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VISITA PASTORALE A MACERATA, FOLIGNO E
SUL GRAN SASSO
SANTA MESSA NEL «CENTRO FIERISTICO»
DI MACERATA
OMELIA DI GIOVANNI
PAOLO II
Macerata - Sabato, 19 giugno 1993
1. “Io vado a prepararvi un posto” (Gv 14, 2).
Carissimi fratelli e sorelle, nel momento in cui vi disponete al vostro
pellegrinaggio da Macerata a Loreto, la liturgia orienta il nostro pensiero
verso quella Via che è il prototipo di ogni pellegrinaggio dell’uomo.
Cristo dice: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre
se non per mezzo di me” (Gv 14, 6).
Quasi al termine della sua missione, Egli ripete ancora ai suoi discepoli:
“Vado a prepararvi un posto”. “Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo;
ora lascio di nuovo il mondo, e vado al Padre” (Gv 16, 28). Vado a
prepararvi un posto!
2. La vita umana, la vita del credente, è un continuo
pellegrinare. Un pellegrinare nella fede. Per questo la liturgia di
oggi evoca anzitutto Abramo, che l’apostolo Paolo chiama “padre della nostra
fede” (cf. Gal 3, 7).
Abramo è chiamato da Dio a mettersi in cammino: “Vattene dal tuo
paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre... Farò di te un grande
popolo” (Gen 12, 1-2). La via di Abramo è via che attraversa le
generazioni: da una famiglia, quella sua appunto, essa giunge ad un popolo.
Dio ha scelto questo popolo. Lo ha scelto già in Abramo. La fede di Abramo
è stata la risposta a questa chiamata di Dio. Essa doveva essere trasmessa
di generazione in generazione come risposta alla chiamata di Dio: ecco il
pellegrinaggio nella fede.
La meta del pellegrinaggio – di quello di Abramo prima e di Mosè poi
insieme col popolo – è la Terra Promessa. Il pellegrinaggio ha la sua
dimensione spaziale, ben visibile nella tradizione primitiva dei nomadi, dei
popoli di pastori. Ma da questo riferimento spaziale emerge un’altra
dimensione: Abramo segue la voce di Dio che lo chiama. Avanza
pellegrinando nella direzione che Dio gli indica (cf. Gen 12, 4).
In questo modo colui che è “il padre della nostra fede” si fa annuncio di
Colui che è il “compimento” di questa fede: “Nessuno viene al Padre se non
per mezzo di me”.
3. Il pellegrinare nello spazio implica fatica. Anche il
pellegrinare nella fede comporta fatica. Per questo leggiamo oggi le parole
dell’Apostolo nella Lettera ai Romani: “Vi esorto dunque, fratelli, per la
misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente,
santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale” (Rm 12, 1).
Carissimi giovani, quanto attuale è questa esortazione all’inizio del
vostro pellegrinaggio! Davanti a voi sono le ore del cammino notturno verso
Loreto. La caratteristica di questo vostro camminare è proprio “il sacrificio
vivente, santo e gradito a Dio”; è questo “il vostro culto spirituale”.
E per questo il pellegrinaggio ha un senso profetico. Esso vi
conduce per le strade del mondo, in mezzo a una geografia a voi ben nota, ma
comporta anche un “uscire” dalla geografia nativa. L’Apostolo dice
chiaramente: “Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma
trasformatevi rinnovando la vostra mente” (Rm 12, 2).
Colui che rinnova le menti è lo Spirito di Verità. Cerchiamo di
aprire a Lui lo spazio interiore del cuore “per poter discernere la volontà di
Dio, ciò che è buono, a Lui gradito e perfetto” (Rm 12, 2). Il
pellegrinaggio è stato sempre un’espressione dell’ascesa: salire con la
mente e con il cuore a Dio. E molto attuale è questo invito dell’Apostolo:
“Valutatevi in maniera da avere di voi un giusto concetto, ciascuno secondo la
misura di fede che Dio gli ha dato” (Rm 12, 3).
