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MESSA «IN CENA DOMINI» NELLA BASILICA
DI SAN GIOVANNI IN LATERANO
OMELIA DI GIOVANNI
PAOLO II
Giovedì Santo, 8 aprile 1993
1. “Questo Calice – la Nuova Alleanza nel mio sangue” (1 Cor 11,
25).
Il banchetto pasquale di questa sera ricorda quello preparato nella notte
dell’uscita dall’Egitto, come abbiamo ascoltato nella prima lettura tratta dal
libro dell’Esodo. La liberazione dalla schiavitù si compì per mezzo del sangue
dell’agnello immolato in sacrificio, che diveniva così il segno dell’Alleanza
conclusa un tempo da Dio con Abramo e rinnovata in quella notte. I discendenti
di Abramo, i figli del popolo oppresso in Egitto furono liberati dallo stato
di schiavitù, grazie alla forza di Dio. Il sangue dell’agnello è perciò il
segno della volontà salvifica del Dio dell’Alleanza. L’immolazione
dell’agnello salva i figli d’Israele dalla morte che colpisce i primogeniti
d’Egitto, permettendo ai figli d’Israele di lasciare la casa della schiavitù
ed incamminarsi attraverso il deserto, dove, ai piedi del Sinai, Jahvè-Dio
rinnoverà con loro l’Alleanza. Tutto questo è rimasto scolpito per sempre
nella memoria del popolo dell’Antica Alleanza, è diventato il contenuto della
celebrazione più importante dell’anno liturgico: la Festa della Pasqua, cioè
del Passaggio.
2. Cristo è figlio del suo popolo. Anch’egli festeggia la Pasqua insieme
con gli Apostoli. Attorniato da loro, Egli prende i cibi prescritti e,
offrendo il tradizionale calice col vino, dice: “Questo calice è la Nuova
Alleanza nel mio sangue” (1 Cor 11, 25). Così, quindi, nel cuore stesso
dell’Antica Alleanza nasce la Nuova. In questa sera pasquale Gesù introduce i
suoi discepoli nel mistero della Nuova Alleanza. Le sue parole annunciano già
il Venerdì Santo. Domani le parole sul sangue versato per i peccati del mondo
diventeranno realtà redentrice. Si compirà l’annuncio risuonato presso il
Giordano fin dall’inizio dell’attività pubblica di Gesù: “Ecco l’agnello di
Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!” (Gv 1, 29). Si
compiranno pure le parole udite al momento della Trasfigurazione: “Questi è il
Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo” (Lc 9, 35). Ascoltatelo! Ascoltiamo
quanto Egli dice. Facendo eco alle parole pronunciate da Cristo nel cenacolo,
San Paolo afferma: “Ogni volta, infatti, che mangiate di questo pane e bevete
di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finché egli venga” (1
Cor 11, 26). Le parole di Cristo, attraverso gli avvenimenti del Venerdì
Santo, investono il futuro dell’umanità, fino alla fine del mondo. Ciò che
domani si compirà e che fra poco troverà il suo inizio ai piedi del monte
degli Ulivi, tutto ciò che significa la Pasqua della Nuova Alleanza accompagna
l’umanità, cammina con essa fino alla fine del suo destino terreno, quando
Cristo verrà di nuovo per dare pieno compimento alla storia della salvezza.
3. Che cosa succederà domani, Venerdì Santo? Che cosa significa il calice
della Nuova Alleanza nel sangue di Cristo? Significa la morte sulla croce.
Significa il suo cuore trafitto dalla lancia. Significa l’ora del passaggio di
Cristo da questo mondo al Padre: significa l’amore con il quale Egli ha amato
i suoi che erano nel mondo: “li amò sino alla fine” (Gv 13, 1). Il
Calice della Nuova Alleanza significa quindi la Vita “perché forte come la
morte è l’amore” (Ct 8, 6). L’amore che porta Cristo ad accettare la
Croce rivelerà la sua piena e definitiva potenza nella risurrezione: “Io sono
la risurrezione e la vita” (Gv 11, 25).
4. I figli e le figlie dell’Antica Alleanza consumarono la cena pasquale
nella notte dell’esodo dalla schiavitù d’Egitto.
Nel cenacolo, la sera della Pasqua, c’erano gli Apostoli con Cristo. Come
loro, anche noi ci riuniamo adesso attorno alla Mensa eucaristica, facendo
memoria di quanto il Signore ha detto e compiuto.
Colui che ci ama, che “ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue”
(Ap 1, 5) è con noi. Riviviamo la Pasqua della Nuova ed Eterna Alleanza
nel suo sangue.
“Perché forte come la morte è l’amore”.
Egli, l’Unico, Colui che non muore mai.
Dio è l’amore!
© Copyright 1993 - Libreria Editrice Vaticana
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