BEATIFICAZIONE DI 64 VITTIME DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE, 45 VITTIME DELLA
GUERRA CIVILE IN SPAGNA E UN RELIGIOSO SCOLOPIO ITALIANO
OMELIA DI GIOVANNI
PAOLO II
Domenica, 1° ottobre 1995
1. “Loda il Signore, anima mia” (Sal 146, 1).
L’invito del salmo vien fatto proprio dalla Chiesa nel giorno della
Beatificazione dei martiri, che hanno testimoniato col sangue la loro fedeltà a
Cristo durante la rivoluzione francese ed al tempo della guerra civile in
Spagna.
Il martirio è un particolare dono dello Spirito Santo: un dono per
tutta la Chiesa. Esso trova il suo coronamento nell’odierna liturgia di
Beatificazione, nella quale rendiamo in modo speciale gloria a Dio: “Te martyrum
candidatus laudat exercitus”. Dio, che mediante un atto solenne della Chiesa –
la Beatificazione – corona i loro meriti, manifesta allo stesso tempo il dono di
grazia a loro fatto, come proclama la liturgia: “Eorum coronando merita, tua
dona coronas” (Missale Romanum, Praefatio de Sanctis I).
2. In questi nuovi Beati si manifesta in modo particolare Cristo: la
ricchezza del suo mistero pasquale, della croce e della risurrezione. “Gesù
Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste
ricchi per mezzo della sua povertà” (2 Cor 8, 9).
Ecco i nomi dei Beati che la Chiesa eleva oggi alla gloria degli
altari, presentandoli alla venerazione dei credenti quale maturo frutto del
mistero pasquale del Redentore: Anselmo, Felipe, Pedro Ruiz, Jean Baptiste,
Dionisio, Pietro, Carlos, Fidel, Jesús, Suor Angeles, Vicente e l’intera schiera
dei compagni e delle compagne di martirio.
3. “Hermano, siervo de Dios: practica la fe”. Estas palabras del apóstol Pablo
tienen su cumplimiento en los nuevos Beatos Anselmo Polanco, Obispo de Teruel, y
Felipe Ripoll, su Vicario General.
Anselmo Polanco, religioso agustino, eligió como lema episcopal: “Gustosamente
me gastaré y desgastaré por vuestras almas”. Como un presentimiento decía el
día de su entrada en la diócesis: “He venido a dar la vida por mis ovejas”. Por
eso, junto con Felipe Ripoll, quiso permanecer al lado de su grey en medio de
los peligros y sólo por la fuerza fue separado de ella. Los nuevos Beatos, ante
la disyuntiva de abandonar las exigencias de la fe o morir por ella,
robustecidos por la gracia de Dios, ponen el propio destino en sus manos. Los
mártires renuncian a defenderse no porque estimen poco la vida, sino por su amor
total a Jesucristo. Los turolenses, palentinos y los religiosos agustinos gozan
hoy con toda la Iglesia por esta beatificación.
Ecco le parole del Papa in una nostra traduzione in lingua italiana.
3. “Uomo di Dio, fuggi queste cose; tendi.. alla fede” (1 Tm 6, 11).
Queste parole dell’apostolo Paolo hanno il loro compimento nei nuovi Beati
Anselmo Polanco, Vescovo di Teruel, e Felipe Ripoll, suo General Vicario.
Anselmo Polanco, religioso agostiniano, scelse come motto vescovile: “Per
conto mio mi prodigherò volentieri, anzi consumerò me stesso per le vostre
anime” (cf. 2 Cor 12, 15). Il giorno del suo ingresso nella diocesi
diceva come un presentimento: “Sono venuto a dare la vita per le mie pecore”.
Per questo, insieme a Felipe Ripoll, volle rimanere accanto al suo gregge in
mezzo ai pericoli e soltanto con la forza fu separato da esso. I nuovi Beati, di
fronte all’alternativa di abbandonare le esigenze della fede o morire per essa,
irrobustiti dalla grazia di Dio, mettono il proprio destino nelle sue mani. I
martiri rinunciano a difendersi non perché stimino poco la vita, bensì per il
loro amore totale verso Gesù Cristo. Gli abitanti di Teruel, quelli di Palencia
e i religiosi agostiniani gioiscono oggi con tutta la Chiesa per questa
beatificazione.
4. “Hermano, siervo de Dios: Practica... la religión”. Los nueve miembros de la
Hermandad de Sacerdotes Operarios del Corazón de Jesús, que con Pedro Ruiz de
los Paños y Ángel a la cabeza, son beatificados hoy, fueron martirizados tras
haber trabajado, conforme al propio carisma, en la formación de los futuros
sacerdotes en diversos seminarios de España y de México.
