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VISITA PASTORALE A MALTA

SANTA MESSA PER I FEDELI DELL’ARCIDIOCESI DI MALTA

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Piazza «Granaries» di Floriana (Malta) - Domenica, 27 maggio 1990

 

Cari fratelli e sorelle in Cristo,

1. Oggi, Solennità dell’Ascensione del Signore, è un giorno di grande gioia! La Chiesa di tutto il mondo si rallegra poiché Gesù Cristo ritorna nella gloria alla destra del Padre. Oggi i cattolici di Malta hanno una ragione speciale per rallegrarsi, perché sono riuniti intorno a questo altare con il Vescovo di Roma, il Successore di Pietro che è venuto a confermare i suoi fratelli nella fede e nell’amore (cf. Lc 22, 32). Nell’unità dello Spirito (cf. Ef 4, 3), saluto con grande affetto e stima l’Arcivescovo Mercieca e il Vescovo Cauchi, e tutti i fedeli dell’Arcidiocesi di Malta e della Diocesi di Gozo. Saluto anche le autorità pubbliche e tutta la popolazione di Malta, su cui invoco la grazia e la pace del Signore Risorto e la consolazione del suo Santo Spirito. L’evento glorioso che la liturgia di oggi ricorda era ancora un vivido ricordo tra i primi discepoli di Gesù quando il cristianesimo giunse a Malta grazie alla predicazione e alla testimonianza di San Paolo. Oggi, più di millenovecento anni dopo, la fede nel Salvatore Crocifisso e Risorto ha lasciato un segno profondo nell’anima del popolo maltese, ed ha trovato espressione eloquente in molti aspetti della vostra vita nazionale. È giusto che in questa occasione gioiosa, noi rendiamo grazie per la fede che Malta ha ricevuto dagli Apostoli e per la “straordinaria grandezza della sua potenza” (cf. Ef 1, 19), con cui il Signore Gesù Cristo ha suscitato frutti abbondanti di santità nella vita del suo popolo per tanti secoli. Nell’incontrarci intorno a questo altare, chiedo a Dio, nostro Padre celeste, di ispirare nei cattolici di Malta una sempre maggiore unità di mente, cuore e spirito, cosicché possiate giustamente proclamare nelle parole e nelle azioni, il perdono e la riconciliazione che Gesù ha compiuto sulla Croce e che continua a compiere attraverso il ministero della Chiesa, suo Corpo!

2. Nella prima Lettura della Messa di oggi, San Luca ci dice che, dopo che Gesù ebbe “dato istruzione agli apostoli che si era scelti nello Spirito Santo . . . fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo” (At 1, 2-9). Proprio come nel Vecchio Testamento la nube era spesso un segno della presenza salvifica di Dio in mezzo al suo popolo, così oggi, mentre nasconde Gesù, è un segno rassicurante che il Signore Risorto, nel tornare alla gloria che era sua fin dalle origini, non ci ha assolutamente abbandonato. Al contrario, egli è veramente presente e all’opera in mezzo a noi, fino al giorno in cui ritornerà nella gloria. Sebbene Gesù abbia lasciato la terra e sia tornato al Padre celeste, noi abbiamo la sua promessa che non abbandonerà mai la sua Chiesa. Gesù promette di essere con noi “tutti i giorni fino alla fine del mondo” (Mt 28, 20).

Nel mistero del disegno di Dio per la Chiesa e per tutta l’umanità, l’Ascensione rappresenta una svolta, l’inizio di una nuova fase nel rapporto tra Gesù e i suoi discepoli. Seduto alla destra del Padre nel cielo, il Signore Risorto è ora presente nella “Chiesa la quale è il suo corpo” (Ef 1, 22-23) attraverso la potenza dello Spirito Santo. Poiché lo Spirito dimora nei loro cuori i credenti di ogni epoca partecipano a quella comunione di amore perfetto che è la vita della Santissima Trinità. Ed essi ricevono la grazia per seguire il Signore in modo da vincere il mondo (cf. Gv 16, 33) e il suo antico fardello di ostilità, peccato e divisione.

Lo Spirito Santo dimora nella Chiesa ed è lui che fa sì che tutti i credenti operino efficacemente per la venuta del Regno, testimonino la verità del Vangelo e la realtà della Redenzione che hanno ricevuto attraverso il sangue della croce.

Attraverso il potere dello Spirito la Chiesa confida di adempiere veramente al solenne incarico che Gesù ha affidato ai suoi seguaci, di “ammaestrare tutte le nazioni” e di “battezzarle nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (Mt 28, 19). “Inviata a rivelare e a comunicare la carità di Dio a tutti gli uomini e a tutti i popoli” (Ad gentes, 10), la Chiesa sa che soltanto nello Spirito essa adempirà alla sua missione divina di condurre tutta l’umanità a Cristo e di portare alla società la grazia e la pace che egli ci ha ottenuto sul Calvario.

