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VIAGGIO APOSTOLICO NEGLI STATI UNITI

SANTA MESSA PER I GIOVANI NEL «CENTRAL PARK» DI NEW YORK

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

New York (USA) - Sabato, 7 ottobre 1995

 

“Vieni, Santo Spirito...”!  

Cari Fratelli e Sorelle, Amici in Cristo,

1. La liturgia di oggi è piena di riferimenti allo Spirito Santo. Anche mentre preghiamo perché lo Spirito venga in mezzo a noi, lui è già qui. È qui in molti di voi. È qui soprattutto nell’azione della Messa, il rito più sacro della nostra Fede. Siete qui, confido, non per la semplice curiosità di vedere il Papa, ma a motivo della Messa, perché lo Spirito Santo ci conduce tutti a Cristo!

Per me è una grande gioia guardare a così tante persone meravigliose, e salutare il Cardinale O’Connor e tutti i Cardinali e i Vescovi della Provincia Metropolitana di New York e di altri luoghi, così come i sacerdoti, i religiosi e i laici dell’Arcidiocesi, i rappresentanti delle varie denominazioni religiose e le autorità civili dello Stato e della Città di New York. Il mio saluto caloroso e affettuoso si rivolge agli ammalati e ai disabili che sono fra noi. Ed è particolarmente bello vedere un così gran numero di giovani. Mi sembra quasi di essere tornato a Denver, che è stata un’esperienza tanto feconda. Migliaia di giovani hanno stupito tutti con il loro spirito e la loro fede. Ricordo chiaramente che molti si interrogavano e si preoccupavano del fatto che i giovani d’America non sarebbero venuti alla Giornata Mondiale della Gioventù o che, se lo avessero fatto, avrebbero rappresentato un problema. Invece la gioia dei giovani, la loro fame di verità, il loro desiderio di essere tutti uniti nel Corpo di Cristo, hanno chiarito a tutti che molti, moltissimi giovani d’America possiedono valori e ideali che raramente fanno notizia. Non c’è da meravigliarsi che il Papa vi ami!

Il Papa ama anche i figli e le figlie della Chiesa di lingua spagnola. Molti di voi sono nati qui o hanno vissuto qui per molto tempo. Altri sono arrivati più di recente. Ma tutti portano l’impronta della loro eredità culturale, profondamente radicata nella tradizione cattolica. Conservate viva questa fede e questa cultura.

So che questa non è Denver; questa è New York! La grande New York! Questo è il Central Park. I bellissimi dintorni del Central Park ci invitano a riflettere su una bellezza più sublime: la bellezza di ogni essere umano, fatto a immagine e somiglianza di Dio (cf. Gen 1, 26), e la bellezza costituita da Dio che vive nei nostri cuori attraverso lo Spirito Santo. A Denver abbiamo meditato su questa nuova vita: “Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10, 10). A Manila, lo scorso gennaio, milioni di giovani si sono riuniti per meditare su come questa nuova vita nello Spirito Santo ci renda apostoli del Regno di Dio: “Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi” (Gv 20, 21). Adesso, oggi, qui al Central Park, noi proseguiamo il medesimo pellegrinaggio spirituale preparandoci alla prossima Giornata Mondiale della Gioventù a Parigi, nel 1997. Sono molto grato per quanto è stato fatto nelle parrocchie e nelle diocesi di tutto il mondo per far entrare i giovani nello spirito di questo grande pellegrinaggio spirituale attraverso il mondo, che è iniziato a Roma nel 1984, quindi ci ha portato a Buenos Aires in Argentina, a Santiago de Compostela in Spagna, a Jasna Gora e Czestochowa in Polonia, a Denver, a Manila e che prossimamente ci porterà a Parigi. A livello ecumenico, un pellegrinaggio spirituale simile viene fatto a Taizé, in Francia. La forza motrice di tutto questo movimento di giovani è sempre lo Spirito Santo.

2. Lo Spirito di Dio che come ci viene detto nel Libro della Genesi, ha soffiato sulle acque all’inizio della creazione (cf. Gen 1, 2), è lo stesso Spirito di vita che è stato soffiato nell’uomo, cosicché “l’uomo divenne un essere vivente” (Gen 2, 7). Questo è ciò che ci rende diversi da ogni altra creatura. Con i nostri corpi siamo soltanto un granello nel vasto universo creato, ma in virtù delle nostre anime, trascendiamo tutto il mondo materiale. Vi invito a riflettere su ciò che rende ciascuno di voi veramente meraviglioso ed unico. Soltanto un essere umano come voi può pensare, parlare e condividere il proprio pensiero in lingue diverse con altri esseri umani in tutto il mondo, e attraverso quel linguaggio esprimere la bellezza dell’arte, della poesia, della musica, della letteratura e del teatro, e di numerosi altri talenti unicamente umani.

