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VIAGGIO APOSTOLICO IN MADAGASCAR, LA RÉUNION, ZAMBIA
E MALAWI
SANTA MESSA PER I FEDELI
DELL’ARCIDIOCESI DI LUSAKA
OMELIA DI GIOVANNI
PAOLO II
Cattedrale cattolica di Lusaka (Zambia) -
Giovedì,
4 maggio 1989
“Ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete
testimoni” (At 1, 8).
Cari fratelli e sorelle.
1. Oggi è il quarantesimo giorno dopo la Risurrezione di Cristo. Quando
lasciò questo mondo per tornare al Padre, Gesù promise agli apostoli ancora
una volta che lo Spirito Santo sarebbe sceso su di loro. Lo Spirito sarà il
loro paraclito, il loro nuovo avvocato e soccorritore. Sarà per loro la fonte
di ogni potere che supera la debolezza umana. Voi riceverete questo potere, “e
mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea, la Samaria e fino agli
estremi confini della terra” (At 1, 8).
Con questa promessa Cristo va al Padre. Gli apostoli vedranno le parole del
loro Maestro - le ultime che egli rivolse loro - trasformarsi in realtà.
Riceveranno la potenza dello Spirito Santo e quello stesso giorno Gerusalemme
ascolterà la loro testimonianza al Cristo crocifisso e risorto.
Da questa verità salvifica nascerà la Chiesa. Nascerà attraverso la fede e
il Battesimo di coloro che per primi accolsero la parola di Dio proclamata
dagli apostoli. Da quel momento in poi la Chiesa nascerà costantemente non
soltanto a Gerusalemme in Giudea e in Samaria ma in ogni nuovo luogo “fino ai
confini della terra”.
2. È poi venuto il tempo in cui dal messaggio e dall’impegno apostolico la
stessa Chiesa di Cristo è nata anche qui, nello Zambia. Oggi guardiamo con
orgoglio e gratitudine alle origini della Chiesa nel vostro Paese.
L’evangelizzazione dello Zambia ha avuto luogo soprattutto dal 1879 al
1930, grazie agli eroici sforzi dei padri Bianchi, i gesuiti e i francescani
cappuccini e conventuali, in varie parti del Paese.
Un’importante pietra miliare fu l’apertura della prima parrocchia cattolica
da parte dei padri Bianchi nel 1891. Un’altra fu l’ordinazione episcopale del
primo Vescovo di questa regione Joseph Dupont, un padre Bianco originario
della Francia. Fu ordinato in terra di Zambia tra il suo popolo nella missione
di Kajambi. Appena trenta anni prima Lusaka era divenuta arcidiocesi e sede
metropolitana per tutto il Paese, una caratteristica che oggi condivide con
Kasama.
Oggi i membri di molti istituti missionari vengono qui per continuare il
lavoro di evangelizzazione - non soltanto i sacerdoti ma anche molti religiosi
e religiose. L’impegno missionario del secolo scorso è stato premiato da un
crescente numero di vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa, molti dei
quali sono proprio figli dello Zambia a dimostrazione che le radici del
Vangelo sono penetrate a fondo nel ricco suolo del vostro Paese.
“Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato
alla sua scelta” (At 1, 7). Tutto il futuro è racchiuso nella mente
eterna del Padre e nel suo potere, anche l’ultimo giorno. Tutto questo
comprende anche il giorno scelto per l’inizio della storia della Chiesa nel
vostro Paese.
Possiamo perciò dire che, anche qui, la Chiesa è nata nel giorni di
Pentecoste, quando gli apostoli ricevettero la potenza dello Spirito Santo e
iniziarono la loro testimonianza a Cristo che si estende attraverso
generazioni e lungo i secoli.
3. Rendiamo oggi grazie a Dio vivente: al Padre, al Figlio e allo Spirito
Santo. Siamo grati a tutti coloro che sono venuti prima di voi, in particolare
i missionari che sono veramente i vostri padri in Cristo e la cui memoria
continua ad essere viva oggi nella testimonianza della Chiesa dello Zambia al
Vangelo. Voi, cari fratelli e sorelle, siete le pietre viventi della casa che
essi hanno costruito mediante la potenza dello Spirito Santo.
È emblematico il fatto che noi rendiamo il nostro atto di ringraziamento
proprio in questo luogo, nella capitale della vostra Nazione, dove deve essere
costruita la nuova cattedrale cattolica. La benedizione della prima pietra
simbolizza l’inizio di una costruzione fatta di molte pietre. La costruzione
di una casa di culto dedicata al Dio vivente ha sempre la sua origine in
Cristo perché è lui la prima pietra, “la pietra angolare”.
Dalla Croce di Cristo e dalla sua Risurrezione noi traiamo la potenza dello
Spirito Santo che si è manifestata il giorno di Pentecoste a Gerusalemme. È
una potenza che la Chiesa dello Zambia riceve costantemente per diventare
testimone sempre più matura di Cristo crocifisso e risorto. “Perché infatti
altro nome non è dato agli uomini sotto il cielo nel quale sia stato stabilito
che possiamo essere salvati” (At 4, 12).