3. Oggi, al termine della mia visita, invito la Chiesa in Malta a meditare sulla qualità della sua risposta alla grande missione che Gesù ha affidato ai suoi discepoli quando è tornato al Padre: “Mi sarete testimoni . . . fino agli estremi confini della terra” (At 1, 8). Vi chiedo di riflettere sulla nobile testimonianza di fedeltà al Vangelo che la popolazione di queste isole ha dato attraverso i secoli. A cominciare da San Publio, un grande esercito di confessori, i cui nomi per la maggior parte sono noti soltanto a Dio, ha piantato e conservato la fede, consegnandola di generazione in generazione, anche dinanzi a persecuzioni e avversità. E che dire del grande numero di missionari che sono salpati dalle sponde di Malta, dei molti sacerdoti e religiosi la cui opera apostolica ha rafforzato la Chiesa in patria, dei genitori, la cui fedele perseveranza nella fede ha prodotto frutti tanto copiosi di bontà e devozione nei loro figli? Possiamo veramente lodare Dio per questa testimonianza con le parole che San Paolo stesso pronuncia nella seconda Lettura di oggi: “E quale è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi credenti” (Ef 1, 19)!

Ma non basta riflettere con umiltà e gratitudine sui doni che Dio vi ha concesso in passato. Oggi la Chiesa in Malta deve anche ascoltare la voce di Cristo mentre egli vi sfida a continuare a rendere testimonianza della potenza del suo amore riconciliatore. Quanti di voi hanno condiviso con me il loro dolore per le gravi divisioni che si avvertono ai diversi livelli della vostra società! Può un cristiano credere che queste divisioni vengano da Dio? Non ci insegna forse la nostra fede che la radice di tutte le inimicizie tra gli individui e i gruppi è il peccato, quell’antica colpa che ignora e rifiuta l’immagine di Dio nel nostro prossimo? Infine, non sono forse tutte le divisioni umane il frutto di un colpevole “rifiuto dell’amore paterno di Dio e dei suoi doni d’amore” (cf. Reconciliatio ed paenitentia, 10)? Alla luce della fede che noi professiamo, possiamo mai giustificare la inimicizia verso i nostri fratelli o credere di essere dispensati dal comandamento del Signore di amare i nostri nemici e di perdonare “di cuore” (cf. Mt 18, 35) quanti hanno peccato contro di noi?

Cari fratelli e sorelle: nel nome di Gesù Cristo, io faccio solenne appello a tutti voi oggi perché esaminiate voi stessi (cf. 1 Cor 11, 28) e poniate fine a tutto ciò che impedisce di sanare le ferite che sono rimaste aperte troppo a lungo. Nel nome di Gesù Cristo, vi imploro di dar vita a un nuovo inizio di perdono e di rispetto reciproco. Confidando nel sommo potere della grazia di Dio, soprattutto quando vi viene concessa nel Sacramento della Penitenza, possiate trovare sostegno nella difficile opera di ristabilire rispetto reciproco e dialogo ad ogni livello della vostra vita nazionale e sociale. Un grave compito per tutti i cristiani di Malta è quello di mettere da parte i risentimenti e superare le divisioni, siano essi nelle vostre famiglie, nel luogo di lavoro o nella vita politica. Oggi il Signore sfida ciascuno di voi a tradurre la fede che avete ricevuto in una testimonianza viva e vibrante alla potenza del suo amore riconciliatore. E vi chiede di unirvi a tutti i vostri fratelli e sorelle, nessuno escluso, per costruire una società degna dell’illustre tradizione di fede e virtù cristiana di Malta!

4. Nella liturgia di oggi abbiamo sentito San Paolo pregare per l’unità e la pace dei cristiani ad Efeso. Faccio mia la sua preghiera nel rivolgermi a voi, miei cari fratelli e sorelle delle Chiese di Malta e di Gozo. Prego affinché Dio nostro Padre possa sempre “illuminare gli occhi della vostra mente per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati” (Ef 1, 18-19).

Possa egli illuminarvi! In questi ultimi anni del Secondo Millennio, com’è evidente che tanti uomini e donne hanno bisogno di essere “illuminati” dalla grazia di Dio, così che riconoscano tutto ciò che è incompatibile con la loro dignità di figli e figlie di Dio, fatti a sua immagine e somiglianza (cf. Gen 1, 26-27) e chiamati alla vita eterna. In questi giorni, mentre guardiamo all’Europa dell’Est e osserviamo il crollo delle ideologie materialistiche che hanno cercato di privare l’uomo della sua vera anima, non possiamo fare a meno di notare altrove la crescita di un materialismo pratico, una nuova idolatria che allo stesso modo minaccia di soffocare lo spirito. Quanto i cristiani hanno bisogno di essere “illuminati” da Cristo per poter rifiutare come incompatibile con l’autentica libertà e dignità umana la nuova cultura del consumismo, che esalta il piacere fine a se stesso, prescindendo dalla legge morale e che in ultima analisi nega la nostra solidarietà verso i bisognosi!

