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VIAGGIO APOSTOLICO A CITTÀ DEL MESSICO
E A SAINT LOUIS (22-28 GENNAIO 1999)

CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA 

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Stadio «Trans World Dome» (Saint Louis)
 Mercoledì, 27 gennaio 1999

    

Cari Fratelli e care Sorelle,

1. Nell'Incarnazione, Dio rivela pienamente se stesso nel Figlio che è venuto nel mondo (cfr Tertio Millennio adveniente, n. 9). La nostra fede non è semplicemente il risultato della nostra ricerca di Dio. In Gesù Cristo è Dio che, personalmente, viene da noi per parlarci e indicarci il cammino verso di Lui.

L'Incarnazione rivela anche la verità sull'uomo. In Gesù Cristo, il Padre ha pronunciato la parola definitiva sul nostro vero destino e sul significato della storia umana (cfr ibidem, n. 5). «In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati» (1 Gv 4, 10). L'Apostolo parla dell'amore che ha ispirato il Figlio a farsi uomo e a dimorare in mezzo a noi. Attraverso Gesù Cristo sappiamo quanto il Padre ci ama. In Gesù Cristo, per dono dello Spirito Santo, ognuno di noi può partecipare all'amore che è la vita della Santissima Trinità.

San Giovanni prosegue: «Chiunque riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio» (1 Gv 4, 15). Attraverso la fede nel Figlio di Dio fattosi uomo dimoriamo nel cuore di Dio: «Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui» (1Gv 4, 16). Queste parole ci rivelano il mistero del Sacro Cuore di Gesù: l'amore e la compassione di Gesù sono la porta attraverso la quale l'amore eterno del Padre viene riversato sul mondo. Nel celebrare questa Messa del Sacro Cuore, spalanchiamo i nostri cuori alla misericordia salvifica di Dio!

2. Nella lettura del Vangelo che abbiamo appena ascoltato, san Luca usa la figura del Buon Pastore per parlare di questo amore divino. Il Buon Pastore è un'immagine cara a Gesù nei Vangeli. Rispondendo ai Farisei che si lamentavano perché riceveva i peccatori mangiando con loro, il Signore pone loro una domanda: Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova? «Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento, va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta» (Lc 15, 5-6).

Questa parabola sottolinea la gioia di Cristo e del nostro Padre celeste per ogni peccatore che si pente. L'amore di Dio è un amore che ci cerca. È un amore salvifico. Questo è l'amore che troviamo nel Cuore di Gesù.

3. Quando conosciamo l'amore che è nel Cuore di Cristo, sappiamo che ogni persona, ogni famiglia, ogni popolo sulla faccia della terra può riporre la propria fiducia in tale Cuore. Abbiamo sentito dire a Mosè: «Tu infatti sei un popolo consacrato al Signore tuo Dio [. . .] Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti [...] perché il Signore vi ama» (Dt 7, 6-8). Sin dai tempi dell'Antico Testamento, il fulcro della storia della salvezza è rappresentato dall'amore inesauribile, dalla predilezione di Dio e dalla nostra risposta umana a tale amore. La nostra fede è la risposta all'amore e alla predilezione di Dio.

Sono trascorsi ormai trecento anni da quell'8 dicembre 1698, in cui il Santo Sacrificio della Messa fu offerto per la prima volta in quella che è ora la città di St. Louis. Era la solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine; e Padre Montigny, Padre Davion e Padre St. Cosme eressero un altare in pietra sulle rive del Mississippi e celebrarono la Messa. Questi tre secoli sono stati la storia dell'amore di Dio riversato su questa parte degli Stati Uniti e una storia di generosa risposta a tale amore.

In questa Arcidiocesi, il comandamento dell'amore ha suscitato una serie infinita di attività per le quali oggi rendiamo grazie al nostro Padre celeste. St. Louis è stata l'Accesso all'Occidente, ma è stata anche l'accesso della grande testimonianza cristiana e del servizio evangelico. Fedele al mandato di Cristo di evangelizzare, il primo Pastore di questa Chiesa locale, il Vescovo Joseph Rosati - originario della cittadina di Sora, molto vicino a Roma - sin dall'inizio ha promosso un'eccezionale attività missionaria. Oggi, infatti, possiamo contare quarantasei diverse Diocesi nel territorio servito dal Vescovo Rosati.