4. La stessa potenza dello Spirito Santo a cui noi dobbiamo la costruzione
della Chiesa nello Zambia è anche la fonte di ogni trasformazione dei
battezzati secondo il modello dello stesso Cristo. Cristo è il modello vivente
dell’uomo nuovo che nella sua vita incarna e manifesta la verità delle
beatitudini del Vangelo di oggi.
Ci è stato detto che saremo veramente beati se imiteremo Cristo nel
lasciarci trasformare dall’amore di Dio in ogni situazione di debolezza, di
necessità e di sofferenza umana. Soltanto la fede in un Salvatore crocifisso e
risorto ci fa considerare noi stessi come dei beati anche se siamo poveri,
perseguitati e sofferenti. Soltanto la vittoria di Cristo può dar la garanzia
della beatitudine a coloro che sono miti, misericordiosi, puri di cuore e
desiderosi di onestà e pace.
Le beatitudini ci sfidano a superare la debolezza, la necessità e la
sofferenza umana attraverso la forza di trasformazione dello Spirito. Al tempo
stesso ci insegnano a misurare il nostro successo non soltanto in termini
materiali, ma adottando il metro dell’amore ad ogni cuore umano, persino in
situazioni di ingiustizia, peccato e disperazione.
Cari fratelli e sorelle: Cristo invita voi e tutta la Chiesa a vivere le
beatitudini. Chiede a coloro che sono ricchi di ricordarsi che, agli occhi di
Dio, sono i poveri ad essere beati. Li invita a cambiare i loro cuori, ad
essere spiritualmente distaccati dalle cose materiali, ad avere interesse per
i poveri, ad impegnarsi per lavorare alla costruzione di una società più
giusta. I poveri, a loro volta, non devono perdere la fiducia nella loro
dignità e vocazione di figli di Dio e non devono pensare che, per il fatto di
non avere beni terreni, essi siano esclusi dalla beatitudine agli occhi di
Dio. Odiare non è mai un atto giustificato, anche in mezzo alle dure necessità
o in presenza di una ingiustizia.
La Chiesa proclama un messaggio di speranza a coloro che oggi soffrono sia
fisicamente che spiritualmente nello Zambia: ai malati e ai moribondi,
specialmente alle vittime dell’AIDS e a coloro che sono privi di assistenza
medica; ai molti giovani disoccupati che non trovano lavoro a motivo della
mancanza di istruzione o per mancanza di posti di lavoro; a coloro che, a
motivo di rivolte sociali, si trovano ad essere nella condizione di rifugiati.
La Chiesa si impegna a continuare a lavorare con gli altri cristiani e con
tutti gli uomini di buona volontà per contribuire a migliorare la situazione.
Ma, soprattutto, la Chiesa offre a voi il Cristo. In lui, il male e la
sofferenza sono vinti alle radici attraverso il perdono dei peccati.
Ogni battezzato può e deve essere trasformato spiritualmente dal potere
dello Spirito Santo secondo il modello e l’ideale di Cristo. Lo Spirito Santo
è all’opera nel cuore umano; nell’intimo di ogni persona.
5. Al tempo stesso lo Spirito Santo avvicina i popoli uno all’altro.
“Raduna il Popolo di Dio”, come leggiamo nel profeta Geremia: “Vi radunerò da
tutte le nazioni e da tutti i luoghi” (Ger 29, 14).
Cari fratelli e sorelle: non siete voi forse stati radunati in questo modo
da luoghi differenti del vostro grande Paese, voi che formate la Chiesa dello
Zambia? E non siete voi, in modo analogo, “radunati nella Chiesa universale
che si estende fino ai confini della terra e non siete voi forse radunati da
tutte le nazioni?”.
Questo “radunarsi insieme” risponde al profondo desiderio di ogni persona
di vivere in comunione, in amicizia con gli altri. Come il tema della mia
visita pastorale ricorda, noi cerchiamo di crescere insieme in Cristo, nostra
speranza: insieme agli altri, qui nello Zambia, insieme a tutti i nostri
fratelli e sorelle nella fede in tutto il mondo.
Vi esorto, di fronte ai molti cambiamenti sociali, a non perdere il senso
dell’appartenenza e della condivisione che ha sempre avuto una parte così
importante nella vita dello Zambia. Senza questi contributi la comunità umana
si disintegra e va perduta la sua forza morale collettiva. Vi esorto anche a
dare nuovo vigore ai vostri grandi valori tradizionali che portano alla
condivisione tra le famiglie, tra villaggio e villaggio, tra cittadini e
cittadini.
Possa “la comunione con lo Spirito Santo”, per cui la Chiesa prega,
continuare a lavorare in voi, figli e figlie dello Zambia. Possa darvi la
possibilità di superare le divisioni nel seno della grande famiglia cristiana.
Possa “radunarvi insieme e unirvi tutti nell’adempimento del piano di Dio che
- nelle parole del profeta Geremia - sono progetti di pace e non di sventura,
per concedervi un futuro pieno di speranza” (Ger 29, 11).
