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MESSA CRISMALE

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Giovedì Santo, 28 marzo 1991

 

"Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione".

1. Ritorniamo alle parole di Isaia; ritorniamo alla sinagoga di Nazareth. Le parole del profeta sulla bocca di Gesù sono un annunzio della sua missione messianica: "Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udito". Quell'"oggi" raggiunge adesso il suo culmine. La Chiesa alla soglia del Triduum Sacrum ci fa tornare all'"oggi" di Cristo. Esso significava in quel tempo l'inizio della missione: "Mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista". Gesù di Nazareth ha realizzato tutto questo durante gli anni della sua missione in Israele.

2. "Oggi", alla soglia del Triduum Sacrum, Egli si avvicina alla fine della sua missione. Tutto ciò che Isaia ha racchiuso nella sua profezia attende ancora un definitivo compimento. Deve essere ancora detta l'ultima parola della Buona Novella. Sarà questa la parola della Croce, la parola della pasqua messianica di Cristo. In questa parola l'uomo, reso schiavo dal peccato, riconquista la libertà e sarà definitivamente proclamato il tempo della grazia del Signore. "Lo Spirito del Signore è sopra di me". Il Triduum Sacrum incomincia con la chiamata dello Spirito del Signore per mezzo delle parole del profeta Isaia, e si concluderà con la relazione di questo Spirito come presente ed operante nella Chiesa. Nel giorno della risurrezione Cristo entra nel Cenacolo attraverso le porte chiuse, mostra agli Apostoli le ferite della sua crocifissione e poi alita su di loro, dicendo: "Ricevete lo Spirito Santo". Si rivela così la stretta unione tra il Sacrificio della croce e il dono dello Spirito.

3. Nella liturgia mattutina del Giovedì Santo tutto questo è già delineato, annunziato ed iniziato. Tra la sinagoga di Nazareth e il Triduum Sacrum è maturato il tempo della venuta dello Spirito Santo. E' maturata la sua presenza nella comunità messianica e poi nella Chiesa edificata sugli Apostoli. Gesù Cristo, "il testimone fedele, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra", rivela se stesso, in questo Santo Spirito, come Colui "che è, che era e che viene... l'Alfa e l'Omega". Con la potenza di questo Spirito - per mezzo del suo sangue - farà "di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre". Dirà agli Apostoli durante l'Ultima Cena, che oggi riviviamo: "Questo è il calice del mio sangue... versato per voi e per tutti in remissione dei peccati". E poi, in questo stesso Cenacolo, alitando su di loro, il Risorto dirà: "Ricevete lo Spirito Santo, a chi rimetterete i peccati saranno rimessi". Con la potenza di questo Spirito - per mezzo del suo sangue - ha fatto di noi un regno di sacerdoti. La liturgia dell'unzione simboleggia proprio questa potenza dello Spirito Santo, rivelata una volta per sempre alla Chiesa per mezzo del Sangue del Redentore.

4. Il Triduum Sacrum e, in modo particolare, questo giorno sono per il popolo sacerdotale della Nuova Alleanza il giorno della nascita del nostro sacerdozio ministeriale nella Chiesa. Ci uniamo con tutti coloro che nel mondo intero sono stati chiamati a questo sacerdozio. Preghiamo gli uni per gli altri affinché "non venga meno la nostra fede". Perché andiamo e portiamo frutto e il nostro frutto rimanga. "Gloria a Te, Re dei secoli!".

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

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