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ORDINAZIONE DI DIECI NUOVI VESCOVI

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Solennità dell'Epifania di Nostro Signore
Martedì, 6 gennaio 1987

 

1. Alzati, Gerusalemme, perché viene la tua luce. Alzati Gerusalemme, rivestiti di luce (Is 60, 1).

Queste parole del profeta assumono oggi una particolare attualità. Ecco infatti che i Magi dall’Oriente arrivano a Gerusalemme appunto con questa notizia: “Viene la tua luce”!

Dove cercare il luogo della sua nascita?

Gerusalemme è la città di un grande Re. Egli è più grande di Erode, e questo sovrano temporale, che siede sul trono di Israele col beneplacito di Roma, non è in grado di offuscare la promessa di un Re messianico.

Non è in grado di oscurare la sua luce.

Dove cercare il luogo della nascita del Messia?

Gli scritti dell’Antico Testamento rispondono con certezza: a Betlemme.

Trovano un neonato. Nessun ostacolo esteriore può spegnere la luce che essi portano nei loro cuori.

Non badano alla povertà del luogo. Si prostrano. Lo adorano. Offrono i loro doni.

2. Gerusalemme, è venuta la tua luce!

Gerusalemme rivestiti di luce!

Gli uomini venuti da lontano, “i re di Tarsis e delle isole . . . i re degli Arabi e di Saba” (Sal 72, 10) camminano alla tua luce.

E la luce splende nelle tenebre.

Gerusalemme! Il destino che ti ha dato Dio è di splendere. E nessuna oscurità della storia dell’uomo può toglierti questo destino, questa vocazione.

È questa la certezza espressa nei nostri tempi dai Padri del Concilio Vaticano II, quando iniziarono il loro documento sulla Chiesa con le parole Lumen Gentium: “Lumen Gentium cum sit Christus”.

Chi sei, Chiesa? Cosa dici di te stessa?

“Il mio destino è di splendere. Splendere con questa luce, che è Cristo!”.

Ecco l’eloquenza della solennità dell’Epifania.

3. Quest’eloquenza, questa verità su Gerusalemme, quest’insegnamento sulla Chiesa sono accolti oggi con particolare calore da voi, cari fratelli, che ricevete l’ordinazione episcopale in questa Basilica di San Pietro. Siete in dieci e venite dalla Svizzera, dalla Jugoslavia, dall’Italia, dalla Thailandia, dalla Sierra Leone, dalla Liberia, dal Guatemala, dagli Stati Uniti, dalla Tanzania e dalla Malesia. Manifestate l’universalità della Chiesa, radicata in tanti popoli della terra. Nello stesso tempo, manifestate la missionarietà della Chiesa, che si sente irrevocabilmente mandata a tutti i popoli e a tutti gli uomini.

Forse sull’orizzonte del vostro cielo non è apparsa la stella che, un tempo, indusse i Magi dall’Oriente a mettersi in cammino. Ma nella vostra anima vi è la stessa luce interiore che ha guidato loro.

La stessa luce guida anche voi: “Lumen Gentium”.

4. In questo momento, in cui dovete accostarvi per ricevere il sacramento del ministero episcopale nella Chiesa, io mi rivolgo a ciascuno di voi con le parole del profeta:

“Palpiti e si dilati il vostro cuore” (Is 60, 5).

Il servizio episcopale, il servizio pastorale nella Chiesa esige il dono del timore di Dio e insieme quello del cuore dilatato.

Guardate: i Magi dall’Oriente offrono i doni che hanno portato. Aprono i loro tesori e presentano i doni.

Oggi siete chiamati ad aprire ancor più profondamente il vostro tesoro interiore. Siete chiamati a dare ancor più pienamente voi stessi a Cristo, che è l’Epifania dell’eterno Pastore.

Mediante la vostra dedizione la luce che è Cristo splenda a tutti coloro ai quali siete mandati.             

 

© Copyright 1987 - Libreria Editrice Vaticana

 

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