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SANTA MESSA PER L’ORDINAZIONE DI 57 NUOVI SACERDOTI

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Domenica, 28 maggio 1989

 

1. “Per loro io consacro me stesso” (Gv 17, 19).

Sono le parole di Cristo. È la preghiera di colui che è l’unico sacerdote per sempre. La preghiera sacerdotale.

Dobbiamo ritornare costantemente a queste parole, pronunciate da Cristo nel Cenacolo prima di andare al Getsemani, prima di offrire se stesso al Padre in sacrificio sul Golgota.

Dobbiamo ritornare a queste parole, oggi. Dobbiamo nascere da esse. Così come da esse sono nati, quella sera, gli apostoli.

A voi tutti, che oggi ricevete in questa Basilica di san Pietro l’Ordine sacro, desidero lasciare in eredità per tutta la vita le parole della preghiera sacerdotale di Cristo.

Cercate in esse - sempre di nuovo - la testimonianza su voi stessi. Su ciò che siete. Su ciò che siete diventati mediante il sacramento che vi stringe e unisce in modo particolare a Cristo-sacerdote.

2. Cristo dice:
“Io ho dato a loro la tua parola” (Gv 17, 14).

Lui stesso è la Parola del Padre. La Parola, che è lui solo, non è di questo mondo. Le parole pronunziate da Cristo durante la sua missione non sono di questo mondo. Esse sono da Dio. Sono le parole del Verbo eterno.

Tutte le parole del Vangelo - e l’ultima parola della Croce e della Risurrezione, la parola del mistero pasquale - sono da Dio.

Queste parole sono verità. “La tua parola è verità” (Gv 17, 17). È verità il Verbo-Cristo. E sono verità tutte le parole di Cristo. Sono la verità salvifica. La verità fondamentale e insieme definitiva. Sono “le parole di vita eterna” (cf. Gv 6, 68).

Cari figli e fratelli! Concludete oggi una particolare alleanza con questa verità.

Cristo, come lo ha chiesto per gli apostoli, così lo chiede anche per voi: che siate consacrati nella verità (cf. Gv 17, 19).

3. Davanti a voi si apre una nuova missione.

Cristo dice al Padre: “Come tu mi hai mandato nel mondo, anch’io li ho mandati nel mondo” (Gv 17, 18).

Ogni cristiano diventa - mediante il Battesimo e la Confermazione - partecipe della missione di Cristo in mezzo al mondo.

Il sacerdozio spunta dal terreno del Battesimo e della Cresima. Esso è una missione speciale. Una partecipazione particolare alla missione di Cristo dal Padre.

È la missione nel mondo. In mezzo al mondo deve fruttificare questo dono, del quale diventate oggi partecipi nello Spirito Santo.

In mezzo al mondo dovete essere amministratori dei misteri di Dio (cf. 1 Cor 4, 1).

In mezzo al mondo dovete essere amministratori dei misteri di Dio. In mezzo agli uomini fra i quali siete stati “presi” (cf. Eb 5, 1).

4. Lasciatevi abbracciare dalla preghiera di Cristo - dalla preghiera sacerdotale. Dalle sue divine profondità nasce la vostra vita di tutti i giorni, nasce il vostro ministero.

Oggi i vostri genitori che vi hanno dato la vita umana, le vostre famiglie e le comunità alle quali appartenete, i popoli, le nazioni e le Chiese, vi consegnano, in proprietà esclusiva, al servizio del Signore crocifisso e risorto.

Oggi il Vescovo di Roma vi accoglie come dono di Dio per il Popolo di Dio - ovunque sarete mandati.

E dopo aver invocato lo Spirito che dà la la vita, imporrà su di voi le mani secondo la Tradizione apostolica.

5. Ricordate pure le parole del profeta Geremia: “Va’ da coloro a cui ti manderò e annunzia ciò che io ti ordinerò. Non temerli, perché io sono con te per proteggerti” (Ger 1, 7-8).

Ricordate anche le parole dell’apostolo Paolo. - “Però noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta, perché appaia che questa potenza straordinaria viene da Dio e non da noi” (2 Cor 4, 7).

E infine andate sul luogo, dove si è compiuto una sola volta e per sempre il sacrificio della nuova ed eterna alleanza.

Presentatevi là con Giovanni accanto a Maria. Ascoltate le parole che ella udì: “Ecco il tuo figlio!” (Gv 19, 26). Queste parole vi accompagnino per tutte le vie della vostra vita e del vostro servizio sacerdotale.

 

© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana

 

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