Entregados desde una honda espiritualidad sacerdotal al fomento de las
vocaciones, como continuadores del celo apostólico del Beato Manuel Domingo y
Sol, su vida, coronada con la palma del martirio, nos recuerda la urgencia de
este apostolado.
Pedro Ruiz de los Paños enriqueció además a la Iglesia con la fundación de las
Discípulas de Jesús, dedicadas al apostolado vocacional. Grande es hoy el gozo
de estas Religiosas, junto con el de la Iglesia en Castilla, Cataluña y
Comunidad Valenciana, tierras de donde son originarios los nuevos Beatos.
Ecco le parole del Papa in una nostra traduzione in lingua italiana.
4. “Uomo di Dio, tendi... alla pietà” (cf. 1 Tm 6, 11). I nove membri
della Confraternita dei Sacerdoti Operai del Cuore di Gesù, che con Pedro Ruiz
de los Panos y Angel alla loro testa, vengono beatificati oggi, furono
martirizzati dopo aver lavorato, secondo il proprio carisma, alla formazione dei
futuri sacerdoti in vari seminari della Spagna e del Messico.
Dediti da una profonda spiritualità sacerdotale al fomento delle vocazioni,
come continuatori dello zelo apostolico del Beato Manuel Domingo y Sol, la loro
vita, coronata dalla palma del martirio, ci ricorda l’urgenza di questo
apostolato.
Pedro Ruiz de los Panos arricchì inoltre la Chiesa con la fondazione delle
Discepole di Gesù, che si dedicano all’apostolato vocazionale. Grande è oggi la
gioia di queste Religiose, insieme a quella della Chiesa in Castiglia, Catalogna
e nella Comunità Valenziana, terre di cui sono originari i nuovi Beati.
5. “Hermano, siervo de Dios: Practica... la paciencia”. La Orden de las
Escuelas Pías contempla hoy en la gloria a catorce de sus miembros: el Padre
Pietro Casani, primer compañero de san José de Calasanz y trece mártires de la
persecución religiosa de 1936 en España. Pedro Casani, natural de Lucca, se une
en 1614 a José de Calasanz para “educar en la piedad y las letras” a la infancia
romana. Abierto a la caridad con el prójimo y entregado a la educación de los
niños pobres, repetía antes de su muerte: “La paciencia y la oración pueden
hacer mucho”.
Dionisio Pamplona y sus compañeros mártires no son héroes de una guerra humana,
sino educadores de la juventud que por su condición de religiosos y maestros
afrontaron su trágico destino como auténtico testimonio de fe, dándonos con su
martirio la última lección de su vida. ¡Que su ejemplo y su intercesión lleguen
a toda la familia calasancia!
Ecco le parole del Papa in una nostra traduzione in lingua italiana.
5. “Uomo di Dio tendi... alla pazienza” (1 Tm 6, 11). L’Ordine delle
Scuole Pie contempla oggi nella gloria quattordici suoi membri: il Padre Pietro
Casani, primo compagno di San José de Calasanz e i tredici martiri della
persecuzione religiosa del 1936 in Spagna.
Pietro Casani, nativo di Lucca, si unisce nel 1614 a José de Calasanz per
“istruire nella pietà e nelle lettere” l’infanzia romana. Aperto alla carità
verso il prossimo e dedito all’educazione dei bambini poveri, ripeteva prima
della sua morte: “La pazienza e la preghiera possono fare molto” (Lettera,
22.9.1646).
Dioniso Pamplona e i suoi compagni martiri non sono eroi di una guerra umana,
ma educatori della gioventù che per la propria condizione di religiosi e maestri
affrontarono il loro tragico destino come autentica testimonianza di fede,
dandoci con il proprio martirio l’ultima lezione della loro vita. Il loro
esempio e la loro intercessione raggiungano tutta la famiglia calasanziana!
6. “Hermano, siervo de Dios: Practica... la delicadeza”. Los mártires de la
Compañía de María, Carlos Eraña, Fidel Fuidío y Jesús Hita, por su fe y su
dedicación a la educación cristiana de los niños y jóvenes, siguieron a Cristo
hasta la inmolación de sí mismos. Como marianistas aprendieron a amar
intensamente a la Virgen y a lo largo de su vida se acogieron a su especial
protección.
