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VIAGGIO APOSTOLICO DI GIOVANNI PAOLO II

MESSA PER I FEDELI DELLA DIOCESI DI CAMPO GRANDE

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Aeroporto di Campo Grande - Giovedì 17 ottobre 1991

 

1. “L’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola” (Ef 5, 31; cf. Gen 2, 24).

Apriamo il Libro della Genesi, nella parte in cui si parla delle origini e della storia dell’uomo sulla terra. Dio creò l’uomo e la donna a sua immagine e somiglianza. Il Creatore, dando loro una particolare dignità nel mondo visibile, istituì sin dall’inizio quel sacramento dell’unione matrimoniale. In virtù del patto matrimoniale, l’uomo e la donna donano la vita, diventano padre e madre dei loro figli. Creati a immagine e somiglianza del loro Creatore, riflettono la Sua paternità in quella paternità e maternità umane.

2. La presenza del Figlio di Dio alle nozze di Cana di Galilea costituisce una speciale conferma di questa grande verità. Gesù arriva là con sua Madre e gli apostoli. Ancora prima di confermare, con le sue parole, l’indissolubilità del matrimonio, in quanto istituzione divina “sin dal principio”, Gesù conferma, con la sua presenza a Cana, l’importanza di questo Sacramento anche con il primo miracolo (o segno) che realizza per il bene dei padroni di casa, e in seguito alla richiesta di sua Madre (cf. Gv 2, 1-11).

Prima che questo fatto avvenisse a Cana di Galilea, possiamo pensare quante volte nella storia dell’uomo su tutta la terra si sono compiute quelle parole rivolte “in principio” all’uomo e alla donna: “L’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola”.

Pensiamo anche quante volte si attua questa stessa istituzione divina in tutto questo immenso Brasile. È sufficiente che gli sposi rimangano fedeli ai disegni del Dio-Creatore, che è il Padre di ogni creatura. È necessario che li rispettino, in sintonia con la legge del Vangelo di Cristo, come l’Apostolo ci mostra nella Lettera agli Efesini: “Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se stesso. Quindi anche voi, ciascuno da parte sua, ami la propria moglie come se stesso, e la donna sia rispettosa verso il marito”. (Ef 5, 28-33).

3. Pertanto, amore e rispetto reciproco! Non può esistere l’uno, senza l’altro.

Amare vuol dire non solo desiderare, ma rispettare, meritare e imparare il rispetto reciproco, avendo sempre davanti agli occhi il vincolo che unisce nel matrimonio due esseri umani. Amare è essere consapevoli che tale legame è indissolubile, dura, per istituzione divina, fino alla morte.

Ricevo te come mia sposa . . . ricevo te come mio sposo e ti prometto di essere fedele nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, amandoti e rispettandoti tutti i giorni della mia vita”.

Ecco il vincolo matrimoniale che nasce dall’amore reciproco, si esprime mediante il giuramento coniugale, che comincia e si realizza davanti all’infinita maestà di Dio, per quello stesso amore con cui il Padre ci ha amati nel suo Figlio, Gesù Cristo, Redentore del mondo!

Gli sposi partecipano alla funzione redentrice di Cristo, assumendo integralmente, per vocazione divina, la finalità per la quale il matrimonio è stato istituito. Ogni unione nasce dal patto tra una coppia, ma con un contenuto stabilito divinamente, l’unità e indissolubilità, ordinato alla procreazione e all’educazione della prole.

Ecco la bellezza e l’onore che il Signore ha attribuito all’uomo e alla donna: poter partecipare, in ogni nuova creatura, non solo al potere creatore di Dio, ma anche alla realizzazione in un nuovo essere umano dei frutti della Redenzione. Ogni creatura che viene al mondo diventa erede, per il Battesimo, della beatitudine del Regno dei Cieli!

4. Cari fratelli e sorelle di Campo Grande, del Mato Grosso do Sul e del Brasile! Un celebre brasiliano, lo scrittore Rui Barbosa, ci ha lasciato questa frase molto significativa: “La patria è la famiglia amplificata. Moltiplicate la famiglia e avrete la patria”. Da questa bella città che avete costruito, da questa regione privilegiata del Brasile in cui abitate, con i suoi campi immensi, la sua terra fertile, con questa meraviglia della natura che è il Pantano del Mato Grosso, voglio lanciare oggi un veemente appello a tutta la Chiesa nel Brasile: la famiglia deve essere la vostra grande priorità pastorale! Senza una famiglia rispettata e stabile, non ci può essere un organismo sociale sano, senza di essa non ci può essere una vera comunità ecclesiale!

5. È necessaria, inoltre, una Pastorale familiare, perché l’evangelizzazione nel futuro dipende in gran parte dalla “Chiesa domestica”. Questa pastorale, come dissi a Puebla, “è tanto più importante in quanto la famiglia è fatta oggetto di tante minacce. Pensate alle campagne in favore del divorzio, all’uso delle pratiche anticoncezionali e all’aborto, che distruggono la società” (Ioannis Pauli PP. II, Ai partecipanti alla III Conferenza Generale dell'Episcopato Latino Americano a Puebla, Messico, 28 gen. 1979: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, (1979) 209).

