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VISITA PASTORALE A MANTOVA

CELEBRAZIONE MARIANA CON LA POPOLAZIONE DI CURTATONE

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Santuario della Beata Vergine delle Grazie (Curtatone)
 Domenica, 23 giugno 1991

 

Carissimi fratelli e sorelle!

“Dio vide quanto aveva fatto ed ecco era cosa assai buona!” (Gen 1, 31).

1. Così è scritto nel libro della Genesi. Sono le parole che mi ritrovo nell’animo mentre contemplo il maestoso paesaggio naturale che fa da sfondo a questa assemblea con cui si conclude il mio soggiorno nella vostra Terra. Soggiorno breve, ma quanto ricco spiritualmente! Ricco di incontri e di momenti di preghiera; ricco di fede e di fraterna comunione. Ed ora, raccolti su questo vasto prato del Mincio, dietro l’abside del santuario della Beata Vergine delle Grazie, a voi tanto cara, insieme ammiriamo il creato. Come non esclamare con san Luigi Gonzaga: “Tutto quello che Dio fa è tutto fatto bene”.

Ma gli occhi si soffermano soprattutto sullo splendido scenario umano costituito da voi, tutti, che non avete voluto mancare a questo importante appuntamento ecclesiale. Il cuore s’apre spontaneamente alla gratitudine verso il Signore: “Dio vide quanto aveva fatto”... “... tutto è fatto bene”.

2. Mentre il giorno declina, veglia su di noi Maria, “la Donna vestita di sole” (Ap 12, 1), la Madre del Redentore, l’“icona” della Chiesa.

Nel suo nome e nel nome di san Luigi Gonzaga vi saluto, carissimi fratelli e sorelle, e vi ringrazio per la presenza festosa e cordiale. Saluto il vostro venerato Pastore, Monsignor Egidio Caporello, ed insieme a lui i Sacerdoti, i Religiosi, i laici ed ogni componente della vivace comunità mantovana; saluto con affetto particolare gli ammalati; saluto voi, gente dei campi e dell’agricoltura; saluto le Autorità civili e militari presenti; saluto le famiglie e tutti gli abitanti di questa Terra e quanti sono venuti per la circostanza da altre località.

Mantova, ti abbraccio con affetto. Segnata in profondità dalla fede dei tuoi Padri, prosegui il tuo cammino di impegno cristiano!

Resta fedele all’insegnamento di sant’Anselmo da Baggio, tuo illustre patrono; segui l’esempio di san Luigi Gonzaga, esimio membro d’una Famiglia che tanta parte ha avuto nella tua storia; invoca la protezione di san Pio X, un tempo vescovo ed ora compatrono della tua comunità cittadina.

Non arde in te il desiderio di professare, anche oggi, quella fede che ha contraddistinto le vicende del tuo passato e reso illustri i tuoi avi? Una fede che accompagni e corrobori il tuo tessuto sociale, ad iniziare dalla famiglia; una fede che soddisfi in pienezza i profondi interrogativi di ogni uomo e crei nella società spazi sempre più ampi di condivisione e di solidarietà.

3. Ragazzi e ragazze di Mantova, ed in particolare voi, che avete ricevuto di recente il Sacramento della Confermazione, investite la vostra esistenza nella generosa sequela di Cristo, “contestando”, come fece san Luigi Gonzaga, la mediocrità e i falsi valori mondani. Aprite il cuore alla luce della verità.

Voi adulti siate in ogni ambiente testimoni ed annunciatori del Vangelo: annunciate Cristo al mondo di oggi, ricco e “sazio” materialmente, ma spesso povero spiritualmente. Voi sposi e voi fidanzati, che vi preparate al matrimonio, pensate alla famiglia come ad una chiesa domestica, aperta alla vita e all’accoglienza.

