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VISITA PASTORALE A LATINA

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Stadio Comunale di Latina - Domenica, 29 settembre 1991

 

1. “È giunta l’ora che sia glorificato il Figlio dell’uomo” (Gv 12, 23).

Queste parole di Cristo, pronunciate nell’imminenza della passione, dell’obbrobriosa passione - tale era considerata la crocifissione - sono al centro dell’odierna liturgia, in occasione del centesimo anniversario della nascita di Santa Maria Goretti. Onoriamo il giorno della sua nascita terrena, ma abbiamo davanti agli occhi un’altra nascita: la sua nascita al Cielo attraverso il martirio.

Se il chicco di grano caduto in terra non muore - dice Gesù - rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Gv 12, 24). Proprio queste parole del Redentore del mondo si sono compiute all’inizio del nostro secolo; si sono compiute in Maria Goretti, la cui breve vita “ha prodotto molto frutto”. “Perdendo la sua vita terrena” in questo mondo “l’ha conservata per la vita eterna” (cf. Gv 12, 25).

Così essa è diventata gioia per la Chiesa e per noi fonte di speranza.

2. A proposito di questa speranza San Paolo, nella seconda Lettura, ci dice: “Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla” (ciò che ha poca importanza), “perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio” (1 Cor 1, 27-29).

Sì. Dio l’ha scelta.

Sì. Dio l’ha rivestita di onore.

Ha scelto, ha rivestito di onore una semplice fanciulla di campagna, di povera origine. L’ha rivestita di onore con la potenza del suo Spirito. “L’uomo naturale però non comprende le cose dello Spirito di Dio” (1 Cor 2, 14) -non comprende, “non può intenderle”, esse anzi “sono follia per lui” (1 Cor 2, 14). Al contrario Maria Goretti ha compreso. Essa ha saputo “giudicare per mezzo dello Spirito” (1Cor 2,14). Non è fuggita davanti alla voce dello Spirito, davanti alla voce della coscienza. Non ha ceduto. Ha preferito piuttosto la morte. Lo Spirito Santo con il dono della fortezza l’ha aiutata a “giudicare” - e a scegliere con il suo giovane spirito. Essa ha scelto la morte, quando non ha potuto in nessun altro modo difendere la sua purezza verginale.

3. Sono molto suggestive le letture dell’odierna liturgia. Esse ci introducono, in un certo modo, nella profondità delle tragiche prove sostenute da questa fanciulla, uccisa il 6 luglio 1902.

Maria Goretti sente la morte minacciare la sua anima (“la mia anima era vicina alla morte”: Sir 51, 6) e si ritrova sola davanti a tale minaccia mortale (“Mi rivolsi per soccorso agli uomini, ma invano”: Sir 51, 7): era assediata “e nessuno la aiutava” (Ivi). Quanto dice la prima Lettura, tratta dal Libro del Siracide, corrisponde in modo commovente agli avvenimenti.

Quando, dunque, “non è venuto il soccorso dagli uomini” - (non perché non fossero pronti a darlo, ma per la semplice ragione che erano assenti, essendo la fanciulla rimasta sola in casa) - in quel momento si è ricordata delle misericordie del Signore: “Mi ricordai delle tue misericordie, Signore . . . perché tu liberi quanti sperano in te, li salvi dalla mano dei nemici” (Sir 51, 8).

Di quale nemico parla questa fanciulla di campagna? Parla forse di chi sta attentando alla sua ancor giovane esistenza? Ha paura di lui, oppure - seguendo le parole di Cristo - ha paura piuttosto di colui che può far perire il corpo e l’anima? Sì: ha paura, prima di tutto, di quest’ultimo.

4. Ecco, innalza la sua supplica e prega per la liberazione dalla morte (cf. Sir 51, 9). Certamente non voleva morire; non voleva morire questa adolescente, che s’era appena affacciata sull’orizzonte del suo futuro.

Si rivolge così al Signore: “Signore, mio Padre tu sei e campione della mia salvezza, non mi abbandonare . . . (non mi lasciare), io loderò sempre il tuo nome; canterò inni a te con riconoscenza” (Sir 51, 10).

La mia supplica fu esaudita” (Sir 51, 11) - aggiunge l’autore biblico.

In che modo la supplica di Maria Goretti è stata davvero esaudita? Ecco, giace sotto un colpo mortale, in una pozza di sangue. In che modo, allora, la sua supplica è stata esaudita? In che modo Dio l’ha salvata dalla rovina e l’ha strappata da una cattiva situazione? (cf. Sir 51, 11).

La risposta a quest’interrogativo è arrivata più tardi. È giunta in modo definitivo il 24 giugno del 1950, quando il papa Pio XII ha elevato la giovane Martire alla gloria degli altari. In quel giorno si compirono fino in fondo le parole della Scrittura: “Ti ringrazierò e ti loderò, benedirò il nome del Signore” (Sir 51, 12).

Maria Goretti è ora per sempre nella gloria preparata da Dio per i martiri, preparata già nei secoli passati, all’epoca delle persecuzioni romane, per Agnese e Lucia, Agata e Cecilia e tanti altri. All’inizio del nostro secolo, tale gloria è toccata anche a lei.

5. Il sangue di Maria Goretti, sparso in sacrificio di totale fedeltà a Dio, ci ricorda che anche noi siamo chiamati ad offrire noi stessi al Padre.

Siamo chiamati a compiere la volontà divina per essere trovati santi e degni al suo cospetto. La nostra vocazione alla santità, che è vocazione di ogni battezzato, è incoraggiata dall’esempio di questa giovane martire.

