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CELEBRAZIONE ECUMENICA IN OCCASIONE DEL VI CENTENARIO
DELLA CANONIZZAZIONE DI SANTA BRIGIDA

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Basilica di San Pietro - Sabato, 5 ottobre 1991

 

Il Dio della Pace . . . vi renda perfetti in ogni bene, perché possiate compiere la sua volontà, operando in voi ciò che a lui è gradito” (Eb 13, 20s).

Cari fratelli e sorelle nel Signore!

1. Con queste parole della Lettera agli Ebrei saluto cordialmente quanti sono convenuti, oggi, in questa Basilica Vaticana, da varie Nazioni e, in particolare, dai Paesi Scandinavi e Nordici.

Mi rivolgo, in primo luogo, a Sua Maestà, il Re Carlo Gustavo di Svezia, e alla Regina Silvia; alla Signora Danutha Walesa, che qui rappresenta il consorte, Signor Lech Walesa, Presidente della Repubblica di Polonia. Saluto anche il Signor Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Senatore Giulio Andreotti, e il Dott. Alfred Gomolka, Presidente del Consiglio dei Ministri della Regione Mecklemburgo-Pomerania Occidentale, Rappresentante ufficiale del Governo della Repubblica Federale di Germania.

A tutti indirizzo il mio cordiale e deferente saluto, e ringrazio per la loro significativa presenza a questa solenne celebrazione ecumenica.

Saluto, poi, la Reverenda Madre Tekla Famiglietti, Abbadessa Generale dell’Ordine del S. Salvatore di Santa Brigida e con lei l’intera Famiglia brigidina.

2. Saluto anche il caro Arcivescovo Bertil Werkström, Primate della Chiesa Luterana di Svezia, che ha tanto incoraggiato questa nostra celebrazione, nella consapevolezza che il Movimento Ecumenico ha sempre bisogno di essere condotto con iniziative concrete, come ormai da venticinque anni si va facendo fra Luterani e Cattolici.

Possiamo ben dirlo: la sfiducia secolare che gli uni nutrivano per gli altri si è dissolta, mentre stanno sorgendo e si fanno tangibili la fiducia e la speranza. Assieme a Lei, caro Arcivescovo Bertil Werkström, sono presenti molti Vescovi dei Paesi Nordici.

Ho avuto la gioia di conoscere personalmente la maggior parte di loro durante il viaggio che, due anni fa, mi ha portato nelle vostre contrade.

Mi sia consentito di ringraziare l’Arcivescovo di Turku, John Vikström, Primate della Chiesa Luterana di Finlandia; il Vescovo di Oslo, Andrea Aarflot, Presidente dei Vescovi luterani di Norvegia e tutti gli altri Vescovi dei Paesi Nordici, che partecipano a questa celebrazione.

3. Cari fratelli e care sorelle! Ci incontriamo nel ricordo di Santa Brigida di Svezia, di cui in questi giorni si celebra il sesto Centenario della Canonizzazione.

È per me una grande gioia sapere che in Svezia essa è ugualmente amata e venerata dai Luterani e dai Cattolici. La sua vita e la sua opera costituiscono, dunque, un’eredità che ci accomuna. Santa Brigida è come un fulcro di unità.

“Signore, mostrami la via e disponimi a seguirla”: ecco le parole di una sua preghiera, che ancor oggi si recita in Svezia. Santa Brigida, aperta senza riserve all’azione di Dio, diventa segno vivente della carità divina. Invita tutti noi a rinunciare ai nostri progetti e a diventare docili strumenti della volontà del Signore.

“Signore, mostrami la via e disponimi a seguirla”. Questa sua invocazione può costituire il programma del Movimento Ecumenico. L’Ecumenismo è un viaggio che si fa insieme e di cui non è possibile, però, fissare il percorso o la durata. Non sappiamo se la via sarà agevole o difficile. Sappiamo soltanto che è nostro dovere proseguire insieme questo viaggio.

4. Da ormai venticinque anni Luterani e Cattolici si adoperano per ritrovare la via comune. Uno sguardo al passato permette di vedere quanto stiano progressivamente avvicinandosi le strade percorse separatamente durante diversi secoli. Come ha affermato il Concilio Vaticano II, abbiamo in comune “il vincolo sacramentale” di coloro che sono “rigenerati” nel Battesimo; ci unisce “l’amore e la venerazione delle Sacre Scritture” (cf. Unitatis redintegratio, 2-3).

Il dialogo teologico ha riportato in luce il vasto patrimonio di fede che ci unisce: confessiamo insieme il medesimo Dio, Uno e Trino; il Figlio di Dio, incarnato e morto in croce per la nostra salvezza; proclamiamo insieme lo stesso Credo apostolico. Nessuno ignora che dalla dottrina della giustificazione ha preso avvio la Riforma protestante e che essa ha infranto l’unità dei Cristiani d’Occidente. Una sua comune comprensione - e pensiamo di essere molto vicini a questa meta - ci aiuterà, ne siamo certi, a risolvere le altre controversie che direttamente o indirettamente ad essa sono collegate.

