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VIAGGIO APOSTOLICO IN PORTOGALLO
(10-13 MAGGIO 1991)

OMELIA DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II

Ponta Delgada (Azzorre)
Sabato, 11 maggio 1991

 

1. “Maria si è scelta la parte migliore che non le sarà tolta” (Lc 10, 42).

Da molte generazioni ormai la suddetta “parte migliore” è diventata anche la vostra parte, alla quale con affetto e fiducia date il nome di “Signore Cristo Santo dei Miracoli” (Ecce Homo). L’amore e l’adorazione per il nostro Redentore, sotto l’aspetto dell’Ecce Homo, si sono radicati sempre di più nella vostra vita - sono passati già cinque secoli e mezzo di convivenza vostra con il Signore Cristo Santo, che trova in mezzo a voi una Dimora accogliente, a somiglianza della casa di Lazzaro e delle sue sorelle Marta e Maria.

Da qui, da questo “Campo di San Francesco”, con lo sguardo al Santuario del Signore Cristo Santo, estendo il mio saluto amichevole a tutti gli abitanti di San Michele e delle altre isole delle Azzorre. In questa Liturgia della Parola saluto tutti i presenti, rivolgendomi innanzitutto con deferenza al Signor Presidente della Repubblica e alle Autorità Locali; il mio abbraccio fraterno al vostro Vescovo, Don Aurelio, che ringrazio di cuore per le parole, colme di affetto e di speranza per il Gregge, che mi ha rivolto poco fa a nome vostro. Saluto cordialmente i sacerdoti, i religiosi e le religiose, sia quelli che vivono la loro generosa dedizione a Dio in mezzo a voi, sia quelli che da qui sono partiti per servire il Regno di Dio presso quanti ancora lo attendono. Permettetemi di rivolgere una parola speciale, di benedizione e di incoraggiamento, agli Ordini Ospedalieri dei Fratelli di San Giovanni di Dio e delle Suore del Sacro Cuore di Gesù, nel quinquennio giubilare che stanno vivendo, affinché non si arrendano mai nella realizzazione e nell’annuncio del richiamo alla carità che San Giovanni di Dio, vostro concittadino del XVI secolo, ha lasciato loro: “Fate il bene, fratelli!”.

Ma nel contemplare i numerosi giovani che sono accorsi qui per vedere e ascoltare il Papa, il mio cuore e la mia parola li abbracciano in maniera particolare: cari giovani, che siete i discepoli di Gesù del Terzo Millennio, abbraccio tutti e ognuno di voi, e vi assicuro, fin da ora, che il messaggio che vi porto mi è stato fatto conoscere dallo Spirito del Signore nelle aspirazioni e nei propositi di innumerevoli moltitudini di giovani di tutto il mondo alla ricerca della felicità.

2. “Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la Sua parola” (Lc 10, 39).

Il Vangelo dà testimonianza di numerose moltitudini che accorrevano ad ascoltare la Parola del “grande Profeta da Dio al Suo popolo” (cf. Lc 7, 16), al punto che il Signore avvertì la necessità di venire incontro all’apparente disagio di queste moltitudini: “perché già da tre giorni mi stanno dietro e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle proprie case, verranno meno per via; e alcuni di loro vengono di lontano” (Mc 8, 2-3).

La lettura del Vangelo di oggi ci pone di fronte ad uno scenario diverso: il Maestro entra in una casa, dove si sente accolto e fra amici, per riposare. Maria, colpita dalle Sue parole, si siede ai Suoi piedi e Lo ascolta, e sembra dimenticare le fatiche domestiche, che certamente svolgeva con efficienza visto che Marta non tarda a lamentarsi di questa sua mancanza. Gesù di Nazaret si sentiva a suo agio con entrambe le sorelle e, nella risposta a Marta, parla di una “parte migliore”, di valori, di idee, che sono migliori perché nessuno può rubarli: “Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta” (Lc 10, 42).

Cari giovani, alla luce di questa scala di valori di Gesù, vi invito a valutare con me le vostre aspirazioni, perché vi vengono fatte “proposte grandiose” che si risolvono in nulla lasciandovi disillusi; mentre esistono al contrario sfide a percorrere strade certamente difficili, ma con la certezza di incontrarvi un frammento in più della vostra personalità che nessuno potrà rubarvi! La gioventù è il momento di immagazzinare per la vita, il tempo della formazione alle grandi responsabilità del domani. State in guardia verso il richiamo di un mondo che vuole sfruttare e manipolare la vostra ricerca onesta e generosa di felicità e di orientamento!

3. “Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta” (Lc 10, 42).