E, più importante di tutto, solo gli esseri umani, preziosi agli occhi di Dio, sono capaci di amare. L’amore ci fa cercare ciò che è bene; l’amore fa di noi persone migliori. È l’amore che spinge uomini e donne a sposarsi e a formare una famiglia, ad avere dei figli. È l’amore che spinge altri ad abbracciare la vita religiosa o a diventare sacerdoti. L’amore fa sì che vi avviciniate agli altri nel bisogno, chiunque siano, ovunque siano. Ogni autentico amore umano è un riflesso dell’Amore che è Dio stesso, al punto che la Prima lettera di San Giovanni dice: “Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore” (Gv 4, 8).

3. Oggi è la Solennità del Santo Rosario della Beata Vergine Maria. Le letture della Messa c’introducono ai primi tre Misteri Gaudiosi del Rosario, tre momenti fondamentali della storia della salvezza, tre stadi del passaggio creativo dello Spirito Santo attraverso la storia umana: l’Annunciazione, la Visitazione e la Nascita di Gesù. Nella prima lettura, San Paolo scrive ai Galati: “Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna” (Gal 4, 4). Con queste poche parole, San Paolo ci dice ciò che San Luca descrive diffusamente nel Vangelo: la visita dell’Arcangelo Gabriele a una vergine di nome Maria nella città di Nazaret in Galilea. Egli la invita a divenire la Madre del Redentore. Il Vangelo ci dice non solo che Maria restò sorpresa e confusa dalle parole dell’angelo, ma che ebbe paura. Sì, Maria aveva paura, proprio come noi spesso abbiamo paura! E l’angelo disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio” (Lc 1, 30). È il potere dell’Altissimo che scenderà su di te, e attraverso il potere dello Spirito Santo tu diventerai la Madre del Figlio di Dio (cf. Lc 1, 35-37).

Se il potere creativo di Dio è all’opera al momento del concepimento di ogni essere umano, nell’Annunciazione lo Spirito ha compiuto qualcosa di incomparabilmente più grande. Nel grembo della Vergine Maria lo Spirito ha creato un uomo, che sarebbe nato a Betlemme nove mesi dopo, che, dal primo momento del suo concepimento, è stato l’Eterno Figlio del Padre, la Parola attraverso la quale sono state fatte tutte le cose visibili e invisibili (cf. Gv 1, 3) – l’Eterna Sapienza, l’Archetipo di tutto ciò che esiste nel creato.

4. Quando Maria comprese chi era colui che la chiamava, ogni timore svanì e lei rispose: “Sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto” (Lc 1, 38). E in quell’istante lei divenne la Madre del Figlio di Dio. Questa è la straordinaria verità che meditiamo nel primo Mistero del Rosario, l’Annunciazione.

Tutto ciò è avvenuto affinché, come dice San Paolo, potessimo essere redenti e ricevere l’adozione di figli e figlie di Dio (cf. Gal 4, 5). In Cristo, lo Spirito Santo ci rende figli diletti di Dio. L’Incarnazione del Figlio di Dio è avvenuta una volta, ed è irripetibile. L’adozione divina continua in ogni tempo attraverso la Chiesa, il Corpo di Cristo, e particolarmente attraverso i Sacramenti, attraverso il Battesimo, la Riconciliazione, l’Eucaristia e, naturalmente il Sacramento di Pentecoste, che chiamiamo Confermazione. Quindi San Paolo scrive qualcosa di veramente impressionante: la prova che siamo figli di Dio sta nel fatto che “Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre!” (Gal 4, 6). Abbà! Padre! Questa è la nostra preghiera ogni volta che recitiamo il Padre nostro. Ma noi dobbiamo dirlo nello Spirito, con una chiara consapevolezza che in Cristo noi non siamo più schiavi, ma figli, e quindi eredi, con Cristo, del suo Regno (cf. Gal 4, 7). Questa nostra nuova condizione di cristiani, vale a dire la nostra trasformazione attraverso la grazia e la nostra partecipazione alla stessa vita divina, raggiungerà la sua pienezza nell’eternità. Allora condivideremo la felicità che rende felice Dio stesso, Padre, Figlio e Spirito Santo. Capite dunque quanto sia importante invocare lo Spirito Santo e lasciarlo operare in noi? Dobbiamo ricordare che lo Spirito Santo può fare grandi cose per noi!

E lo Spirito Santo fa grandi cose per noi ogni giorno.

5. La tappa successiva del passaggio dello Spirito Santo è il Mistero Gaudioso della Visitazione. Spinta dallo Spirito Santo, che vince il suo timore, e piena di amore per sua cugina Elisabetta, che aveva concepito un figlio in vecchiaia, Maria lascia subito la sicurezza della sua casa e corre ad aiutare Elisabetta. Immaginate la sorpresa di Maria all’udire sua cugina che diceva: “A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo” (Lc 1, 43-44). Questo bambino era Giovanni Battista, il maggiore dei Profeti, colui che renderà testimonianza a Gesù all’inizio della sua vita pubblica.

Allora Maria pronunciò le parole del Magnificat, un bellissimo inno di gratitudine e di lode: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore” (Lc 1, 46-47). Nel corso dei tempi, la Chiesa ripete tutti i giorni il Magnificat in quella che chiamiamo la Liturgia delle Ore. Forse le parole più importanti di questo mirabile inno sono: “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome” (Lc 1, 49).

