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VIAGGIO APOSTOLICO NELLE FILIPPINE,
IN PAPUA NUOVA GUINEA, AUSTRALIA E SRI LANKA

X GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ

LITURGIA DEI VESPRI NELLA CATTEDRALE DI COLOMBO

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Colombo (Sri Lanka) - Venerdì, 20 gennaio 1995

 

Fratelli nell’Episcopato,
Cari Sacerdoti e Sorelle,
Cari Fratelli e Sorelle in Cristo,

1. Questa sera la nostra preghiera è una preghiera di gioia e di ringraziamento. Questa bellissima Cattedrale di Santa Lucia, costruita ad imitazione della Basilica di San Pietro a Roma, è un simbolo della nostra comunione nella fede, la fede che Pietro e gli altri apostoli furono mandati a proclamare in tutto il mondo. Come Vescovo di Roma e Successore di Pietro sono veramente lieto di poter visitare la comunità cattolica dello Sri Lanka e di confermarvi nella vostra dedizione al Signore e Salvatore Gesù Cristo (cf. Lc 22, 32). Sono grato al Vescovo Edmund Fernando per le parole gentili che ha pronunciato a vostro nome.

Sono anche lieto di constatare la presenza di illustri rappresentanti delle varie comunità cristiane nello Sri Lanka, e li ringrazio per aver voluto partecipare a questa preghiera serale con noi.

Il seme della fede, piantato in quest’isola dai primi missionari e alimentato attraverso l’instancabile apostolato di Padre Joseph Vaz, ha dato frutti abbondanti di vita ecclesiale. La Chiesa dello Sri Lanka è diventata veramente matura! Siete guidati da una gerarchia locale, serviti da molti sacerdoti, religiosi e laici, e benedetti da molte vocazioni. Pur essendo un “piccolo gregge” (cf. Lc 12, 32), date un grande contributo alla vita della nazione attraverso la vostra testimonianza spirituale e i risultati da voi ottenuti in molti campi del servizio, in particolar modo in quelli dell’educazione e dello sviluppo umano.

Nel ringraziare per queste benedizioni, ricordate che i doni di Dio sono le fondamenta sulle quali ogni generazione è chiamata a costruire. Preghiamo affinché le celebrazioni che si terranno domani in onore di Padre Joseph Vaz siano un’occasione, per i cattolici dello Sri Lanka, di rinnovare il loro impegno a vivere pienamente la fede per la quale i loro antenati sono stati disposti a soffrire così tanto. Possa Padre Vaz essere una perenne ispirazione per la Chiesa dello Sri Lanka nello svolgere la sua missione di testimoniare il Vangelo, che “è potenza di Dio per la salvezza di chiunque” (Rm 1, 16).

2. Nel sacro testo che abbiamo appena ascoltato, vediamo come Gesù applicò a se stesso l’antica profezia di Isaia, il quale predisse che il Messia, ricolmo dello Spirito, avrebbe predicato la Buona Novella della grazia di Dio ai poveri, la libertà agli oppressi, e pace laddove vi sono ostilità e conflitti (cf. Lc 4, 21). Proclamare il messaggio della salvezza è la prima priorità della vita della Chiesa e il servizio più importante che essa rende agli individui e alla società (cf. Redemptoris Missio, 44). Ogni altra opera svolta dai Cristiani nasce dall’impegno della Chiesa all’evangelizzazione e riconduce a tale impegno, inteso non solo come proclamazione di un messaggio, ma anche come comunicazione di una “nuova vita” nella grazia di Cristo. Ogni aspetto dell’apostolato – ovvero l’educazione, l’assistenza sanitaria, i servizi sociali, la solidarietà e il dialogo interreligioso – vuole manifestare l’amore che il Padre ha donato al mondo in Gesù suo Figlio, l’amore che egli riversa nei nostri cuori attraverso lo Spirito Santo, che ci è stato donato (cf. Rm 5, 5). Cari Fratelli e Sorelle, siate messaggeri gioiosi di Cristo, desiderosi di condividere con gli altri la nuova vita che avete ricevuto, nel completo rispetto della libertà e della coscienza di ogni individuo. Questa testimonianza non è sempre facile e può spesso incontrare dei rifiuti, ma i veri discepoli di Cristo, come gli apostoli, non possono “tacere” ciò che hanno “visto e ascoltato” (At 4, 20).