4. Passiamo così dalla prospettiva del singolo a quella comunitaria.
“Ciascuno”, “ciascuna” si mette in cammino – ma nello stesso tempo – “siamo
un solo corpo in Cristo” (Rm 12, 5). Il vostro pellegrinaggio
annuale da Macerata a Loreto è una particolare manifestazione di Chiesa. È la
Chiesa stessa, infatti, che nella fede si fa pellegrina, così come pellegrino
si fa ciascuno di noi nella comune fede della Chiesa. Per questo siamo
insieme. Non siamo solo una somma di individui in cammino: siamo una
comunità pellegrinante. Nella fede comune trova conferma e compimento
la fede di ciascuno. È in questa comunità che ognuno di noi trova Cristo. Egli
è là dove due o tre si uniscono nel suo nome (cf. Mt 18, 20): due o
tre... e qui: decine, centinaia, migliaia.
All’interno di una tale comunità Cristo agisce in ciascuno. La
comunità è necessaria affinché ciascuno e ciascuna si renda consapevole del
dono che viene dallo Spirito Santo a servizio del bene comune (cf. 1
Cor 12, 7). L’Apostolo enumera diversi “doni” o carismi (cf. Rm 12,
6-8) e indica diverse vocazioni. Ci sono molte vie, come diverse sono le
membra in un solo corpo: Molte vie che si incontrano in una Via.
5. Questa Via è Cristo. Egli è la Via perché è la Verità ed è la
Vita.
All’inizio del vostro pellegrinaggio Egli desidera dirvi quello che disse
ai suoi discepoli nel Cenacolo: “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede
in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti
posti. Se no, ve l’avrei detto. Io vado a prepararvi un posto” (Gv
14, 1-2).
Avviatevi, dunque, tenendo viva nel cuore la promessa del Signore: “Io vado
a prepararvi un posto”.
6. Avviatevi, facendo vostra l’attesa di tutta la Chiesa, sempre in cammino
sulle orme di Maria, verso l’incontro con Cristo. È questo il senso profondo
del vostro pellegrinaggio, che vi pone nel solco di una tradizione secolare
del popolo cristiano di queste terre, segnate in profondità dalla devozione a
Maria.
Siate eredi della fede e della speranza della vostra gente.
Proprio sulle tracce di questo antico cammino di popolo è nato alcuni anni
fa il vostro pellegrinaggio, crescendo di anno in anno e diventando una grande
esperienza di comunione ecclesiale, con la partecipazione di diversi gruppi e
movimenti, soprattutto Comunione e Liberazione. Questa è anche una buona
circostanza per salutare qui, tra i concelebranti, Monsignor Giussani.
Carissimi giovani, sia il vostro pellegrinaggio un uscire da voi stessi per
andare verso Cristo. Egli ha un posto preparato per voi. Anzi, è lui stesso
il “posto” a cui il vostro cuore anela. Sì, cari giovani, anelate a
Cristo, amate Cristo! Amatelo con tutto l’ardore del vostro cuore, con tutta
la forza della vostra giovinezza.
Insieme con Lui, amate la Chiesa, che è il suo corpo e la sua sposa.
Restate uniti ai vostri Vescovi, al Papa, accompagnando con la preghiera il
loro ministero. Ascoltate i vostri Vescovi, accogliendone le indicazioni
pastorali. Siate in sintonia con la Chiesa universale, ma anche attivamente e
responsabilmente inseriti nella vostra Chiesa particolare.
È qui, infatti, nella Chiesa particolare in cui ciascuno di voi vive, che
si rende presente il mistero della Chiesa universale. È qui che ciascuno di
voi è chiamato a vivere concretamente la sua vocazione battesimale.
7. Consentitemi dunque di porgere il mio saluto affettuoso a questa Chiesa
particolare di Macerata, “Civitas Mariae”, che oggi con tanto calore ci
accoglie. Un grato pensiero rivolgo soprattutto al Pastore di questa Diocesi,
il caro Mons. Tarcisio Carboni, che all’inizio della Santa Messa mi ha
espresso, a nome di tutti voi, il più cordiale benvenuto. Saluto anche con
fraterna venerazione i Vescovi delle Marche che hanno voluto essere presenti.
Un saluto speciale al Vescovo di Loreto perché là, a questo Santuario, viene
indirizzato il vostro cammino. Un pensiero deferente rivolgo pure al Signor
Ministro, alle Autorità della Città e della Regione che ci onorano della loro
presenza. Saluto infine i Sacerdoti, i Religiosi, le Religiose e i laici,
specialmente quanti attivamente si prodigano nei vari ambiti e ministeri
ecclesiali.