Continuiamo con coraggio e fiducia questo itinerario di riavvicinamento, nel vincolo della “verità che abbiamo ricevuto dagli Apostoli e dai Padri” (Unitatis redintegratio, 24). Non giova, infatti, all’autentico progresso ecumenico camuffare le divergenze esistenti. È invece necessario penetrare profondamente nel Mistero di Cristo Signore e assimilarne in modo sempre più adeguato il messaggio. Questa visione dell’Ecumenismo diviene fonte di reciproco arricchimento e aiuta a raggiungere, come esorta il Concilio Vaticano II, “quella pienezza con la quale il Signore vuole che cresca il suo Corpo nel corso dei secoli” (Ivi, 24).

5. La ricomposizione dell’unità visibile è il comandamento del Signore, legato al suo testamento spirituale. La notte che precedette la sua morte, Gesù pregò con queste parole: “siano una cosa sola . . . perché il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me” (Gv 17, 21s).

Siamo, dunque, assolutamente certi che egli ci sostiene e ci sorregge nella ricerca dell’unità. Siamo convinti, anzi, che sia Lui la forza vivificante che suscita e compie quest’opera. Egli agisce nella sua Chiesa. In Gesù Cristo, il Dio invisibile e trascendente è sceso fino a noi, si è fatto così vicino a ciascuno di noi che, accettando la sua verità, ci è possibile giungere all’incontro con il Padre misericordioso. Non soltanto Egli ci mostra la via che conduce all’unità, ma è la stessa via all’unità (cf. Gv 14, 6).

6. A tale divino anelito di riconciliazione e di comunione tra tutti i membri del popolo cristiano, Santa Brigida ha consacrato l’intera sua esistenza.

Presa dall’amore per Dio e dallo zelo per la Chiesa, operò instancabilmente perché la verità si affermasse e il Regno di Dio si instaurasse sulla terra.

In tempi di grandi traversie per il Papato, si adoperò con ogni mezzo a disposizione per il ritorno del Papa alla sede di Roma, sentendo quest’impegno come una peculiare missione affidatale dal Signore.

Oggi, come ai suoi tempi, il Signore continua a suscitare uomini e donne generosi, che portano avanti lo stesso disegno di unità tra i credenti in Europa e nel Mondo. Tra questi artefici dell’Ecumenismo vorrei ricordare Madre Maria Elisabetta Hesselblad, la cui attività si colloca nella scia luminosa del carisma della Santa svedese.

Come ho affermato il 9 giugno 1989, durante la celebrazione ecumenica ad Uppsala: “Non tutto può essere fatto subito, ma dobbiamo fare oggi quello che ci è possibile, sperando in ciò che potremo fare domani”. Anche la commissione mista di dialogo cattolico-luterano opera in tal senso, nella speranza di contribuire a rimuovere gli ostacoli che ancora si frappongono all’unità dei Cristiani.

Il gruppo misto di lavoro, che ha appena terminato la sua sessione annuale a Venezia, continua a riflettere al fine di pervenire ad una comune comprensione del mistero della Chiesa. Incoraggio tutti a proseguire con costanza la loro opera difficile, ma importante. Siamo chiamati, Cattolici e Luterani, a rendere sempre più proficui ad ogni livello i progressi e le acquisizioni del dialogo.

La ricerca dell’unità ha, infatti, bisogno di passi concreti. E la celebrazione ecumenica, che ci riunisce questa sera nella Basilica Vaticana, ne rappresenta certamente uno.

Tuttavia l’unità del popolo di Dio resta sempre un dono dello Spirito, è un pegno di riconciliazione, che trascende ogni umana forza.

7. “Il Dio della pace . . . vi renda perfetti in ogni bene, perché possiate compiere la sua volontà” (Eb 13, 20s).

Cari amici, possa ognuno di noi conservare in cuore le parole di benedizione della Lettera agli Ebrei.

Nel Padre Nostro ripetiamo quanto il Signore stesso ci ha insegnato: “sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra”. Santa Brigida ha compiuto sempre ed in tutto la volontà divina. Per questo ha potuto presentarsi senza timore davanti ai Grandi del suo tempo. Per questo con ardente zelo missionario ha contribuito a rinnovare il volto della Chiesa. Essa è stata umile strumento della Provvidenza divina e resta, tuttora, una guida e un modello per i Luterani e per i Cattolici.

Prepariamo insieme la via del Signore! Con questa esortazione vorrei invitare tutti a rivolgere il cuore verso Cristo. Chiediamogli che si realizzi nella nostra vita la sua volontà. Che Iddio operi “in noi ciò che è a lui gradito per mezzo di Gesù Cristo, al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen” (Eb 13, 21).

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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