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MESSA PER I PELLEGRINI E PER I MALATI DELL'OPERA
ROMANA PELLEGRINAGGI E DELL'UNITALSI

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Venerdì, 11 febbraio 1994

 

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente” (Lc 1, 49).

1. Carissimi fratelli e sorelle! La festa odierna della Beata Vergine di Lourdes ci invita ad unirci spiritualmente ai numerosi pellegrini che con fiducia si recano alla grotta dove apparve Colei nella quale l’Onnipotente ha compiuto grandi cose per l’umanità. In pellegrinaggio spirituale, ci rechiamo alla sorgente che scaturisce dalla roccia, e là ci incontriamo con la fede di Bernardetta. Anche in lei il Signore ha fatto cose grandi: ha confermato con l’eloquenza dei miracoli la verità dell’Immacolata Concezione della Vergine Santissima.

Andiamo a Lourdes con il nostro fardello di sofferenze, ma sorretti dalla speranza di trovare luce e conforto. Ci accomuna il desiderio di incontrare Colei che ha accolto nel suo grembo verginale il Verbo di Dio fattosi carne per la nostra salvezza.

Cosa ci dice la Bianca Signora delle rocce? “Io sono l’Immacolata Concezione”. Sono il Tempio puro che Dio si è preparato per porre la sua dimora tra gli uomini, e fare famiglia con loro, per guarire ogni loro infermità.

La fonte, che fluisce dalla grotta di Lourdes, è scaturita come segno della presenza di Maria tra i sofferenti: e noi L’invochiamo con il titolo di “Salute degli infermi”.

Della potenza di tale sorgente moltissime persone hanno fatto l’esperienza: a volte nel corpo, sempre nello spirito.

2. Unendoci a Maria, pellegrina nella fede, ci rafforziamo nella convinzione che ogni istante della vita è un momento prezioso di grazia, che ci educa ad accogliere Cristo, quale nostra sicura speranza.

Nella Lettera apostolica Salvifici doloris, di cui proprio oggi ricorre il decimo anniversario, ho avuto modo di osservare che Maria Santissima, “testimone della passione del Figlio con la sua presenza, e di essa partecipe con la sua compassione, offrì un singolare apporto al Vangelo della sofferenza . . . In effetti, ella ha titoli specialissimi per poter asserire di “completare nella sua carne - come già nel suo cuore - quello che manca ai patimenti di Cristo”” (Giovanni Paolo II, Salvifici doloris, n. 25).

Siamo quest’oggi raccolti nella Basilica di San Pietro per celebrare la II Giornata Mondiale del Malato. Cari ammalati, voi siete i rappresentanti di un grande pellegrinaggio: quello della sofferenza umana, che da ogni parte del mondo si incammina verso Lourdes, per ritrovare forza nella luce del “patire con Cristo”.

In questo momento, siamo uniti nella preghiera e con l’offerta delle nostre sofferenze, a tutti coloro che sperimentano nelle loro membra il peso dell’infermità e i disagi che ne derivano; ci sentiamo vicini in modo particolare ai pellegrini giunti a Czestochowa presso la Vergine di Jasna Gora, in Polonia. Là, ai piedi della Madre di Dio si riunisce oggi il “Grande Pellegrinaggio”, presieduto dal Card. Fiorenzo Angelini, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari e mio Delegato per la circostanza.

3. Maria, che avanza dinanzi al Popolo di Dio nel pellegrinaggio della fede, ci precede tutti: nella preghiera, nel ringraziamento, nella supplica. Il più grande miracolo di Lourdes è che, proprio là, si è avuto l’inizio di una tale preghiera del nostro tempo. Preghiera che ci mantiene aperti alle “sorprese” di Dio, compresa la “sorpresa” della sofferenza; preghiera che ci aiuta a vivere in spirito di condivisione fraterna.

La grande famiglia dei credenti in quest’Anno della Famiglia, vuole abbracciare con singolare affetto ogni famiglia umana toccata dalla sofferenza. Ad essa, piccola “chiesa domestica” è affidata, anzitutto, l’accoglienza di ogni vita umana, sana o malata, dal suo inizio al suo tramonto. La famiglia cristiana, inoltre, è aperta al mondo: sull’esempio della Vergine, essa diviene tempio di Dio e santuario di alleanza, in cui trova posto l’oblazione fiduciosa delle quotidiane sofferenze, in unione al sacrificio eucaristico, per la salvezza dell’intera umanità. Alla famiglia che prega non verrà mai meno la consapevolezza della propria vocazione fondamentale: quella di essere un cammino di comunione, solidale con i sofferenti, vicini e lontani.

4. Carissimi fratelli e sorelle! Nel silenzio della preghiera ci è dato di avvertire il grido inesprimibile di Cristo, echeggiante nel mondo del dolore umano: il grido di coloro “che completano nella loro carne quello che manca ai patimenti di Cristo” (cf. Col 1, 24). Quanti sono afflitti da ogni specie di infermità, in particolare i bambini, gli anziani, gli inermi e le vittime di ogni tipo di cattiveria umana, innalzano insieme con Cristo un “potente grido” per il mondo e per i grandi mali che lo pervadono. È grido per la vittoria dell’amore sull’odio, della pace sulla guerra; è voce possente che si innalza per la giustizia e la pace, mentre ci avviciniamo all’anno 2000.

5. “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome” (Lc 1, 49). La Vergine di Lourdes ci indica il cammino e la mèta. Pellegrini tra le difficoltà della vita, anche noi ci sforziamo di correre incontro a Cristo Signore (cf. Fil 3, 12.14).

Il grande Pellegrinaggio degli afflitti, attraverso i sentieri della fede, può incontrarsi con l’annuale pellegrinaggio dei giovani.

I giovani amano gli anziani, gli ammalati, gli abbandonati. Nella loro fresca generosità, essi sono a loro particolarmente vicini mediante molteplici forme di volontariato. Giovani e ammalati si incontrano così mentre si incamminano verso la medesima Sorgente: Cristo, dal cui costato sgorgano fiumi d’acqua viva (cf. Gv 7, 38). Lo provano le tante testimonianze di generosità giovanile che si riscontrano a Lourdes e negli altri Santuari! Come il Buon Samaritano, essi sanno fermarsi accanto a chi è nel dolore mossi a compassione dal richiamo dell’amore (cf. Giovanni Paolo II, Salvifici doloris, 28-29). Bisogna che il mondo della sofferenza si incontri con quello dei giovani! Il futuro appartiene a loro, ma essi appartengono a voi, malati ed anziani, allo stesso modo in cui i figli sono il domani della famiglia, ma contemporaneamente essi appartengono al presente di chi li ha generati.

6. Carissimi! La Giornata Mondiale del Malato ripropone valori che le famiglie, alimentate da viva fede in Cristo, sanno trasmettere nella giusta luce. L’Anno della Famiglia che la Chiesa sta celebrando, richiama con forza questi punti fondamentali, affidati anche alla vostra preghiera e alla vostra riflessione. “Insieme con Maria, Madre di Cristo, che stava sotto la croce (cf. Gv 19, 25) ci fermiamo accanto a tutte le croci dell’uomo d’oggi” (Giovanni Paolo II, Salvifici doloris, 31). Sappiamo che ogni dolore unito alla croce del Redentore è sorgente di forza per la Chiesa e l’umanità.

L’Immacolata Concezione, “Salute degli infermi”, ci guidi, ci protegga e ci consoli. Amen.

 

© Copyright 1994 - Libreria Editrice Vaticana

 

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