Con mansedumbre fueron hacia el martirio, supremo acto de su entrega a Jesús y a
Maria y, como otros que les habían precedido, murieron perdonando, seguros de
estar recorriendo también así los pasos del mismo Cristo. !Que las Comunidades
eclesiales del País Vasco y de La Rioja, lugares de origen de los nuevos Beatos,
y las de Ciudad Real, tierra que regaron con su sangre, permanezcan firmes en la
fe que ellos vivieron, enseñaron y rubricaron con su martirio!
Ecco le parole del Papa in una nostra traduzione in lingua italiana.
6. “Uomo di Dio, tendi... alla mitezza” (1 Tm 6, 11). I martiri della
Compagnia di Maria, Carlos Erana, Fidel Fuidío e Jesús Hita, per la loro fede e
la loro dedizione alla educazione cristiana dei bambini e dei giovani, seguirono
Cristo fino all’immolazione di sé. Come marianisti impararono ad amare
intensamente la Vergine e nel corso della loro vita si rifugiarono nella sua
speciale protezione.
Andarono con mansuetudine verso il martirio, atto supremo della loro
dedizione a Cristo e a Maria e, come altri che li avevano preceduti, morirono
perdonando, sicuri così di stare percorrendo i passi dello stesso Cristo. Le
Comunità ecclesiali del Paese Basco e di La Rioja, luoghi di origine dei nuovi
Beati, e quelle di Ciudad Real, terra che irrorarono con il proprio sangue, si
mantengano salde nella fede che essi vissero, insegnarono e firmarono con il
loro martirio!
7. “Practica el amor”. Esta exhortación paulina se cumple en el martirio de la
Madre Angeles de San José Lloret Martí y dieciséis Hermanas de la Doctrina
Cristiana. Al dispersarse las diversas comunidades de la Congregación, la Madre
Angeles de San José reunió en un piso a las que no tenían familiares o amigos
que las acogieran. Allí, viviendo la caridad fraterna, descubrieron cómo la
persecución, la pobreza y el sufrimiento son también caminos que llevan a Dios.
Estas Hermanas, practicando lo que habían transmitido tantas veces en la
enseñanza del catecismo, transcurrieron sus últimos meses cosiendo la ropa de
aquellos que pondrían fin a sus vidas. Su muerte entonces y su glorificación
ahora proclaman la fuerza del Resucitado y la necesidad de dedicarse a la tarea
de la evangelización. Con ellas, la Comunidad Valenciana y Cataluña añaden
nuevos nombres a su martirologio.
Ecco le parole del Papa in una nostra traduzione in lingua italiana.
7. “Uomo di Dio, tendi... alla carità” (1 Tm 6, 11). Questa
esortazione paolina si compie nel martirio della Madre Angeles de San José
Lloret Martì e diciassette sorelle della Dottrina Cristiana. Quando si
dispersero le varie comunità della Congregazione, la Madre Angeles de San José
radunò in un appartamento tutte coloro che non avevano familiari o amici che le
ospitassero. Lì, vivendo la carità fraterna, scoprirono come anche la
persecuzione, la povertà e la sofferenza siano vie che portano a Dio.
Queste Sorelle, mettendo in pratica quello che avevano tante volte trasmesso
nell’insegnamento del catechismo, trascorsero i loro ultimi mesi cucendo le
vesti di coloro che avrebbero posto fine alle loro vite. La loro morte allora e
la loro glorificazione adesso proclamano la forza del Risorto e la necessità di
dedicarsi alla missione dell’evangelizzazione. Con esse, la Comunità Valenziana
e la Catalogna aggiungono nuovi nomi al loro martirologio.
8. “Hermano, siervo de Dios: Practica...la justicia”. Enriquece también el
martirologio de Valencia, desde su ciudad natal de Manises el Beato Vicente
Vilar David, que coronó con el martirio su existencia vivida con una total
dedicación a Dios, al próiimo y a la promoción de la justicia en él mundo
laboral, de forma especial en la Escuela de Cerámica y en el Patronato de Acción
Social. La oración y su gran devoción a la Eucaristía nutrieron toda su vida, de
modo que su trabajo llevaba la impronta de la presencia de Dios.
El estado matrimonial, el ejercicio de la profesión, las actividades que son
propias de los seglares son caminos que conducen a la santidad si son vividos
con sinceridad y entrega evangélica, como exigencias del bautismo.
Ecco le parole del Papa in una nostra traduzione in lingua italiana.
8. “Uomo di Dio, tendi... alla giustizia” (1 Tm 6, 11). Arricchisce il
martirologio di Valenza, dalla sua città natale di Manises anche il Beato
Vicente Vilar David, che coronò con il martirio la sua esistenza vissuta
dedicandosi totalmente a Dio, al prossimo e alla promozione della giustizia nel
mondo del lavoro, specialmente nella Scuola di Ceramica e nel Patronato di
Azione Sociale. La preghiera e la grande devozione all’Eucarestia nutrirono
tutta la sua vita, tanto che il suo lavoro portava l’impronta della presenza di
Dio.
