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CELEBRAZIONE DELLA VEGLIA PASQUALE IN SAN PIETRO

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Sabato Santo, 30 marzo 1991

 

In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque”.

 “Lo spirito di Dio aleggiava sulle acque” (Gen 1, 1-2).

1. In questa notte, durante la Veglia pasquale, il Triduo Sacro ci fa ritornare all’origine dell’opera divina della creazione. Il buio si estendeva nella Basilica, prima che, nello svolgersi della liturgia, echeggiasse nelle letture il grido del Salmo:

Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra
” (Sal 104, 30).
Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la faccia della terra.

Ritorniamo all’inizio della creazione e allo stesso tempo viviamo profondamente la notte calata su Gerusalemme, dopo che Cristo, deposto dalla Croce, fu sepolto nella tomba.

La morte del Dio-Uomo diede inizio alla nuova creazione. Cristo accolse la morte per rinnovare il mondo. Nella sua morte il grido per l’avvento dello Spirito che dà vita ha acquistato una forza definitiva ed efficace.

2. Ieri, dopo la “Via Crucis”, sono state proclamate le parole della Lettera agli Ebrei: “Quanto più il sangue di Cristo, che con uno Spirito eterno offrì se stesso senza macchia a Dio, purificherà la nostra coscienza delle opere morte per servire il Dio vivente?” (Eb 9, 14).

Il sacrificio della Croce è l’opera messianica di Cristo, è il totale compimento della Redenzione. Cristo la realizza non soltanto “con” uno Spirito eterno, ma anche in questo sacrificio nel quale Egli “riceve lo Spirito Santo per “darlo” agli Apostoli, alla Chiesa, all’umanità. Una volta risorto, Gesù si presenterà agli Apostoli riuniti nel cenacolo, e alitando su di loro dirà: “Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi” (Gv 20, 22-23).

Lo Spirito Santo rinnova la faccia della terra, attingendo alla potenza della Croce di Cristo, attingendo alle risorse infinite della Redenzione del mondo. Rinnova ogni cosa nell’uomo, nei cuori e nelle coscienze degli uomini. Tutto rinnova mediante l’Amore, che, proprio in questa notte pasquale, si rivela come più potente della morte e del peccato, che è la morte dell’anima.

3. Per questo la veglia pasquale, sin dai primi tempi del cristianesimo, è stata per i catecumeni la grande ora del Battesimo.

Ne siamo anche adesso testimoni e partecipi in questa Basilica di San Pietro, dove il Vescovo di Roma saluta con gioia i nostri nuovi fratelli e sorelle nella fede che stanno per ricevere il santo Battesimo.

Voi provenite dal Giappone, Corea, Vietnam, Cina, Thailandia, Indonesia, USA, Cile, Inghilterra ed Italia.

Questa è la fede in Cristo che “risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di Lui” (Rm 6, 9).

4. Ecco, si realizza in Voi, fratelli e sorelle, il grido del Salmista: “Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la faccia della terra” . . . lo Spirito che sin dalle origini partecipava intimamente all’opera della creazione. Lo Spirito che aleggiava sulle acque, rigenera, nel sacramento del Battesimo, l’uomo “da acqua” che ha ricevuto la potenza dello Spirito datore della vita.

La rigenerazione “da acqua e da Spirito” (cf. Gv 3, 5) -il primo Sacramento della Pasqua di Cristo.

Insieme a questo Sacramento, all’affacciarsi del Giorno “fatto dal Signore”, la Chiesa auspica per tutti voi il realizzarsi della promessa del profeta Ezechiele: che il Signore vi dia un cuore nuovo e metta dentro di voi uno spirito nuovo . . . che vi faccia vivere secondo i precetti di Dio e vi faccia osservare e mettere in pratica le sue leggi. Che siate il popolo di Dio e che il Signore sia il vostro Dio (cf. Ez 36, 26-28).

Che possiate infine abitare eternamente nella terra dei Viventi (cf. Ap 21, 1). Di questa terra e di questa dimora la veglia pasquale è preannunzio. È inizio, infatti, del nuovo cielo e della nuova terra dove Dio sarà “tutto in tutti” (cf. 1 Cor 15, 28).

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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