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LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II ALL'ABBADESSA
GENERALE DELL'ORDINE DEL S. SALVATORE DI S. BRIGIDA PER IL VI CENTENARIO
DELLA CANONIZZAZIONE DELLA RELIGIOSA
Alla diletta figlia Tekla Famiglietti Abbadessa Generale
dell’Ordine del S. Salvatore di S. Brigida
1. Sono trascorsi seicento anni da quando, il 7 ottobre 1391, nella Basilica
vaticana il mio predecessore Papa Bonifacio IX canonizzò S. Brigida di Svezia.
Nella Bolla Ab origine mundi venivano opportunamente sottolineati, tra le virtù
e i carismi della nuova santa, la sua spiccata pietà, i doni del discernimento
dei cuori e delle soprannaturali intuizioni, lo spirito profetico.
Dinanzi a questa donna, espressione ed interprete della terra di Svezia, la
memoria storica rimane ancora oggi piena di stupore. Non si è infatti in
presenza soltanto di una delle figure più rappresentative del misticismo tardo
medievale, di cui la Chiesa fu ricca nei secoli XIII e XIV, ma in lei si
riconosce soprattutto la profonda devozione con cui seppe servire e difendere la
Sede apostolica e il successore di Pietro. Non a caso il Convegno di studio che
si terrà nei prossimi giorni a Roma, nella casa dove la santa si spense il 23
luglio 1373, ha come tema: “Santa Brigida, profeta dei tempi nuovi”. Le
dimensioni internazionali e interconfessionali di tale incontro manifestano
l’attualità del carisma di Brigida di Svezia. La sua tipica testimonianza di
donna “fedele alla Santa Madre Chiesa” costituisce un incoraggiamento per tutti
i credenti. L’urgenza missionaria, che illuminò la sua itineranza dal nord al
sud del Continente europeo, fa di lei un esempio da imitare, soprattutto
nell’opera della nuova evangelizzazione in Europa. Santa Brigida di Svezia è, in
effetti, una santa dalle dimensioni europee. Ardente di amore divino, dedicò
tutta se stessa alla causa del Regno, attivamente operando per l’unità dei
Cristiani.
In questa lettera, mentre rendo grazie al Padre celeste per i molteplici doni
spirituali elargiti alla Fondatrice del vostro Ordine, è mio desiderio
sottolineare e riproporre alla riflessione dell’intero Popolo di Dio alcuni
aspetti del suo messaggio, nella profonda consapevolezza che le sue parole e la
sua opera potranno essere di valido sostegno per quanti bramano dedicarsi
sinceramente alla realizzazione dell’invito di Cristo: “Ut Unum sint” (Gv
17,21).
2. Esemplare sposa cristiana. Questa fu la nota dominante della prima
parte della vita di santa Brigida (1316-1344) fino alla morte del marito,
sopravvenuta nel monastero di Alvastra, dove egli si era ritirato. Madre
esemplare di otto figli, li educò, assieme al fedele suo sposo, alla perfezione
cristiana e, seguendo le tradizioni religiose dell’epoca, li accompagnò in
pellegrinaggio ai Santuari di Compostela, di Alvastra e a tanti altri luoghi
sacri alla pietà popolare del tempo.
Brigida e Ulf, suo consorte, si dedicarono intensamente alla contemplazione
della passione di Cristo, ai digiuni e alla carità verso i poveri e gli
ammalati, perseverando nella preghiera e nella meditazione delle Sacre
Scritture.
Nel 1344, morto il suo sposo, del quale a lungo e amorevolmente vegliò le
spoglie mortali, Brigida si incamminò verso Roma. In quel tempo ebbe
straordinarie esperienze di “mistica sponsale”, abbandonandosi attraverso
interiori prolungati silenzi e un’ardente fiduciosa orazione ai misteriosi
disegni del Cielo.
3. Fedeltà alla Santa Madre Chiesa. L’esperienza di Alvastra fece
maturare in lei il desiderio del dono totale di sé al Signore. Volendo rivivere
il clima spirituale della Chiesa orante intorno a Maria nel Cenacolo, diede
inizio alla fondazione del Monastero di Vadstena in Svezia.
Erano tempi, quelli, di grandi traversie per il Papato, e Brigida si adoperò con
ogni mezzo a disposizione per il ritorno del Papa alla sede di Roma, sentendo
quest’impegno come una peculiare missione affidatale dal Signore. In tale azione
a favore del successore di Pietro si lasciò guidare da intuizioni interiori e da
una speciale luce dello Spirito di Dio.