Possa egli illuminarvi! Più di una volta nella sua storia Malta ha riscosso l’ammirazione e l’apprezzamento per la sua intransigente difesa della fede cristiana e per la sua disponibilità a sopportare sacrifici eroici per amore della cultura che quella fede alimenta e sostiene. Al giorno d’oggi, mentre l’Europa si prepara ad affrontare un nuovo periodo della sua storia, un periodo ricco di nuove speranze e sfide, Malta è chiamata a contribuire all’unità spirituale del Vecchio Continente offrendo i propri tesori di fede e di valori cristiani. L’Europa ha bisogno anche della testimonianza fedele di Malta!

5. La nostra celebrazione dell’Ascensione ci ricorda che Cristo ora siede alla destra del Padre come Giudice dei vivi e dei morti, il Giudice di tutta l’umanità e di tutta la storia. “Quale è la straordinaria grandezza della sua potenza!” (Ef 1, 19). Con la sua Morte in Croce, Gesù ha messo a nudo una volta per tutte le tragiche conseguenze del peccato di Adamo ed ha portato la riconciliazione e la pace a tutta l’umanità.

Non cessate mai di aver fiducia in quella potenza! Gesù ha trasformato il mondo e lo ha fatto diventare una nuova creazione. In Gesù, il secondo Adamo, ciascuno di voi, per virtù del Battesimo, è stato chiamato a cooperare alla preparazione di questo mondo al suo avvento nella gloria e alla piena realizzazione del suo Regno, un “Regno di verità e di vita, Regno di santità e di grazia, Regno di giustizia, di amore e di pace” (Messale Romano, Prefazio per la Solennità di Cristo Re). Non dubitate mai che il nostro Salvatore “colui che in tutto ha potere di fare molto di più di quanto possiamo domandare o pensare” (Ef 3, 20), vi darà gli strumenti per ogni opera buona e vi renderà capaci di adempiere la missione alla quale egli vi ha chiamati!

“Questo Gesù che è stato tra di voi assunto fino in cielo tornerà un giorno allo stesso modo in cui lo avete visto andare in cielo” (At 1, 11). Mentre la Chiesa “attende in gioiosa speranza” che il suo Signore ritorni nella gloria, prego affinché nelle vostre famiglie, nelle vostre Chiese locali, nella vostra vita sociale e politica, ciascuno di voi cooperi fedelmente all’opera di Cristo nella costruzione del suo Regno fino al giorno, che solo il Padre conosce, in cui egli tornerà nella gloria. Amen.  

Al termine della celebrazione, il Santo Padre rivolge a tutti i fedeli presenti alcune espressioni di saluto in conclusione della sua visita pastorale a Malta. Queste le sue parole.  

Miei cari fratelli e sorelle,

La volontà di Dio onnipotente condusse l’Apostolo Paolo sulle rive di Malta. E fu l’inizio di una nuova era, l’era Cristiana. Paolo evangelizzò i vostri antenati ma la sua mèta ultima era Roma e quando vi giunse per riunirsi a Pietro forse gli parla di Malta; eppure sono dovuti trascorrere duemila anni prima che un successore di Pietro potesse visitare Malta. Cosa dovrei fare adesso? Non fu possibile a Paolo rimanere a Malta, e ancora di più lo fu per Pietro. Tornerò a Roma e incontrerò Paolo; non posso fare a meno di raccontargli di Malta.

Gli chiederò: “Paolo ti ricordi di Malta? Tu fondasti la Chiesa di quest’isola - ricordi? -, quella stessa Chiesa che, dopo tanti secoli, ho trovato meravigliosa.

I Maltesi sono gente forte, e dei buoni cattolici. Tornando a Roma, dirò agli Italiani, nella lingua che anche voi comprendete: “Sia Lodato Gesù Cristo”.

Quando ho appreso queste parole? Le ho pronunciate per la prima volta dopo la mia elezione, ma è nel mio Paese nativo che le ho imparate. Vedo che qui sono presenti alcuni polacchi. A loro vorrei dire - ma non credo che per voi sia facile capire - (segue saluto in polacco).

Terminata la mia visita a Malta, farò quanto detto a Roma. Ma, per il momento, continuo ad esprimermi nella vostra lingua.

 

© Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana

 

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