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VIAGGIO APOSTOLICO IN POLONIA (31 MAGGIO - 10 GIUGNO 1997)

SANTA MESSA E CONSACRAZIONE DELLA CHIESA PARROCCHIALE
DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA DI ZAKOPANE

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Zakopane -  Sabato, 7 giugno 1997

 

1. Oggi nella memoria liturgica del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria, ci incontriamo a Krzeptòwki, in questa chiesa parrocchiale per benedirla, cioè per consacrarla. Non basta che un tempio sia soltanto costruito; bisogna, con un atto liturgico, dedicarlo all'Altissimo. Rendo grazie a Dio perché mi viene dato di compiere oggi la consacrazione della vostra chiesa. Cordialmente e più volte sono stato invitato a questo. Ringrazio la divina Provvidenza di esser potuto venire oggi da voi, rispondendo al vostro invito. Vi saluto con amore paterno. Saluto tutti gli abitanti di Skalne Podhale, riuniti qui e intorno alla chiesa.

Che cosa vuol dire compiere un atto di dedicazione o consacrazione di una chiesa? A questa domanda forniscono la migliore risposta le letture liturgiche. La prima Lettura, tratta dal Libro del profeta Neemia, ricorda il noto evento dell'Antico Testamento, quando gli Israeliti, tornati dalla schiavitù babilonese, si accinsero alla ricostruzione del tempio di Gerusalemme. Costruito una volta ai tempi dei grandi re, aveva vissuto i periodi di splendore e di decadenza della Nazione eletta; era stato testimone della deportazione in schiavitù dei figli e delle figlie d'Israele; era poi stato distrutto, ed ora deve essere ricostruito. Il Popolo eletto vive profondamente questo momento. Con il pianto si assume la grande opera. Ed ecco la sua tristezza si muta in gioia (cfr Ne 8, 2-11).

Sullo sfondo di questa descrizione possiamo comprendere ancora meglio le parole della seconda Lettura, tratte dalla prima Lettera di san Pietro, e lo stesso brano evangelico, ora proclamato: "Su di te edificherò la mia Chiesa", Cristo dice a Pietro, quando l'Apostolo confessa la fede nel Figlio di Dio. "Beato te, Simone, figlio di Giona, perchè né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro [cioè Roccia] e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa" (Mt 16, 17-18).

La Chiesa non è soltanto un edificio sacro. Il Signore Gesù dice che la Chiesa è costruita sulla pietra, e la pietra è la fede di Pietro. La Chiesa è una comunità di uomini credenti, che professano il Dio vivo ed attestano - come Pietro - che Cristo è il Figlio di Dio, il Redentore del mondo. Voi, cari Fratelli e Sorelle, siete una piccola parte di questa grande comunità della Chiesa edificata sulla fede di Pietro. Insieme al vostro Vescovo, insieme al Papa, annunziate e professate la fede nel Figlio di Dio e su questa fede basate tutta la vostra vita personale, familiare e professionale. In questo modo siete partecipi del Regno di Dio. Cristo infatti disse a Pietro: "A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli" (Mt 16, 19).

Questo vostro santuario a Krzeptòwki, che oggi viene consacrato a Dio, deve servire la Chiesa - la comunità, gli uomini vivi. Ancor più profondamente ciò viene espresso nel brano della Lettera di Pietro, che abbiamo ascoltato. In esso l'Apostolo parla della Chiesa come di un edificio di pietre vive. Siamo noi questa costruzione, siamo noi a costituire queste pietre vive, che compongono l'insieme del tempio spirituale. La pietra angolare di essa è Cristo: Cristo crocifisso e risorto. E' stato proprio lui a diventare la pietra angolare della Chiesa come della grande comunità del Popolo di Dio della Nuova Alleanza. Tale comunità, come scrive l'apostolo Pietro, costituisce il santo sacerdozio (cfr 1 Pt 2, 5). Unita a Cristo, essa è "la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato perchè proclami le opere meravigliose di colui che ci ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce" (cfr 1 Pt 2, 9). Il vostro bel tempio, che avete costruito insieme ai vostri pastori, deve servire la comunità della Chiesa e perciò occorre che sia benedetto, consacrato, destinato a Dio stesso come uno spazio in cui si raccoglie e prega il Popolo di Dio. Il Popolo di Dio non soltanto di Krzeptòwki e di Zakopane, ma anche di varie parti della Polonia, che viene qui per il riposo in montagna. Auguro a tutti i turisti e villeggianti che il contatto più stretto con la natura diventi occasione per un contatto di preghiera con Dio.

