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LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II
A PADRE EUGENIO CAVALLARI NEL IV CENTENARIO
DELLA FONDAZIONE DELL’ORDINE DEGLI AGOSTINIANI SCALZI

 

Al Rev.mo Padre Eugenio Cavallari,
Priore Generale
dell’Ordine degli Agostiniani Scalzi

1. Ho appreso con gioia che codesto Ordine degli Agostiniani Scalzi si appresta a celebrare il IV Centenario della sua nascita, che ebbe inizio da quel radicale processo di rinnovamento della vita interiore e dell’osservanza regolare, auspicato dal 100° Capitolo Generale dell’Ordine Agostiniano, in data 19 maggio del 1592, con il decreto Et quoniam satis. Ringrazio il Signore per le splendide testimonianze di opere apostoliche e missionarie che in questi quattro secoli sono fiorite in seno a codesto Ordine, il quale ha costantemente ispirato la propria vita e attività agli insegnamenti del grande Agostino, Vescovo e Maestro di spiritualità. Auspico che le celebrazioni giubilari servano a rilanciare il proposito di un continuo rinnovamento interiore e di un maggiore impegno per la futura missione e ad avere sempre presenti nel cuore quei testi biblici che fin dall’epoca della Riforma costituirono un costante punto di riferimento: “Sono venuto a portare il fuoco sulla terra, e come vorrei che fosse già acceso!” (Lc 12, 49), e ancora: “Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa” (Es 3, 5). È questo il carisma specifico che gli Agostiniani Scalzi hanno vissuto, armonizzando la vita contemplativa con quella attiva.

2. Cari fratelli, siate fedeli al principio ispiratore della vostra Regola: “Il motivo essenziale per cui vi siete riuniti insieme è che viviate unanimi nella casa e abbiate unità di mente e di cuore, protesi verso Dio” (n. 3). Prendete stimolo anche da questa ricorrenza per concretizzare sempre meglio la vostra ascesi nella pienezza della vita comune, secondo il modello della prima comunità agostiniana di Tagaste. Sia la carità l’anima della vostra vita comune. Essa vivifichi l’attività apostolica dei singoli, esprima l’unità dei cuori, faccia della vostra Congregazione “un cuor solo e un’anima sola” (At 4, 32), senza mortificare la personalità di ciascun religioso, anzi, corroborandola e accrescendola (Cost., n. 8). Attenti al richiamo di Gesù: “Imparate da me, che sono mite e umile di cuore” (Lc 13, 3), vi avvierete realmente, secondo l’espressione di Agostino, “alle altezze con il piede dell’umiltà” (De sacra virginitate, 52), se avrete un peculiare atteggiamento di umiltà che favorisce la povertà, la mortificazione e il distacco dal mondo. Tale è, infatti, il significato spirituale più profondo dei voti di castità, povertà, obbedienza ed umiltà: “Entra scalzo in questa terra, perché è santa. Spoglia prima i piedi, cioè gli affetti dell’anima tua, e rimangano nudi e liberi” (Ven. P. Giovanni di S. Guglielmo, La scala dei 15 gradi, grado V). Sforzatevi di avere gli stessi sentimenti di Gesù, il quale spogliò se stesso, assumendo la natura di servo, e realizzate il desiderio della Chiesa di avere nel suo seno molti fedeli, che seguano più da vicino il Salvatore nella via della sua abnegazione (Lumen gentium, 42).

3. Siate uomini di comunione. Non fate mancare la vostra collaborazione affinché si accresca e si estenda il dialogo con tutti, specialmente con i lontani. Sforzatevi di promuovere una maggiore comprensione reciproca, mostrando con i fatti che Dio vi ha messi insieme, perché operiate insieme. Amate profondamente la vostra identità e la vostra Congregazione religiosa; attuate un profondo aggiornamento culturale e qualificate agostinianamente la pastorale, conciliandola con le esigenze della vita comunitaria. Coscienti di essere stati chiamati dalla misericordia di Dio a una nuova speranza, siate nel mondo uomini nuovi in Cristo risorto: ben radicati in Dio, compaginati nella Chiesa, aperti alle istanze del mondo moderno. In tal modo potrete davvero cantare il cantico nuovo, secondo la felice espressione di S. Agostino, testimoniando la presenza di Dio all’uomo moderno.

Maria nutra di delicati affetti la vostra vita e faccia della vostra Comunità una vera famiglia. Veneratela, secondo la vostra tradizione, con lo speciale titolo di Madre di Consolazione.

Con questi sentimenti ben volentieri imparto a Lei, a tutti i membri di codesto Ordine degli Agostiniani Scalzi e a quanti si uniranno alle cerimonie religiose nel corso dell’anno giubilare la mia speciale benedizione, in pegno di abbondanti favori celesti.

 

© Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana

 

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