Quanti sforzi inutili, quante disillusioni, quante sconfitte per aver riposto la fiducia e il centro della vita al di fuori di Dio! È Lui la “parte migliore” . . . Quanti giovani cercano disperatamente la felicità, senza accorgersi che l’unico che può saziare veramente il cuore umano è Dio. “Ci hai fatti per Te, Signore, - esclama Sant’Agostino - e il nostro cuore vivrà nell’inquietudine finché non riposerà in Te” (S. Augustini, Confessioni, I,1)! Questa è la grande verità che dà senso alla vita. Poiché veniamo dalle mani di Dio, solo in Dio la nostra anima troverà riposo e felicità.

Cari giovani, nel cammino della vostra vita, non abbandonate la compagnia del Signore! Il mio desiderio più grande per ognuno di voi è che le strade della vostra gioventù si incontrino con Cristo, “il vero eroe, umile e saggio, il profeta della verità e dell’amore, il compagno e l’amico dei giovani” (Messaggio del Concilio Vaticano II, ai giovani), l’unico che può rendervi felici. Non abbandonatelo per adorare falsi idoli, impotenti e che nulla sanno delle vostre inquietudini.

Gesù di Nazaret, e soltanto Lui, potrà colmare questa fame di infinito che alberga nei vostri cuori. Quando muovete serenamente i vostri passi accanto a Lui, il Suo sguardo di amore (cf. Mc 10, 21) si posa su di voi. Avete bisogno di questo Suo sguardo amoroso: è la più bella finestra che si apre sul Paradiso! Farete quindi l’esperienza di essere amati eternamente e sentirete ricominciare la vita: crescerete a “contatto” di Dio. Il mezzo per riuscirci è la preghiera. Imparate a pregare e pregate; aprite il vostro cuore e la vostra coscienza a Colui che vi conosce meglio di voi stessi. Parlate con Lui. Approfondite la parola di Dio, leggendo e meditando la Sacra Scrittura. Come Maria che, “sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la Sua parola” (Lc 10, 39).

4. Attraverso il vostro dialogo con Gesù, “che sa quello che c’è in ogni uomo” (Gv 2, 25), potrete comprendere serenamente e profondamente il vostro concreto progetto di vita: “cosa devo fare affinché la mia vita raggiunga pienamente il suo valore e il suo significato?”. È una domanda fondamentale, che a poco a poco si impone nella vita di ognuno di voi, proprio nel periodo della gioventù. Su questa domanda interrogatevi e interrogate i vostri genitori e i vostri educatori. “Queste domande ve le ponete a volte in modo impaziente, e contemporaneamente voi stessi capite che la risposta ad esse non può essere frettolosa né superficiale . . . Si tratta qui di una risposta che riguarda tutta la vita” (Ioannis Pauli PP. II, Lettera apostolica dell’Anno Internazionale della Gioventù, 3, 31 mar. 1985). Non sottraetevi a questa domanda, non sopprimetela nella vostra vita, perché in essa vi scoprirete padroni e costruttori del vostro destino. Essa esprime il vostro sviluppo.

Nel messaggio che vi ho rivolto quest’anno, vi ho invitato a contemplare la vostra dignità e grandezza di Figli di Dio: “Avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: Abbà, Padre!” (Rm 8, 15). “Come non rimanere stupiti di fronte a questa prospettiva vertiginosa? L’uomo - un essere creato e limitato, anzi un peccatore - è destinato ad essere Figlio di Dio! . . . Lasciate che questo santo stupore vi invada, e ispiri a ciascuno di voi un’adesione sempre più filiale a Dio, nostro Padre” (Ioannis Pauli PP. II, Messaggio ai Giovani per la VI Giornata Mondiale della Gioventù, 15 ag. 1990). Consapevoli del fatto che Dio è vostro Creatore e Padre, dovete porgli il quesito del vostro progetto di vita: “Cosa devo fare? Qual è il Tuo disegno per la mia vita, il Tuo progetto di Creatore e di Padre? Qual è la tua volontà? Io desidero realizzarla”.

Così il progetto di vita che state prendendo in considerazione e costruendo nascerà dal più profondo di voi stessi e corrisponderà alla vocazione cui Dio vi chiama, perché la vita, essendo un dono dell’Altissimo, si realizzerà pienamente soltanto nella risposta ad una chiamata che viene dall’Alto e si fa sentire nel segreto del vostro giovane cuore.