2. Guardando il vostro tempio, adornato con maestria, mi si presentano davanti agli occhi quelle chiese di legno - ormai sempre più rare - che sorgevano in tutta la terra polacca, ma prima di tutto a Podhale e a Podkarpacie: autentici tesori dell'architettura popolare. Tutte sono sorte, come anche la vostra, grazie alla collaborazione dei pastori e dei fedeli delle singole parrocchie. Venivano costruite con uno sforzo comune, perchè si potesse celebrarvi il Santissimo Sacrificio, perchè Cristo nell'Eucaristia fosse insieme al suo popolo giorno e notte, nelle ore di grande gioia e di trasporto, come pure nei tempi di prove, sofferenze e disgrazie, ed anche nelle semplici giornate grigie. Al Congresso Eucaristico Internazionale di Wrocław  bisogna aggiungere tutto questo grande capitolo della presenza sacramentale di Cristo, che ogni chiesa in terra polacca nasconde in sé.

Le chiese sono anche luoghi dove si vivono solenni celebrazioni: il Natale del Signore, la Pasqua, la Pentecoste, il Corpus Domini, le feste mariane. Qui i fedeli si raccolgono per le funzioni del mese di maggio e di giugno, per il rosario. Le chiese sono infine un luogo dove viene conservato il ricordo dei defunti. Come l'inizio della vita religiosa di ogni credente si unisce al fonte battesimale, così anche il suo termine, la morte e il funerale, si compiono alla sua ombra. Più volte, persino i cimiteri parrocchiali, sono direttamente adiacenti alla chiesa. In questi templi dunque è inscritta la storia di tutti gli uomini e indirettamente di tutta la Nazione, delle singole comunità, delle parrocchie, delle famiglie, delle persone.

La Chiesa è un luogo di ricordo ed allo stesso tempo di speranza: conserva con fedeltà il passato e contemporaneamente costantemente apre l'uomo verso il futuro, non solo quello temporale, ma anche quello d'oltretomba. Nelle chiese professiamo la fede nella remissione dei peccati, nella risurrezione dei corpi e nella vita eterna. Qui viviamo ogni giorno il mistero della comunione dei Santi: ogni chiesa, infatti, ha il suo patrono o la sua patrona, e numerosissime sono dedicate alla Madonna. Mi rallegro che a Zakopane e a Podhale siano sorte nuove chiese, magnifici monumenti della viva fede degli abitanti di questa regione. La loro bellezza corrisponde alla bellezza dei Tatra ed è il riflesso della stessa bellezza di cui parla la scritta sulla croce di Wincenty Pol in Valle Koscieliska: "E nulla supera Dio".

3. Cari Fratelli e Sorelle! Il vostro santuario a Krzeptòwki mi è particolarmente vicino e caro. Onorate in esso la Madonna di Fatima nella sua statua. Con la storia di questo santuario si unisce anche l'evento che ebbe luogo in Piazza San Pietro, il 13 maggio 1981. Sperimentai allora il pericolo mortale della vita e la sofferenza, e al tempo stesso la grande misericordia di Dio. Per intercessione della Madonna di Fatima, mi fu ridonata la vita. Durante il mio soggiorno nel Policlinico Gemelli fui oggetto di una vasta manifestazione di benevolenza umana da tutte le parti del mondo: essa si espresse soprattutto nella preghiera. Davanti agli occhi avevo allora la scena della vita dei primi cristiani, che "elevarono a Dio una preghiera incessante" (cfr At 12, 5), quando la vita di Pietro era esposta a grave pericolo.

So che a quella preghiera della Chiesa in tutta la terra per il mio ritorno alla salute e al ministero di Pietro partecipava anche Zakopane. So che vi riunivate nelle vostre chiese parrocchiali, ed anche nella cappella della Madonna di Fatima a Krzeptòwki, per recitare il rosario onde ottenermi il ricupero della salute e delle forze. Allora nacque anche il progetto di costruire in questo luogo, ai piedi del monte Giewont, un santuario alla Madonna di Fatima, come voto di ringraziamento per la salvezza della mia vita. So che questo santuario, che oggi posso consacrare, venne costruito da tante mani e da tanti cuori uniti dal lavoro, dal sacrificio e dall'amore per il Papa. Mi è difficile parlarne senza commuovermi.

Cari Fratelli e Sorelle! Sono venuto da voi per ringraziarvi per la vostra bontà, il vostro ricordo e la vostra preghiera, che continua. Sono stato il vostro pastore, come Metropolita di Cracovia, per vent'anni; oggi vengo da voi come Successore di san Pietro. Sempre mi avete aiutato. Eravate con me e comprendevate le mie preoccupazioni. Lo sentivo. Era per me un grande sostegno. Oggi vi ringrazio di tutto cuore per questo atteggiamento di fede e di dedizione alla Chiesa. Sempre qui, in questa terra di Podhale, il Vescovo aveva un sostegno in voi. Aveva qui un sostegno la Patria, specialmente nei momenti difficili della sua storia. Sono venuto per dirvi, per tutto questo: "Bág zaplak!" ("Dio vi ripaghi!"). Qui, insieme a voi, voglio ancora una volta ringraziare la Signora di Fatima per il dono della vita salvata, come feci a Fatima, quindici anni fa. Totus Tuus . . . Ringrazio tutti per questo tempio. Contiene il vostro amore per la Chiesa e per il Papa. E' in certo senso la continuazione della mia gratitudine verso Dio e verso la sua Madre. Insieme a voi gioisco molto di questo dono.