Guardate a lei soprattutto voi adolescenti, voi giovani. Siate, come lei, capaci di difendere la purezza del cuore e del corpo; impegnatevi a lottare contro il male e il peccato, alimentando la vostra comunione con il Signore mediante la preghiera, l’esercizio quotidiano della mortificazione e la scrupolosa osservanza dei comandamenti.

Non abbiate paura di andare controcorrente, di rigettare gli idoli del mondo, quando si tratta di testimoniare con una coraggiosa condotta di vita l’adesione a Cristo casto e povero. Sappiate valorizzare ed amare sempre la purezza e la verginità.

Maria Goretti, con il suo silenzioso eroismo, è maestra di fede, di coerenza, di amore vero. Ci insegna a riscoprire in Cristo il valore della verità che libera l’uomo dalla schiavitù delle realtà materiali, ad assaporare il gusto dell’autentica bellezza e del bene che vince il male.

Maria Goretti ci sprona a sperimentare la gioia dei poveri che sanno rinunciare a tutto pur di non perdere l’unica cosa necessaria: l’amicizia con Dio, il quale solo è capace di affermare pienamente la nostra dignità di persone.

Cari giovani, ascoltate la voce di Cristo che chiama anche voi a camminare sulla strada stretta della santità.

Ripercorrete le orme di questa vostra conterranea e non temete di seguire “l’Agnello che fu immolato (Ap 5, 12). Con la vostra perseveranza, senza tentennamenti e senza paure, sarete redenti fra gli uomini “come primizie per Dio e per l’Agnello” (Ap 14, 4) e potrete spronare e sostenere tanti vostri coetanei nel cammino della vera libertà e dell’amore.

6. Con questa esortazione, diretta principalmente a voi, giovani, ma che si estende all’intera Comunità cristiana, vi saluto tutti, carissimi fratelli e sorelle di questa Diocesi, idealmente raccolti attorno all’altare, nel ricordo glorioso di Santa Maria Goretti.

Saluto con affetto e stima il vostro Vescovo, Monsignor Domenico Pecile, e con lui i sacerdoti, suoi validi collaboratori nella missione pastorale. Saluto cordialmente il Cardinale Ruini e gli altri Vescovi presenti, apprezzando l’impegno col quale l’Episcopato italiano segue la situazione religiosa e sociale del Paese preoccupandosi, come è dovere dei Pastori, che i cattolici diano sempre una testimonianza coerente con i principi evangelici. Saluto i Religiosi e le Religiose, votati ad una radicale consacrazione a Cristo, casto, povero e obbediente. Mi rivolgo a voi, laici appartenenti alle varie Associazioni e Movimenti ecclesiali; a voi, genitori ed insegnanti, ai quali è affidata in gran parte la formazione delle nuove generazioni. Penso a voi, cari ammalati, provati nel corpo e nello spirito dalla sofferenza e dal dolore.

Saluto pure con deferenza il Signor Sindaco di Latina e le Autorità politiche, amministrative e militari presenti a questa solenne celebrazione eucaristica. Ringrazio tutti coloro che, a vario titolo, hanno contribuito all’organizzazione di questo intenso, anche se breve, soggiorno nella vostra Città.

Carissimi fratelli e sorelle! Guardate a Maria Goretti; guardate al Cielo, che ella ha raggiunto attraverso l’eroica osservanza dei comandamenti e dove si trova nella gloria dei santi.

7. Ecco, “è giunta l’ora che sia glorificato il Figlio dell’uomo” (Gv 12, 23).

Cento anni fa nacque Maria Goretti, colei che la Chiesa onora come santa.

“Benedetto Dio nei suoi santi”.

Ed oggi ringraziamo la Santissima Trinità per questa giovane vita e per il martirio che l’ha coronata. Attraverso questa esistenza e questa morte eroica, il Figlio dell’uomo è stato glorificato all’inizio del nostro secolo.

“Benedetto Dio nei suoi santi”.

Amen!

Al termine della Santa Messa, i giovani offrono al Papa una suggestiva coreografia animata con canti e illuminata da migliaia di luci per rappresentare “la luce di Cristo che illumina tutte le generazioni”. I giovani vogliono così ringraziare il Santo Padre per l’indimenticabile incontro di Czestochowa di metà agosto e aver voluto visitare Latina nel ricordo di Santa Maria Goretti. Giovanni Paolo II quindi improvvisa il seguente discorso.

Vorrei ringraziare per questa giornata bellissima che abbiamo vissuto qui a Latina, nella vostra città, nella vostra diocesi, nella vostra terra. Voglio ringraziare per tutta la giornata e, alla fine, per questo bellissimo tramonto che abbiamo osservato durante la Messa. Possiamo dire anche “tramonto eucaristico” e, alla fine, anche per questo breve atto giovanile che porta una eco del grande incontro dei giovani del mondo a Jasna Gora, in Czestochowa.

Così la Chiesa di Latina, la Chiesa di Roma, la Chiesa universale ringrazia per questa dodicenne martire, santa Maria Goretti, che ha aperto la serie dei martiri di questo secolo, e sono tanti! Sono tanti! In Europa, in diversi paesi, conosciuti e non conosciuti. E negli altri continenti. La Chiesa dei martiri. Non dimentichiamo mai questa parola, “sanguis martyrum semen christianorum”: il sangue dei martiri è diventato seme della Chiesa.

Questa testimonianza di Maria Goretti vive. L’uomo del nostro secolo non perde del tutto la consapevolezza della vera dimensione della sua vita, che è trascendente. Che non si riduce solamente a queste dimensioni passeggere, di questo mondo. E si apre alla comunione della santissima Trinità. Ringraziamo per questa giornata che, grazie alla vostra fede, grazie alla vostra martire Maria Goretti, abbiamo vissuto insieme nella comunione della santissima Trinità. Sia lodato Gesù Cristo.

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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