A Monsignor George Adam Hay
Rettore Venerabile Collegio Inglese e Gallese di
Roma.
In questa lieta ricorrenza della Messa di Ringraziamento che si
celebra in memoria del Quarto Centenario della Fondazione del Venerabile
Collegio Inglese e Gallese, sono particolarmente lieto di rivolgere un cordiale
saluto a lei, e attraverso lei anche ai membri della direzione, agli studenti
attuali e precedenti, alle Suore, a tutti coloro che lavorano per il Collegio, e
anche ai membri della Gerarchia Inglese e Gallese che sono presenti a Roma per i
festeggiamenti di questo anniversario.
Per più di due secoli prima della fondazione del Collegio da
parte di Gregorio XIII, la sede di Via di Monserrato aveva ospitato l’Ostello
Inglese riservato ai pellegrini alla Sede di Pietro. Dunque la presenza inglese
e gallese in questo luogo è stata continua, tranne due brevi interruzioni dovute
alle guerre, per ben seicentosettant’anni. Questa presenza è stata
caratterizzata dall’ospitalità che si fonda sull’amore di Dio. Anche in seguito,
dopo che la casa fu trasformata in un centro studi, l’istituzione continuò a
riflettere la stessa ospitalità: l’accoglienza offerta a coloro che, desiderando
rispondere alla chiamata di Dio nel loro cuore, sono stati inviati dai loro
Vescovi al Centro della Cristianità per prepararsi al Sacerdozio ed offrire
interamente se stessi per il bene spirituale dei loro fratelli e sorelle nel
loro paese natale.
In tempi di persecuzione rispondere alla chiamata divina
comportava pericolo e persino morte. Quarantaquattro antichi studenti del
Collegio hanno testimoniato la loro fede versando il loro sangue.
Tali giorni sono ormai lontani e l’attuale Collegio è lieto di
ricevere la visita di membri di altre Comunità Cristiane; fra l’altro, tra
questi visitatori si annoverano i successivi Arcivescovi di Canterbury.
Quando
riconsiderate la vostra storia passata e vi rivolgete con speranza e fermezza
verso il futuro, desidero sappiate che io prego per tutti voi. Prego
specialmente per coloro che ora stanno studiando per diventare sacerdoti, perché
possiate essere generosi, perseveranti e compiere le speranze riposte in voi.
Possa la vostra vita a Roma rafforzarvi sempre più nell’amore a Dio e nella
fedeltà agli ideali che vi sono stati proposti. Lo Spirito Santo vi ricolmi di
zelo affinché tutte le vostre attività possano ispirarsi alle parole di Gesù
che sono il motto del vostro Collegio: “Ignem veni mittere in terram” (Lc 12,49).
Possiate, tutti voi che prendete parte a questo giubileo,
confidare nella protezione di Maria, Madre di Cristo e Madre della Chiesa.
Possiate, voi che provenite da un paese a lungo chiamato “suo Tesoro” fare
sempre esperienza della sua cura amorevole.
Con questi sentimenti imparto a ciascuno di voi a mia Apostolica
Benedizione.
IOANNES PAULUS PP. II