The Holy See
back up
Search
riga

MESSA CRISMALE

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Giovedì Santo, 4 aprile 1996

 

1. "Lo Spirito del Signore Dio è su di me perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato . . ." (Is 61, 1).

Queste parole del profeta Isaia sono la chiave di lettura dell’odierna Liturgia. Cristo stesso fece ricorso ad esse nel momento in cui assumeva la sua missione messianica. "Messia" significa "unto", cioè consacrato per virtù dello Spirito Santo.

Cristo è mandato dal Padre per recare la liberazione dai peccati, per consolare e rialzare gli afflitti, per annunziare il tempo di grazia, il tempo della redenzione. Ecco: Cristo è il Testimone fedele del mistero del Dio vivente, del Dio che è Amore.

Cristo, "generato prima di ogni creatura" è "il principio, il primogenito di coloro che risuscitano dai morti" (Col 1, 15.18). In Lui tutto rivive, perché Egli porta in sé il soffio della vita nuova, della vita redenta. Accogliendo la chiamata del Padre a farsi uomo, l’Unigenito ed eterno Figlio è entrato nell’ordine della creazione ed è divenuto causa di salvezza per tutti coloro che credono in Lui.

2. Cristo, il Consacrato del Padre, con l’incarnazione è stato costituito "sacerdote per sempre", l’unico sacerdote della nuova ed eterna Alleanza. Egli sta al centro della Liturgia della Missa Chrismatis, durante la quale vengono benedetti gli olii che recheranno il balsamo della grazia al Popolo di Dio. Nella sua unzione, Cristo raccoglie in unità tutti coloro che partecipano alla sua consacrazione: battezzati, cresimati, ordinati. Si unisce a ciascuno con l’unzione nella potenza dello Spirito che Egli ci ha donato nel Triduum paschale del suo sacrificio: nella croce, nella morte e nella risurrezione, quando "ci ha liberati dai nostri peccati... e ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre" (Ap 1, 5-6).

Ogni battezzato partecipa, dunque, al sacerdozio regale e profetico di Cristo "per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio" (1Pt 2,5). Il Verbo incarnato ha voluto, tuttavia, lasciare agli Apostoli il suo sacerdozio in un modo diverso. Il sacerdozio ministeriale differisce essenzialmente da quello comune a tutti i fedeli, come insegna la Tradizione e come il Concilio Vaticano II ha autorevolmente ribadito (cf. Lumen gentium, 10).

Partecipi in maniera speciale del sacerdozio di Cristo, noi ministri ordinati siamo coscienti di essere chiamati a condividere l’offerta (oblatio) di Cristo e a viverla nel servizio al sacerdozio comune dei fedeli. Il Giovedì Santo ci rende consapevoli di questo ministero in modo particolarissimo: dopo averci chiamati, Cristo ci ha consacrati, come Lui e in Lui, affidandoci il proprio "sacrificio".

3. È per me motivo di intensa gioia celebrare quest’anno la Messa del Crisma, nel ricordo del 50° anniversario della mia Ordinazione sacerdotale. Mi torna alla memoria quanto avveniva nel Seminario di Cracovia, ove era consuetudine che, nel giorno precedente le Ordinazioni sacerdotali, si recitassero le belle Litanie a Cristo, sacerdote e vittima: Christus sacerdos et oblatio. In esse sono raccolte riflessioni profonde, tratte dalla Lettera agli Ebrei e dalla Tradizione apostolica.

"Iesu, sacerdos in aeternum secundum ordinem Melchisedech...
sacerdos sancte, sacerdos immaculate . . .;
ex hominibus assumptus, pro hominibus constitutus...
qui obtulit semetipsum pro nobis oblationem et hostiam Deo . . .
qui sedet ad dexteram Patris in caelis...
qui apparet Vultui Dei pro nobis;
Iesu, sacerdos et victima . . .
hostia laudis, hostia propitiationis, hostia salutis,
hostia in qua habemus accessum ad Deum . . . ".

Sono invocazioni ricche di contenuto biblico e spirituale. Esse risvegliano nell’anima pensieri ed emozioni indimenticabili.

4. E poi la preghiera: "Deus, qui omnium corda nosti, ostende quos elegisti in ministerium!": O Dio, tu che conosci i cuori di tutti, manifesta coloro che hai chiamati al sacro ministero!

Cristo, infatti, aveva detto agli Apostoli: "Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga" (Gv 15, 16). Per questo ci ha consacrati con l’unzione.

Per il compimento di tale missione, Cristo ci invia lo Spirito Santo, affinché operi in noi con la sua potenza, così che possiamo portare molto frutto, un frutto che duri. Il terreno su cui Dio depone i semi della sua grazia e della sua bontà è il cuore degli uomini. Ma Cristo ci offre il suo Spirito, perché tale terreno sia dissodato e reso fertile dalla sua potenza e a tutti sia dato di attingere abbondantemente al mistero della Redenzione.

Il Triduum Sacrum ci parla di tali stupende realtà: è il tempo della fecondità salvifica. Quanto ci insegna la Missa Chrismatis!

5. Iesu, sacerdos in aeternum!

Oggi, qui riuniti, ti invochiamo:
ascolta la nostra preghiera!
Infondi nei nostri cuori
il desiderio di servire sempre
con animo generoso te ed i fratelli.

Fa’ che possiamo guidare il Popolo santo con mansuetudine,
insegnando ciò che tu hai insegnato,
perdonando come tu hai perdonato,
servendo come tu hai servito,
affinché, nel giorno che tu vorrai,
possiamo cantare in eterno la tua lode.

Amen!

 

© Copyright 1996 - Libreria Editrice Vaticana

     

top