Il pellegrinaggio dei giovani si fonde, così, col grande pellegrinaggio
della Chiesa maceratese e di tutta la Chiesa marchigiana, in cammino verso il
primo Convegno Ecclesiale, previsto per il prossimo novembre. Con tale
iniziativa, la Chiesa delle Marche ha scelto di imboccare decisamente la via
della nuova evangelizzazione di questa regione, per contrastare il
preoccupante fenomeno della secolarizzazione, e riportare Cristo nei cuori,
nelle famiglie, nella cultura e nella società. Il Documento di lavoro,
attualmente offerto alla riflessione di tutte le comunità ecclesiali, ha
tracciato le prime linee di un percorso difficile e impegnativo, ma ricco di
speranza.
8. Va’ avanti, con la benedizione di Dio, Chiesa maceratese. Va’ avanti con
coraggio e fiducia, Chiesa delle Marche. I giovani che questa sera marciano
verso Maria, sono il tuo futuro. Essi camminano con il loro entusiasmo
giovanile, ma al passo con la comunità ecclesiale.
È dunque tutta la Chiesa delle Marche che spiritualmente li accompagna in
questo pellegrinaggio al Santuario di Loreto, che il mio predecessore il Servo
di Dio Giovanni XXIII vide “come una finestra aperta sul mondo, a richiamo di
voci arcane, annunzianti la santificazione delle anime, delle famiglie, dei
popoli” (Discorsi, messaggi, colloqui, vol. IV, 1962, pp. 560s.).
Camminate verso Maria. Camminate con Maria. Lasciatevi tenere per mano da
Lei, come bimbi dalla Madre. Guardatela come la “stella” del vostro cammino.
Fate riecheggiare nel vostro cuore il suo “fiat”. Il “sì” di Maria
nell’Annunciazione fu necessario, perché il Verbo si facesse carne nel suo
grembo e perché si facesse la nostra Redenzione. Il vostro “sì” è necessario,
perché Cristo prenda possesso della vostra vita, e vi faccia apostoli del suo
amore.
Maria, Vergine di Loreto, guidaci a Gesù. Maria, Vergine di Loreto, donaci
il suo amore. Maria, Vergine di Loreto, donaci il suo Spirito di verità. La
forza di questi giovani sia sorgente dell’entusiasmo e del sacrificio durante
tutta questa notte pellegrinante. Amen.
A conclusione della Santa Messa, il Papa ha rivolto un particolare
saluto ai 50 mila giovani che stavano per compiere a piedi il pellegrinaggio
notturno da Macerata a Loreto. Queste le sue parole.
Al termine di questa Celebrazione eucaristica desidero ringraziare i
presenti per l’intensa partecipazione. L’itinerario di fede che state per
compiere, carissimi giovani, accresca la vostra disponibilità interiore ad
abbandonare le false sicurezze e i pesi superflui per seguire con entusiasmo e
nella libertà il Signore che vi chiama.
Dal cammino di questa sera, il pensiero si rivolge spontaneamente al grande
pellegrinaggio giovanile che, tra meno di due mesi, ci porterà a Denver, per
l’ottava Giornata mondiale della gioventù. Rispondendo alle sfide urgenti del
nostro tempo, che spesso tendono a disgregare la società in cui viviamo, il
raduno mondiale dei giovani vuole essere segno e proposta di nuova unità,
annunciando Cristo che ancora oggi proclama: “Io sono venuto perché abbiano la
vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10, 10). Durante il vostro
pellegrinaggio notturno, fate in modo che queste parole del Maestro penetrino
nel profondo del cuore e lo colmino di luce e di pace.
Ora affido a voi, cari giovani, la Croce che vi farà da guida nel vostro
pellegrinaggio al Santuario di Loreto. Imparate dall’esperienza di questa
notte a seguire, anche sulle strade del vostro quotidiano cammino, la Croce di
Cristo, nella quale è salvezza, vita e risurrezione.
La Beata Vergine Maria, stella luminosa che annuncia il mattino della
redenzione, vi accompagni sempre sulle strade della vostra esistenza.
© Copyright 1993 - Libreria Editrice Vaticana
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