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VISITA PASTORALE ALLA PARROCCHIA ROMANA DI OGNISSANTI

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Domenica, 3 marzo 1991

 

Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere” (Gv 2, 19).

1. Carissimi fratelli e sorelle, il brano evangelico dell’odierna liturgia, ci proietta verso la Pasqua del Signore. Ce ne svela la portata, soprattutto per ciò che riguarda i rapporti di fedeltà e di servizio che Dio chiede a coloro che, morti e risorti con Cristo, formano il popolo della Nuova Alleanza.

Gesù sale a Gerusalemme e - come ogni pio israelita - si reca al tempio per la preghiera, ma lo trova trasformato in “luogo di mercato”. Si rende soprattutto conto che il culto che vi si celebra, come già avevano denunciato i profeti, non è più ispirato dalla fedeltà alla “legge dell’Alleanza”, ma è degenerato in atti formalistici ed esteriori, distaccati dalla vita.

Con un gesto profetico, che scandalizza i Giudei colà convenuti per la festa di Pasqua, Egli scaccia i mercanti e riafferma con forza l’originaria destinazione del tempio, quale “casa di Dio”.

Gesù, “Figlio” di Dio venuto per occuparsi delle cose che riguardano il Padre (cf. Lc 2, 49), si sente ferito da come sia stato disonorato il culto richiesto ai veri adoratori. Ma i Giudei, accecati dalla loro incredulità, chiedono un segno autorevole di conferma delle sue parole e del gesto compiuto. E Gesù lo dà con un annuncio a prima vista incomprensibile e ben diverso dalle loro attese, ma che diventerà chiaro più tardi ai discepoli: “Distruggete questo tempio e io in tre giorni lo farò risorgere”. Egli parlava infatti, come annota l’evangelista, non del tempio di pietra, ma del suo Corpo. Siamo così introdotti nella comprensione di un’altra grande verità che ricorda la risurrezione di Cristo e la sua portata salvifica nella vita di quanti crederanno in lui.

2. In questa prospettiva l’umanità di Cristo, glorificata con la risurrezione, diviene il vero tempio di Dio, “in cui abita la pienezza della divinità” (Col 2, 9); diviene il “luogo” unico che Dio ha scelto per farsi presente e rivelarsi all’uomo, con la sua santità e misericordia.

L’edificio in cui raccogliersi per dare a Dio il culto a lui gradito è importante, ma resta secondario. L’essenziale è l’esperienza di Cristo risorto, resa possibile dall’azione dello Spirito che promana dalla sua Pasqua. È lui la “legge nuova”, scritta nel cuore dei credenti, che li guida alla conoscenza di tutta la verità, li abilita al culto spirituale che coinvolge l’intera esistenza, li spinge alla testimonianza e al servizio dell’uomo.

Anche per la vostra comunità e per la Chiesa di Roma che vive il tempo propizio della Quaresima nel clima di rinnovamento spirituale a cui la chiama il Sinodo pastorale diocesano dovrà avvenire la stessa cosa.

La Quaresima, infatti, è tempo di “illuminazione”: la parola divina conduce gradualmente il popolo di Dio a scoprire la ricchezza del mistero pasquale e a farne memoria. Sarà il medesimo Spirito, sorgente di sapienza e di santità, dato ai fedeli attraverso i sacramenti pasquali del battesimo e della confermazione, che vi permetterà di “ricordare” la piena portata delle parole di Cristo e di entrare in una più intensa comunione con Lui, soprattutto nell’Eucaristia.

3. Carissimi fratelli e sorelle della parrocchia di Ognissanti, è a ciascuno di voi che sono rivolte le parole poc’anzi proclamate in questo tempio restaurato e rinnovato. Esse vi invitano a sperimentare i frutti della “legge nuova” e a consacrare voi stessi al servizio del Regno.

Fare di Cristo il centro delle vostre esistenze, il cuore dell’apostolato: questo è l’impegno missionario che vi anima; questo è il programma apostolico che ha guidato don Orione e che conserva ancor oggi la sua piena attualità. Sono trascorsi oltre 80 anni da quando Pio X nel 1908 inviò l’apostolo della carità fuori Porta S. Giovanni. Lo mandava il Pontefice come missionario nella “Patagonia romana”. Da allora la vostra parrocchia è molto cresciuta e si sono moltiplicate le sue attività pastorali e caritative. Seguendo le orme del Fondatore e dei suoi figli spirituali che qui hanno lavorato e continuano ad operare, voi intendete essere gli apostoli dell’ora presente, amando Dio e amando i fratelli: anzi, amando senza riserve Dio per poter servire senza sosta il prossimo.

Nuove possibilità si aprono dinanzi a voi, nel momento in cui il Sinodo diocesano entra nella fase delle celebrazioni di Prefettura. Si tratta di rispondere a inedite esigenze e sfide incalzanti; occorre che l’annuncio del Vangelo sia recato a tutti, perché risuoni in ogni angolo e in ogni casa del quartiere l’annuncio della morte e della risurrezione del Signore. Tale annuncio, tuttavia, non può essere proclamato in modo credibile che da una comunità viva e unita, umile e coraggiosa, fedele al progetto divino e al servizio dei più poveri.

4. È appunto per incoraggiarvi a proseguire in questo sforzo di rinnovamento spirituale e di evangelizzazione che ho voluto far visita alla vostra parrocchia che so fervorosa e ricca di iniziative.

Unitamente al Pro-Vicario Generale, Monsignor Camillo Ruini, e al Vescovo Ausiliare del Settore Est, Monsignor Giuseppe Mani, saluto soprattutto il Signor Cardinale Giuseppe Paupini, Titolare di questa chiesa, saluto tutti voi, cari fedeli di questo quartiere Appio, e i vostri familiari, specialmente se ammalati, anziani e sofferenti. Saluto il Parroco, Don Guido Sarelli, e i suoi confratelli, Figli della Divina Provvidenza, i quali portano nella loro zelante attività pastorale lo spirito del loro Fondatore, il Beato Luigi Orione, che nel 1980 ho avuto la gioia di elevare agli onori degli altari.

Sono lieto, in particolare, di salutare il Direttore Generale della Piccola Opera della Divina Provvidenza, Don Giuseppe Masiero; i Religiosi, le Religiose e i Laici appartenenti alle Istituzioni orionine che hanno voluto partecipare a questa celebrazione, anche nel contesto della conclusione dell’anno giubilare a 50 anni dalla morte del venerato Fondatore. Saluto ancora i fratelli nell’Episcopato, appartenenti all’Istituto dei Figli della Divina Provvidenza che si sono uniti a questa Eucaristia.

Esprimo il mio grato apprezzamento a tutti coloro che sono impegnati nelle molteplici Associazioni e nei vari Gruppi di servizio per una animazione cristiana del quartiere. Un pensiero riconoscente anche agli istituti religiosi maschili e femminili che operano nel territorio parrocchiale.

A tutti, infine, esprimo l’esortazione a perseverare nell’impegno di conversione personale e di attenzione ai fratelli. Sarà, così, la Comunità cristiana, di cui ognuno è parte viva, un centro d’animazione della pace e della letizia che proviene dal Redentore.

Vi sostenga in questa missione il materno aiuto di Maria, Madre della Divina Provvidenza e l’intercessione del Beato Luigi Orione.

Cristo in voi sia sorgente di vita nuova.

Cristo sia la vostra vita e la vostra gioia.

Amen.

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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