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LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II
A MONSIGNOR DOMENICO
D’AMBROSIO,
VESCOVO DI TERMOLI-LARINO

 

Al Venerato Fratello
Mons. DOMENICO D’AMBROSIO
Vescovo di Termoli-Larino
 

Ho appreso con gioia che la Chiesa di Termoli-Larino celebra il 50° anniversario del felice rinvenimento delle reliquie di san Timoteo, “vero figlio nella fede” (2 Tm 1, 1) dell’Apostolo Paolo, avvenuto nel 1945, nella Cripta della Basilica Cattedrale dell’antica diocesi di Termoli.

Tale ricorrenza giubilare, già da me arricchita con il dono dell’indulgenza plenaria, costituisce un momento importante per codesta Comunità diocesana chiamata, sulle orme del Santo Patrono, a rinnovare la sua fedeltà al Vangelo, per essere anche oggi segno luminoso dell’amore di Dio che salva.

Custodire l’urna che racchiude i resti mortali del discepolo prediletto dell’Apostolo Paolo, davanti alla quale anch’io ho sostato in preghiera nella mia visita pastorale alla città di Termoli, rappresenta, infatti, non solo un grande privilegio, ma soprattutto un programma, che impegna a guardare, nelle scelte della pastorale diocesana, al suo luminoso esempio di fedeltà e di amore a Cristo e ai fratelli.

Dalle lettere dell’Apostolo Paolo apprendiamo che il contesto in cui operava san Timoteo si presentava irto di difficoltà: egoismi, forti contese, false dottrine, immoralità, superficialità nella pietà, disprezzo per i più deboli insidiavano la vita del gregge del Signore; ma intuiamo, altresì, le risposte che la fede nel Signore suggerì al giovane Timoteo.

Egli pose in cima al suo impegno pastorale una intensa vita di preghiera e di comunione, obbedendo con animo filiale alle consegne dell’Apostolo: “Ti raccomando, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini” (1 Tm 2, 1).

L’impegno pastorale di san Timoteo era caratterizzato da una intensa ricerca dell’incontro con Dio e da uno stile di vita improntato a profonda carità protesa alla ricerca degli erranti (1 Tm 1, 5).

Ma, a garanzia della pietà e della comunione, Timoteo apprende da Paolo la consegna a custodire con fedeltà la Verità rivelata: “Custodisci il deposito” (1 Tm 6, 20) “rimani saldo in quello che hai imparato” (2 Tm 3, 14): è qui che prende forza l’azione apostolica.

Da tale compito, infatti, Timoteo trae l’ardore e il coraggio per annunciare con decisione la Parola di Dio “in ogni occasione opportuna e non opportuna” (2 Tm 4, 2), “per raggiungere e quasi sconvolgere mediante la forza del Vangelo i criteri di giudizio, i valori determinanti, i punti di interesse, le linee di pensiero, le fonti ispiratrici e i modelli di vita dell’umanità, che sono in contrasto con la Parola di Dio e col disegno di salvezza” (Evangelii Nuntiandi, 19) e portare tutti gli uomini alla salvezza ed alla conoscenza della Verità (cf. 1 Tm 2, 4).

Merita di essere ricordata, infine, l’attenzione che, seguendo la scuola di Paolo, Timoteo rivolgeva alla famiglia e alle donne, perché nel corrispondere integralmente alla propria vocazione diventino annuncio della novità di Cristo.

Auspico di cuore che questa ricorrenza giubilare offra a codesta Chiesa di Termoli-Larino l’occasione di affrontare le sfide esigenti del nostro tempo e che essa, accompagnata e sorretta dalla fede e dall’esempio del suo santo Patrono, possa annunciare con rinnovato ardore il Vangelo e testimoniare senza paura l’amore di Dio per l’uomo, preparandosi, in tal modo, a varcare la soglia del terzo millennio cristiano.

Invoco per questo dal Signore abbondanti doni celesti ed imparto volentieri a Lei, Venerato Fratello, ai Sacerdoti, ai Religiosi, alle Religiose e all’intero popolo di Dio l’implorata Benedizione Apostolica.

Dal Vaticano, 8 Maggio 1995.  

IOANNES PAULUS PP. II

 

© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana

 

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