6. Come Maria, non dovete temere di consentire allo Spirito Santo di aiutarvi a diventare amici intimi di Cristo. Come Maria, dovete mettere da parte ogni timore, al fine di portare Cristo al mondo in tutto ciò che fate – nel matrimonio, come singoli individui nel mondo, come studenti, come lavoratori, come professionisti. Cristo vuole andare in molti luoghi del mondo, ed entrare in molti cuori, attraverso di voi. Come Maria ha visitato Elisabetta, anche voi siete chiamati a “visitare” le necessità dei poveri, degli affamati, dei senzatetto, di quanti sono soli o malati; per esempio di quanti soffrono di AIDS. Siete chiamati a battervi per la vita! A rispettare e difendere il mistero della vita sempre e ovunque, comprese le vite dei nascituri, offrendo un aiuto e un incoraggiamento reali alle madri in situazioni difficili. Siete chiamati a operare e a pregare contro l’aborto, contro la violenza di ogni tipo, compresa la violenza perpetrata ai danni della dignità delle donne e dei bambini attraverso la pornografia. Lottate per la vita degli anziani e dei disabili contro i tentativi di promuovere il suicidio assistito e l’eutanasia! Schieratevi a favore del matrimonio e della vita familiare! Lottate per la purezza! Resistete alle pressioni e alle tentazioni di un mondo che troppo spesso cerca di ignorare una verità fondamentale: che ogni vita è un dono che ci viene da Dio nostro Creatore, e che dobbiamo rendere conto a Dio di come la usiamo, nel bene e nel male.

7. Vi è un’altra tappa del passaggio dello Spirito Santo attraverso la storia su cui dobbiamo meditare: il terzo Mistero Gaudioso del Rosario, la nascita del Figlio di Dio, annunciata dagli Angeli ai Pastori. “Non temete... oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore... troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia” (Lc 2, 10-12). San Luca ci dice che i Pastori si dicevano l’un l’altro: “Andiamo a vedere questo bambino” (cf. Lc 2, 15). Ed essi andarono e trovarono il Bambino con Maria e Giuseppe. Ecco cosa dobbiamo fare! Dobbiamo andare da questo Bambino, da quest’Uomo, il Figlio di Dio, indipendentemente dai disagi o dai rischi, perché conoscerlo e amarlo cambierà veramente le nostre vite.

Ricordo una canzone che ero solito cantare in Polonia quando ero giovane, una canzone che canto ancora come Papa e che parla della nascita del Salvatore. Nella notte di Natale, in ogni chiesa e cappella, questo canto risuona ripetendo in musica la storia raccontata dal Vangelo. Dice così: “Nel silenzio della notte si ode una voce: “Alzatevi, pastori, Dio è nato per voi! Correte a Betlemme a incontrare il Signore””. La stessa storia viene narrata nel bellissimo inno “Notte santa”, che tutti conoscono. È un inno che ci commuove profondamente, ricordandoci che Gesù, il Figlio di Dio, è nato da Maria, nato per renderci santi e per fare di noi i figli e le figlie adottivi di Dio. È un inno al potere creativo dello Spirito Santo. È un canto che ci aiuta a non avere paura.

8. Se parlo di Natale è perché tra meno di cinque anni giungeremo al termine del Secondo Millennio, duemila anni dalla nascita di Cristo in quella prima notte di Natale a Betlemme. Dobbiamo permettere allo Spirito Santo di prepararci a quell’importante evento, che rappresenta un’altra tappa significativa del suo passaggio attraverso la storia e del nostro pellegrinaggio di fede.

Il vostro Arcivescovo, il Cardinale O’Connor, mi ha dato la gradita notizia che la Chiesa a New York inizierà a prepararsi per il Millennio dichiarando il 1996 Anno dell’Evangelizzazione. Che splendido inizio compiere un enorme sforzo della durata di un anno per trasmettere l’insegnamento e l’amore di Cristo a tutti coloro che vorranno ascoltare, soprattutto a quanti, per qualche ragione, possono essersi allontanati o estraniati dalla Chiesa. Il Cardinale O’Connor avrà bisogno di tutti voi, e soprattutto di voi giovani, per aiutare la Chiesa a entrare nel Terzo Millennio. Voi giovani vivrete la maggior parte della vostra vita nel prossimo Millennio. Dovete aiutare lo Spirito Santo a formarne il carattere sociale, morale e spirituale. Dovete trasmettere la vostra gioia per essere diventati figli e figlie adottivi di Dio attraverso il potere creativo dello Spirito Santo. Fatelo con l’aiuto di Maria, Madre di Gesù. Rimanete uniti al suo Rosario, e non vi allontanerete mai dal suo fianco.

Il Papa sta parlando a tutti voi, non solo ai giovani. Il Papa vi chiede di farlo. Sa che lo farete e per questo vi ama. Allora potrete dire a tutto il mondo che avete offerto al Papa un regalo di Natale a ottobre, a New York, al Central Park. Non abbiate paura! Il potere dello Spirito Santo è con voi!

Vieni, Spirito Santo, riempi i cuori dei tuoi fedeli!

Accendi in loro il fuoco del tuo amore!

Amen.

 

© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana

 

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