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PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO IN SLOVACCHIA

CELEBRAZIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA CON I GIOVANI

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Nitra (Slovacchia) - Venerdì, 30 giugno 1995

 

Sia lodato Gesù Cristo!
Saluto il Signor Presidente del Parlamento Slovacco, Gasparovic,
il Signor Primo Ministro del Governo, Meciar, ed i graditi ospiti.
Saluto tutti i giovani amici.

1. Carissimi giovani! Nel brano evangelico appena proclamato, abbiamo sentito parlare di alcuni Greci che desideravano vedere Gesù. Greci erano anche i due santi fratelli di Tessalonica, Cirillo e Metodio. Grazie alla loro dedizione apostolica, lo Spirito fece giungere il buon seme del Vangelo in questa vostra terra, dove s’era manifestato il desiderio dei vostri antenati di conoscere Cristo. Questo desiderio fu espresso dal principe Rastislav mediante i suoi messaggeri a Costantinopoli. E in questo solco seminarono poi i santi Fratelli, dando la propria vita per piantare e far crescere il Regno di Dio.

Voi, cari ragazzi e ragazze, gioventù di questo Paese, siete un nuovo raccolto del campo di Dio, di quella messe le cui radici risalgono ai tempi dell’evangelizzazione dei Santi di Tessalonica. Per essere loro degni continuatori, accettate la sfida a consacrarvi generosamente all’opera della nuova evangelizzazione, formando un ponte tra il secondo e il terzo millennio cristiano.

Nitra ci parla del primo millennio: qui vicino fu costruita la prima chiesa cristiana di tutta l’Europa centro-orientale; qui, dall’anno 828, il frumento divenne nell’Eucaristia Corpo di Cristo, che unisce in sé quanti lo ricevono con fede. Per questo ho desiderato visitare Nitra: vivente ancora san Metodio vi fu eretta la Diocesi, e la Cattedrale che domina la città è una delle più antiche Sedi vescovili nelle nazioni slave. In questa regione nacque Gorazd, “uomo della vostra terra, ben istruito... e ortodosso”, discepolo fidato che Metodio scelse come suo successore.

Vedo con commozione il profilo di Zobor. Sulle sue pendici si ergeva intorno al Mille il convento di sant’Ippolito, dove si formarono il mio compaesano sant’Andrea Svorad e il suo discepolo san Benedetto, celesti Patroni della vostra città e diocesi. Questi, e tanti altri meno noti eroi della fede – penso, ad esempio, al santo Vescovo Bystrik –, sono come semi caduti nella fertile terra di Nitra, terra di araldi e intrepidi apostoli di Cristo.

2. In questa terra benedetta oggi incontro voi, cari ragazzi e ragazze delle Diocesi slovacche! Vi saluto tutti con affetto, insieme col Vescovo di Nitra, il Cardinale Ján Chryzostom Korec, col suo Ausiliare Mons. Frantisek Rábek e con gli altri Vescovi presenti, e con tutti i vostri sacerdoti. Saluto anche i giovani dei Paesi vicini: Boemi e Moravi, Austriaci, Ungheresi, Polacchi, come pure i giovani Rm. Sono lieto di vedere i rappresentanti di quelli che stanno facendo il servizio militare. Un saluto speciale va poi a quanti, per vari motivi, non hanno potuto venire, e sono spiritualmente uniti a noi.

Carissimi, come i Greci di cui parla il brano evangelico proclamato, anche voi desiderate “vedere Gesù”. Cristo, Figlio di Dio e Redentore dell’uomo, risponde in pienezza ai desideri più autentici del cuore umano. Egli è venuto perché “abbiamo la vita in abbondanza” (cf. Gv 10, 10), Egli ha “parole di vita eterna” (Gv 6, 68), Egli è “la via, la verità e la vita” (Gv 14, 6).

Molti di voi sono convinti di questo. Molti hanno anche pagato di persona la loro fedeltà a Cristo. Altri, forse, non hanno potuto conoscere a fondo Cristo e la Chiesa, perché è stato loro impedito e oggi si pongono tante domande sulla fede. Altri restano indecisi, perplessi e rischiano di cedere al fallace richiamo di dottrine effimere e passeggere.

