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MESSAGGIO DI GIOVANNI
PAOLO II A SUA SANTITÀ DIMITRIOS I IN
OCCASIONE DELLA FESTA DI SANT’ANDREA APOSTOLO
A sua Santità Dimitrios I
Arcivescovo di Costantinopoli
Patriarca ecumenico.
Caro fratello in Cristo.
Dieci anni fa, ho avuto la profonda gioia spirituale di celebrare con lei,
presso di lei, la festa di sant’Andrea. Ne conservo un ricordo indimenticabile.
Presso di lei mi sono sentito perfettamente a mio agio e ho potuto contemplare
come l’alba del giorno che ci troverà riuniti in una comune celebrazione
dell’Eucaristia. Quest’anno, sua eminenza il Cardinal Willebrands dirigerà la
delegazione che parteciperà alla vostra preghiera e le porterà i miei voti
personali e quelli della Chiesa cattolica in questa lieta occasione.
Nel corso del nostro incontro del 1979, noi annunciammo l’inizio dei lavori
della commissione internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa
cattolica e la Chiesa ortodossa, e ne rendemmo pubblico l’elenco dei componenti.
Nella nostra dichiarazione comune avevamo affermato: “Questo dialogo teologico
ha per scopo (. . .) di procedere verso il ristabilimento della piena comunione
tra le Chiese sorelle cattolica ed ortodossa”.
Noi eravamo consapevoli che questo cammino verso il ristabilimento della
piena comunione non si poteva fare se non attraverso la comune riscoperta di
tutti gli aspetti della verità, perché operando la verità noi venissimo alla
luce (cf. Gv 3, 21), che ci attira, guida i nostri passi e ci raduna. In
effetti, “se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione
gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni
peccato” (1 Gv 1, 7). Proprio in questa convinzione la commissione del
dialogo ha stabilito un programma che mira ad approfondire insieme le verità che
professiamo in comune e giungere così, dall’interno, ai punti sui quali, nel
corso dei secoli, ci siamo allontanati. Durante i dieci anni del suo lavoro, la
commissione ha sempre cercato di confessare la verità nella carità (cf. Ef
4, 15), questa carità che è stata diffusa nei nostri cuori dallo Spirito Santo.
Così, il lavoro della commissione conferma i nostri motivi di auspicio che si
possa impegnare ora nello studio delle divergenze ereditate dal passato, perché
la speranza prodotta da una virtù provata non delude (cf. Rm 5, 4-5).
Chiediamo insieme allo Spirito Santo che guidi la commissione e noi tutti nella
pienezza della sua verità e che affretti la venuta del giorno benedetto della
nostra completa riconciliazione!
Ho ricordato, all’inizio, la gioia spirituale vissuta nella mia visita presso
di lei. Ma non la separo da quella della sua visita e della nostra comune
preghiera sulla tomba dell’apostolo Pietro, fratello di Andrea, il primo ad
essere stato chiamato.
Con il cuore ricolmo di questi sentimenti e di questa speranza, offro a
vostra Santità, al santo Sinodo e a tutti i suoi fedeli, i miei voti più
calorosi per questo giorno di festa. I santi apostoli fratelli Pietro e Andrea
intercedano presso il Signore affinché vi accordi l’abbondanza della sua grazia,
a lei e a tutta la sua Chiesa, e perché rinnovi il nostro coraggio e la nostra
decisione di camminare verso la piena comunione.
Le manifesto nuovamente la mia profonda e fraterna carità nel nostro unico
Signore.
Dal Vaticano, il 21 novembre 1989.
IOANNES PAULUS PP. II
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Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana
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