Lo stato matrimoniale, l’esercizio della professione, le attività che sono
proprie dei secolari, sono vie che conducono al la santità se sono vissute con
sincerità e donazione evangelica, come esigenze del battesimo.
9. Ce matin, chers Frères et Soeurs, notre pensée rejoint soixante–quatre
pretres français morts avec des centaines d’autres sur les “pontons de Rochefort”. Comme saint Paul y exhortait Timothée, ils ont “combattu le bon combat de la
foi”. Ils ont meme connu un long calvaire pour être restés fidèles à leur foi
et à l’Église. S’ils sont morts, c’est pour avoir jusqu’au bout tenu à affirmer
leur communion étroite avec le Pape Pie VI.
Dans une profonde solitude morale, ils ont eu à coeur d’entretenir un esprit de
prière. “En proie à la torture” de la faim et de la soif, ils n’eurent pas un
mot de haine à l’égard de leurs bourreaux. Lentement, ils se laissèrent
identifier au sacrifice du Christ qu’ils célébraient en vertu de leur
ordination. Les voici donc désormais offerts à nos regards comme un signe vivant
de la puissance du Christ qui agit dans la faiblesse humaine.
Au fond de leur détresse, ils ont gardé le sens du pardon. L’unité de la foi et
l’unité de leur patrie leur sont apparues comme plus importantes que tout. Nous pouvons dès lors avec joie reprendre les paroles de la sainte Ecriture: les
âmes de ces justes sont dans la main de Dieu. “Ils ont semblé périr. Leur départ
a été tenu pour un malheur, mais eux, ils sont en paix”.
Ecco le parole del Papa in una nostra traduzione in lingua italiana.
9. Questa mattina, cari Fratelli e Sorelle, il Nostro pensiero va a
sessantaquattro preti francesi morti con centinaia di altri sui “pontoni di
Rochefort”. Come San Paolo raccomandava a Timoteo, anch’essi hanno combattuto
“la buona battaglia della fede” (1 Tm 6, 12). E allo stesso modo hanno
conosciuto un lungo calvario per essere rimasti fedeli alla loro fede e alla
Chiesa. Se sono morti è per aver voluto fino alla fine confermare la loro
stretta comunione con Papa Pio VI. In una profonda solitudine morale hanno
voluto ardentemente trattenere uno spirito di preghiera, “tra i tormenti” (Lc
16, 23) della fame e della sete, non ebbero neanche una parola di odio verso i
loro carnefici. Lentamente si lasciarono identificare con il sacrificio di
Cristo che celebrarono in virtù della loro ordinazione. Eccoli, quindi, ormai
offerti ai nostri sguardi come un segno vivente della potenza di Cristo che
agisce nella debolezza umana. In fondo alla loro miseria, hanno mantenuto il
senso del perdono. L’unità della fede e l’unità della loro patria sono sembrate
loro come le cose più importanti. Da allora noi possiamo con gioia riprendere le
parole della Sacra Scrittura: le anime di questi giusti sono nella mano di Dio.
“Parve che morissero; la loro partenza da noi fu ritenuta una rovina, ma essi
sono nella pace” (Sap 3, 2-3).
10. “Ma tu, uomo di Dio, fuggi queste cose; tendi alla giustizia, alla
pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza. Combatti la buona
battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei
stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella professione di fede
davanti a molti testimoni” (1 Tm 6, 11-12).
La professione di fede, proclamata dai nuovi Beati con l’offerta della loro
vita, come afferma l’Apostolo, crea particolari legami tra ciascuno dei
testimoni (martyres) e Cristo, che è stato il primo Testimone (Martyr) “davanti
a Ponzio Pilato” (1 Tm 6, 13).
11. Lo stesso Cristo, l’unico Signore di tutto l’universo, il Re dei
re ed il Signore dei signori (cf. Ap 17, 14) – è la gloria dei martiri.
Lui, infatti, è “il solo che possiede l’immortalità, che abita una luce
inaccessibile” (1 Tm 6, 16).
“A lui onore e potenza per sempre” (1 Tm 6, 16).
A lui, che per noi si è fatto povero per renderci ricchi con la sua povertà,
gloria e onore nei nuovi Beati Martiri, che oggi costituiscono una
nuova ricchezza di grazia e di santità per tutta la Chiesa.
© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana
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