Voi ammalati qui presenti, voi sofferenti, voi anziani offrite le vostre prove, talora particolarmente dure, quale prezioso contributo per la salvezza dell’umanità. Giunga a ciascuno il mio pensiero affettuoso. Giunga anche la mia gratitudine a voi volontari e a voi che operate nelle strutture sanitarie e assistenziali della Città. Servite sempre con premura chi soffre. Possiate trovare conforto e incoraggiamento per la vostra missione qui, ai piedi della Madonna delle Grazie, in questo Santuario, presso il quale alcune vostre organizzazioni sono solite radunarsi per gli annuali incontri di formazione spirituale. Sperimenterete nel servizio la gioia di amare, condividendo le speranze e le ansie del prossimo, specialmente di chi è in difficoltà.

E come non rivolgere un particolare saluto agli agricoltori in questa Terra dalle antiche tradizioni contadine? Voi, cari amici, avete saputo accogliere e trasmettere sempre con fedeltà il messaggio evangelico.

Ti saluto, pertanto, con affetto, operoso mondo dell’agricoltura, così ben rappresentato - e in forma unitaria - dalle varie organizzazioni professionali e cooperativistiche. Facendo tua la dottrina sociale della Chiesa, espressa in vari documenti e specialmente nelle ultime Encicliche: la Sollicitudo rei socialis e la Centesimus annus, dà il tuo contributo alla realizzazione di una comunità umana improntata alla giustizia e alla solidarietà. Difendi la dignità dell’uomo senza distinzione di razza e di cultura. Lascia, inoltre, che il buon seme della Parola di Dio cresca in te e porti frutti abbondanti di fede e di carità.

Comunità cristiana di questa nobile Terra mantovana, il Vangelo è il vero ed imperituro patrimonio ideale che ti hanno trasmesso i tuoi Padri! Sii, perciò, una Chiesa che mette in pratica la Parola, che professa la fede cattolica in modo credibile e coerente! Nutrendoti alle sorgenti non inquinate della verità, annuncia il “Vangelo della carità”, che “ha saputo scrivere in ogni epoca pagine luminose di santità e di civiltà”. Esso costituisce, in effetti, un’eredità da “custodire, approfondire e rinnovare in docile ascolto del soffio dello Spirito, accogliendo con fiducia umile e generosa quella vocazione alla santità che è rivolta a tutti nella Chiesa” (Cei, Evangelizzazione e testimonianza della verità, 11).

4. Si delineano, dinanzi a tutti noi, nuovi traguardi nell’opera di evangelizzazione. Anche se ardua, la missione dei cristiani è sempre entusiasmante. Lo è in modo particolare in questo periodo, che ci conduce verso l’anno duemila.

I Vescovi italiani, nel piano pastorale per questo decennio, invitano a “mettere sempre al primo posto, nell’opera di evangelizzazione e di testimonianza della carità, l’incontro con Dio e il dono dell’esperienza di Dio” (Ivi, 53). È in lui, infatti, la sorgente della nostra speranza. Nel cammino verso il terzo Millennio dell’era cristiana, ci sostiene l’Eucaristia, centro vitale dell’assemblea dei credenti. È dall’Eucaristia che traggono vigore le nostre forze. È dall’Eucaristia che scaturisce “un impegno preciso per la comunità cristiana che la celebra: testimoniare visibilmente e nelle opere il mistero di amore che accoglie nella fede” (Ivi, 17).

La testimonianza! L’Eucaristia domanda coerenza di vita e dedizione apostolica. Spinge a calarsi nel territorio al servizio dei più poveri, ma invita anche ad allargare gli orizzonti dello spirito ai bisognosi del mondo intero per recare a tutti il messaggio della carità che rinnova l’esistenza.

5. Dalla carità, legge di vita della Chiesa, sgorga l’anelito ad un’effettiva solidarietà con chi soffre.

Può il cristiano, può la comunità ecclesiale non avere costantemente gli occhi aperti sulla sofferenza dei fratelli? Non è soprattutto verso i più bisognosi per malattia, per disagio, per difficoltà di inserimento sociale, per abbandono che i credenti debbono rivolgere la loro attenzione, imitando in ciò l’esempio di Gesù? Questo hanno fatto i Santi. Questo ha fatto san Luigi Gonzaga! La sua intercessione vi aiuti a divenire apostoli dell’accoglienza, della disponibilità e della misericordia.