3. Cari Fratelli nel Sacerdozio, il vostro intero essere è permeato dalla configurazione sacramentale al Signore, che avete accolto negli ordini sacri. Accentrate la vostra vita in Cristo, Sommo Sacerdote, che incontrate ogni giorno nei misteri che celebrate e che amministrate. Il vostro sviluppo spirituale deve essere caratterizzato da una costante conversione – la metànoia – e dalla crescita nell’immagine di Dio. I pilastri della vostra vita interiore dovrebbero essere l’eucaristia e la penitenza, poiché in questi incontri venite a conoscere in modo profondo sia la vostra peccaminosità, sia l’efficacia dell’infinita misericordia di Dio. La vostra unione con il Signore deve essere chiaramente visibile ai fedeli, che devono considerarvi segni viventi del potere trasformante della grazia divina, proprio come fu per Padre Vaz.

La vostra santità di vita è la condizione indispensabile per un’autentica inculturazione del Vangelo in questa terra di antiche tradizioni religiose. Attenti, quindi, alla tentazione di permettere agli aspetti più pratici e immediati del vostro apostolato di togliervi il tempo di cui avete bisogno ogni giorno per “stare con il Signore” (cf. Mc 3, 14-15). Siate rinnovati nella mente e nel cuore, affinché possiate pensare sempre più con la mente della Chiesa – sentire cum Ecclesia – vedere con i suoi occhi, giudicare ogni cosa alla luce del potere incomparabile della Croce di Cristo. È questo l’incoraggiamento che voglio dare a voi e a tutti i sacerdoti, soprattutto a quelli che sono afflitti da problemi interiori o feriti nei loro cuori dalle conseguenze del triste conflitto che ha devastato il vostro bellissimo Paese.

4. Sono particolarmente felice di incontrare tanti religiosi e tante religiose. Cari Fratelli e Sorelle, voi siete segni dell’amore di Dio, messaggeri del suo Regno e testimoni della gioia che scaturisce dal seguire Cristo con tutto il cuore. Cercate di avvicinarvi al Signore ogni giorno di più, in uno spirito di comunione con tutti i membri del suo Corpo. Come uomini e donne consacrati a Cristo, dovete essere esempio di povertà evangelica, mostrando semplicità e negazione di voi stessi nel vostro modo di vivere. Fate sì che la vostra consacrazione si manifesti attraverso il vostro rifiuto verso stili di vita contrari ai valori del Vangelo.

Un prezioso contributo alla crescita del Regno di Dio in Sri Lanka è stato dato dai religiosi impegnati a catechizzare ed educare i giovani. Collaborare con i genitori nel trasmettere la fede, intera e totale, alla successiva generazione, è un atto fondamentale dell’amore evangelico. È un servizio che non può essere sostituito da nessun’altra cosa. Similmente, il vostro lavoro nell’educare i giovani nelle scuole e in altri centri è di vitale importanza per il futuro della Chiesa, oltre che per il progresso dell’intera società (cf. Gravissimum Educationis). Poiché il servizio che voi offrite al popolo di Dio è tanto importante in ogni Chiesa particolare, voi giustamente contate sull’incoraggiamento e la guida da parte dei Vescovi, coi quali collaborate nelle vigne del Signore.

Alcuni elementi di divisione esistenti all’interno della vostra società presentano delle sfide particolari per le comunità religiose, comunità che devono essere caratterizzate da armonia, amore fraterno e unità. Desidero quindi incoraggiarvi a essere testimoni di autentica comunione e pace, dimostrando così di essere tutti figli dello stesso Padre.

