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LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II 
A TUTTE LE COMUNITÀ DELLA DIOCESI DI ROMA

Il Papa invita i giovani a celebrare
il Giubileo della Redenzione nelle Catacombe di San Callisto
 

 

Carissimi giovani di Roma.

Mentre l’Anno Santo straordinario della Redenzione si avvia alla conclusione, io, vostro Vescovo, insieme con i vescovi miei collaboratori, desidero rivolgervi una breve parola e un cordiale invito a un incontro di riflessione e di preghiera in comune.

Desidero celebrare con voi il Giubileo presso le catacombe dei martiri.

La croce di Cristo non è un fatto del passato!

Nel pieno della sua giovinezza Gesù di Nazaret ha posto nel mondo il segno più concreto e visibile dell’amore che si dona gratuitamente e senza misura.

Quell’evento, dopo 1950 anni, è ancora capace di esprimere un messaggio che dà significato totale alla vita. Noi lo sappiamo e lo annunciamo anche a voi: Gesù di Nazaret, l’uomo della croce, è il Figlio di Dio che chiama alla conversione, cioè al cambiamento radicale dell’esistenza attraverso un comportamento nuovo che scaturisce dal voler condividere tutto con lui. La croce di Cristo è per voi una coraggiosa provocazione.

Voi sperimentate come non sia difficile descrivere la solitudine in cui si trova oggi il giovane, soprattutto in una grande città come Roma. Non vi sembra che egli corra il rischio di una progressiva emarginazione che assume dimensioni sempre più drammatiche? Ci sono ancora “profeti di sventura” che vi propongono la via della fuga da ogni responsabilità e il rifiuto di pensare alla vita del domani. Non potrebbe essere questa una delle cause, per cui Roma è piena di giovani stroncati da ogni forma di violenza, dalla droga al completo disinteresse, dalla disoccupazione al crimine organizzato?

Forse anche alcuni cristiani, in qualche momento, si sono lasciati afferrare dalla tentazione di non prendere sul serio le vostre aspirazioni; ma oggi, alla luce della conversione che investe tutta la comunità, noi vi diciamo che nella Chiesa potete e dovete essere veri protagonisti.

Sappiate quindi che voi non solo appartenete - a tutti gli effetti - al popolo di Dio, ma, ancora di più, che la Chiesa di Roma ha bisogno di tutti voi. Mentre essa vi invita a essere generosamente partecipi della sua missione evangelizzatrice, allo stesso tempo vi coinvolge in un coraggioso processo di liberazione da ogni forma di frustrazione e di falsità. Tra noi non si fa distinzione né per nascita, né per cultura, né per condizione sociale; solo perché siete giovani in ricerca, avete pieno diritto di accesso alla Chiesa.

Ci sono in voi, e non si possono nascondere, segni concreti che fanno intravedere la gioia del domani: l’impegno sempre più responsabile verso fratelli che vivono in povertà ed emarginazione; il desiderio concreto di una pace duratura che vi permetta di sentirvi cittadini del mondo intero; la sete di verità che vi fa rifiutare tutte le forme di menzogna o di compromesso.

Questi e altri segni vi inseriscono in quella innumerevole folla di giovani impegnati, che hanno dato e danno il loro contributo alla storia della salvezza.

Non rendete inutile la morte di Cristo. Apritegli anche voi il cuore, per accogliere il dono della conversione! Siate capaci, voi per primi, di compiere il gesto del perdono! Lasciatevi riconciliare con Dio e con i fratelli!

Questo vostro Giubileo lasci a Roma il segno, che essa attende: la sincerità del perdono. Sia questa celebrazione il punto di partenza per portare alla città vita, gioia, speranza. Orientate lo sguardo di tutti al futuro di Dio.

È per questo che vi invito alle catacombe, luoghi sacri ai santi e ai martiri, perché proprio là balza evidente il significato della croce: la vita, donata per amore, rivela la vittoria su ogni forma di morte!

Giovani di Roma! Questo è il vostro Anno Santo della Redenzione! È il momento di grazia a cui il Signore vi chiama ancora una volta. Ci sia gioia e speranza in voi; ci sia apertura e disponibilità ad essere concretamente segno dell’universalità della nostra comunità cristiana, che tra qualche settimana accoglierà, per il Giubileo, giovani del mondo intero!

Fate in modo che la vostra giovinezza non sia solo un momento puramente passeggero dell’esistenza, ma realizzatela in pieno rimanendo uniti alla Parola di Dio che è sempre giovane, e vivendo nella piena consapevolezza che, mediante la croce di Cristo, ognuno è veramente amato da Dio e reso capace di amare Dio e i fratelli.

Con questi auguri vi imparto di cuore la benedizione apostolica.

Dal Vaticano, 7 febbraio dell'anno 1984, sesto di pontificato.

 IOANNES PAULUS PP. II

Ugo Card. Poletti
Vicario Generale

+ Giovanni Canestri
Viceregente

+ Fiorenzo Angelini, Ausiliare
+ Remigio Ragonesi, Ausiliare
+ Giulio Salimei, Ausiliare
+ Clemente Riva, Ausiliare
+ Filippo Giannini, Ausiliare
+ Alessandro Plotti, Ausiliare
+ Pietro Rossano, Ausiliare

© Copyright 1984 -  Libreria Editrice Vaticana

 

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