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PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO IN NORVEGIA, ISLANDA,
FINLANDIA, DANIMARCA E SVEZIA

SANTA MESSA VICINO ALL’ANTICA CHIESA LUTERANA

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Uppsala (Svezia) - Venerdì, 9 giugno 1989

 

Cari fratelli e sorelle in Cristo, cari genitori e figli.

1. Miei cari ragazzi, sorelle e fratelli!

Ci troviamo oggi in uno dei luoghi dove ebbe inizio il cristianesimo in questo Paese. Ci troviamo in un luogo che veniva considerato sacro persino prima dell’arrivo del cristianesimo in Svezia ed è qui in questo luogo storico che desidero salutare i bambini cattolici della Svezia ed i loro genitori. Noi tutti siamo figli di Dio ed è in questo spirito che celebriamo insieme questa Messa.

Vorrei salutare soprattutto i rappresentanti della Chiesa di Svezia e delle Chiese libere insieme alle autorità che hanno contribuito a rendere possibile questa Messa qui nella vecchia Uppsala.

È con gioia particolare che do il benvenuto a molte famiglie di rifugiati che sono venuti qui a questa Messa da vari campi profughi del Paese. Ci sono molte persone in Svezia che hanno dovuto lasciare la loro patria per trovare una nuova casa qui. Ma per voi questo dolore è particolarmente acuto in quanto siete stati obbligati a trovare una nuova casa per i vostri figli e per voi stessi soltanto in questi ultimi mesi. Preghiamo il Signore affinché riusciate a trovare la sua pace nell’accoglienza che vi offre questo Paese.

2. Poiché siamo qui riuniti per celebrare il mistero di Cristo presente nella Parola e nel sacramento, riflettiamo sulla promessa a cui si fa riferimento nella prima lettura della Messa di oggi dove si legge che “per voi infatti è la promessa e per i vostri figli” (At 2, 39). Cosa è questa promessa?

È il messaggio di salvezza per tutti i popoli. Era stato predicato da Cristo ed è ancora predicato dalla Chiesa nella potenza dello Spirito Santo. Prima di ascendere al cielo, Cristo aveva assicurato i suoi apostoli che non li avrebbe abbandonati. Egli promise loro il dono dello Spirito, e mantenne la sua promessa! Nel giorno di Pentecoste, quando gli apostoli si trovavano riuniti, “apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo” (At 2, 3-4).

Miei cari amici: la promessa di salvezza, trasmessa dagli apostoli, è intesa per voi e per i vostri figli. Anche voi avete ricevuto il dono dello Spirito Santo come promessa di salvezza in Cristo. Ma questo dono porta con sé una responsabilità. Voi siete chiamati a fare promesse e a mantenerle: le promesse del vostro Battesimo, specialmente se esse sono vissute nella vita impegnandosi con Dio nel matrimonio, nel sacerdozio e nella vita religiosa. Oggi desidero parlarvi della vocazione al matrimonio in particolare, della paternità e della missione della famiglia secondo il piano di salvezza.

3. Quando i bambini e le bambine entrano nell’adolescenza, essi vengono attratti gli uni dalle altre. Iniziano a condividere le loro esperienze di vita, la loro storia familiare, i loro interessi e le loro esperienze di vita, la loro storia familiare, i loro interessi e le loro speranze per il futuro. Poco a poco una relazione di amore si sviluppa e si approfondisce, fino a quando raggiunge uno stadio in cui deve poi sfociare nel matrimonio.

Nel Matrimonio, un uomo ed una donna si impegnano reciprocamente con un patto inscindibile di donazione di sé all’altro, e promettono di essere fedeli uno verso l’altro fino alla fine, nonostante le difficoltà che potranno verificarsi. In questo legame sacramentale, un uomo ed una donna formano una unione di amore, un amore che non è una emozione passeggera o un’infatuazione, ma una decisione libera e responsabile di unirsi insieme, completamente, “nella buona e nella cattiva sorte”. Si tratta di un amore che deve essere proclamato al mondo, un buona Novella da dividere. La promessa del Matrimonio è un patto incondizionato e durevole. L’amore che è stato promesso sull’altare e che è stato benedetto nel rito del Matrimonio ha una stabilità che non è soggetta a cambiamento. Il Matrimonio cristiano è un sacramento stabilito così da Cristo. Esso possiede gli elementi del mistero dell’amore di Cristo per la sua Chiesa, la Sposa di Cristo (cf. Ef 5, 32). La parola “amore” ha un significato sacro e nel contesto del Matrimonio cristiano dovrebbe essere usata con particolare rispetto e riverenza.

