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ORDINAZIONE DI TREDICI NUOVI VESCOVI
OMELIA DI GIOVANNI PAOLO
II
Solennità dell'Epifania di Nostro Signore Basilica
Vaticana - Domenica, 6 gennaio 1991
“E tu Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più
piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il
mio popolo, Israele” (Mt 2, 6).
1. Nel palazzo di Erode a Gerusalemme i tre Magi ascoltano
queste parole. Secondo l’interpretazione degli scribi del popolo, il profeta
Michea parla qui del luogo della nascita del Messia.
I Magi chiedono informazioni circa il neonato Re dei Giudei. Il
testo del profeta parla di un sovrano, parla di un pastore di Israele.
Ci troviamo qui ai limiti della storia di un popolo e del
mistero di Dio. La fede d’Israele attendeva il Messia come Re. Quale forma
assumerà il suo regno? Forse la forma temporale collegata con il potere politico
detenuto allora, a Gerusalemme, da Erode?
I Magi di Oriente rimangono fedeli al mistero di Dio.
Seguono la luce della stella che li ha guidati lungo tutta la strada. Sono
sicuri di trovare lì, dove essa si è fermata, Colui che cercavano. La
certezza della fede non li ha delusi.
2. L’Epifania è la festa della fede. La fede che apre
l’uomo al mistero di Dio. L’uomo si ferma alla sua soglia, cercando di penetrare
con costanza e umiltà dentro di essa, così come i Magi sono entrati nella casa
in cui si trovava il Bambino (Mt 2, 11).
Nella Lettera agli Efesini l’Apostolo parla del “mistero della
grazia di Dio” (Ef 3, 2). In virtù di essa, viene conosciuto il
mistero (Ef 3, 3), rivelato “per mezzo dello Spirito” agli apostoli e
ai profeti (Ef 3, 5). Prima degli Apostoli, fu rivelato ai Magi di
Oriente, i quali compresero in modo giusto le parole del profeta sul Messia.
La fede è un dono dello Spirito Santo che l’uomo riceve
nella comunità del Popolo di Dio, e lo riceve anche per gli altri, per
condividerlo con loro (Ef 3, 6). Tutti, infatti sono “partecipi della
promessa per mezzo del Vangelo”. Tutti devono diventare partecipi della stessa
eredità e formare lo stesso corpo (Ef 3, 6): il Corpo nel quale lo
Spirito Santo completa sempre il mistero dell’Incarnazione.
L’Epifania è la festa della fede viva: accogliendo il
mistero di Dio come dono, l’uomo deve condividerlo con gli altri. Deve
donarlo agli altri. Deve diventare dispensatore dei misteri di Dio (1
Cor 4, 1).
3. Questo si riferisce in modo particolare a Voi, Venerati
fratelli che oggi ricevete l’ordinazione episcopale. Come Vescovo di
Roma, insieme con gli altri Vescovi qui riuniti, desidero introdurvi nella
comunità di questo Collegio episcopale, nel quale permane e si rinnova
costantemente la grazia del ministero apostolico.
Cari fratelli, che tra pochi istanti riceverete la pienezza del
sacerdozio, vi saluto con particolare intensità di sentimento, prima di imporre
su di voi le mani, come Pietro e gli altri Apostoli le imponevano sui loro
successori. Alcuni di voi sono destinati al diretto servizio della Santa Sede:
Monsignor Jean-Louis Tauran, Monsignor Francisco Javier Errazuriz, Monsignor
Julian Herranz Casado, Monsignor Osvaldo Padilla, Monsignor Bruno Bertagna e
Monsignor Marcello Costalunga.
Altri sono stati chiamati a reggere Comunità diocesane nei vari
continenti: Monsignor Vinko Puljic´, Arcivescovo di Vrhbosna-Sarajevo (Bosnia),
Monsignor Bruno Ngonyani, Vescovo di Lindi (Tanzania), Monsignor Francis Okobo,
Vescovo di Nsukka (Nigeria), Monsignor Andrea Gemma, Vescovo di Isernia-Venafro
(Italia), Monsignor Giuseppe Hitti, Vescovo di Saint Maron of Sydney dei
Maroniti (Australia), Monsignor Jacinto Guerrero Torres, Vescovo Coadiutore di
Tlaxcala (Messico) e Monsignor Alvaro del Portillo, Prelato dell’Opus Dei,
il quale viene nominato Vescovo di una sede titolare tradizionale.
Su tutti voi invoco la forza dello Spirito Santo perché possiate
adempiere con generoso impegno la missione affidata a ciascuno di voi.
Venendo da diverse nazioni, come figli e presbiteri delle
Chiese che sono radicate in quelle Comunità nazionali, voi portate alla Chiesa
universale i doni delle ricchezze spirituali e culturali che sono proprie delle
vostre tradizioni locali. Come gli Apostoli, che si sparsero nel mondo, anche
voi portate a tutte le genti i tesori della fede e della verità del Vangelo.
4. Desidero salutare ora i cardinali, i vescovi, il clero e i
fedeli venuti dall’America Latina e dalla Spagna per assistere all’ordinazione
episcopale di questi nuovi vescovi. Invochiamo tutti insieme lo Spirito Santo
perché li illumini e li assista sempre nel loro ministero pastorale al servizio
della Chiesa.
Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti alla liturgia di
questa mattina. Mentre rendiamo grazie per i doni che lo Spirito Santo ha
riversato su coloro che sono chiamati ad essere successori degli Apostoli,
preghiamo affinché la Chiesa venga confermata nella sua missione di portare il
Vangelo di Cristo a tutte le nazioni e ai popoli.
Invio un cordiale saluto a tutti i francesi che partecipano a
questa celebrazione e in particolare a tutti coloro che provengono da Bordeaux.
Insieme affidiamo a Cristo Salvatore i nuovi vescovi affinché possano vivere
nella Chiesa come intendenti fedeli dei misteri di Dio e che al tempo stesso
siano operatori di pace per tutta l’umana famiglia.
5. Si rinnovi in questo giorno, in cui la Chiesa in Oriente e
Occidente vive profondamente il mistero dell’Epifania, la vostra fede. Fermatevi
alla soglia del mistero di Cristo, di cui dovete essere fedeli amministratori.
Entrate in esso. Amatelo con tutta la vostra mente e con tutto il vostro cuore.
Compenetrate l’ineffabile ricchezza di Cristo. La vostra fede diventi via per
gli altri. Non cessate di pregare per quelli che Dio metterà sulla vostra
strada.
La Chiesa domanda oggi la fede che è l’inizio di un cammino
che ci conduce a vedere Dio “faccia a faccia” (cf. 1 Cor 13, 12),
“usque ad contemplandam Speciem eius celsitudinis”.
Ponendo i vostri doni ai piedi del Neonato, alzate gli occhi
della vostra anima verso il compimento del mistero il quale - sotto il velo
della fede - vi è stato affidato per il bene di tutti. Per il bene del Popolo
di Dio che è la Chiesa e il Corpo di Cristo.
Strada facendo, non venite mai meno, ma avanzate sempre con
passo intrepido sulle vie della evangelizzazione dei popoli.
© Copyright 1991 - Libreria
Editrice Vaticana
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