Desidero rivolgere una particolare parola di incoraggiamento e di gratitudine ai membri degli ordini contemplativi, che, con la loro costante preghiera e il loro amore totale e generoso, “danno incremento ad una misteriosa fecondità apostolica” (Perfectae Caritatis, 7). Carissime sorelle, continuate a pregare per i bisogni della famiglia umana, che ovunque soffre fame e sete di molte cose, ma soprattutto di Dio, che solo può calmare i nostri cuori inquieti. E per favore, pregate anche per me.

5. Cari fedeli laici: ai tempi di Padre Vaz la Chiesa a Ceylon riuscì a sopravvivere alle persecuzioni e a rifiorire grazie alla fedeltà dei suoi laici. Come singoli uomini e donne e come membri di movimenti e associazioni laiche, il vostro contributo alla missione della Chiesa è assolutamente necessario, soprattutto di fronte ad atteggiamenti di secolarismo e materialismo, che sono tanto contrari alla profonda religiosità e al rispetto dei valori religiosi che fanno parte del vostro retaggio nazionale. È vostro compito specifico portare la luce del Vangelo nelle famiglie e nelle comunità nelle quali vivete e lavorate. In particolare, come ha sottolineato il Concilio Vaticano II, “è proprio dei laici cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio” (Lumen Gentium, 31). I cattolici dello Sri Lanka sono sfidati a svolgere il ruolo che loro compete nella Chiesa e di prendere l’iniziativa nell’essere lievito dei valori del Vangelo nel mondo degli affari, dei professionisti e della politica. Spero che la prossima “National Pastoral Convention” (Convegno Pastorale Nazionale), che ora è ancora in fase di preparazione, aiuti sia i laici che il clero a svolgere i loro rispettivi ruoli e ad adempiere alle loro responsabilità in seno alla comunità cristiana. Spero che tutti collaboreranno per affrontare le sfide di questo momento della Chiesa nel vostro Paese.

6. Possa il Signore, al quale eleviamo in lode i nostri cuori durante questa preghiera serale, dare a tutti voi, membri della comunità cattolica dello Sri Lanka, la forza per un rinnovato impegno, nello spirito del vostro grande apostolo Padre Joseph Vaz, alla missione della Chiesa di proclamare il Vangelo di Gesù Cristo. Padre Vaz è un esempio eccezionale per Vescovi, sacerdoti, religiosi, così come per i laici. Il suo esempio di profondo amore per il prossimo, la sua autentica pietà e umiltà, la sua testimonianza della povertà evangelica e il suo zelo amorevole per le anime dovrebbe essere di ispirazione per ognuno di voi e per ognuno di noi.

Questo è “un anno di grazia del Signore” (Lc 4, 19), L’anno in cui la beatificazione di Joseph Vaz esorta ogni cattolico dello Sri Lanka a essere profondamente rinnovato in santità e in zelo verso il Vangelo. Possa Maria, Madre della Chiesa, per la quale i cattolici del vostro Paese hanno sempre avuto una tenera devozione, aiutare tutti voi a fare tutto ciò! In Cristo nostro Signore.

E per terminare esprimo la mia gratitudine all’Arcivescovo di Colombo per averci invitato in questa splendida Cattedrale per questa preghiera serale. Grazie di cuore.  

Al termine dell’incontro il Santo Padre aggiunge alcune parole.  

È una cattedrale molto bella, ma noto che non è molto facile entrarci. Siete molto forti nella vostra fede, e siete molto forti anche nel vostro... stringervi attorno al Papa, vero?

Ospitalità ottima. Ammiro enormemente la vostra ospitalità. L’ospitalità della comunità cattolica dello Sri Lanka... Vi sono molto grato!

Amen.

 

© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana

 

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