Un amore di questo tipo e l’impegno della fedeltà per tutta la vita richiedono una attenta preparazione dalla prima infanzia fino al giorno del matrimonio. E dopo il giorno del matrimonio, dopo lo scambio dei voti, l’amore continua a crescere e ad approfondirsi; non deve diminuire con il passare degli anni. Il vero amore rimane e non potrà mai essere travolto dalle varie controversie. La grazia di Dio aiuta a sostenere il legame sacramentale e rafforza la coppia nell’affrontare le difficoltà della vita.

4. Nel piano di Dio l’amore del marito e della moglie supera se stesso; una nuova vita è generata, è nata una famiglia. Una famiglia è una comunità di amore e di vita. I figli esprimono in modo concreto l’amore promesso sull’altare. Una “famiglia” e una “casa”: sono queste meravigliose parole, che evocano un senso di sicurezza e di intimità. Sono parole con un profondo significato che deve essere nutrito e protetto.

Essere genitori comporta preoccupazioni e difficoltà, ma anche gioia e senso di realizzazione. Vorrei ricordare a voi genitori: i vostri figli sono il vostro grande tesoro. Essi vi amano molto, anche se per loro, a volte, è difficile esprimere questo amore. È una triste realtà il fatto che a causa delle pressioni del lavoro e del frenetico ritmo della vita molti genitori trovino sempre più difficile dedicare abbastanza tempo ai propri figli. Vi esorto oggi: cercate di trovare occasioni per un dialogo e per una condivisione profonda con i vostri figli. Non lasciate che essi divengano estranei pur vivendo sotto lo stesso tetto. Gli anni trascorsi in casa passano velocemente. Sono anni preziosi. Ogni momento passato con i vostri figli li arricchirà, e in cambio anche voi scoprirete le vostre vite enormemente arricchite. Il futuro della Chiesa, il futuro dell’umanità stessa, dipende in gran parte dalla qualità della vita di famiglia e dall’intimità dei rapporti familiari. La grandezza di questa Nazione, e di ogni nazione, può essere misurata dalla grandezza delle sue famiglie.

5. Vorrei anche dire alcune parole ad un gruppo speciale qui presente: i figli.  

Parlando la lingua svedese il Papa ha detto:

Cari bambini!

Il Papa non potrebbe venire sempre da Roma e dirvi quanto lui pensi a voi e a tutti i bambini della Svezia. In qualunque posto io faccia visita ai membri della Chiesa desidero incontrare i bambini del mondo. In voi è visibile l’amore di Dio. Voi siete per i vostri genitori un dono mandato da Dio. Anche la vostra vita è un dono mandato da Dio. E voi siete un dono per il vostro Paese: siete il suo futuro. Siete un dono per la Chiesa, per la vostra parrocchia, per la vostra scuola, per le vostre attività.

Io so che siete consapevoli di avere ricevuto così tanto. Non tutti i bambini hanno ricevuto le stesse cose. Non tutti i bambini sono felici. Non tutti sono in salute, ben nutriti e curati. Spero che cresciate con il grande desiderio di far qualcosa per quelli meno fortunati di voi, che cercherete di rendere questo mondo un luogo pieno di amore per coloro che hanno bisogno. Questo è ciò che Gesù si aspetta da voi.

Cercate di ricordare sempre, anche quando siete tristi, che Gesù è vostro amico. Vi chiama suoi figli e condivide le vostre ansie e si mostra preoccupato per voi. Come vostro amico vuole che voi gli parliate nella preghiera. Lo pregate per i vostri genitori, i vostri fratelli e sorelle e i vostri nonni?

Lo ringraziate di tutte le sue benedizioni? Lo pregherete per me?

Grazie e sappiate che io vi porterò sempre con me nel mio cuore.  

Dopo aver salutato in svedese i bambini, il Papa ha aggiunto un saluto in spagnolo e uno in polacco. Questo il testo in spagnolo:

A tutti coloro che parlano spagnolo, tutti gli Spagnoli, tutti i Latinoamericani, specialmente i Cileni qui presenti, rivolgo i miei migliori autori, per voi, per le vostre famiglie. Che Dio benedica le famiglie, i padri, come anche i bambini in tutte le famiglie.  