Oggi questa realtà viene confermata. Essa sta producendo uno sfaldamento dell’istituzione familiare. Dalle unioni illecite, molto frequenti nella società brasiliana, alla perdita dei valori cristiani, colpiti da una pubblicità permissiva, fino agli attacchi di alcuni mezzi di comunicazione sociale, tutto questo sta oscurando la visione cristiana dell’amore umano. La mancanza di un’etica che difenda la dignità dell’essere umano negli ambienti scolastici, nei corsi preparatori per l’ingresso all’università, e nelle stesse Università, sta privando la gioventù della conoscenza della Legge di Dio e delle sue conseguenze.

Infine, la mancanza di una autentica formazione spirituale e morale, insieme a uno sviamento dell’insegnamento dottrinario, per dare la preferenza ai problemi sociali, stanno causando un progressivo svuotamento del contenuto della fede, rendendo più attraente la partecipazione alle “sette” delle più varie denominazioni. È certo anche che nell’ambiente rurale e nelle città, molte famiglie conservano le più belle tradizioni della vita cristiana. Esse costituiscono un autentico baluardo della fede del vostro Popolo. Benedico di cuore i genitori, gli sposi e i fidanzati realmente impegnati nel mettere in pratica seriamente i principi del Magistero della Chiesa Cattolica, che è l’autentica depositaria della verità rivelata. Chiedo al Signore abbondanti grazie perché rimangano fedeli agli ideali di santità nel matrimonio ai quali sono chiamati. Il Papa vuole che sappiano, per quanto grandi siano le difficoltà della vita, che la loro fedeltà sarà sempre sostenuta dalla grazia del Sacramento del Matrimonio, e dall’attenzione e dal sostegno della Chiesa.

6. Non c’è nessuno che non si renda conto, cari fratelli e sorelle, che il futuro della Chiesa è nelle famiglie cristiane opportunamente preparate ad assumere il ruolo di condottiere della società nazionale. Questo vale in particolare quando si tratta di affrontare il grave problema della scarsità di sacerdoti in un Paese con una popolazione in continua crescita. Non si potrà mai affrontare efficacemente questo problema, senza prima considerare con coraggio e decisione due aspetti che illuminano le direttrici da prendere.

Torno qui a riaffermare, in primo luogo, che, “dove esiste una pastorale chiara ed efficace della famiglia, allo stesso modo risulta naturale accogliere con gioia la vita, sarà più facile udire la voce di Dio e più generosa la risposta di chi ascolta”. Se i genitori saranno generosi nell’accogliere un nuovo figlio che Dio invierà loro, sarà più facile che siano generosi anche i figli quando decideranno di offrire la loro vita a Dio, nel servizio apostolico. “La famiglia che adempie con generosa fedeltà i suoi compiti ed è consapevole della sua quotidiana partecipazione al mistero della Croce gloriosa di Cristo, diventa il primo e il migliore seminario della vocazione alla vita di consacrazione al Regno di Dio” (Ioannis Pauli PP. II, Familiaris consortio, 53).

Bisogna quindi valorizzare le motivazioni cristiane che sono alla base delle grandi scelte della gioventù. La vita umana raggiunge la sua pienezza quando si fa dono di sé: un dono che può esprimersi nel matrimonio, nella verginità consacrata, nell’impegno per il prossimo come ideale e nella scelta del sacerdozio ministeriale. I genitori renderanno un vero servizio alla vita dei figli, se li aiuteranno a fare della propria esistenza un dono, rispettando le scelte da loro maturate e incoraggiando con gioia ogni vocazione, compresa quella religiosa o sacerdotale. La famiglia svolgerà così un ruolo fondamentale nella fioritura, nella crescita e nella maturazione finale della vocazione sacerdotale. Di conseguenza, la pastorale delle vocazioni è anche pastorale della famiglia. E le comunità parrocchiali dovrebbero partecipare attivamente nel seguire la formazione dei candidati al sacerdozio.

Sono certo che gli sforzi di coscientizzazione in questo senso non mancheranno di produrre, insieme alla continua assistenza divina, abbondanti frutti. Con la certezza della speranza che non inganna e dell’intercessione della Vergine Maria e del suo sposo San Giuseppe, chiedo a Dio Onnipotente, che tra poco sarà presente su questo altare nel Santo Sacrificio della Messa, che protegga la famiglia brasiliana, la famiglia di tutti voi che siete venuti ad assistere alla Messa del Papa e di coloro che sono uniti a noi tramite la radio o la televisione!

