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CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA PER I GIOVANI DELLA TENDOPOLI MARIANA

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Martedì, 23 luglio 1985

 

Carissimi partecipanti alla Tendopoli mariana!

Sono assai lieto di incontrarvi! Vi siete riuniti presso il santuario del Divino Amore per l’iniziativa mariana, che si rinnova ormai da dieci anni e, venuti da ogni regione d’Italia e anche dall’estero, state trascorrendo insieme otto giorni di preghiera, di dialogo, di riflessione sul tema: “Maria, armonia perfetta dell’amore umano e divino”.

Vi sono riconoscente per la vostra visita a Castel Gandolfo, che dimostra la vostra fedeltà alla Chiesa e anche il vostro affetto per il Papa e desidero esprimere a ciascuno di voi, a don Pasquale Silla, rettore e parroco del santuario, ai collaboratori e ai dirigenti il mio vivo compiacimento per il vostro incontro di preghiera e di formazione che esige impegno e sacrificio per tutti, ma che certamente illumina le vostre menti e vi prepara per il futuro della società e della Chiesa, nell’atmosfera seria e tuttavia soave dell’amore e dell’imitazione di Maria.

È questa per voi una settimana di intensa attività spirituale: avete oratori e maestri esperti e sensibili; avete l’entusiasmo dei vostri anni giovanili, ricchi di ideali e protesi verso mete di autentica testimonianza cristiana, nell’ardore della fede, nella purezza dei sentimenti e dei comportamenti, nel dono della carità; non resta altro che pregare fervorosamente il Signore e la Vergine santissima che vi illuminino, vi confermino nei propositi, vi sostengano nelle decisioni, affinché la settimana trascorsa nella Tendopoli mariana sia una tappa veramente decisiva nello sviluppo della vostra vita. Oggi, nel mondo moderno, i cristiani hanno bisogno di certezza, di coerenza e di coraggio!

Prepariamoci adesso alla celebrazione eucaristica.


Al termine della concelebrazione:

Sottolineando il tema di studio: “Maria, armonia perfetta dell’amore umano e divino”, vorrei richiamare la vostra attenzione su di un’affermazione che scrissi nella lettera apostolica inviata ai giovani, in occasione dell’Anno internazionale della gioventù. Così mi esprimevo nella lettera suddetta: “L’uomo senza Dio non può comprendere se stesso e non può realizzarsi senza Dio. Gesù Cristo è venuto nel mondo prima di tutto per rendere ognuno di noi consapevole di questo. Senza di lui, questa dimensione fondamentale della verità sull’uomo sprofonderebbe facilmente nel buio” (Giovanni Paolo II, Epistula Apostolica ad iuvenes, Internationali vertente Anno Iuventuti dicato, 4, 31 marzo 1985: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, VIII/1 [1985] 764). Cristo, con la sua parola di verità e la sua grazia è “la luce venuta nel mondo” (Gv 1, 9; 3, 19).

Carissimi giovani! Grande è la vostra fortuna nell’essere chiamati a meditare su questi temi di estrema validità e grande anche la vostra responsabilità! Io vi accompagno con la mia preghiera e, ricordando quella storica data del 25 marzo dello scorso anno, quando - in occasione del Giubileo delle famiglie durante l’Anno santo della redenzione - affidai l’umanità intera, e quindi anche voi, al cuore immacolato di Maria, concludo questo nostro incontro con la supplica che elevai allora davanti all’immagine della Madonna di Fatima: “O Madre degli uomini e dei popoli! Tu che conosci tutte le loro sofferenze e lo loro speranze, tu che senti maternamente tutte le loro lotte tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre, che scuotono il mondo contemporaneo, accogli il nostro grido che, mossi dallo Spirito Santo, rivolgiamo direttamente al tuo cuore: abbraccia, con amore di Madre e di Serva del Signore, questo nostro mondo umano, che ti affidiamo e consacriamo, pieni di inquietudine per la sorte umana ed eterna degli uomini e dei popoli . . . Nel tuo cuore immacolato si sveli per tutti la luce della speranza!”.

Pregate allora Maria santissima! Ascoltate e fate tutto quello che ella, in nome di Cristo e della Chiesa, vi dirà.

 

© Copyright 1985 - Libreria Editrice Vaticana

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