5. Quale può essere il messaggio inviato da Dio al vostro cuore? Vi parla l’amato Discepolo di Cristo, l’Apostolo Giovanni attraverso le parole della sua Lettera testé pronunciate: “Ho scritto a voi, figlioli, perché avete conosciuto il Padre . . . Ho scritto a voi, giovani, perché siete forti, perché la parola di Dio dimora in voi e avete vinto il maligno” (1 Gv 2, 14). Queste parole, che risalgono a quasi duemila anni fa, sono forti, e costituiscono per voi un incoraggiamento e allo stesso tempo una sfida. Infatti, palpita nei vostri cuori giovanili il desiderio di una autentica fratellanza tra gli uomini: l’uomo è prossimo dell’altro uomo; l’uomo è un fratello per l’altro uomo! Ora, questo vostro desiderio di fratellanza testimonia il fatto che voi “conoscete il Padre”, perché gli uomini sono fratelli solo quando c’è un Padre; e questo lo ha fatto conoscere a noi Gesù Cristo quando ci ha invitati a pregare: “Padre Nostro che sei nei cieli” (Mt 6, 9)! La preghiera del “Padre Nostro” riassume la Lieta Novella di Gesù di Nazaret che meravigliosamente si fa vita, nelle più profonde e universali aspirazioni dell’umanità attuale. L’Apostolo scrive che voi giovani siete forti perché la Parola di Dio rimane in voi e infonde nei vostri cuori l’amore, la benevolenza, il rispetto per l’uomo, per la sua vita, per la sua dignità, per la sua coscienza. Se “voi conoscete il Padre”, siete forti del potere della fratellanza tra gli uomini.

Siete forti anche per la lotta: non per la lotta contro l’uomo, ma contro il male, o meglio, chiamandolo per nome, contro il primo artefice del male, siete forti per la lotta contro il Maligno. La tattica di quest’ultimo consiste nel non rivelarsi apertamente, affinché “il male, da lui innestato sin dall’inizio, riceva il suo sviluppo dall’uomo stesso, dai sistemi stessi e dalle relazioni interumane, tra le classi e tra le nazioni... per diventare anche sempre di più peccato “strutturale” . . . Dunque, affinché l’uomo si senta in un certo senso “liberato” dal peccato e, al tempo stesso, sempre di più sia in esso sprofondato” (Ioannis Pauli PP. II, Lettera apostolica dell’Anno Internazionale della Gioventù, 15, 31 marzo 1985). È necessario risalire costantemente alle radici del male e del peccato, giungere ai suoi meccanismi nascosti. Giovani, voi siete forti e vincerete il Maligno, se “la Parola di Dio rimarrà in voi”. In questo modo, riuscirete gradualmente a modificare il mondo, a trasformarlo, a renderlo più umano, più fraterno, verso la civiltà dell’amore.

6. Cari giovani, amici miei, quando dovrete scegliere tra l’amore e l’egoismo, ricordatevi dell’esempio di Cristo e seguite coraggiosamente l’opzione dell’amore. Così, il vostro progetto di vita, per volontà di Dio, dovrà realizzare la vocazione dell’amore... L’amore è l’unica vocazione dell’uomo, e può essere realizzato nel matrimonio o nel dono totale di sé per il Regno dei Cieli. “Vi ripeto, anche oggi, quanto ho detto a Santiago de Compostela: “Giovani, non abbiate paura di essere santi!”. Volate ad alta quota, siate tra coloro che mirano a mete degne dei figli di Dio” (Ioannis Pauli PP. II, Messaggio ai Giovani per la VI Giornata Mondiale della Gioventù, 15 ag. 1990). Al centro del vostro operato, ci sia Cristo! Seguitelo, imitatelo!

Con il cuore innamorato ed affascinato dal Signore, alcuni di voi sentono che Gesù li invita a seguirlo più da vicino e chiede loro tutto. Non abbiate paura, e dategli, se ve lo chiede, il vostro cuore e tutta la vita. La Chiesa e il mondo di oggi hanno un’enorme necessità della testimonianza di vite date a Dio senza riserva, della testimonianza di un amore sponsale verso lo stesso Cristo. Sono le vocazioni di consacrazione speciale al sacerdozio, alla vita evangelica nella sua radicalità di castità, povertà ed obbedienza e di consacrazione alla vita missionaria. Sono vocazioni nelle quali un uomo o una donna, per amore del Regno di Dio, adottano come programma di vita personale il programma che Cristo stesso ha realizzato sulla terra.

Vorrei dire a tutti voi e ad ognuno di voi giovani: se una tale chiamata giunge al tuo cuore, non soffocarla, ascolta il Maestro che dice: “Seguimi!”. Avrai dinanzi a te una vita affascinante e ricca di frutti, proprio la “parte migliore che nessuno vi ruberà”!

7. Cristo-Ecce Homo: “il Signore Cristo Santo dei Miracoli” ha “parole di vita eterna” (Gv 6, 68). Esse confermano la verità sperimentata da ogni uomo: la verità della caducità del mondo. Ma, allo stesso tempo, queste Parole, e soprattutto la sua Croce e Risurrezione, mostrano la verità della Vita eterna: “chi fa la volontà di Dio rimane in eterno!” (1 Gv 2, 17).

Cari fratelli e sorelle, nel ringraziarvi per l’incontro di oggi, desidero profondamente che non restiate sordi all’appello che vi giunge dalla Parola di Dio. Che i vostri cuori maturino per la vita in Dio, questa “parte migliore” della quale nessuno potrà privarvi. Amen.

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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