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MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II
A PADRE JACQUES THOMAS, SUPERIORE GENERALE
DELLA CONGREGAZIONE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

Lunedì, 5 luglio 1993

 

Al reverendo padre Jacques Thomas,
Superiore generale della Congregazione
del Cuore Immacolato di Maria (Scheut).

In questo breve incontro con lei e i membri del capitolo generale della Congregazione del Cuore Immacolato di Maria, mi rallegro nell’offrire i miei ferventi voti per il compimento della carica di superiore generale che i suoi confratelli le hanno appena affidato. Vorrei che lei riferisse il mio cordialissimo saluto ai sacerdoti, ai fratelli, e anche agli scolastici e ai novizi del suo Istituto.

Dalla vostra fondazione ad opera di padre Teofilo Verbist, nel secolo scorso, la vostra Congregazione ha generosamente onorato la sua vocazione missionaria. Presenti in più di venti paesi, i Padri di Scheut sono tra coloro che testimoniano la fedeltà della Chiesa alla sua prima missione: annunciare il Vangelo di Gesù Cristo alle nazioni che non l’hanno ancora ricevuto. La vostra storia è stata attraversata da difficoltà e da prove, soprattutto quando non avete potuto proseguire il vostro apostolato in alcune regioni, ma mostra anche la fecondità della consacrazione religiosa di missionari completamente dediti all’evangelizzazione.

Più di tanti altri, voi avete una forte consapevolezza dell’immenso campo che resta aperto tra miliardi di uomini che la Buona Novella della salvezza non ha ancora esplicitamente raggiunto. È in questo spirito che avete risposto, con entusiasmo, all’appello recentemente ricevuto ad andare a fondare una missione in Mongolia, e tre dei vostri padri vi si sono recati senza indugi per stabilire un contatto approfondito con un popolo che, finora, non aveva potuto conoscere il Vangelo di Cristo. Prego con voi che questa nuova iniziativa missionaria porti presto frutti abbondanti e vi esprimo la gratitudine della Chiesa per la vostra disponibilità esemplare.

Restate, in seno alla Chiesa, coloro che ricordano senza tregua l’urgenza della missione, che si affidano alla forza della parola di salvezza, che si lasciano guidare dal dinamismo dello spirito d’amore e di verità, che piantano senza stancarsi la vigna che il Signore stesso nutre con la linfa della sua grazia per farle portare nuovi frutti! Come dice l’enciclica Redemptoris missio, questo impegno è necessario per alimentare l’ardore missionario di tutta la Chiesa, per andare ad gentes e per sostenere, con la preghiera e con i doni che il Signore ci manda, e allo stesso modo per assicurare con convinzione e generosità la nuova evangelizzazione di cui tutti i popoli hanno oggi realmente bisogno.

Consacrati al Signore nella vita religiosa, voi continuate anche un’antica tradizione della Chiesa: i pionieri dell’evangelizzazione sono spesso stati i religiosi, testimoni privilegiati del regno di Dio. Tramite il loro impegno a vivere poveri, casti e obbedienti in una vita fraterna essi sono segni dell’essenziale; sono testimoni della felicità di donarsi tramite l’amore per Dio e per i loro fratelli e sorelle in umanità; e mostrano loro la via della verità e della vita, illuminata dalla presenza di Cristo nel suo corpo che è la Chiesa.

Ora che il capitolo generale si avvicina alla conclusione, mi unisco alla vostra azione di grazia per i doni che avete ricevuto e per quelli che trasmettete come amministratori fedeli dei misteri della salvezza.

Con voi, affido al Cuore Immacolato della Vergine Maria, che protegge la vostra Congregazione, tutte le vostre intenzioni, le diverse missioni che garantite, la vostra gioia di servire, la vostra comunione profonda con il Salvatore del mondo. E invoco con tutto il cuore su voi e su tutti i membri dell’Istituto la benedizione di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo.

IOANNES PAULUS PP. II

 

© Copyright 1993 - Libreria Editrice Vaticana

 

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