Scelse Roma come seconda patria e, con il cuore ripieno di ardore apostolico, di
amore senza ombre per la Sede di Pietro, promosse in tutte le maniere la pace in
Svezia, in Francia, in Inghilterra e in Italia. La sua presenza fu
particolarmente efficace a Milano, Pavia, Assisi, Monte Sant’Angelo,
Manfredonia, Bari, Benevento, Napoli, Aversa, Salerno, Amalfi: luoghi che ancora
oggi conservano con gratitudine il ricordo del suo passaggio.
Fu stimata e venerata dai credenti non soltanto nella sua terra d’origine, ma
dovunque ebbe a lavorare. Tale corale testimonianza di devozione, che tuttora
prosegue, costituisce un segno profetico di riconciliazione e di speranza per il
Continente europeo e per l’intera umanità.
4. Quanto attuale è lo spirito di santa Brigida! La sua esperienza
religiosa è segnata dal desiderio di unità e di adesione a Gesù, Dio e uomo, cui
la santa si rivolgeva con accenti di ispirata e tenera confidenza. Intenso e
filiale era anche il suo amore verso la Vergine Maria, “Mater Gratiae”. A
così ricco modello ascetico si sono ispirate durante i secoli numerose pratiche
di pietà popolare, che dopo tanto tempo conservano ancora la freschezza della
loro attrattiva. Si tratta di un filone spirituale semplice, che guarda a Gesù
come allo “sposo” e al “compagno” di ogni giorno.
Brigida appare, a quanti vogliono conoscerla e seguirne le tracce, la donna
forte, che ha lasciato un’impronta particolare della sua femminilità nella
casa e nella corte in cui visse, la sposa fedele avviata alle mistiche
nozze con Cristo, la madre santa desiderosa di trasmettere ai figli i
segreti dell’eterna salvezza; la religiosa esemplare che consumò la sua
esistenza nella carità e arse tutta dal desiderio di “annullarsi” in Dio.
5. La memoria di una così significativa figura nella storia dell’impegno per
l’unità della Chiesa porta spontaneamente a pensare ad un’altra donna, essa pure
svedese, che ha riproposto agli uomini di questo secolo la spiritualità di santa
Brigida. È Madre Maria Elisabetta Hesselblad, morta a Roma, nella stessa casa
della santa, il 24 aprile 1957.
La sua opera si colloca nella scia luminosa del carisma della santa Fondatrice,
tramandato nei secoli attraverso le diverse famiglie religiose brigidine,
maschili e femminili, sparse nel mondo. Approdata anch’essa a Roma e al
Cattolicesimo, fondò il nuovo ramo delle Brigidine, con un significativo intento
ecumenico. L’ansia di riconciliazione e di comunione ecclesiale è stata poi
ereditata dalle sue figlie spirituali, le quali continuano ad offrire preghiere
e sacrifici, perché quanto prima si ricomponga l’unità tra quanti professano la
loro fede in Cristo.
6. Mentre con animo grato al Signore mi unisco alla gioia di coloro che
celebrano in questi giorni il VI Centenario della Canonizzazione di santa
Brigida, auspico di cuore che il suo servizio coraggioso alla Chiesa sia ancor
oggi di stimolo e di incoraggiamento per chi intende consacrarsi alla nuova
evangelizzazione dell’umanità.
Trasfonda il Redentore dell’uomo lo stesso anelito profetico e missionario della
Mistica svedese agli Istituti che camminano nel solco della sua spiritualità,
come pure alla intera comunità ecclesiale che si avvia verso il terzo Millennio
cristiano. Accompagni in modo speciale Maria, “Mater Gratiae”, ogni
futuro sviluppo dell’Ordine di cui Ella, diletta Figlia, è responsabile. Possa,
infine, ogni membro di codesto Ordine del S. Salvatore e delle altre famiglie
religiose che si ispirano a santa Brigida ottenere da Dio, grazie alla celeste
protezione della comune Madre Fondatrice, il dono della fedeltà e della
perseveranza.
In così impegnativo itinerario di perfezione evangelica sia di conforto a lei e
alle consorelle la mia speciale benedizione apostolica.
Dal Vaticano, 8 settembre, Festa della Natività di Maria SS.ma, dell’anno
1991, tredicesimo di Pontificato.
© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana
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