Con parole di profonda gratitudine mi rivolgo anche a tutti i miei connazionali e ai fedeli della Chiesa, specialmente ai malati e sofferenti che pregano per il Papa e offrono per lui la loro croce quotidiana. La sofferenza vissuta con Cristo è il più prezioso dono e il più efficace aiuto nell'apostolato. "Nel corpo di Cristo che incessantemente cresce dalla Croce del Redentore, proprio la sofferenza, permeata dallo spirito del sacrificio di Cristo, è l'insostituibile mediatrice ed autrice dei beni, indispensabili per la salvezza del mondo. E' essa, più di ogni altra cosa, a fare strada alla Grazia che trasforma le anime umane. Essa, più di ogni altra cosa, rende presenti nella storia dell'umanità le forze della redenzione" (Giovanni Paolo II, Salvifici doloris, 27). Ringraziando per il dono della preghiera e del sacrificio, ancora una volta rivolgo a tutti la cordiale richiesta che pronunciai il giorno dell'inaugurazione del pontificato: "Pregate per me. Aiutatemi, affinché possa servirvi". Anch'io ogni giorno prego per voi.

4. Il vostro santuario a Krzeptòwki è unito da stretti legami spirituali con Fatima in Portogallo. Per questo motivo apprezzo così tanto la presenza del Vescovo di Fatima all'odierna Celebrazione. Da lì anche è arrivata la statua della Madonna che venerate. Il messaggio di Fatima, che Maria trasmise al mondo per mezzo di tre poveri bambini, consiste nell'esortazione alla conversione, alla preghiera, specialmente quella del rosario, ed alla riparazione per i propri peccati e per quelli di tutti gli uomini. Tale messaggio sgorga dal Vangelo, dalle parole di Cristo pronunciate subito all'inizio dell'attività pubblica: "Convertitevi e credete al vangelo!" (Mc 1, 15). Esso mira alla trasformazione interiore dell'uomo, alla sconfitta in lui del peccato e al consolidamento del bene, al raggiungimento della santità. Questo messaggio è destinato in modo particolare agli uomini del nostro secolo segnato dalle guerre, dall'odio, dalla violazione dei diritti fondamentali dell'uomo, dall'enorme sofferenza di uomini e di nazioni, e infine dalla lotta contro Dio, spinta fino alla negazione della sua esistenza. Il messaggio di Fatima infonde l'amore del Cuore della Madre, che è sempre aperto al figlio, mai lo perde di vista, lo pensa sempre, persino quando il figlio lascia la via retta e diventa un "figliol prodigo" (cfr Lc 15, 11-32).

Il Cuore Immacolato di Maria, che oggi ricordiamo nella liturgia della Chiesa, è stato aperto verso di noi sul Calvario dalle parole di Gesù morente: «"Donna, ecco il tuo figlio". Poi disse al discepolo: "Ecco la tua madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa» (Gv 19, 26-27). Sotto la croce Maria è diventata madre di tutti gli uomini redenti da Cristo. Sotto la sua materna protezione ha accolto Giovanni ed ha accolto ogni uomo. Da allora la più grande sollecitudine del suo Cuore Immacolato è l'eterna salvezza di tutti gli uomini.

Il vostro santuario sin dall'inizio annuncia il messaggio di Fatima e vive di esso. Avete una particolare devozione al Cuore Immacolato di Maria Vergine; fate la Crociata del Rosario delle Famiglie; abbracciate con la preghiera i problemi importanti della Chiesa, del Papa, del mondo, della Patria, delle anime del purgatorio e di coloro che hanno abbandonato l'amore di Dio, rompendo l'alleanza stretta con Lui nel santo battesimo. Pregate con perseveranza per la grazia della loro conversione. Rivolgetevi fiduciosi a Maria, "Rifugio dei peccatori", perchè li difenda contro l'ostinazione nel peccato e contro la schiavitù di satana. Pregate con fede, affinché gli uomini conoscano e riconoscano l'"unico vero Dio e colui che egli ha mandato, Gesù Cristo" (cfr Gv 17, 3). In questa preghiera si esprime il vostro amore per gli uomini che desidera il bene più grande per ciascuno.

"In nessun momento e in nessun periodo storico - specialmente in un'epoca così critica come la nostra - la Chiesa può dimenticare la preghiera che è grido alla misericordia di Dio dinanzi alle molteplici forme di male che gravano sull'umanità e la minacciano" (Giovanni Paolo II, Dives in misericordia, 15).

Madre, impetra! Madre, implora!
O Maria, Madre di Dio,
Intercedi per noi!

 

© Copyright 1997 - Libreria Editrice Vaticana

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