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LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II
AL CARDINALE BASIL HUME

 

Il Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa avrà un terzo incontro ecumenico con il Consiglio delle Chiese europee, a Riva del Garda, dal 4 al 7 ottobre, e terrà una cerimonia conclusiva di preghiera ecumenica nella storica cattedrale di Trento. Desidero sottolineare quest’occasione e salutare lei, e tutti i partecipanti, nella grazia e nella pace che vengono da Dio, nostro Padre, e dal Signore Gesù Cristo (cf. Fil 1, 2), rendendo grazie per lo Spirito d’amore e di unità che vi raduna.

Il vostro incontro è molto significativo non soltanto per i cristiani d’Europa, ma per le comunità ecclesiali separate in tutto il mondo. Tante divisioni esistenti tra i cristiani ebbero origine in Europa e giunsero nelle altre parti del mondo agli albori della predicazione del Vangelo. Perciò la responsabilità ecumenica dell’Europa si estende al di là dei suoi confini continentali ed è grave e urgente.

Vi incontrerete sul tema: “Confessare insieme la nostra fede: una sorgente di speranza”. Insieme studierete, mediterete e proclamerete il nucleo della fede ricevuta dagli apostoli, che è espressa nel Credo niceno-costantinopolitano. Vi ricordo ciò che vi scrissi in occasione del XVI centenario del Concilio di Costantinopoli (25 marzo 1981): “L’insegnamento del Concilio Costantinopolitano I sia tuttora l’espressione dell’unica fede comune della Chiesa e di tutto il cristianesimo. Confessando questa fede - come facciamo ogni volta che recitiamo il Credo - noi vogliamo mettere in rilievo ciò che ci unisce con tutti i nostri fratelli, nonostante le divisioni avvenute nei secoli” (Ioannis Pauli PP.II, Epistula ad universos Ecclesiae Episcopos volvente anno MDC a Concilio Constantinopolitano I necnon MDL a Concilio Ephesino, I, 1, die 25 mar. 1981: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, IV/1 [1981] 816).

Ugualmente rilevanti per il vostro incontro sono queste altre parole della stessa lettera: “Che cosa, infatti, può meglio affrettare il cammino verso questa unità, quanto il ricordo e, insieme, la vivificazione di ciò che per tanti secoli è stato il contenuto della fede professata in comune, anzi di ciò che non ha cessato di essere tale, anche dopo le dolorose divisioni che si sono verificate nel corso dei secoli?” (Ivi, p. 821).

Gesù Cristo vuole che la sua Chiesa sia “un popolo adunato nell’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo” (Lumen Gentium, 4). La comunione che egli intende per tutti i suoi discepoli sgorga dall’unica fede e dall’unico Battesimo (cf. Ef 4, 4-6), anche se le ancor serie divisioni tra i cristiani la danneggiano. A causa di questa reale ma imperfetta comunione è possibile e necessario per i cristiani rendere insieme davanti al mondo una testimonianza comune.

Prego perché in questi giorni, mentre siete riuniti, voi avanziate verso una sempre maggiore comprensione di quel Credo che proclamerete solennemente a conclusione del vostro incontro. Una testimonianza comune infatti diviene maggiormente possibile quando dei cristiani crescono insieme nella professione dell’unica fede apostolica. La loro comunione in Cristo è la potenza che rende capaci i cristiani di dare insieme una testimonianza visibile. Il vostro incontro sarà davvero fruttuoso se tornerete nei vostri Paesi con una rinnovata convinzione che “in questa unione nella missione, di cui decide soprattutto Cristo stesso, tutti i cristiani debbono scoprire ciò che già li unisce, ancor prima che si realizzi la loro piena comunione” (Ioannis Pauli PP. II, Redemptor Hominis, 12).

Mentre vi trovate a Riva del Garda avete anche un’opportunità di aiutarvi reciprocamente a trovare vie nuove ed efficaci per rendere una testimonianza comune appropriata alle vostre situazioni, sempre spinti da un senso della speciale responsabilità che l’Europa ha nei confronti del resto del mondo. Voi avete responsabilità spirituale per i cristiani di tanti Paesi dell’Europa che sono chiamati, insieme ai discepoli di Cristo, di tutto il mondo, a impegnarsi nella missione nel mondo. È vostro compito aiutarli a capire che la testimonianza comune è parte della loro fedeltà alla missione e a trovare le vie giuste per proclamare insieme a tutti i popoli la buona novella del regno di Dio. È importante che “ci sforziamo di fare insieme tutto ciò che è possibile fare insieme. È facendo la verità che si viene verso la luce (cf. Gv 3, 21). È grande l’urgenza di questa testimonianza comune ed efficace di tutti i cristiani” (Ioannis Pauli PP. II, Allocutio in pago vulgo «Kehrsatz», apud Bernam, ad homines adscitos in Consilium Communitatum seiunctarum Helvetiae, habita, 5, die 14 iun. 1984: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, VII/1 [1984] 1750).

Siate forti per il compito che vi sta di fronte, per la potenza di Gesù Cristo, il Signore della Chiesa, che è “il testimone fedele” (Ap 1,5). Che il suo Santo Spirito, che rende presente la verità del Vangelo (cf. Gv 14, 26), che stabilisce la comunione tra i credenti, che rinnova e ravviva la Chiesa, vi dia nuova energia nella proclamazione della divina parola di speranza nel mondo. Rinnovi la vostra volontà di lavoro per l’unità della famiglia umana

Dal Vaticano, 1 ottobre 1984.

 IOANNES PAULUS PP. II

 

© Copyright 1984 -  Libreria Editrice Vaticana

 

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