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MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II
AL MODERATORE DELLA COMMISSIONE «FEDE E COSTITUZIONE»
DEL CONSIGLIO ECUMENICO DELLE CHIESE, DR. MARY TANNER

 

Al Dr. Mary Tanner,
Moderatore della Commissione
“Fede e Costituzione” del Consiglio Ecumenico delle Chiese

In occasione della V Conferenza Mondiale della Commissione “Fede e Costituzione” che si tiene a Santiago de Compostela dal 3 al 14 agosto 1993, estendo un cordiale saluto a tutti i partecipanti e assicuro le mie preghiere affinché lo Spirito Santo guidi e diriga le vostre decisioni sull’importante tema “Verso la Koinonia in Fede, Vita e Testimonianza”.

Colgo questa opportunità per esprimere ancora una volta la mia stima per la paziente dedizione della Commissione all’opera di superamento delle divisioni tra cristiani, poiché questa discordia – come pongono in rilievo i Padri del Concilio Vaticano II – “contraddice apertamente la volontà di Cristo, crea un ostacolo al mondo, e infligge danni alla causa più santa che è quella di proclamare la Buona Novella ad ogni creatura” (Unitatis redintegratio, 1). Desidero inoltre riaffermare l’impegno della Chiesa Cattolica a promuovere l’unità dei cristiani, cosicché la preghiera di Gesù “che siano una cosa sola” (Gv 17, 20) possa essere realizzata conformemente al suo provvidenziale disegno per il suo gregge. Come mezzo per raggiungere questo scopo incomparabilmente importante sembra particolarmente appropriata la riflessione sulla natura di koinonia, poiché la comunione ecclesiale non è semplicemente un argomento di crescente interesse teologico ma è un concetto che le Sacre Scritture usano come chiave per comprendere l’efficacia della grazia del Signore nella vita dei suoi discepoli. Come scrive San Paolo, la nostra chiamata è “nella comunione di suo Figlio, Gesù Cristo nostro Signore” (1 Cor 1, 9). Resi “partecipi della natura divina” (2 Pt 1, 4), partecipiamo della vera vita condivisa dal Dio uno e trino: il Figlio è in noi e il Padre nel Figlio (cf. Gv 17, 23).

Un’approfondita consapevolezza del profondo mistero della comunione ecclesiale spinge i cristiani a confessare che Dio e non l’uomo è l’origine dell’unità della Chiesa; essa li conduce al pentimento dei propri peccati contro la carità fraterna; e li incoraggia, sotto la grazia ispiratrice dello Spirito Santo, ad operare attraverso la preghiera, la parola e l’azione per ottenere quella pienezza di unità che Gesù Cristo desidera (cf. Unitatis redintegratio, 4).

Importanti studi di “Fede e Costituzione”, in cui i teologi cattolici hanno preso parte per molti anni, hanno reso un gran servizio alla causa dell’unità cristiana individuando punti di convergenza e persino di accordo su questioni su cui i credenti sono stati a lungo divisi. Questo è in realtà un adempimento significativo che conferma la speranza in tutti coloro che hanno a cuore l’unità dei cristiani. Mi unisco a voi nella preghiera perché la V Conferenza Mondiale di “Fede e Costituzione” generi, con l’aiuto di Dio, frutti abbondanti per aiutare a risolvere le rimanenti questioni necessarie per raggiungere un’unità visibile in una fede e in una comunità eucaristica. Chiedo allo Spirito Santo di ispirare in tutti i presenti quella “conversione del cuore e santità di vita” (Ivi, 8) necessarie per rispondere al continuo richiamo di Dio a ricercare l’unità.

Possano gli abbondanti doni del Dio uno e trino sostenere voi tutti nei vostri sforzi a favore dell’Ecumenismo.

Dal Vaticano, 21 luglio 1993.

IOANNES PAULUS PP. II

 

© Copyright 1993 - Libreria Editrice Vaticana

 

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