In quest'area, numerose congregazioni religiose, maschili e femminili, hanno operato per il Vangelo con dedizione esemplare, una generazione dopo l'altra. Qui è possibile trovare le radici americane dell'impegno evangelizzatore della Legione di Maria o di altre associazioni di apostolato laicale. L'attività della Società per la Propagazione della Fede, resa possibile dal generoso sostegno della gente di questa Arcidiocesi, è un'autentica partecipazione alla risposta della Chiesa al mandato di Cristo di evangelizzare. Da St. Louis il Cardinale Ritter ha mandato i primi sacerdoti Fidei Donum in America Latina, nel 1956, dando così espressione concreta allo scambio di doni che dovrebbe sempre far parte della comunione tra le Chiese. Questa solidarietà in seno alla Chiesa è stata il tema centrale dell'Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per l'America dello scorso anno, ed è il pensiero centrale dell'Esortazione Apostolica Ecclesia in America - la Chiesa in America - che ho appena firmato e emanato presso il Santuario di Nostra Signora di Guadalupe a Città del Messico.

4. Qui, per grazia di Dio, le attività caritative di ogni genere sono state una parte viva della vita cattolica. La Società di san Vincenzo de' Paoli sin dall'inizio ha occupato un posto privilegiato nell'Arcidiocesi. Gli Istituti di carità cattolici per molti anni hanno svolto un lavoro eccezionale nel nome di Gesù Cristo. Gli eccellenti servizi di assistenza sanitaria cattolici hanno mostrato il volto umano del Cristo amorevole e compassionevole.

Le scuole cattoliche hanno dimostrato di possedere un valore inestimabile per generazioni di bambini, insegnando loro a conoscere, amare e servire Dio e preparandoli ad assumere responsabilmente il loro ruolo nella comunità. Genitori, insegnanti, Pastori, amministratori e intere parrocchie hanno compiuto grandi sacrifici per conservare il carattere fondamentale dell'educazione cattolica come autentico ministero della Chiesa e servizio evangelico ai giovani. Gli obiettivi del Piano Pastorale Strategico dell'Arcidiocesi - evangelizzazione, conversione, servizio, educazione cattolica, assistenza ai bisognosi - hanno qui una lunga tradizione.

Oggi i cattolici americani devono affrontare la grave sfida di conoscere e custodire questa immensa eredità di santità e servizio. Da questa eredità dovete trarre ispirazione e forza per la nuova evangelizzazione, tanto necessaria all'approssimarsi del Terzo Millennio Cristiano. Attraverso la santità e il servizio della Santa di St. Louis, Philippine Duchesne, e di innumerevoli sacerdoti, religiosi e laici sin dai primordi della Chiesa in questo territorio, la vita cattolica si è manifestata in tutto il suo ricco e variegato splendore. Oggi non vi si chiede di meno.

5. Nella nuova evangelizzazione che si sta compiendo occorre porre una particolare enfasi sulla famiglia e sul rinnovamento del matrimonio cristiano. Nella loro missione principale di comunicarsi amore, di essere insieme a Dio co-creatori della vita umana e di trasmettere l'amore di Dio ai loro figli, i genitori devono sapere di beneficiare del pieno sostegno della Chiesa e della società. La nuova evangelizzazione deve fare apprezzare in modo più pieno la famiglia come primo e più vitale fondamento della società, come prima scuola di virtù sociale e di solidarietà (cfr Familiaris consortio, n. 42). Come va la famiglia, così va la nazione!

La nuova evangelizzazione deve anche fare emergere la verità secondo la quale «il Vangelo dell'amore di Dio per l'uomo, il Vangelo della dignità della persona e il Vangelo della vita sono un unico e indivisibile Vangelo» (Evangelium vitae, n. 2). Quali credenti, come possiamo non capire che l'aborto, l'eutanasia e il suicidio assistito rappresentano un terribile rifiuto del dono di Dio della vita e dell'amore? E, quali credenti, come possiamo non sentire il dovere di offrire ai malati e ai sofferenti il calore del nostro affetto e il sostegno che li aiuterà sempre ad abbracciare la vita?

