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VIAGGIO APOSTOLICO IN TANZANIA, BURUNDI, RWANDA E YAMOUSSOUKRO

CONFERIMENTO DELLA CRESIMA A 100 GIOVANI
AI «RUHUWIKO GROUNDS» DI SONGEA

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Songea (Tanzania) - Lunedì, 3 settembre 1990

 

Dice Gesù: “Io pregherò il Padre, ed egli vi darà un altro Consolatore, perché rimanga con voi per sempre lo Spirito di verità” (Gv 14, 16-17).  

Cari fratelli e sorelle in Cristo,

1. Gesù pronunciò queste parole nel Cenacolo immediatamente prima della sua Passione e Morte sulla Croce. Egli le rivolse direttamente agli Apostoli: promise loro che dopo aver lasciato questo mondo avrebbe inviato loro “un altro Consolatore - lo Spirito di verità”. Gesù stesso doveva allontanarsi: dopo la Risurrezione sarebbe tornato al Padre. Ma sarebbe venuto lo Spirito Santo; il Paraclito sarebbe disceso sugli Apostoli, in forma visibile, il giorno di Pentecoste, nello stesso Cenacolo di Gerusalemme. Lo Spirito di verità avrebbe messo gli Apostoli nella condizione di diventare testimoni della verità, araldi di Gesù Cristo nel mondo. In tal modo, la Pentecoste rappresenta l’inizio della diffusione del Vangelo. E mentre il Vangelo veniva predicato fino agli estremi confini della Terra, la Chiesa si diffondeva in ogni parte del mondo: in Africa, in Tanzania, a Songea.

Nello Spirito Santo, il Signore è rimasto con gli Apostoli dopo la sua Ascensione in Cielo e resta con la Chiesa “per sempre”, fino alla fine dei tempi. Oggi, qui a Songea, questa grande assemblea rende testimonianza della presenza continua di quello Spirito di verità: “Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi” (Gv 14, 17).

2. Rallegrandomi di questo, desidero ringraziarvi tutti per il calore del vostro benvenuto qui oggi. Ringrazio l’Arcivescovo James Komba per le sue cordiali parole introduttive. Saluto tutti i miei fratelli Vescovi qui riuniti, tutti i sacerdoti, i missionari, i religiosi e le religiose, i catechisti e tutti membri della Chiesa che è in Songea, nonché le Diocesi di Iringa, Lindi, Mbeya, Mbinga, Mtwara, Njombe e Tunduru-Masasi.

All’intera assemblea eucaristica ripeto le parole della prima lettura: “La pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo” (Col 3, 15).

Nell’amicizia di Cristo saluto i rappresentanti delle altre comunità cristiane della Tanzania. Possa sempre esserci stima reciproca e cooperazione effettiva tra tutti coloro che professano il nome di Gesù, nostro Signore e Salvatore. Ai seguaci della fede islamica tendo la mano dell’amicizia e dell’amore. In quanto credenti in un unico Dio misericordioso, è essenziale che noi costruiamo un rapporto basato sulla giustizia, sulla fraternità e sul rispetto reciproco. Saluto inoltre i seguaci delle religioni tradizionali e delle altre religioni e li ringrazio per la loro presenza in questa assemblea.

Il mio apprezzamento va inoltre alle autorità civili, che hanno voluto condividere la gioia particolare della comunità cattolica. Vi ringrazio per tutto quello che avete fatto per preparare questa celebrazione. Dio vi assista nel servire le necessità dei vostri concittadini e nel guidare il vostro Paese lungo il cammino dell’autentico sviluppo e della pace!

3. Questo è il mio incontro particolare con i giovani della Tanzania, che saluto con affetto nel nostro Signore Gesù.

Le parole della promessa che il Signore Gesù fece agli Apostoli sono rivolte anche a voi giovani Cristiani, che costituite una parte così consistente di questa assemblea. Questo è anche uno speciale momento di grazia per me, Vescovo di Roma e Successore di Pietro. Il Padre della misericordia mi dà l’opportunità di comunicare un dono unico a questa comunità: il dono dello Spirito Santo tramite il Sacramento della Cresima, che molti giovani uomini e donne riceveranno nel corso di questa cerimonia.

Nella fedeltà alla tradizione Apostolica, vi confermerò con lo Spirito Santo. Nel fare ciò, voglio riflettere con voi, e con tutti i giovani cattolici tanzaniani, sulla vostra vocazione e missione nella Chiesa e nella società. Attraverso il Battesimo voi avete già ricevuto lo Spirito Santo. Attraverso la Cresima verrete rafforzati dallo stesso Spirito per una più responsabile e pubblica professione di fede in Gesù Cristo.

4. Cari giovani, il Sacramento della Cresima “conferma” il vostro impegno verso Cristo e vi rende suoi testimoni di fronte al mondo.

Nell’unzione con il crisma, riceverete il sigillo dello Spirito Santo, per rafforzare e portare a maturità la vita cristiana che avevate già ricevuto nel Battesimo e che avete vissuto tramite la vostra fede, nella Chiesa e attraverso di essa. Voi vi impegnate ad una decisione e responsabilità più grandi nel vivere come Cristiani, nel seguire il messaggio evangelico. Da parte vostra, questo Sacramento implica un nuovo grado di responsabilità per la fede che avete ricevuto nel Battesimo; da parte di Dio, implica una effusione dello Spirito Santo; un’infusione di grazia; un particolare aiuto nel raggiungere un modo più maturo di vivere la vostra fede.

La “nuova vita” che avete ricevuto nel Battesimo diventa ora “vostra” in un modo molto più vitale e personale. Cristo conta ora su di voi per essergli testimoni, specialmente nei confronti della vostra stessa generazione, i giovani dell’Africa. Egli vi invia affinché siate costruttori del suo regno di giustizia, di pace e di amore tra i vostri fratelli e sorelle. Egli vi rafforza perché possiate occupare il posto che vi spetta nella missione della Chiesa di portare il messaggio evangelico di verità e di vita in ogni angolo della società.

