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LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II
AL PADRE PETER-HANS KOLVENBACH, DIRETTORE
GENERALE DELLA PIA UNIONE DELL'APOSTOLATO
DELLA PREGHIERA NEL 150° DI FONDAZIONE

Sabato, 3 dicembre 1994

 

Al P. Peter-Hans Kolvenbach,
Preposito Generale della Compagnia di Gesù

1. Al compiersi del 150° anniversario di fondazione della Pia Unione per l’Apostolato della Preghiera desidero manifestare a Lei, che ne è il Direttore Generale, e, per suo tramite, a tutti gli aderenti il mio grato apprezzamento per il grande bene che essa ha compiuto e tuttora compie nella Chiesa. La fausta ricorrenza mi induce altresì a rivolgere un caldo incoraggiamento perché si voglia perseverare in un impegno che si è rivelato straordinariamente prezioso per la vita spirituale dei fedeli e delle comunità.

2. Gli inizi del provvidenziale Sodalizio risalgono, com’è noto, al 3 dicembre 1844, festa di San Francesco Saverio, quando in uno Studentato della Compagnia di Gesù, a Vals in Francia il Padre Francesco Saverio Gautrelet convinse gli studenti ad impegnarsi a collaborare spiritualmente con i confratelli che lavoravano nei diversi campi di apostolato mediante l’offerta delle loro attività, preghiere e sacrifici.

Nasceva così, con l’approvazione del Vescovo di Le Puy, l’“Apostolato della Preghiera”. L’Associazione conobbe poi una rapida diffusione, giungendo ad annoverare, già prima della fine del secolo, oltre 13 milioni di iscritti nelle diverse parti del mondo.

3. L’Apostolato della Preghiera è stato sempre molto caro ai Romani Pontefici. Pio IX ne approvò i primi Statuti, esortando i membri a fare l’offerta quotidiana delle loro preghiere e delle loro fatiche per la Chiesa e per il Papa. Successivamente anche gli altri Sommi Pontefici riservarono segni di speciale attenzione al Sodalizio, sottolineandone il contributo efficacissimo alle varie attività apostoliche.

Il 27 marzo 1968, il Papa Paolo VI approvò l’adattamento degli Statuti secondo la dottrina e lo spirito del Concilio Vaticano II ed io stesso nella mia Allocuzione del 13 aprile 1985 ai Segretari Nazionali dell’Apostolato della Preghiera, riuniti in Congresso, ricordai la consolante verità secondo cui i cristiani, mediante l’offerta della loro vita e del loro lavoro quotidiano al Cuore di Cristo, collaborano attivamente al mistero della Redenzione. Ogni anno, poi, amo consegnare personalmente a Lei, nella sua qualità di Direttore Generale dell’Apostolato della Preghiera, le intenzioni mensili da me scelte per l’anno successivo.

4. Alle soglie ormai del terzo Millennio, in un mondo ritornato in tanti suoi settori praticamente pagano, appare quanto mai urgente che gli aderenti a codesta Pia Unione si sentano particolarmente impegnati nel sostegno alla nuova evangelizzazione.

Cristo è venuto a predicare la Buona Novella ai poveri. L’Apostolato della Preghiera si è sempre considerato una forma di pietà popolare per tutte le genti e, in tal senso, durante questi 150 anni, ha reso un importante servizio, ravvivando nei fedeli la consapevolezza del valore della loro vita per l’edificazione del Regno di Dio. In un mondo scristianizzato come l’attuale, quale contributo più significativo potrebbe offrire l’Apostolato della Preghiera che la propria dedizione entusiasta alla nuova evangelizzazione? E necessario riaprire gli occhi dei piccoli al messaggio liberante della Rivelazione.

5. In particolare, gli aderenti alla Pia Unione si sentiranno impegnati ad insegnare, soprattutto a coloro che ne hanno perso la consuetudine, a pregare con l’aiuto della parola di Dio. Cristo è la Parola vivente che porta personalmente la verità e la vita alle menti e ai cuori. Dalla meditazione della Sacra Scrittura il fedele è indotto ad accogliere con gioia la volontà di Dio e, con il sostegno della grazia che scaturisce dall’Eucaristia, a tradurla nella vita quotidiana.

Quanto più s’impara ad ispirare la propria preghiera alla parola di Dio, tanto più intimamente si è compenetrati dai sentimenti del Cuore di Cristo. La partecipazione alla vita liturgica si rivela, in questo senso, di straordinaria efficacia. Sarà compito dell’Apostolato della Preghiera promuoverla, nella consapevolezza dell’importanza essenziale che ciò riveste per il successo della nuova evangelizzazione.

Ed ancora, la nuova evangelizzazione sarà efficace nella misura in cui contribuirà a rinsaldare la comunione ecclesiale nella grazia che fluisce dal Cuore di Cristo. L’Apostolato della Preghiera durante un secolo e mezzo di vita ha creato una profonda comunione di preghiera tra centinaia di milioni di credenti. Non si può sperare di meno per il futuro. La Pia Unione dovrà continuare a spingere il maggior numero possibile di persone a pregare insieme il Padre nel nome del Figlio e con la grazia dello Spirito Santo secondo le intenzioni della Chiesa.

Questa vasta comunione di preghiera contribuirà efficacemente all’edificazione sia della Chiesa universale che delle Chiese locali. Mentre esorto, pertanto, a perseverare nella preghiera per le necessità urgenti della Chiesa tutta, desidero invitare i fedeli a pregare con i loro Pastori anche per le intenzioni delle Chiese locali e per le stesse singole comunità.

6. Nel ringraziare, infine, quanti s’adoperano per alimentare la spiritualità dell’Apostolato della Preghiera, a cominciare da Lei, Reverendo Padre, ma pensando poi ai segretari nazionali e ai direttori diocesani, ai parroci e ai loro collaboratori, agli insegnanti e ai catechisti, a tutti imparto la mia affettuosa benedizione, propiziatrice delle grazie sgorganti dal Cuore di Cristo, pieno di amore e di misericordia.

Dal Vaticano, 3 dicembre 1994.

IOANNES PAULUS PP. II

 

© Copyright 1994 - Libreria Editrice Vaticana

 

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