3. Come leggiamo nel Vangelo, i Greci, per poter conoscere Gesù, si rivolsero a Filippo, uno dei Dodici. Gesù ha affidato la testimonianza autentica della sua verità agli Apostoli. Ricordate cosa avvenne al sentire le sue parole? Molti dei discepoli si tirarono indietro. Egli chiese ai Dodici: “Volete andarvene anche voi?”. Fu Pietro allora a rispondere: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio” (Gv 6, 68-69), cioè il Messia. Gesù stesso sottolineò che tale proclamazione della fede da parte di Pietro era un dono del Padre celeste. E proprio sopra questa fede è stata costruita la Chiesa (cf. Mt 16, 16-18). Per la fede di Pietro Gesù pregò, affinché egli potesse confermare i suoi fratelli (cf. Lc 22, 32).

Ecco perché il Successore di Pietro visita le Chiese sparse nel mondo, ed oggi è qui in mezzo a voi. E voi siete venuti da me con un desiderio simile a quello di quei Greci che si rivolsero all’apostolo Filippo dicendo: “Vogliamo vedere Gesù”. Sì, carissimi, la conoscenza vera di Gesù potete trovarla solo nella comunione con i successori degli Apostoli, uniti nella stessa fede col successore di Pietro. “Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre” (Eb 13, 8). Cari giovani, fate vostra la fede apostolica della Chiesa! Rimanete uniti ai vostri Pastori, ascoltateli, incontrate i sacerdoti, nelle parrocchie e nelle scuole. Sotto la loro guida approfondite la conoscenza di Cristo, siate assidui nell’ascolto della parola di Dio, nella preghiera, nella pratica dei sacramenti, specialmente dell’Eucaristia e della Penitenza. Questo vado dicendo ai giovani di ogni Paese, soprattutto negli Incontri mondiali della gioventù, e questo ripeto oggi a voi, amici Slovacchi!

4. Quando la fede è autentica adesione personale a Cristo e al Vangelo, essa si incarna nella vita. Lo dice Gesù: “Chi mi ama, osserverà la mia parola” (Gv 14, 23). Osservare la parola del Signore è realizzare la missione che ci è stata affidata. A Manila ci siamo soffermati su questa realtà, meditando con giovani venuti da tutto il mondo. Ci hanno guidato le parole rivolte agli Apostoli dal Signore risorto: “Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi” (Gv 20, 21). Questo mandato riguarda ogni cristiano, ognuno di voi! Nitra è stata la sede di un forte movimento missionario. Cari giovani, a voi il compito di far rivivere l’entusiasmo di un tempo. Gesù ha fiducia in voi. Mediante voi vuole raggiungere ogni ambiente sociale e trasformarlo con la forza della sua verità e del suo amore. In questa missione non siete soli. È con voi lo Spirito Santo. San Cirillo prima di morire domandò per i cristiani di questa vostra terra il dono dello Spirito dicendo: “Infondi nei loro cuori la parola della tua figliolanza!”. Solo chi è interiormente vivificato dallo Spirito e si comporta da figlio di Dio può essere un seme di vita nuova. Apritevi, dunque, cari giovani, a questo alito divino, a questa partecipazione alla vita, all’amore di Dio!

Lo Spirito Santo è lo Spirito di Cristo, che vivifica il Corpo mistico della Chiesa. Per essere animati dallo Spirito, bisogna rimanere uniti alla Chiesa. Si illude chi vorrebbe contrapporsi alla Chiesa in nome dello Spirito. Solo chi ama la Chiesa e lavora per la sua unità è mosso dallo Spirito di Dio e cammina secondo il Vangelo.