6. “Voi mi invocherete” dice il Signore per bocca del profeta; e
“ricorrerete a me e io vi esaudirò; mi cercherete e mi troverete perché mi
cercherete con tutto il cuore; mi lascerò trovare da voi” (Ger 29,
12-14). Questo è un invito alla preghiera che sempre viene offerto ad ognuno,
ma che viene raccolto in modo eccezionale durante la fervente preghiera di
coloro che erano radunati nel piano superiore di Gerusalemme. Gli apostoli e i
discepoli del Signore “Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera
insieme con . . . Maria, la Madre di Gesù” (At 1, 14). Attraverso questa
preghiera si preparavano a ricevere lo Spirito Santo il giorno di Pentecoste.
E la loro preghiera fu esaudita.
Proprio avendo in mente questa preghiera, che implorava il dono dello
Spirito perché la Chiesa, nata presso la Croce, potesse manifestarsi nel mondo
noi, che oggi siamo qui, siamo radunati intorno alla Madre di Dio, che prega
con noi e per noi. Così come gli apostoli la avevano invitata al piano
superiore, così anche noi l’abbiamo invitata qui. Rivolgiamo a lei la nostra
preghiera e affidiamo alla sua materna protezione il vostro Paese e le vostre
Chiese locali:
7. Santa Maria, tu sei la regina degli apostoli e il modello della nostra
preghiera nel piano superiore, la vigilia di Pentecoste. Guarda con amore
questa terra dello Zambia, proteggi questo popolo e i suoi governanti. Come
figli di un unico Padre celeste, essi desiderano avvicinarsi a lui e fare la
sua volontà. Si stanno impegnando per lavorare insieme per il bene comune.
Aiutali, beata Vergine, a crescere nell’amore di Dio e del prossimo.
Regina della pace, ispira tutti i cittadini di questo Paese perché rendano
veramente grazie per le benedizioni di pace di cui beneficiano. Possano sempre
vivere in armonia gli uni con gli altri e con le altre nazioni. Ti preghiamo
di intercedere per il grande numero di persone che in Africa soffrono per la
guerra e la violenza, l’ingiustizia e l’oppressione e per le difficoltà
economiche e sociali.
Tu sei stata scelta da Dio quale figlia prediletta, “piena di grazia”, tu
hai dato alla luce il Salvatore. Apri i cuori di tutta la popolazione dello
Zambia alla dignità e alla vocazione di ogni persona umana creata e redenta da
Dio. Mantieni unite le loro famiglie, aiuta i giovani a trovare il loro giusto
posto nella società. Possa la giustizia crescere e fiorire in questo Paese
mediante l’amore umano e cristiano.
Madre della Chiesa, io ti affido oggi tutti i Vescovi, i sacerdoti, i
religiosi, le religiose e i laici che compongono le Chiese locali dello
Zambia. In modo speciale, durante questa liturgia ti affido l’Arcivescovo
Mung’andu e l’arcidiocesi di Lusaka. Possano tutti i fedeli cristiani di
questa terra vivere le beatitudini ad imitazione del tuo Figlio. Possano essi
collaborare per costruire l’unico Corpo di Cristo.
I laici dello Zambia guardano a te come Ausilio dei cristiani perché tu li
conduca ad un amore sempre più grande e ad una maggiore comprensione della
fede cattolica. Essi invocano la tua intercessione poiché cercano di
trasformare la società con l’amore di Cristo. Intercedi per loro e ottieni un
aumento delle vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa tra i loro figli e
le loro figlie per servire la Chiesa.
Madre dei dolori, ai piedi della Croce tu non hai mai perso la speranza nel
potere salvifico di Dio. Sii tu vicina a tutti coloro che oggi nello Zambia
soffrono: coloro che hanno problemi familiari, i rifugiati, i poveri e i
disoccupati. Porta conforto ai malati e ai moribondi. Possano avere la
compassione dei fratelli e possano confidare totalmente in Dio.
E ora ci rivolgiamo a te, o Madre, come nostro rifugio e nostra speranza,
nell’ora del nostro pellegrinaggio terreno. Tu sei la Regina della speranza e,
in questo giorno, noi ci affidiamo a te. Come tu un giorno, insieme agli
apostoli, hai pregato perché si adempisse la promessa del dono dello Spirito
Santo, così prega oggi per noi: affinché, attraverso il potere dello stesso
Spirito, possiamo essere veri testimoni di Cristo, tuo Figlio. Perché a lui sia gloria per sempre. Amen.
Al termine della Messa, il Santo Padre vuole congedarsi dai numerosi
fedeli presenti ringraziandoli per la calorosa partecipazione e rivolgendo a
tutto il popolo dello Zambia un saluto affettuoso. Queste le sue parole.
Zambia grazie dal più profondo del cuore. Popolo dello Zambia, grazie per la
tua ospitalità. Dio vi benedica sempre. Possa la Chiesa di Dio essere costruita
come questa Cattedrale di Lusaka. Possa la società dello Zambia, tutta la
nazione dello Zambia, essere costruita in giustizia e in carità. Zambia, io ti
ringrazio dal più profondo del cuore.
© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana
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