il messaggio della salvezza, e alle vostre famiglie
cristiane, che sono così importanti per una solida e dinamica comunità
cristiana.
L’intera vita apostolica della Chiesa è diretta alla riconciliazione:
la riconciliazione dell’uomo con Dio, e la riconciliazione dei popoli gli uni
con gli altri. Per questa ragione, il sacramento della Penitenza è estremamente
importante, perché in questo intimo incontro con Gesù Cristo che è il nostro
Signore misericordioso, i nostri peccati vengono perdonati, e noi ancora una
volta siamo uniti con Dio. La Penitenza ci aiuta anche a superare le barriere
che dividono i popoli fra loro, e a costruire una società di armonia e di pace.
Con infinito amore per coloro che sono malati, il Signore rinnova il suo dono di
riconciliazione anche nel sacramento dell’Unzione degli infermi. Ai mariti e
alle mogli Dio ha dato il sacramento del matrimonio. Per mezzo di questo grande
sacramento, ogni coppia cristiana diventa una cosa sola in Cristo, e riceve la
grazia di vivere nell’amore duraturo e fedele, di allevare i propri figli in un
focolare di serenità e di affetto. Anche il sacramento dell’Ordine sacro serve
la causa della riconciliazione, poiché diaconi, sacerdoti e vescovi lavorano
duramente per dare l’assistenza pastorale a tutti quelli che si affidano a loro.
Essi spezzano il muro dell’ignoranza e del peccato e danno forza all’unità della
Chiesa locale.
5. Per tutta l’opera di evangelizzazione e di riconciliazione che
è stata fatta nelle isole Salomone, il Vescovo di Roma desidera oggi cantare con
voi il canto di ringraziamento che venne alle labbra della Madre di Dio quando
in lei si compì la “pienezza del tempo”.
Uniti alla Vergine Maria ti
magnifichiamo, o Signore; e le nostre anime gioiscono in Dio nostro salvatore,
per aver guardato con benevolenza gli umili inizi degli sforzi missionari nelle
isole Salomone.
Tu, che sei potente, hai fatto grandi cose per coloro che
abitano qui, e sia santificato il tuo nome.
La tua misericordia sia per coloro
che ti temono, di generazione in generazione. Anche questo Paese fu devastato
dagli orrori della Seconda guerra mondiale: tu non l’hai abbandonato, ma hai
mostrato la forza del tuo aiuto, hai esaltato l’umile, hai colmato di beni
l’affamato. Hai fatto di nuovo fiorire la Chiesa nelle isole Salomone, perché ti
sei ricordato della tua misericordia e hai continuato ad elargirla di
generazione in generazione.
O Dio misericordioso, il tuo eterno piano di
salvezza e quello della giustizia e dell’amore. Tu mandi lo Spirito Santo nei
nostri cuori così che possiamo gridare: “Abba! Padre!”. Per tutte le tue opere
ti rendiamo grazie. Uniti a Maria e a tutti gli altri santi noi cantiamo le tue
lodi. Benediciamo il tuo nome per sempre, con Cristo nostro signore. Amen.
So che in queste isole Salomone sono oggi presenti numerosi
fedeli di lingua francese, venuti da molte isole del Pacifico, in particolare
dalla diocesi di Noumea. Li ringrazio della loro visita e li saluto con gioia.
Cari fratelli e sorelle, al di sopra della differenza delle razze, degli
interessi e delle tensioni che possono sorgere, voi siete stati chiamati a
partecipare all’unico dono del Signore, accogliendo il Vangelo e ricevendo il
Battesimo. Siete stati incorporati nello stesso Cristo, morto e risorto per noi
tutti. Avete ricevuto il medesimo Spirito Santo, lo Spirito di santità e di
amore. E questo Spirito che dimora in voi, vi spinge ad entrare in un rapporto
sempre più vivo con Dio attraverso la preghiera, ad avere fame e sete della
giustizia, a costruire comunità cristiane nelle quali regnino, in maniera
inseparabile, la giustizia, la pace, l’amore fraterno. Questa è la testimonianza
che i vostri compatrioti attendono dai cristiani autentici. Voi contribuirete a
salvaguardare il rispetto delle culture, i diritti delle persone e anche il bene
comune di ciascun Paese. Restate uniti attorno ai vostri vescovi. E siate
compresi del fatto che, sebbene vi troviate geograficamente sparsi in questo
vasto Oceano, voi siete uniti nella Chiesa universale, nella quale il successore
di Pietro ha la missione di confermare i suoi fratelli nella fede e di radunarli
attorno all’unico pastore, il Signore Gesù Cristo. Nel suo nome, benedico di
gran cuore voi e tutti coloro che voi rappresentate.
In questo giorno nel quale ci riuniamo in onore della beata vergine Maria,
volgiamoci a lei con amore e fiducia.
O santa Madre di Dio, io, Giovanni Paolo II, ti affido i figli e le figlie
della Chiesa nelle isole Salomone. Essi sono i fratelli e le sorelle del tuo
Figlio, il nostro Signore Gesù Cristo, che sono stati redenti dai meriti del suo
sangue prezioso ed evangelizzati dalla sua grazia.
O Madre amorosa del nostro Salvatore, ti affido le famiglie, le madri e i
padri e i bambini di questa terra, e in special modo i malati, i sofferenti e
gli anziani. Intercedi per loro presso il tuo Figlio, sorgente di ogni vita.
O Maria, regina della pace, ti affido questa nazione delle isole Salomone
e tutti gli uomini e le donne che qui abitano. Ti chiedo di aiutarli nei loro
problemi e di sostenerli nelle loro speranze. Sii per tutti loro Madre del
perpetuo soccorso. Offrili tutti al Padre, implorando la sua misericordiosa
bontà e i doni dell’unità e della pace, per mezzo di Gesù, il Verbo eterno che
si è fatto tuo Figlio. Ottieni riposo per i loro cari defunti e per tutti coloro
che sono morti combattendo sulla loro terra durante la Seconda guerra mondiale.
O Maria, vergine e madre, chiedi che lo Spirito Santo porti a compimento nei
cuori degli abitanti delle isole Salomone il lavoro che fu iniziato attraverso
la predicazione della parola di Gesù, al quale sia gloria e lode, con il Padre e
il medesimo Santo Spirito, ora e sempre. Amen.
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