5. Cari amici, prendete coscienza del dono inestimabile a voi fatto da Dio: esso è giunto a voi per la lunga strada delle generazioni dai tempi dei santi Cirillo e Metodio. Accoglietelo con libertà responsabile e sviluppatelo con impegno. Non tiratevi indietro di fronte alle esigenze radicali del Vangelo! Ricordate che lo Spirito di Dio, che è in voi, è più forte dello spirito del mondo (cf. 1 Gv 4, 4). Col suo aiuto è possibile osservare i comandamenti traendone gioia.

Non confondete la libertà con l’individualismo! Non c’è libertà autentica senza amore per gli altri: i cristiani vivono la libertà come servizio, convinti che da questo dipende lo sviluppo dell’autentica civiltà, in Europa e nel mondo intero. I santi Cirillo e Metodio hanno pagato con la vita il rifiuto di piegare la fede ad interessi di parte. La fede difende sempre la vera libertà e denuncia le schiavitù di ordine sia fisico che morale. Le schiavitù fisiche sono più visibili di quelle morali, ma queste ultime non sono meno pericolose. Vi è infatti una schiavitù imposta dagli altri e una schiavitù che l’uomo si procura da sé. Giovani slovacchi, tenete sempre ben aperti gli occhi! Non lasciatevi irretire dall’ideologia di una falsa libertà, che in nome di un apparente benessere diffonde indifferenza e relativismo svuotando le coscienze dei valori che danno senso al vivere. Anche a livello sociale, la libertà non va confusa col nazionalismo. La varietà delle culture è un patrimonio da amministrare con grande rispetto reciproco e fattiva collaborazione. Respingete ogni tentazione di violenza e di razzismo. Siate operatori di pace, di dialogo e di solidarietà.

6. Siate pronti a rispondere generosamente alla chiamata di Cristo! Siate pronti particolarmente voi, cari giovani, che avete ricevuto il dono della vocazione alla vita sacerdotale o religiosa. Carissimi seminaristi, cari novizi e novizie, preparatevi coscienziosamente a servire il Signore ed i fratelli seguendo l’esempio dei santi Cirillo e Metodio.

Ma siate pronti anche voi, cari giovani chiamati al matrimonio ed alla vita familiare. Stupenda vocazione anche questa! Imparate da Cristo l’amore vero, che è amore esigente, non ripiegato nella ricerca del piacere egoistico, ma aperto al dono di sé. Con questa interiore disposizione potrete formare famiglie che siano autentici santuari dell’amore, dove la vita umana è accolta e curata dal suo primo sbocciare fino al naturale tramonto.

Molti di voi si stanno preparando ad un lavoro e ad un impegno nella società, altri già lavorano. Operate sempre con grande impegno e competenza, fedeli alla morale cristiana e disponibili a svolgere un servizio in campo civile e politico senza mai perdere di vista il bene comune. Come non pensare anche a quei giovani che patiscono difficoltà di vario genere: disoccupazione, malattie, invalidità, scoraggiamento? Cristo, che ha accettato la croce per liberarci dal peccato, è particolarmente vicino a chi ne porta il peso, e lo rafforza nella prova col suo Spirito.

Carissimi, Cristo oggi ci ha ripetuto: “Se uno mi vuol servire mi segua” (Gv 12, 26). Ed ha aggiunto a nostro conforto: “Se uno mi serve, il Padre lo onorerà” (Gv 12, 26). È quanto è avvenuto con i santi Cirillo e Metodio e con tanti altri santi delle terre di lingua slava: il Padre li ha onorati. È quanto avverrà anche con i tre Martiri di Kosice, che tra due giorni proclamerò santi per tutta la Chiesa: hanno seguito Cristo e il Padre li ha onorati davanti al mondo intero.

Siamo capaci di far credito alla parola di Cristo? Siamo capaci di accettarne le richieste e di seguirlo per servirlo? Sì, lo sappiamo: solo nello Spirito Santo ciò è possibile! Prego Dio onnipotente per ciascuno di voi e per tutti i giovani che abitano questa terra sotto i monti Tatra: “Infondi in loro, Signore, la parola della tua figliolanza!”.

Di cuore benedico tutti voi e le vostre famiglie.

 

© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana

 

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