Ciò richiede un paziente allenamento spirituale ed una costante educazione alla responsabilità che valorizza ed incoraggia ogni vocazione particolare. Si tratta di porre i doni che Dio ci ha elargiti al servizio di tutti, facendo della Chiesa una comunità realmente missionaria.

Il germe della vita divina ricevuto nel Battesimo matura così secondo i vari carismi personali e favorisce l’unità e la crescita della comunione nel popolo dei credenti.

Oggi si fa sentire, in proposito, una nuova ed urgente esigenza educativa: quella di proporre ai giovani una maggiore robustezza nella loro testimonianza cristiana. Essi vanno aiutati ad accogliere la radicalità della vocazione battesimale e ad assumere con coraggio le responsabilità derivanti dalla loro fede. È necessaria, a tal fine, per i giovani e per gli adulti una continua ed efficace azione formativa integrale, che li prepari a svolgere nell’ambiente d’ogni giorno un’incisiva azione evangelizzatrice. Occorre che giungano ad essere uomini e donne trasparenti e credibili in famiglia, nella società, nella politica, nella cultura e nel lavoro. Persone pronte a rispondere sempre “a chiunque domandi ragione della speranza” che è in loro (cf. 1 Pt 3, 15). Le “scuole” del laicato, quali sono le associazioni e i movimenti ecclesiali, gli istituti e i corsi teologici, il tirocinio ecclesiale della catechesi, della liturgia, della carità potranno, al riguardo, offrire un significativo contributo.

In queste vostre terre, in cui non manca il benessere, siete chiamati, come cristiani, a portare le ricchezze della fede ed a testimoniare i valori dello spirito. Siate, perciò, il buon seme gettato nel terreno; siate voi stessi fertile terreno; siate lucerna che, posta sul lucerniere, illumina tutta la casa.

6. Carissimi fratelli e sorelle, è certamente impegnativo il compito che vi attende. Non vi scoraggiate! Il Signore è con voi. Proseguite l’opera della nuova evangelizzazione con fiducia e costanza.

Maria, Regina e Madre delle Grazie, vi protegge; i patroni sant’Anselmo e san Pio X vi aiutano; vi incoraggia in modo tutto particolare san Luigi Gonzaga. Egli ricorda: “Non basta essere ascoltatori!”; ed aggiunge: “Molte sono le virtù che piacciono agli Angeli santi e che essi desiderano vedere nelle anime nostre: la sobrietà, la castità, la povertà volontaria, le ferventi orazioni; ma soprattutto l’unione, la pace e la fraterna carità”. Ecco la vostra concreta missione!

Al termine del discorso il Papa aggiunge le seguenti parole:

Prima di concludere, ringraziando tutti per la partecipazione e per l’entusiasmo e per i diversi doni, vorrei offrire un ringraziamento speciale ai rappresentanti del mondo agricolo per i doni che mi hanno presentato. Ma non sono in grado di portare questi doni a casa subito. Basta dire questo per apprezzare il valore di questi doni che il Papa non può portare con sé.

Cosa sono? Quanto pesano? Quanto valgono? Grazie, carissimi fratelli e sorelle agricoltori della terra mantovana, per la vostra generosità, che dopo diventi la generosità del Papa verso i più bisognosi. E i mezzi di trasporto si troveranno.

E all’ACR una buona parola perché si sono comportati abbastanza bene. Così arriviamo alla conclusione, e la parola conclusiva è sempre la preghiera e dopo la preghiera una espressione della benedizione trinitaria di Dio stesso, che ci assiste e che vuole mostrarci la sua benevolenza benedicendo attraverso noi, suoi Ministri. E concludiamo la celebrazione benedicendo.

 

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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