Questa la traduzione del testo polacco:

Ed ora voglio ripetere lo stesso augurio a tutti gli emigrati polacchi, sia coloro che hanno messo le radici in questa terra da molto tempo, sia coloro che sono venuti recentemente. Cari fratelli e sorelle, con tutte le vostre forze cercate di conservare e mantenere questo sacro legame sacramentale che unisce il Matrimonio e la famiglia. Fatelo per voi stessi, per voi: mariti e mogli; per voi: padri e madri, per i vostri figli, per i vostri nipoti, per il futuro della Nazione, anche per questa Nazione svedese e per la sua Chiesa. Ve lo auguro di cuore. Oggi prego per questo con tutti voi qui riuniti durante la santa Messa per le famiglie. Sia lodato Gesù Cristo.  

Riprendendo poi a parlare in inglese il Santo Padre ha così proseguito:

6. Cari fratelli in Cristo: Come famiglie cristiane, genitori e figli insieme, voi siete chiamati a dare una testimonianza profetica, a scoprire con gli altri la presenza dello Spirito Santo nelle vostre vite. La vostra gioia nel ricevere la buona Novella è grande ma può essere ancora più grande se condivisa con gli altri. I santi svedesi come santa Brigida e sant’Erik avevano capito tutto ciò: la buona Novella deve essere condivisa. Essi presero a cuore questa richiesta di nostro Signore, e oggi chiedo a tutte le famiglie svedesi di fare lo stesso.

Con Cristo io dico prima di tutto: “Andate!”. Andate nel mondo confidando nell’amore di Dio. Per alcune persone il mondo può essere un posto vuoto perché essi hanno paura di credere nella luce, nell’amore e nella bontà che discendono dalla grazia di Dio. Andate da coloro che sono nel dubbio o che si sono smarriti nella vita, da coloro che vivono nella disperazione, da coloro i cui cuori sono riempiti dalle preoccupazioni della vita o dalle cose materiali così che c’è poco o niente spazio per Dio.

Insieme a Cristo vi dico: “Fate discepoli”. È un nostro privilegio indicare Cristo a coloro che lo stanno cercando ed invitarli a seguirlo. Non dobbiamo avere paura di rispondere a coloro i quali ci fanno domande fondamentali sulla nostra fede o di proclamare il Vangelo con parole e con opere. Non abbiate paura di fare discepoli tra coloro che sono completamente indifferenti a Cristo e al suo messaggio.

“Battezzate”. Gesù ci ha chiamati a far parte della Chiesa, e desidera in cambio da noi che portiamo altri alla Chiesa. Egli vuole tutti gli uomini immersi nel suo amore, per purificare se stessi dai loro peccati, per lavarsi e diventare puri. Egli vuole che tutti si convertano e vivano.

“Insegnate”, dice Gesù. Insegnate uno all’altro l’amore che Dio ha per ognuno di voi. Insegnate con la fede e con l’esempio. Genitori: insegnate ai vostri figli l’importanza di un rapporto personale con Gesù, il nostro diletto salvatore e amico. Insegnate loro l’importanza della preghiera. Voi siete i primi insegnanti dei vostri figli sulla strada della fede e della santità. Nessuno può prendere il vostro posto in questa opera.

Andate, fate discepoli, battezzate ed insegnate! Questa può essere la base di un vigoroso apostolato familiare in Svezia.

7. Il giorno di Pentecoste, la gente era così colpita dalle parole di Pietro che chiesero agli apostoli: “Che cosa dobbiamo fare fratelli?” (At 2, 37). Voi potete rivolgervi la stessa domanda. Cosa dobbiamo fare? Voi avete ricevuto lo Spirito Santo con il sacramento del Battesimo e della Cresima. I suoi doni non devono rimanere nascosti ma devono essere usati per realizzare il Regno di Dio sulla terra. Cosa dovete fare? Avete la libertà di decidere. Il mondo sta aspettando la vostra risposta. Questo è il momento della vostra decisione!

“La promessa è per voi e per i vostri figli”.

Il Signore è stato fedele alle sue promesse. Voi dovete essere fedeli a lui. Andate avanti insieme nella fede, speranza ed amore che vivono nello Spirito del nostro Signore Gesù Cristo. Amen.

 

© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana

 

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