In secondo luogo, l’insistenza, molte volte ripetuta, sulla necessità che i fedeli laici assumano le proprie responsabilità, per rendere possibile una presenza più viva della luce cristiana nella società, deve essere accompagnata dal lavoro continuo, generoso, umile e audace del ministero dei sacerdoti. Le famiglie cristiane assumeranno pienamente quelle responsabilità se incontreranno “sacerdoti che siano pienamente sacerdoti . . . Quanto più scristianizzato è il mondo, che manca di maturità nella fede, tanto maggiore è la necessità di sacerdoti che siano totalmente consacrati a rendere testimonianza della pienezza del mistero di Cristo” (Insegnamenti di Giovanni Paolo II, III, 1 (1980) 1532). Sacerdoti secondo il cuore di Cristo: uomini dalla vita di preghiera, che offrono una testimonianza esemplare con la propria condotta e che sappiano orientare le famiglie e i giovani nella verità, in sintonia con il magistero perenne della Chiesa.

7. All’inizio della sua attività messianica, Gesù fu a Cana di Galilea, e lì, per soddisfare la richiesta di sua Madre, compì il primo miracolo, per sopperire alle necessità dei padroni di casa e dei novelli sposi. Trasformò l’acqua in vino. L’acqua, nella sua semplicità, diventò una bevanda nobile.

In questo modo Gesù fece capire che Egli, il Redentore del mondo, con il suo potere redentore non solo desidera confermare il matrimonio dell’Antica Alleanza, ma desidera nobilitarlo e santificarlo. Cristo desidera, come insegna l’Apostolo nella Lettera agli Efesini, esprimere un grande mistero nel patto matrimoniale dell’uomo e della donna (cf. Ef 5, 32). Questo mistero è quello dell’amore con il quale egli stesso amò la Chiesa. Il Redentore del mondo è divenuto lo sposo della Chiesa, sua Sposa. “Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla Santa . . ., per presentarla senza macchia” (Ef 5, 25-27). Il mistero di questo amore sponsale del Figlio di Dio per la Chiesa è la misura e il modello dell’amore che deve unire marito e moglie nel matrimonio sacramentale. Cristo ha amato la Chiesa fino al sacrificio della propria vita. È necessario, pertanto, che gli sposi scoprano in Lui il modello del proprio amore coniugale. È necessario che imparino da Cristo, rinnovando costantemente il matrimonio, nel corso dei giorni e degli anni, con la grazia di questo grande sacramento.

8. Cristo vi sta insegnando, cari Sposi e Genitori, non solo attraverso il Vangelo, ma anche per mezzo del grande mistero del suo amore redentore.

A Cana di Galilea, accanto agli sposi novelli, c’è la Madre di Cristo. Ella dice ai servitori: “Fate quello che vi dirà” (Gv 2, 5).

Che insieme a voi, dal primo all’ultimo giorno del vostro matrimonio, ci sia la Madre di Cristo! Che Ella vi ripeta sempre queste parole: “Fate quello che vi dirà”.

9. Ringrazio per l’accoglienza il mio caro fratello Mons. Vitório Pavanello e gli altri Vescovi di questo Stato. Ringrazio i cari Padri Salesiani per l’ospitalità che mi hanno offerto nella loro casa. Valgono anche qui le mie parole di incitamento ai cari religiosi e religiose perché sappiano continuare nel loro servizio gioioso e oblativo per il Regno di Dio in una costante e irrevocabile consacrazione delle loro vite. Per i presbiteri, i seminaristi e i novizi che si stanno formando nello Stato, in particolare a Campo Grande, nel Seminario Regionale Minore, nel Seminario Maggiore Maria Madre della Chiesa, nell’Istituto Teologico dell’Ovest, nello scolasticato e noviziato inter-congregazionale, invoco la protezione dell’Altissimo perché sappiano corrispondere alle aspettative che la Chiesa ripone in loro per la costruzione del Regno di Dio. “Desidero ringraziare anche le Autorità del Mato Grosso del Sud e il Signor Governatore e le Autorità civili e militari per l’accoglienza e per le attenzioni che mi hanno riservato durante la mia permanenza a Campo Grande”.

Infine, miei cari amici, tutti voi che mi ascoltate, di tante razze e popoli, bianchi, neri, indios, latino-americani, soprattutto paraguaiani e boliviani, emigranti europei, arabi, asiatici, soprattutto giapponesi, che siete in così gran numero in questo Stato, tutti voi leader e animatori delle comunità, laici impegnati nella lotta per la dignità della vita e il consolidamento della famiglia, ai giovani e agli ammalati, il Papa vuole dare un forte abbraccio e la sua benedizione. Il Papa non si dimenticherà di nessuno!

La Vergine Maria, che invocate con tanto amore in questa Arcidiocesi col titolo di Nostra Signora dei Piaceri, vi conceda, cari Sposi e Genitori, di sentire nella vostra vita la Sua presenza materna, trasformando in vino, dando una nuova nobiltà alla vostra sublime missione. Che il potere santificante dello Spirito, che è disceso sulla Vergine di Nazaret e l’ha fatta Madre del Figlio di Dio, discenda anche sulle vostre famiglie, su tutte le famiglie del Brasile! Dio vi benedica!

Veni, Creator Spiritus!

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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