La nuova evangelizzazione ha bisogno di seguaci di Cristo che siano incondizionatamente a favore della vita: che proclamino, celebrino e servano il Vangelo della vita in ogni situazione. Un segno di speranza è costituito dal crescente riconoscimento che la dignità della vita umana non deve mai essere negata, nemmeno a chi ha fatto del male. La società moderna possiede gli strumenti per proteggersi senza negare in modo definitivo ai criminali la possibilità di ravvedersi (cfr Evangelium vitae, n. 27). Rinnovo l'appello lanciato a Natale, affinché si decida di abolire la pena di morte, che è crudele e inutile.

All'approssimarsi del nuovo millennio, si pone un'altra sfida a questa comunità di St. Louis, a est e a ovest del Mississippi, e non solo a St. Louis, ma all'intero Paese: quella di porre fine a ogni forma di razzismo, piaga che i vostri Vescovi hanno definito uno dei mali più persistenti e distruttivi della nazione.

6. Cari Fratelli e care Sorelle, il Vangelo dell'amore di Dio, che oggi celebriamo, trova la sua massima espressione nell'Eucaristia. Nella Messa e nell'Adorazione Eucaristica incontriamo l'amore misericordioso di Dio, che passa per il Cuore di Gesù Cristo. Nel nome di Gesù, il Buon Pastore, desidero lanciare un appello ai cattolici in tutti gli Stati Uniti e ovunque giungano la mia voce o le mie parole, soprattutto a coloro che per un qualsiasi motivo sono lontani dalla pratica della fede. Alla vigilia del Grande Giubileo del bimillenario dell'Incarnazione, Cristo vi cerca e vi invita a ritornare alla comunità di fede. Non è forse questo il momento di sperimentare la gioia di ritornare alla casa del Padre? In alcuni casi vi potranno ancora essere ostacoli alla partecipazione eucaristica; in altri vi potranno essere dei ricordi da guarire; in tutti i casi vi è sempre la certezza dell'amore e della misericordia di Dio.

Il Grande Giubileo dell'Anno 2000 inizierà con l'apertura della Porta Santa nella Basilica di San Pietro a Roma: è un potente simbolo della Chiesa - aperta a chiunque senta il bisogno dell'amore e della misericordia del Cuore di Cristo. Nel Vangelo Gesù dice: «Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo» (Gv 10, 9).

La nostra vita cristiana può essere considerata un grande pellegrinaggio verso la casa del Padre, che passa attraverso la porta che è Gesù Cristo. La chiave di tale porta è il pentimento e la conversione. La forza per varcare la soglia di questa porta proviene dalla nostra fede, dalla speranza e dall'amore. Per molti cattolici, una parte importante del viaggio consiste nella necessità di riscoprire la gioia di appartenere alla Chiesa, di custodire la Chiesa poiché ci è stata data dal Signore, come Madre e Maestra.

Vivendo nello Spirito Santo, la Chiesa attende il Millennio come tempo di profondo rinnovamento spirituale. Lo Spirito susciterà veramente una nuova primavera di fede se i cuori di cristiani saranno colmi di nuovi atteggiamenti di umiltà, generosità e apertura alla sua grazia purificatrice. Nelle parrocchie e nelle comunità di questa terra fioriranno la santità e il servizio cristiano se «avrete riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per voi» (cfr 1 Gv 4, 16).

Maria, Madre di Misericordia, insegna alla abitanti di St. Louis e degli Stati Uniti a dire si a tuo Figlio, nostro Signore Gesù Cristo!

Madre della Chiesa, lungo il cammino verso il Grande Giubileo del Terzo Millennio, sii la Stella che guida con sicurezza i nostri passi verso il Signore!

Vergine di Nazaret, duemila anni fa hai portato nel mondo il Verbo Incarnato: conduci gli uomini e le donne del nuovo Millennio a Colui che è la vera luce del mondo! Amen.

 

© Copyright 1999 - Libreria Editrice Vaticana

  

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