5. La Lettura di oggi, tratta dalla Lettera ai Galati, indica chiaramente la grande richiesta che Cristo rivolge ai suoi seguaci: “Camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne; la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito” (Gal 5, 16).

Certamente, non è facile per le persone, specie per i giovani, essere altruisti e generosi quando vedono intorno a loro così tanta povertà e sofferenza, così tanti esempi di trascuratezza e di ingiustizia.

Nell’ottenere l’indipendenza, molti Paesi in via di sviluppo hanno guardato al futuro con ottimismo, solo per scoprire che le loro speranze di sviluppo appaiono oggi molto lontane dall’essere realizzate (cf. Sollicitudo rei socialis, 12). Il fallimento dello sviluppo appare evidente nel perdurare della fame e della malnutrizione, nel flagello dei profughi, nell’esposizione alle malattie e nella mancanza di una pur minima assistenza sanitaria. Lo si può anche osservare nella carenza delle strutture scolastiche, di condizioni di vita decenti, di occupazione; nella sleale concorrenza per ottenere una posizione sociale, nella criminalità, nella corruzione e nell’ambizione priva di scrupoli presenti a molti livelli della vita sociale. Quanti giovani in Africa sono profondamente tormentati dalla mancanza di speranza che adombra il loro avvenire!

6. In molti modi il mondo, nella sua dimensione umana e spirituale, rispecchia il caos originario di cui parlano le primissime parole del Libro del Genesi: il mondo era “informe e deserto e le tenebre ricoprivano l’abisso” (Gen 1, 2). Questa immagine biblica costituisce una valida rappresentazione delle reali difficoltà e delle frustrazioni che accompagnano la vita quotidiana di milioni di nostri fratelli e sorelle. Ma il Libro del Genesi continua: “lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque” (Ivi). Le parole conclusive non esprimono sofferenza e disperazione, ma amore e vittoria sul peccato.

Il futuro che attende molti giovani può apparire scoraggiante, ma non è necessariamente così. Molti problemi legati allo sviluppo, per quanto schiaccianti possano apparire, possono essere risolti se verrà adottato un nuovo atteggiamento, diametralmente opposto al desiderio egoistico di profitto e alla sete di potere (cf. Sollicitudo rei socialis, 38). Quello che si rende necessario da parte degli individui e delle Nazioni sviluppate e in via di sviluppo, è un impegno per la solidarietà, diretta al bene di tutti.

Il diverso atteggiamento di cui il mondo ha così urgente bisogno non si costruisce con le tensioni ideologiche o con i conflitti sociali. Esso è piuttosto il risultato della conversione degli individui dall’autosoddisfazione all’amore. Questo amore di cui parliamo include un profondo rispetto per la dignità di ogni persona umana, senza discriminazioni di alcun genere, e un reale servizio agli altri.

Giovani amici: guardatevi intorno - guardate i vostri genitori, i vostri sacerdoti, i religiosi e le religiose - e vedrete molti luminosi esempi di amore evangelico. Nell’ottica cristiana, solo un’effusione dello Spirito Santo è abbastanza forte per portare ad una “civiltà dell’amore”. Ecco perché il Sacramento della Cresima è così attinente ai reali problemi della vita. Ecco perché voi, che ora ricevete il sigillo dello Spirito Santo nel Sacramento della Cresima, avete così tanto da condividere con gli altri.

“Il frutto dello Spirito è . . . amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, fedeltà, mitezza, dominio di sé . . . Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e i suoi desideri” (Gal 5, 22-24). I giovani della Tanzania sono pronti a questo cambiamento del cuore?

I Cristiani tutti di questa terra sono pronti a lavorare con Cristo e per Cristo per costruire il vostro Paese e il vostro continente nella verità, nella giustizia e nell’amore?

“Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito” (Gal 5, 25).

7. Nella Liturgia di oggi abbiamo ripetuto diverse volte le parole del Salmo: “Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, ti loderò in mezzo all’assemblea” (Sal 21, 23).

Queste parole parlano della vostra missione nella Chiesa. Tramite la Cresima, Cristo vi sta chiamando a essere come gli Apostoli: suoi testimoni di fronte alla comunità e di fronte al mondo. Quello che è necessario è che lo amiate e osserviate i suoi comandamenti (cf. Gv 14, 15). Allora vivrete nella verità, e la verità renderà manifeste le opere del male e le sue fonti nascoste. Un po’ per volta, lavorando insieme, riuscirete a trasformare il mondo intorno a voi, rendendolo più umano, più fraterno, più di Dio!

Lo Spirito Santo vi porterà a dimostrare l’intrinseca verità del messaggio evangelico, un messaggio che non si oppone mai all’autentico sviluppo umano, ma costituisce piuttosto il messaggio che illumina e sostiene il pellegrinaggio della famiglia umana sulla terra.

Cari fratelli e sorelle, nella celebrazione liturgica dei Sacramenti, nella vostra preghiera in famiglia, in tutto ciò che fate e dite, portate una testimonianza coraggiosa a Gesù Cristo,
al Cristo crocifisso e risorto,
a Colui che solo è mite e umile di cuore,
a Colui che ha vinto il mondo,
a Colui che era, che è e che viene.

Possa la testimonianza delle vostre buone opere non venire mai meno, cosicché ogni nuova generazione in Tanzania e nell’intera Africa oda la gioiosa Buona Novella della salvezza nel vostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. I giovani della Tanzania sono pronti a questo cambiamento del cuore? Amen.

 

© Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana

 

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