LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II
ALL'ARCIVESCOVO DI SPLIT-MAKARSKA,
MONSIGNOR ANTE JURIĆ, IN OCCASIONE DEL
XIII CONGRESSO DI ARCHEOLOGIA
CRISTIANA
Al Venerato Fratello Nostro Ante Juric,
Arcivescovo di Split-Makarska
Col favore
di Dio, nella nobile città di Spalato sarà solennemente aperto domenica
prossima, 25 settembre 1994, e si chiuderà il sabato seguente a Parenzo, in
Istria, il XIII Congresso Internazionale di Archeologia Cristiana, organizzato
dal Comitato per la promozione dei Congressi Internazionali di Archeologia
Cristiana, che ha sede a Roma presso il Nostro Istituto di Archeologia
Cristiana, in collaborazione con il Comitato Nazionale Croato presso il Museo
Archeologico di Spalato.
Nel prossimo incontro sarà ricordato il primo Congresso
Internazionale di questo genere, che fu celebrato a Salona cento anni or sono,
nel 1894, grazie soprattutto all’impegno e alla cura del Reverendo Padre Frane
Bulic, del presbiterio di Spalato, come pure il centesimo Anniversario della pia
morte di quell’uomo illustrissimo che fu Giovanni Battista De Rossi, Romano,
giustamente considerato il fondatore della Archeologia Cristiana, e che morì a
Castel Gandolfo il 20 settembre di quello stesso anno 1894.
Oltre al carattere
commemorativo, questo Congresso di Spalato e Parento si propone di occuparsi più
da vicino dell’età di Giustiniano, cioè dei secoli VI e VII, studiando le
testimonianze archeologiche della vita e della trama civile, sociale,
ecclesiastica e politica che caratterizzò quei tempi, nei quali dalle rovine del
mondo romano ormai distrutto nascevano a poco a poco, impercettibilmente, le
fondamenta di quegli elementi e di quell’ordine, che dal di dentro diedero forma
al cosiddetto medioevo.
Non si deve a questo punto dimenticare che fin
dall’antichità furono stretti solidi legami tra la Città di Roma la Sede
Apostolica e le vostre regioni, situate sulla sponda orientale del Mare
Adriatico, per cui a poco a poco accadeva che Dalmazia e Istria, a cui poi si
aggiunsero tutte le altre zone della Croazia, si unissero in un intimo vincolo
di culto e di umanità con il mondo occidentale.
Celeberrima testimonianza di
questo legame è la notizia del Liber pontificalis, riguardante il Nostro
Predecessore di venerata memoria Papa Giovanni IV (640-642), nella quale si
legge che il Pontefice stesso “appartenendo alla Nazione Dalmata, durante il suo
regno inviò molto denaro in tutta la Dalmazia e l’Istria, per mezzo del
santissimo e fedelissimo abate Martino, per il riscatto dei prigionieri che
erano stati catturati dai pagani, e fece costruire a Roma una chiesa ai martiri
Venanzio, Anastasio, Mauro e moltissimi altri, le cui reliquie aveva comandato
fossero fatte venire dalla Dalmazia e dall’Istria e riposte in quella chiesa,
vicino al battistero Lateranense, nei pressi dell’oratorio del beato Giovanni
evangelista” (cf. Liber Pontificalis, ed. L. Duchesne, I, pag. 330).
Noi pure
siamo assai lieti delle iniziative promosse con esito felice dal primo e dalla
successiva serie dei precedenti Congressi di Archeologia Cristiana. Dopo Spalato
e Salona questi incontri si svolsero: a Roma (1900), Ravenna (1932), di nuovo a
Roma (1938), ad Aix (1954), nuovamente a Ravenna (1962), a Treviri (1965), a
Barcellona (1969), per la terza volta a Roma (1975), a Salonicco (1980),
Lione-Grenoble-Ginevra-Aosta (1986), Bonn (1991); perciò speriamo che anche
questo Congresso porti buoni e abbondanti frutti. Confidando in ciò, auspichiamo
dal profondo del cuore che un incontro di esperti in questa materia - sotto la
guida del sopra lodato Comitato Romano per la promozione dei Congressi
Internazionali di Archeologia Cristiana - si ponga a servizio delle giuste cause
della scienza e della vera cultura.
Infatti lo studio della Archeologia
Cristiana non offrirà soltanto “documenti storici”, ma svelerà agli studiosi
della vita della Chiesa le “vestigia del popolo di Dio”, ed offrirà
testimonianze di grande importanza sulla fede di coloro che ci hanno preceduto,
così che sempre più la Chiesa apparirà quale “segno levato fra le Nazioni”.
Con
questa Nostra Lettera auguriamo a Lei, Venerato Fratello Nostro, e a tutti i
promotori, relatori e partecipanti ogni successo, e con grande piacere
impartiamo la benedizione apostolica, pegno di celeste grazia.
Dal Vaticano, 21
settembre 1994, sedicesimo anno del Nostro Pontificato.
IOANNES PAULUS PP. II
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